La prima notizia è il rinvio della data di scadenza del bando di mobilità al 24 luglio. La seconda è che sui punti controversi di applicazione dell’accordo c’è stato un primo chiarimento. Nel cui ambito abbiamo evidenziato le numerose criticità che ci sonostate segnalate in questi giorni e sulle quali abbiamo chiesto puntualmente riscontro. Le elenchiamo:
– il mancato spacchettamento delle Soprintendenze che, a differenza dei Poli Museali, non vedono identificato il fabbisogno per sede:
– i numeri bizzarri che abbiamo riscontrato in molte distribuzioni all’interno degli spacchettamenti operati nei Poli;
– la mancata chiarezza sul fatto che il 70% di mantenimento degli organici per profilo rispetto alla previsione teorica sia esclusivamente riferito all’organico di Ufficio e non all’organico per sede;
– la mancata previsione esplicita del diritto di rinuncia, appena accennata nel bando;
– il mancato inserimento della possibilità di fare domanda nei casi di unica previsione nell’organico teorico di determinati profili;
– l’inopinata stabilizzazione, ad insaputa dei lavoratori interessati, delle assegnazioni operate su base provvisoria;
– la difficoltà ad inserire nella domanda titoli autocertificati oltre al documento di identità, nonché l’impossibilità di inserire nel format l’istanza verso sedi già coperte.

Queste sono solo le principali, e al riguardo ci appaiono poco accettabilile solite criticità che riscontriamo nei rapporti interni alle varie istanze gerarchiche dell’amministrazione. Noi abbiamo semplicementefatto presente che l’accordo impegna l’amministrazione alla sua corretta applicazione, anche perché ci tocca assistere al solito scarica barile per cui sui tavoli locali viene addossata la responsabilità ai vertici nazionali e viceversa. Non è decoroso e soprattutto non è accettabile.
Nelle more di questi doverosi chiarimenti ci assumiamo il compito di segnalare le criticità che via via emergono, per aiutarvi vogliamo sottolineare alcuni principi contenuti nell’accordo:
– il riferimento è sempre l’organico teorico così come delineato dal DM 16 settembre 2016. Quindi ogni raffronto tra eccedenze e carenze deve essere fatto in rapporto a quel DM;
– il diritto di rinuncia è previsto dall’accordo e come tale può essere esercitato dal lavoratore
– la percentuale di riferimento per verificare le possibilità di uscita è sempre calcolata sull’organico di Istituto;
– la ripartizione per sedi di destinazione è una condizione ad esclusiva garanzia del lavoratore: in caso contrario l’assegnazione alla sede diventerebbe facoltà discrezionale dei dirigenti in riferimento agli ambiti territoriali di competenza;
– la scelta della destinazione è unica, ma all’esito della mobilità sarà possibile verificare, previa sussistenza della vacanza in organico negli Istituti di destinazione una ulteriore rimodulazione delle istanze di mobilità presentate;
– le assegnazioni provvisorie devono essere considerate tali ed il lavoratore partecipa alla istanza di mobilità partendo dal luogo di lavoro ove era assegnato precedentemente alle assegnazioni provvisorie
Pertanto occorre sempre fare riferimento all’Accordo sottoscritto a settembre scorso dove troverete il testo dell’accordo ed il nostro commento.
Restiamo pertanto in attesa di vostre segnalazioni, possibilmente ispirate a questi parametri.

La vicenda del Piemonte

All’ordine del giorno c’era anche l’informativa su la questione della cessione al Consorzio della Venaria Reale del Castello di Moncalierie del Complesso Monumentale di Agliè, attualmente assegnati al Polo Regionale del Piemonte. Su questo punto abbiamo ricevuto una informazione scarna, che in sostanza nega che sia in fase di attuazione questo passaggio, che invece sarebbe solo una ipotesi di studio da parte dell’Amministrazione.
A noi parrebbe invece una ipotesi in uno stadio molto avanzato di realizzazione, e invece non appaiono per nulla rassicuranti le informazioni ricevute.
In ognicaso abbiamo ribadito tutta la nostra ferma contrarietà a questa operazione ed abbiamo richiamato i contenuti del documento unitario elaborato a livello territoriale, che riassume benissimo i termini della vicenda: la cessione di questi siti al Consorzio rappresenta di fatto un colpo mortale al progetto culturale alla base dell’istituzione di quel Polo regionale, oltre che una inaccettabile cessione di sovranità pubblica di luoghi di primaria importanza della gestione statale del nostro patrimonio. Quindi noi manterremo ogni utile iniziativa di contrasto e sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro questo gravissimo precedente.

