STABILIZZAZIONE COMANDATI? SÌ, MA NON PER TUTTI
In occasione dell’ultimo incontro avuto con l’Amministrazione, lo scorso 22 giugno, ci fu comunicata l’adozione, a seguito delle reiterate richieste delle scriventi organizzazioni sindacali di immissione nei ruoli INPS, delle determina presidenziale, firmata il giorno prima, di stabilizzazione degli ultimi comandi (146 di area B e 9 di area C del comparto scuola), attivati in entrata presso il nostro Istituto: si completava in questo modo, dopo la determina di dicembre 2016 che aveva interessato il personale in comando di area C, l’operazione di stabilizzazione dei comandati in servizio nella nostra Amministrazione.
Peccato però che questa operazione abbia in alcuni casi escluso dei colleghi ed in altri abbia condotto ad un inquadramento giuridico che noi riteniamo non corretto.
Ci riferiamo a tre tipologie di comandi, i numeri complessivi di tutte le casistiche sull’intero territorio nazionale non superano le venti unità, che interessano colleghi da diversi anni in servizio presso le sedi dell’Istituto, colleghi che, al pari degli altri comandati,sono stati oggetto negli anni, in sede di proroga dei provvedimenti di assegnazione, di relazioni positive da parte dei Direttori regionali e provinciali che li hanno avuti in carico e che l’Amministrazione dovrebbe stabilizzare al pari di tutti gli altri.
Una prima tipologia è rappresentata da quei colleghi, inseriti nell’area B del comparto Università (B3-B6 ex quinta qualifica funzionale), che per effetto delle tabelle di equiparazione, adottate con D.P.C.M.del 26/6/2015, si ritrovano ad essere inquadrati in area A del comparto EPNE benché siano riconosciuti dall’INPS in area B in virtù delle precedenti tabelle applicate all’epoca dell’attivazione del comando. Il risultato è che questi colleghi, se non muta la posizione dell’Amministrazione, che noi giudichiamo incomprensibile,rischiano di restare fuori dall’operazione di stabilizzazione, determinando un’ingiustizia nei loro confronti.
Infatti, lo stesso D.P.C.M. del 26/6/2015, nel definire le corrispondenze delle posizioni economiche del personale dei diversi comparti, richiama quale criterio applicativo non solo quello dei contenuti degli ordinamenti professionali regolati dai rispettivi CCNL (mansioni, compiti, responsabilità ecc…), ma anche quello della prossimità degli importi del trattamento tabellare del comparto di provenienza(art.2, comma 3, del DPCM 26/6/2015): nei casi specifici la prossimità della retribuzione tabellare assimila i colleghi B3-B6 del comparto Università alla nostra area B piuttosto che all’areaA (motivo in più perché le tabelle siano lette non in modo asettico, ma alla luce degli stessi contenuti del dispositivo normativo). Ancora più incomprensibile appare la linea seguita dall’Istituto se si tiene conto che l’Amministrazione, nel procedere alla proroga del comando di questi colleghi lo scorso mese di dicembre, aveva prospettato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, senza ricevere ad oggi alcun formale diniego, una soluzione di salvaguardia delle posizioni economiche ricoperte all’atto dell’immissione in servizio all’avvio del comando:sarebbe la soluzione più ragionevole, giusta ed ispirata a canoni di buonsenso.
Altra categoria, che ad oggi resta fuori dalla stabilizzazione dei comandi ,è quella rappresentata dai colleghi transitati (parliamo di personale in alcuni casi operativo in Istituto da ben 7 o addirittura 12 anni se calcoliamo i periodi svolti negli enti soppressi) in INPS per effetto di leggi speciali ( art. 42-bis del D.Lgs.n.151/2001 eart. 17 L. n.266/1999): in considerazione dell’esiguità dei numerie delle scadenze dei relativi provvedimenti di assegnazione/comando (2017, 2018, 2019 e 2020) l’Amministrazione non incontrerebbe alcun ostacolo giuridico al loro inserimento nei ruoli del personale.
