Nella giornata di ieri si è svolto l’ennesimo incontro al DAP per discutere dei criteri di ridimensionamento delle dotazioni organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria nelle sedi extra moenia.
La parte pubblica ha aperto la discussione precisando che a giorni uscirà il D.M. sulle suddette dotazioni organiche e quindi era necessario chiudere la discussione sui criteri da utilizzare per procedere al ridimensionamento del numero di unità di Polizia Penitenziaria presenti nelle stesse.
La FP CGIL ha aperto il suo intervento evidenziando che in una situazione drammatica come quella che vive oggi il Corpo di Polizia Penitenziaria, con un organico ridotto di circa 8500 unità, è del tutto evidente che non è più tollerabile che vi sia nelle carceri una carenza di personale che supera il 30% e nelle sedi extra moenia un esubero di poliziotti. Questo stato di cose impone un processo di razionalizzazione delle risorse che va messo in atto immediatamente, poiché con il piano ferie la carenza di personale negli istituti è maggiormente sentita. A dimostrazione di questo vi sono le molteplici manifestazioni di protesta che la FPCGIL, spesso al fianco di altre sigle sindacali, sta organizzando su tutto il territorio nazionale. Non avremo nuovi agenti a disposizione prima di dicembre e i pochi che sono stati assunti non sono sufficienti a colmare il vuoto lasciato dai pensionamenti,quindi è necessario definire oggi stesso i criteri per operare il ridimensionamento delle dotazioni organiche delle sedi extra moenia, per poter poi procedere non appena viene firmato il citato decreto dal Ministro della Giustizia. Ovviamente i criteri da adottare sono quelli concordati già dal mese di dicembre e che sono stati riassunti nei cinque punti allegati alla convocazione di ieri.
Alcune sigle sindacali hanno respinto la proposta, altre hanno concordato con i primi quattro punti, respingendo il quinto – quello che prevede la restituzione di parte del personale delle sedi extra moenia alle sedi di appartenenza -, ma la parte pubblica si è impegnata a procedere sulla base dei cinque punti presentati.
Aspettiamo il Capo del Personale, il Capo del Dap e il Ministro della Giustizia, che dovrà firmare il decreto al più presto, alla prova dei fatti.
Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.
Roma, 6 luglio 2017
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
In allegato Convocazione incontro per avvio procedure negoziali.

Dopo otto lunghissimi anni nei quali tutti i lavoratori pubblici hanno sofferto il blocco della contrattazione, finalmente è arrivata la convocazione del Dipartimento della Funzione Pubblica che il giorno 27 luglio alle ore 11,00 darà avvio alla stagione del rinnovo del Contratto di lavoro per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
La FP Cgil, nel corso di questi otto anni, non ha mai smesso di sollecitare la controparte pubblica affinché venisse superata l’odiosa norma che bloccava i rinnovi dei Contratti del Pubblico Impiego.
Grazie anche alla sentenza della Corte Costituzionale siamo adesso nelle condizioni di riprenderci in mano quello strumento che è alla base della dignità del lavoro e delle lavoratrici e lavoratori pubblici.
E’ assolutamente necessario ed improcrastinabile aggiornare le retribuzioni per dare respiro alle famiglie che in questo periodo hanno visto drammaticamente abbattersi il potere d’acquisto, ma è anche necessario ed urgente adeguare la parte normativa per renderla più aggiornata e rispondente alle nuove e mutate esigenze dei lavoratori e dell’utenza.
Mai come in questo momento il Corpo nazionale VVF è al centro dell’attenzione dei cittadini, chiediamo con forza che diventi il centro dell’attenzione anche del Governo, della politica e dell’Amministrazione.
E’ il momento di dimostrare che tutti gli attestati di stima e riconoscimento si trasformino in fatti, in realtà concrete che possano dare risposte a tutte le lavoratrici e lavoratori del Corpo nazionale, persone che tutti i giorni, 24 ore su 24, si prodigano per dare soccorso e sostegno a tutti i cittadini di questo Paese.
Chiediamo, quindi, di fare in fretta e bene perché non c’è altro tempo da perdere; le risposte che vogliamo devono essere certe, rapide ed efficaci.
Roma, 6 luglio – “La tortura è solo nel titolo. La legge approvata, infatti, rende complicata e difficile la persecuzione del reato”. Così la Fp Cgil commenta il via libera al provvedimento sul reato di tortura approvato ieri in via definitiva alla Camera, aggiungendo che:“Il testo, a distanza di 33 anni dalla ratifica, non risponde ancora alle previsioni della Convenzione dell’Onu”.