Istituite le Commissioni Tecniche paritetiche su progressioni economiche e passaggi di area.

Infine abbiamo concordato l’istituzione di queste due Commissioni Tecniche: la prima dovrà concludere i suoi lavori entro la fine del mese, in modo da consentire la realizzazione entro l’anno delle procedure connesse alle nuove progressioni economiche, la seconda avrà un po’ più di tempo e dovrà verificare i criteri rispetto all’emanazione dei bandi in attuazione della norma inserita nel nuovo Testo Unico. Sulla genesi di questa norma ci sono pervenute delle critiche da parte di uno studio legale impegnato in una delle numerose vertenze giudiziarie avanzate dai lavoratori interessati. Non è nostra abitudine polemizzare con legali: ciascuno fa il suo mestiere e quello dell’avvocato è una attività molto diversa dalla nostra. Solo su un punto replichiamo doverosamente: non è affatto vero che noi, ma anche le altre OO.SS., siamo mai stati coinvolti nella scrittura di questa norma preventivamente: la stessa discende unicamente dai pareri dati dalle Commissioni Permanenti allo schema di decreto legislativo, come abbiamo già avuto modo di comunicare. Quindi questa affermazione non corrisponde al vero e non ci pare corretto attribuirci azioni mai fatte.

Su tutto quanto sopra esposto vi terremo tempestivamente aggiornati.

Roma, 4 luglio 2017

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

Roma, 30 giugno 2017
Prot.CM002/17

Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse
Dott. P. Buffa
ROMA

E,p.c.
Al Provveditore A.P.
Regione Sardegna
C A G L I A R I

All’Ufficio per le Relazioni Sindacali DAP
Dssa P. Conte

Oggetto: Personale Comparto ministeri – articolazione orario di lavoro

Siamo venuti a conoscenza che il Provveditore regionale della Sardegna disconoscendo, evidentemente, le norme contrattuali che regolano l’articolazione dell’orario di lavoro per il personale del comparto ministeri con le sue diverse tipologie e, disconoscendo altresì gli accordi che nel merito sono stati siglati nelle sedi di lavoro di cui è territorialmente competente, ha diramato il 26 febbraio 2016 una specifica disposizione con la quale invita i Direttori degli istituti penitenziari della Sardegna ad uniformare l’articolazione dell’orario di lavoro indicandone nello specifico due tipologie : su sei giorni settimanali o su cinque giornate più due rientri settimanali .
Tale disposizione , di fatto, ha annullato altre tipologie di orario di lavoro concordate tra le parti a seguito di accordi sottoscritti nelle sedi di contrattazione, come prevede la norma pattizia di riferimento (CCNL e CCNI Giustizia art.14), e ha comportato gravi disagi a quei lavoratori che per documentati motivi svolgevano, come da accordo, una articolazione dell’orario di lavoro diversa da quelle indicate dal provveditore.
Avverso tale provvedimento non possiamo che esprimere forte contrarietà, nel merito e nel metodo: evidente é la violazione degli accordi in specie, siglati tra le parti; evidente è il comportamento lesivo non solo delle prerogative sindacali e quindi delle normali relazioni sindacali ma anche lesivo ai diritti dei lavoratori.
Pertanto al fine di dirimere la problematica evidenziata, chiediamo con urgenza un intervento di codesta Direzione generale riservandoci di adottare ulteriori iniziative di prerogativa sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori.

La coordinatrice nazionale
F/to Lina Lamonica

Le scriventi OO.SS. intendono, con la presente, portare a Loro conoscenza una situazione che, se non adeguatamente contrastata, rischia di creare gravi danni all’economia del Paese e alla autonomia dell’Ente preposto al controllo della sicurezza aerea in Italia.

Infatti, nonostante il professor Vito Riggio, presidente dell’ENAC, abbia più volte ed in diverse sedi, espressa la sua ferma e motivata contrarietà ad uno strisciante processo volto a pervenire al cambio della natura giuridica dell’Ente, alcuni soggetti stanno profondendo immani sforzi per arrivare alla sua sostanziale privatizzazione.