Una terza tipologia di comandati, la cui stabilizzazione non viene messa in discussione, ma di fatto si determina nei loro confronti una dequalificazione sul piano del’inquadramento professionale, è rappresentata dai colleghi provenienti dal comparto Università dove erano stati assunti nell’ex settima qualifica funzionale (equivalente al nostro C1) e che per effetto delle famigerate tabelle di equiparazione di cui al DPCM26/6/2015 si ritrovano ad essere inquadrati in area B, un’area corrispondente, nel nostro comparto, alla ex quinta e sesta qualifica funzionale: un ulteriore esempio del fatto che le tabelle di equiparazione definite nel 2015 devono essere correttamente applicate in ragione degli inquadramenti attribuiti ai colleghi prima della definizione delle aree professionali nel comparto Università. Diversamente, come sta accadendo per questo personale, si consuma un ricatto: accettare la stabilizzazione con relativo sottoinquadramento, oppure rientrare nelle Amministrazioni di provenienza disperdendo un patrimonio professionale sul quale negli anni l’INPS ha investito.
Con la carenza di personale che ci ritroviamo non possiamo perdere neanche un collega!
Roma, 11 luglio 2017
FP CGIL/INPS
Matteo Ariano
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
Si é svolto giovedì 6 luglio il previsto incontro del tavolo nazionale per il rinnovo del contratto della cooperazione sociale.
L’incontro é servito per definire in maniera conclusiva il testo relativo alla modifica del campo di applicazione, argomento che ci ha visti impegnati lungamente perché ritenuto fondamentale dalle controparti e sul quale, in almeno due occasioni, abbiamo corso il rischiodi una precipitazione del confronto. L’esito del nostro lavoro, in un clima di buona tenuta unitaria e al termine di una giornata faticosa e tesa, ci consegna una formulazione che scioglie alcuni nodi. Sul tema più “caldo” degli ultimi incontri, quello relativo alle attività previste per le coop di tipo “b” abbiamo provveduto ad inserire il testo letterale della legge 381/91, che viene richiamata anche in testa al nuovo articolo 1 come norma di riferimento generale utile non solo, quindi, a definire cos’é una coop sociale ma anche come rimando esplicito ad alcune previsioni contenute al suo interno. Per la parte relativa ai servizi educativi la formulazione adottata richiama i contenuti delle normative vigenti, definendo – dentro al contratto – servizi che fino ad ora erano stati elencati in modo più generale ed escludendo pericoli di invasione di campo in terreni che non sono pertinenza di quel contratto; stesso dicasi per l’integrazione al campo di applicazione delle imprese sociali in virtù della normativa vigente.
Infine, per quanto il capoverso che tratta delle prerogative dei soci lavoratori, abbiamo integrato la formulazione precedente chiarendo che il CCNL definisce i trattamenti a cui fare riferimento sia per la parte economica che per la parte normativa, questo per noi è un risultato di grande valore in quanto mette al centro il CCNL e interpreta in modo condiviso le previsioni della L142/2001.
Chiuso questo primo capitolo, si tratta ora di imprimere un’accelerazione nella discussione del contratto da rinnovare, a partire dai contenuti della piattaforma unitaria che abbiamo presentato alle controparti. Lo faremo a partire dai prossimi due incontri in calendario per il 27 luglio e 19 settembre prossimi.
Il capo delegazione
Michele Vannini
Si è tenuto oggi il previsto incontro con Agespi, relativo alla trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
In premessa, abbiamo chiesto al capo delegazione di parte datoriale, dr. Calcinati, chiarimenti in merito alla applicazione del contratto che Anaste ha recentemente sottoscritto con organizzazioni non rappresentative del comparto, da parte di strutture ed associazioni aderenti ad Agespi. Abbiamo ricevuto compiute assicurazioni riguardo al fatto che nelle strutture Korian che attualmente applicano il CCNL Anaste non si procederà con il nuovo contratto, e che verrà concordata con le OOSS territoriali la fase transitoria, in attesa della sottoscrizione del contratto Agespi.