Per la Funzione Pubblica Cgil“la legge, che nel corso di questi quattro anni di discussione ha subito continui rimaneggiamenti, tanto da incassare pesanti rilievi critici da parte del presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, Luigi Manconi, non è adatta a perseguire la tortura come reato specifico, come prevede la Convenzione delle Nazioni Unite, né a garantire che vengano effettivamente punite le condotte illecite”.
Tra le altre cose, continua la Fp Cgil, “la legge non sarà in grado di tutelare le forze dell’ordine che fanno coscienziosamente il loro lavoro, in ragione della vaghezza che la contraddistingue. L’auspicio è che la legge possa essere rivista quanto prima, nel frattempo ci auguriamo che il testo, in fase applicativa, possa essere migliorato dalla giurisprudenza. Dopo 33 anni è ora di mettere un punto a una lunga e indegna attesa per un paese che voglia definirsi civile“, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

Situazione inammissibile. Si denuncia lo stato ormai insostenibile della sala operativa che non riesce a gestire la mole degli interventi sul territorio…
Situazione critica sul fronte incendi, gravi carenze di organico e gravose condizioni in cui operano i pompieri di Roma.
“Dal comando ci saremmo aspettati almeno un richiamo alle istituzioni, affinché l’abnegazione dei vigili del fuoco venga ripagata da una maggiore attenzione alle condizioni in cui operano”.
Centinaia di persone, non solo dalle sedi di Roma e del Lazio, ma da tutta Italia, hanno partecipato fisicamente ieri al presidio organizzato da CGIL CISL e UIL in piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon a Roma, per esprimere lo stato di profondo disagio che ormai si vive da tempo in Istituto a fronte di crescenti carichi di lavoro cui non corrispondono adeguate risorse né in termini strumentali né in termini di personale.
Mentre il Presidente dell’INPS leggeva la sua relazione nelle ovattate sale di Montecitorio, affrontando temi economici, gius-lavoristici e di carattere sociologico che forse dovrebbero essere affrontati inaltra sede e trattati da altri attori istituzionali (si arriva addirittura a suggerire al Parlamento di modificare la denominazione dell’INPS in Istituto Nazionale della Protezione Sociale) l’INPS reale, non quello virtuale descritto da Boeri, era in piazza a rimarcare, con la presenza di rappresentanti del CIV e delle federazioni nazionali del pubblico impiego di CGIL CISL e UIL,la distanza che ormai separa il vertice politico dell’Ente da chi quotidianamente opera in prima linea confrontandosi con i bisogni di un Paese sempre più esigente verso il nostro Ente.
Il Presidente decanta il contributo che l’Inps ha dato negli anni alla cosiddetta riduzione del debito pubblico per effetto di maggiori entrate o di riduzioni delle spese di funzionamento che stanno dissanguando l’Istituto (a proposito le politiche di finanza pubblica non spettano al MEF ed a chi ricopre il ruolo di Ministro dell’Economia?), ma non si preoccupa del riverbero che questa miope politica di contrazione produce sulle attività svolte: addirittura si parla dell’esistenza di margini di miglioramento della qualità dei servizi!Con quali risorse Prof. Boeri se tra il 2010 ed il 2016 l’Inps ha versato al MEF2.915.000.000 € sottratti agli investimenti in nuove assunzioni e risorse strumentali?
Nel frattempo i tempi di erogazione dei servizi, dai trattamenti pensionistici alle prestazioni a sostegno del reddito, si dilatano sempre di più per effetto di una carenza ormai cronica di personale (circa 5.000 dipendenti in meno nel periodo 2013/2016) a fronte di un fabbisogno stimato da qui al 2020 in oltre 31.000 unità: le pochecentinaia di assunzioni programmate, ma dai tempi indefiniti, non sono sufficienti ad invertire la pericolosa china intrapresa dal nostro Enteche necessita anche di una riforma della governance tale da restituire peso e ruolo alle parti sociali.
Di questo Presidente si dovrebbe preoccupare, interloquendo con le organizzazioni sindacali interne ed esigendo dal decisore politico contropartite reali a fronte di compiti crescenti: l’accademia e le discettazioni sociologiche lasciamole agli altri, occupiamoci dei problemi reali dell’INPS e delle soluzioni immediate.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
CASSA DI PREVIDENZA EDASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE ETRASPORTI
Il 20 Giugno u.s. si è riunito il consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Dopo la consueta approvazione del verbale della seduta precedente, il Presidente ci ha comunicato che nella Gazzetta Ufficiale n. 138 -Serie Generale del 16 Giugno 2017 è stato pubblicato ilnuovo Statuto della Cassa di Previdenza ed Assistenza, che alleghiamo.