Senza entrare, in questa sede, nel merito di eventuali profili di incompatibilità fra le diverse funzioni, istituzionali e non, svolte da alcuni dei richiamati soggetti, siamo profondamente convinti che il sottrarre al perimetro pubblico e quindi alla collettività l’ENAC, e le ingenti entrate, pari a svariate decine di milioni di Euro l’anno, che lo stesso incassa per conto dello Stato a titolo di tariffe per servizi di varia natura, significa, ad avviso delle scriventi, affidare progressivamente, ed in maniera irreversibile, a soggetti privati, sia al centro che sul territorio nazionale, competenze e funzioni di estrema rilevanza e delicatezza.

Competenze e funzioni che, in questo momento, secondo la normativa vigente, la regolazione, la vigilanza ed il controllo del trasporto aereo in Italia, sono in capo ad una pubblica amministrazione la quale, proprio per tale sua veste, risponde integralmente ed esclusivamente agli interessi della collettività nella più ampia accezione del termine.

Utilizzare le reali difficoltà connesse all’assunzione di nuovo personale, indispensabile per assolvere ai numerosi compiti di istituto, appare solo una rozza strumentalizzazione indirizzata a raggiungere finalità non dichiarate.

Anziché agire in modo trasparente, si preferisce intraprendere improbabili percorsi volti a sottrarre al legislatore una sua esclusiva competenza.

Per tutto quanto sopra, Signori Ministri, chiediamo il Loro immediato intervento per ripristinare il dovuto, corretto riguardo degli interessi esclusivi della collettività che passa, in primis, attraverso il rispetto dei ruoli propri delle istituzioni. Andranno, quindi, evitati colpi di mano estivi forieri solo di pesante contenzioso, inevitabile a fronte di scelte non caratterizzate dalla massima trasparenza, comprensibilità, condivisione e coinvolgimento di quanti hanno a cuore solo ed esclusivamente l’ottimale funzionamento dell’ENAC.

       F.to                F.to            F.to                       F.to                           F.to 
   FP– CGIL        FIT-CISL     UILPA            FLP-S.T.               USB-PI S.
Chiaramonte  S. Ingrassia  E. M. Ponti  M. Carlomagno   D. Mencarelli 

Roma, 3 luglio 2017

In allegato convocazione del 12 luglio ore 9.30 e bozze Accordo Quadro 22.01.2010 e 10.04.2017.

30.06.2017 – Relazione incontro su orario di servizio e di volo

Il giorno 27 giugno, presso la sala riunioni del Dipartimento, si è tenuto un incontro avente all’ordine del giorno l’orario di servizio e di volo del personale aeronavigante.
Erano presenti per l’Amministrazione il Direttore Centrale per l’Emergenza e il Soccorso Tecnico Ing. Giuseppe Romano e lo staff Dirigenziale dell’Ufficio Coordinamento Soccorso Aereo.
Dopo una breve introduzione dell’ing. Romano, sulle motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione ad emanare la bozza oggetto dell’incontro, cedeva la parola all’ing. Franco Feliziani per l’esposizione nel dettaglio.
Quest’ultimo faceva riferimento a un percorso nel settore aeronavigante iniziato da qualche anno, con l’emanazione di decreti e manuali che hanno dichiarato la nostra Amministrazione Ente Aeronautico e nella figura del Capo del Corpo l’Autorità Aeronautica.
Da qui la necessità di seguire, chiaramente per motivi di sicurezza del volo e di conseguenza degli operatori, pedissequamente quanto viene emanato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.
Nella fattispecie, esponeva che è di recente emanazione un Regolamento che pone dei nuovi limiti sull’orario di servizio e di volo del personale aeronavigante, assunto a se dall’Amministrazione e pertanto la necessità di regolamentare l’orario di servizio.
La proposta esposta anche nella bozza, viene chiarito dalla Dirigenza, tiene conto anche dell’orario di servizio straordinario e di molteplici variabili.
A questo punto si dava inizio alle osservazioni da parte delle OO.SS. presenti e la FP CGIL VVF esponeva subito grandi perplessità sull’attuazione della circolare per varie motivazioni.
In primis gli attuali organici dei Reparti Volo non sono sufficienti e non è pensabile strutturare un orario di servizio considerando lo straordinario come parte integrante, in quanto è noto che quest’ultimo si effettua su base volontaria.
Si sottolineava la possibilità di trovare degli accordi in sede di contrattazione decentrata con le Direzioni Regionali, competenti sullo straordinario del personale e considerando una parziale applicazione, come di fatto già accade per alcuni Reparti, nel rispetto della sicurezza del volo.
Diversamente, affermava la FP CGIL VVF, un cambio radicale dell’orario potrà essere discusso solo nell’ambito degli istituti contrattuali e con gli organici completi.
Veniva proposto, da parte di tutte le OO.SS, l’istituzione di tavoli tecnici con l’obiettivo di discutere e riorganizzare al meglio il settore aeronavigante in considerazione delle nuove competenze, dell’ampliamento della flotta aerea e non per ultimo dell’ingresso dei colleghi ex Forestale.
A tal proposito e nello specifico sulle basi di Rieti, Cecina e Lametia, la nostra Organizzazione chiedeva alla Dirigenza dei chiarimenti ma quest’ultima si riservava di riaggiornarsi.
In chiusura l’ing. Romano conveniva che al momento la circolare era sospesa, ma che sarebbero state date indicazioni ai Direttori Regionali di perseguire la possibilità di applicare un orario che tenga in considerazione la materia oggetto dell’incontro.