Abbiamo avuto anche parziali rassicurazioni rispetto Anni Azzurri, e la possibilità di recuperare quanto da questa associazione messo in atto ad oggi.
La discussione ha poi affrontato il tema dal campo di applicazione, arrivando a condividere un testo di massima che rende conto del fatto che il contratto si applica nel campo socio sanitario, socio assistenziale, socio educativo.Sono stati inoltre delineati i temi su cui saranno focalizzati i prossimi incontri, che riguardano rappresentanza, relazioni sindacali e mercato del lavoro.
La delegazione datoriale si è riservata di entrare nel merito anche delle richieste economiche avanzate fin dai prossimi incontri, che sono già stati fissati per il 7 e il 20 settembre, e per il 4 ottobre.
p. FP CGIL
Denise Amerini
Resp. Naz.le SSAEP
Di seguito la nota a firma delle segreterie nazionali di FPCGIL, CISL FPe UILPA su una circolare relativa alla questione della ripartizione del
12,5€.
La questione ha messo in forte agitazione i lavoratori e sono state indette assemblee in tutti i posti di lavoro.
Da colloqui informali con i vertici risulta che tale circolare non è affatto operativa e che non dovrebbe avere conseguenze tuttavia, data la delicatezza della questione, che andrebbe ad impattare con la retribuzione di lavoratori, abbiamo ritenuto di scrivere ai massimi vertici chiedendone il ritiro e immediati dettagliati chiarimenti.
Vi terremo informati sugli sviluppi
FP CGIL NAZIONALE
Nicoletta Grieco
In allegato copia dell’atto stragiudiziale in oggetto, debitamente notificato al Ministro della Difesa nei giorni scorsi, con il quale lo studio legale incaricato dalla Fp Cgil, motivandone accuratamente le ragioni, INTIMA quest’ultimo a revocare la circolare M_DGCIV REG2016 0072986 del 25.11.2016, emessa dalla Direzione Generale del personale civile, reparto 2^ – divisione 3^ – Sezione 3^, avente ad oggetto disposizioni concernenti “Personale turnista. Istituti vari”. Trattasi di un argomento che la Fp Cgil nazionale reputa indispensabile affrontare in sede legale, dopo aver provato invano nei mesi scorsi a trattarla in ambito sindacale, poiché attiene all’accesso e al legittimo esercizio dei diritti acquisiti da parte delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, loro malgrado coinvolti dalle disposizioni contenute nella predetta circolare. Vi terremo come sempre tempestivamente al corrente degli sviluppi del caso.
Il Coordinatore Nazionale
Fp Cgil Ministero Difesa
Francesco Quinti
Roma 11 Luglio 2017

Campagna Estiva Antincendio 2017
– Comunicato Stampa e indizione conferenza stampa
Messina BRUCIA
I VIGILI DEL FUOCO SONO ALLO STREMO DELLE FORZE
MEZZI INSUFFICIENTI
Il coordinamento sindacale unitario provinciale Vigili del Fuoco di Messina denuncia le condizioni di lavoro del personale V.F., al limite della sopportazione.
Da tempo le scriventi OO.SS. segnalano le gravissime difficoltà in cui operano le lavoratrici ed i lavoratori del DGMC, anche a seguito degli interventi normativi che hanno raddoppiato i carichi di lavoro lasciando immutati gli organici.
Gli interventi messi in campo sino ad oggi si sono rivelati inadeguati e non hanno prodotto alcun mutamento nelle condizioni di lavoro del personale.