Come previsto dallo Statuto, entro quattro mesi dall’entrata in vigore e cioè dal 1° Luglio 2017 dovrà essere insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione e quindi le prossime elezioni saranno nei giorni 17 – 18 – 19 Ottobre.
Si è proceduto a discutere del regolamento elettorale e viste le diverse posizioni emerse sul numero delle firme da raccogliere per le liste non presentate dalle Organizzazioni Sindacali è stato riconvocato il tavolo tecnico peril giorno 25 Luglio 2017. Come FP CGIL siamo d’accordo nel prevedere che sia sufficiente il 5% del numero degli aventi diritto.
Sulla tematica dei prestiti non si è arrivati ad alcun accordo diverso da quanto già previsto dallo statuto stesso ( art. 11 comma 4). Non siamo infatti d’accordo nell’utilizzare per i prestiti le somme accantonate per le una tantum dei lavoratori come proposto da alcuni consiglieri. Infatti tale previsione può esserci solo previo referendum (art. 11 comma 5) e su questo abbiamo fatto la nostra dichiarazione di voto.
Si è proceduto infine alla regolarizzazione di alcune pratiche relative all’assistenza e alla liquidazione delle una tantum.
La data del prossimo Consiglio è prevista per il giorno 25 Luglio, dopo il tavolo tecnico sul regolamento elettorale.
Roma 03/07/2017
I consiglieri CPA
Massimo Bassani
Deborah Pompili
Giuseppe Sisca
CASSA DI PREVIDENZA EDASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE ETRASPORTI
Il 20 Giugno u.s. si è riunito il consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Dopo la consueta approvazione del verbale della seduta precedente, il Presidente ci ha comunicato che nella Gazzetta Ufficiale n. 138 -Serie Generale del 16 Giugno 2017 è stato pubblicato ilnuovo Statuto della Cassa di Previdenza ed Assistenza, che alleghiamo.
Come previsto dallo Statuto, entro quattro mesi dall’entrata in vigore e cioè dal 1° Luglio 2017 dovrà essere insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione e quindi le prossime elezioni saranno nei giorni 17 – 18 – 19 Ottobre.
Si è proceduto a discutere del regolamento elettorale e viste le diverse posizioni emerse sul numero delle firme da raccogliere per le liste non presentate dalle Organizzazioni Sindacali è stato riconvocato il tavolo tecnico peril giorno 25 Luglio 2017. Come FP CGIL siamo d’accordo nel prevedere che sia sufficiente il 5% del numero degli aventi diritto.
Sulla tematica dei prestiti non si è arrivati ad alcun accordo diverso da quanto già previsto dallo statuto stesso ( art. 11 comma 4). Non siamo infatti d’accordo nell’utilizzare per i prestiti le somme accantonate per le una tantum dei lavoratori come proposto da alcuni consiglieri. Infatti tale previsione può esserci solo previo referendum (art. 11 comma 5) e su questo abbiamo fatto la nostra dichiarazione di voto.
Si è proceduto infine alla regolarizzazione di alcune pratiche relative all’assistenza e alla liquidazione delle una tantum.
La data del prossimo Consiglio è prevista per il giorno 25 Luglio, dopo il tavolo tecnico sul regolamento elettorale.
Roma 03/07/2017
I consiglieri CPA
Massimo Bassani
Deborah Pompili
Giuseppe Sisca
Roma, 6 luglio – “La tortura è solo nel titolo. La legge approvata, infatti, rende complicata e difficile la persecuzione del reato”. Così la Fp Cgil commenta il via libera al provvedimento sul reato di tortura approvato ieri in via definitiva alla Camera, aggiungendo che:“Il testo, a distanza di 33 anni dalla ratifica, non risponde ancora alle previsioni della Convenzione dell’Onu”.
Per la Funzione Pubblica Cgil“la legge, che nel corso di questi quattro anni di discussione ha subito continui rimaneggiamenti, tanto da incassare pesanti rilievi critici da parte del presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, Luigi Manconi, non è adatta a perseguire la tortura come reato specifico, come prevede la Convenzione delle Nazioni Unite, né a garantire che vengano effettivamente punite le condotte illecite”.
Tra le altre cose, continua la Fp Cgil, “la legge non sarà in grado di tutelare le forze dell’ordine che fanno coscienziosamente il loro lavoro, in ragione della vaghezza che la contraddistingue. L’auspicio è che la legge possa essere rivista quanto prima, nel frattempo ci auguriamo che il testo, in fase applicativa, possa essere migliorato dalla giurisprudenza. Dopo 33 anni è ora di mettere un punto a una lunga e indegna attesa per un paese che voglia definirsi civile“, conclude la Funzione Pubblica Cgil.
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CASSA DI PREVIDENZA EDASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE ETRASPORTI
Il 20 Giugno u.s. si è riunito il consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Dopo la consueta approvazione del verbale della seduta precedente, il Presidente ci ha comunicato che nella Gazzetta Ufficiale n. 138 -Serie Generale del 16 Giugno 2017 è stato pubblicato ilnuovo Statuto della Cassa di Previdenza ed Assistenza, che alleghiamo.
Come previsto dallo Statuto, entro quattro mesi dall’entrata in vigore e cioè dal 1° Luglio 2017 dovrà essere insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione e quindi le prossime elezioni saranno nei giorni 17 – 18 – 19 Ottobre.
Si è proceduto a discutere del regolamento elettorale e viste le diverse posizioni emerse sul numero delle firme da raccogliere per le liste non presentate dalle Organizzazioni Sindacali è stato riconvocato il tavolo tecnico peril giorno 25 Luglio 2017. Come FP CGIL siamo d’accordo nel prevedere che sia sufficiente il 5% del numero degli aventi diritto.
Sulla tematica dei prestiti non si è arrivati ad alcun accordo diverso da quanto già previsto dallo statuto stesso ( art. 11 comma 4). Non siamo infatti d’accordo nell’utilizzare per i prestiti le somme accantonate per le una tantum dei lavoratori come proposto da alcuni consiglieri. Infatti tale previsione può esserci solo previo referendum (art. 11 comma 5) e su questo abbiamo fatto la nostra dichiarazione di voto.
Si è proceduto infine alla regolarizzazione di alcune pratiche relative all’assistenza e alla liquidazione delle una tantum.
La data del prossimo Consiglio è prevista per il giorno 25 Luglio, dopo il tavolo tecnico sul regolamento elettorale.
Roma 03/07/2017
I consiglieri CPA
Massimo Bassani
Deborah Pompili
Giuseppe Sisca
Dopo tutta l’enfasi creata ad arte intorno all’evento nel corso del quale é stato presentato lo “studio” commissionato nel 2016 dall’ENAC a Demetra sulla trasformazione giuridica dell’Ente; é bastato leggere le prime dichiarazioni stampa raccolte dai giornalisti presenti per poter fare ricorso ad una famosa frase: la montagna ha partorito il topolino…
Infatti, nel mentre ci si sbracciava per annunciare uno studio che avrebbe dovuto studiare tutti i nuovi, possibili scenari relativi ad una diversa veste giuridica da assegnare all’ENAC si é capito immediatamente che l’unico e il solo percorso individuato era quello che, a parere di cotante Emerite Eccellenze, portava dritti dritti alla sostanziale privatizzazione camuffata da Ente Pubblico Economico.
…e la cosa potrebbe meravigliarci poco se non fosse che questa dotta e saggia analisi giuridica rappresenta l’unica exit strategy commissionata dal precedete C.d.A. dell’ENAC negli ultimi anni. I frutti di questo azzardo sono purtroppo oggi di fronte ai nostri occhi:
nessuna soluzione – anche transitoria – per la ormai preoccupante carenza di personale, ritardo nella carriera di praticamente tutto il personale, perdita di autorevolezza di fronte agli operatori controllati del settore che – al contrario – diventano sempre più arroganti (vedi Società di Gestione) arrivando, addirittura, a proporre la trasformazione in società per azioni, cosa questa che pregiudicherebbe, la perdita di ogni rifermento di struttura governativa e di rilancio dell’attività dell’Ente sul mercato dei servizi internazionali.
A tale proposito, giova ricordare, che le scriventi sigle sindacali hanno da anni e in tempi non sospetti indicato e presentato prospettive di riforma capaci di assicurare l’auspicato cambiamento, senza portare l’Ente al di fuori della Pubblica Amministrazione.
Invece, tutta la stagione di analisi strategica di parte del nostro Vertice – che ha stressato il personale dell’ENAC da un anno a questa parte – fatta di riunioni a porte chiuse e dimostrazioni muscolari a colpi di carte protocollate, si è infranta contro le dichiarazioni del Vice Ministro presente all’evento Demetra che – dopo aver rappresentato il suo (e quindi del Governo) risentimento per una soluzione praticamente già preparata – ha con poche battute fatto capire a tutti che ” il Re (o l’Avvocato ) è nudo”, chiarendo che “non è questo il momento delle accelerazioni” e delle soluzioni raffazzonate (aggiungiamo noi).