Avevamo a suo tempo preannunciato che il nuovo Dipartimento, senza interventi strutturali sugli organici e in assenza di investimenti e progettualità, non sarebbe potuto decollare e le conseguenze sarebbero ricadute sulle spalle dei lavoratori e sulla funzionalità del Dipartimento stesso che, almeno a giudicare da Sue ripetute affermazioni, dovrebbe essere protagonista principale di una grande trasformazione dell’intera esecuzione penale.
Purtroppo ciò si sta verificando e le condizioni peggiorano di giorno in giorno.
Le rassicurazioni fornite sino ad oggi si sono rivelate insufficienti e, pertanto, per dar seguito alla importante discussione avviata con gli Stati Generali della esecuzione penale, occorre che vengano mantenuti gli impegni e reperite le risorse necessarie alle nuove assunzioni; la situazione non può più essere affrontata con soluzioni tampone e consulenze esterne che portano alla progressiva esternalizzazione di un servizio costituzionalmente rilevante.
Ci aspettiamo una sua urgente convocazione per discutere della problematica.
Roma, 10 luglio 2017
FPCGIL CISL FP UILPA
Chiaramonte Petriccioli Colombi
In piazza in tutta Italia per stabilizzazione, a sostegno petizione
con oltre 10 mila firme
Roma,10 luglio –Fp e NIdiL Cgil promuovono per lunedì 17 luglio una giornata di mobilitazione nazionale dei precari della ricerca. Un’iniziativa, dietro le parole ‘RicerchiamoStabilmente“.
La ricerca scende in piazza’, a conclusione della raccolta firme sulla petizione lanciata il 24 maggio per la stabilizzazione del personale precario degli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) e Izs (Istituti zooprofilattici sperimentali) e che ha visto ad oggi l’adesione di quasi diecimila firme, fra quelle raccolte on line e quelle nei banchetti allestiti presso gl iIstituti e nelle piazze delle città sede degli stessi.
Con l’iniziativa di mobilitazione del 17 luglio, che si articolerà con presidi in tutte le città dove hanno sede gli istituti di ricerca interessati, e alla quale seguirà poi la consegna ufficiale delle firme raccolte alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, Fp e NIdiL Cgil vogliono“portare all’attenzione dei cittadini e degli utenti i problemi di questi lavoratori, precari sottopagati, privi di diritti e tutele, con contratti a singhiozzo. Lavoratrici e lavoratori che da troppi anni sono tenuti fuori da un percorso distabilizzazione ma che, nonostante questa loro condizione, consentono all’Italia di rimanere fra i primi paesi al mondo per scoperte in questo campo,e soprattutto garantiscono ai cittadini di avere un’assistenza sanitaria di eccellenza e al passo con le innovazioni terapeutiche”.
Fp e NIdiL Cgil sostengono che “portare la ‘ricerca in piazza’ sia il modo migliore per dare risalto e valore a un lavoro precario ma fondamentale per il benessere e lo sviluppo del nostro Paese”. Per queste ragioni con l’iniziativa nazionale del 17 luglio, con i presidi si terranno nei territori, le categorie della Cgil puntano a coinvolgere “l’opinione pubblica in questa nostra richiesta di riuscire finalmente a far comprendere a chi ne ha la responsabilità che occorre intervenire con soluzioni credibili su questo argomento”. L’obiettivo è l’apertura di un confronto, così come rivendicato nella petizione,“con i sindacati che rappresentano questi lavoratori e trovare così le soluzioni migliori, in difesa della dignità del lavoro e a garanzia di un settore cruciale per il paese stesso. Perché – concludono Fp e NIdiL Cgil – un paese che si vanta di essere fra i grandi della terra deve farsi carico di chi in condizione precarie continua a fare in modo che ciò si realizzi”.