Abbiamo quindi apprezzato le parole della politica e in particolare del Vice Ministro Riccardo Nencini, perché – rappresentando la complessità del processo da farsi – ha indicato il percorso logico che andrebbe seguito per mettere a fuoco la riforma sostenibile dell’Ente: definizione del modello di governance del settore (che chiarisca anche i rapporti con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti), scelta della forma giuridica dell’ENAC e solo in seguito a tutto, individuazione (senza strani artifici giuridico-amministrativi) degli atti necessari per rendere efficace la riforma dell’Ente, che si immagina di tipo legislativo. Il Vice ministro invece ha sottolineato come lo studio cerchi di tracciare paradossalmente il percorso inverso.
Abbiamo poi apprezzato le dichiarazione del Presidente prof. Vito Riggio, che ha rappresentato l’anacronismo di una riforma indirizzata verso un Ente Pubblico Economico, richiamando poi l’attenzione dei politici sulle giuste richieste di deroghe sulle assunzioni e sull’impiego delle risorse in generale che il Governo deve ascoltare.
Fermo il fatto che il Sindacato capisce, e come bene…, gli scenari e le dinamiche che accompagnano questa situazione, abbiamo persino apprezzato le dichiarazioni del Direttore Generale Alessio Quaranta, che ha pubblicamente scelto di mantenere sul tema una posizione neutrale e distaccata.
Quello che non abbiamo apprezzato sono state le parole (dette e scritte) di chi da anni persegue altri scopi, troppo a senso unico; interessi che poco o niente hanno a che fare con le difficoltà affrontate oggi dall’Ente e che si riverberano sul clima aziendale a tutto vantaggio di quanti perseguono interessi di parte e non della collettività.
Dobbiamo tornare – dopo questo (speriamo non costoso) esercizio di stile – a rispettare i ruoli: spetta al Governo o al Parlamento disegnare la strada per il rilancio dell’ENAC, in primo luogo perché è nel loro interesse diretto avere un’autorità pubblica e indipendente dai soggetti controllati, capace di garantire la sicurezza e lo sviluppo del sistema di trasporto aereo nazionale; naturalmente, nel mentre, va dato ossigeno all’Ente (che oggi è arrivato al suo punto di non ritorno) attraverso deroghe sulla spesa per l’assunzione di personale qualificato.
Dobbiamo poi – qualora necessario – ricordarci e ricordare sempre a tutti il ruolo che spetta agli “ex” che – seppur apprezzati per ciò che hanno dato in passato – devono restare “ex”… per non essere scambiati per quei personaggi della famosa serie “A volte ritornano. ..”. O peggio “a volte vorrebbero ritornare…”. Qualunque sistema, se introflesso, è incapace di evolvere in qualcosa di migliore.
Il filo di Arianna da seguire per uscire dal labirinto che oggi ci imprigiona e che non ci permette di esprimere il nostro potenziale, è stato citato ed individuato da tutti (o quasi) i partecipanti all’evento Demetra: ottenimento di deroghe sulle assunzioni e uscita dalla tabella ISTAT.
A questo punto le domande sono: cosa è stato fatto negli ultimi anni in tal senso da parte dei nostri amministratori, anche dopo l’alleggerimento del blocco assunzionale? Quanto siamo stati distratti da questa lancia spuntata dell’EPE? Quanto ci costerà questo ritardo e questa distrazione rispetto a soluzioni sostenibili?
Per quanto ci riguarda, quindi, continueremo sulla strada avviata con il Presidente e con il nuovo C.d.A. che sollecitiamo a non prestare più di tanto attenzione ad affabulatori interessati ma di riprendere, con impegno ed immediatezza la sola via a portata di mano: quella dell’uscita dalla Tabella ISTAT. Quella via che obiettivi di varia natura , e non sempre chiari e dichiarati, tentano di bloccare per poter dimostrare che c’è solo una soluzione: quella loro e dei loro interessi. Il sindacato continuerà a vigilare unitamente alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ente e dei tanti soggetti che apprezzano un ENAC pubblico é pienamente funzionante al servizio Sistema Paese e non di altri sistemi.
Roma, 6 luglio 2017
F.to F.to F.to F.to F.to
FP– CGIL FIT-CISL UIL–PA FLP USB-PI
M. Barberis S.Ingrassia C.Conti P. Proietti C. Del Villano