Intervista a Sandro Alloisio, Fp Cgil Nazionale

10.07.2017 – Le condizioni di lavoro del personale Vigile del Fuoco sono al limite della sopportazione. Il grand caldo di questi ultimi giorni sta mettendo a dura prova il personale, le richieste di intervento sono talmente tante che si fa fatica a garantire il soccorso tecnico urgente. Necessita un intervento urgente del Governo con uno stanziamento economico adeguato che oltre a consentire il rinnovo del parco automezzi, ormai vetusto in gran parte di Italia, garantisca un piano assunzionale per il 2017 2018. Questo può trovare soluzione attraverso l’assunzione immediata di tutti gli idonei al concorso 814 a completamento delle carenze attualmente presenti nella dotazione organica.
Il 12 luglio il Sottosegretario Bocci incontrerà Cgil Cisl e Uil per la procedura di conciliazione a seguito della dichiarazione dello di agitazione unitario dichiarato il 6 luglio u.s. e che ha come obiettivo adeguare gli organici del personale operativo e contemporaneamente abbassare l’età media delle squadre operative. Le risposte che ci aspettiamo da parte del Governo dovranno essere certe e non più rinviabili. Mai come oggi le difficoltà riscontrate in termini di soccorso al cittadino sono così evidenti da mettere in difficoltà il Corpo Nazionale e quindi l’intero impianto della SAFETY. La responsabilità di tutto questo, non può certo ricadere sul personale VF.
Inoltre, per quanto ci riguarda, va rivisto l’intero impianto concorsuale attualmente in vigore; servono modalità di assunzioni diverse e mirate a coprire le reali necessità del territorio evitando il consueto pendolarismo.
L’intervista rilasciata da Luca Cipriani, componente dell’Esecutivo Nazionale, ribadisce la posizione della Fp Cgil VVF su questi argomenti
Leggi qui: http://www.veronasera.it/cronaca/protesta-vigili-del-fuoco-10-luglio-2017.html
SEGRETERIE NAZIONALI – MINISTERO DIFESA
SOTTOSCRITTA L’IPOTESI DI ACCORDO PER LA DISTRIBUZIONE DEL FUA 2017
12.000 SVILUPPI ECONOMICI DAL 1° GENNAIO 2017, CON UN PESO MOLTO MAGGIORE ATTRIBUITO ALL’ANZIANITÀ – RECUPERATE RISORSE ECONOMICHE (1,7 MLN €.) PER I FONDI LOCALI E RILANCIO DELLA CONTRATTAZIONE LOCALE
A conclusione di un confronto lungo e complicato, abbiamo sottoscritto stamani l’Ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2017, predisposta dall’Amministrazione con un’ultima modifica da noi ritenuta importante e decisiva. Lo abbiamo fatto solo in data odierna, in ragione di precedenti indifferibili impegni legati al confronto che stiamo avendo con i lavoratori nelle assemblee tenute in questi mesi, ultima quella svolta a Bari nei giorni scorsi.
Il testo finale dell’Ipotesi è stato in più parti innovato rispetto alle iniziali proposte dell’A.D., e questo anche in ragione del significativo contributo reso dalle scriventi OO.SS. che, a conclusione del complicato percorso di confronto, ne danno un giudizio complessivamente positivo.
… continua a leggere – apri l’allegato –
La circolare INPS 20 giugno 2017, n. 101 fornisce le indicazioni operative per la sistemazione delle posizioni assicurative degli interessati nella banca dati e per il passaggio a SIN2 dell’intera platea degli iscritti alla Cassa Stato.
A tal fine l’Istituto ha reso disponibile il “Lotto4“per la lavorazione tramite la procedura Passweb.
Il “Lotto4” interessa le posizioni assicurative di circa 320mila dipendenti pubblici tra cui:
– gli iscritti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nati fino al 1955;
– il personale delle Università, statali e non statali;
– il personale dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane.
Sono state, inoltre, indicate le istruzioni per l’erogazione delle prestazioni pensionistiche in vigore e del trattamento di pensione sulla base dei dati presenti nel conto assicurativo per gli iscritti alla Cassa Stato pertanto coloro che sono prossimi alla pensione devono controllare attentamente la loro posizione assicurativa al fine di evitare amare sorprese.