La delegazione trattante


30.06.2017 – In allegato la circolare con disposizione di Integrazione e rettifica del provvedimento di trasferimento del personale appartenente ai ruoli tecnici, amministrativo-contabili e tecnico-informatici emanato il 21/06/2017 che trasferisce ulteriori 25 unità, con decorrenza 07/07/2017.


In allegato la nota della Fp Cgil Regionale su impiego improprio di personale VVF presso il CIE di Bologna.


Roma 30 Giugno 2017

Si è svolto nella mattinata di oggi l’incontro che ha avviato il confronto per il rinnovo del Ccnl Uneba.
Si è trattato di un classico primo incontro, utile alle parti per dichiarare intenti ed aspettative inerenti il negoziato.
La riunione è stata introdotta dal Presidente di Uneba –  Franco Massi – che ha illustrato i contenuti del recente congresso dell’associazione e le preoccupazioni che la stessa nutre rispetto ad alcuni aspetti della riforma del terzo settore e alla situazione del welfare nelle diverse realtà territoriali.
Quanto ai contenuti del negoziato il Presidente, dopo aver espresso le preoccupazioni di Uneba rispetto alle possibili ricadute economiche dello stesso – rispettando un cliché abbastanza classico – ha poi affermato l’intenzione esplicita di addivenire alla stipula del prossimo CCNL avendo come firmatarie  CGIL– CISL– UIL e non altre organizzazioni.
Per parte nostra abbiamo unitariamente illustrato i contenuti della piattaforma, dichiarando inoltre l’aspirazione a svolgere un negoziato che possa, una volta avviato definitivamente, concludersi in tempi rapidi.
Agli interventi di parte sindacale sono seguite alcune dichiarazioni del capo delegazione di parte datoriale, Ernesto Burattin, che ha interloquito con alcuni contenuti della nostra piattaforma, in particolare su equilibrio fra i vari livelli di contrattazione, welfare contrattuale, diritti e solidarietà, facendo anche alcuni riferimenti a ipotetici allargamenti del campo di applicazione, secondo una logica che, oramai, ritroviamo proposta piuttosto spesso.
Il capo delegazione ha poi dichiarato che, nelle intenzioni di Uneba, il contratto dovrebbe essere di sostanziale manutenzione e aggiornamento del precedente e di aver già avviato un lavoro di analisi delle parti che necessitano di essere aggiornate senza che determinino conseguenze nell’equilibrio complessivo dell’impianto attuale; lavoro, quest’ultimo, che abbiamo dichiarato la disponibilità a verificare con l’obiettivo di farlo diventare, se possibile, un contributo per un confronto tecnico da svolgere con lo scopo di velocizzare i lavori.
L’incontro si è poi concluso con l’individuazione della data del prossimo 12 settembre per l’avvio del negoziato vero e proprio.

Il Capo Area Michele Vannini

30 giugno 2016 – Proclamato lo stato di agitazione alle Dogane di Malpensa. ‘Lavoratrici e lavoratori sono stanchi di supplire alle croniche carenze d’organico con straordinari sempre più pesanti‘ spiega Gabriella Sierchio della Fp Cgil Varese. Nella lettera dei sindacati al direttore lombardo dell’Agenzia, oltre a chiedere un tavolo regionale di confronto, lo si segnala, ‘il nascere di una tensione emotiva sul luogo di lavoro direttamente riconducibile ad un continuo stato di pressione’. All’ufficio di Malpensa, impegnato a più livelli nel complesso lavoro di controllo del traffico commerciale aereosi è scesi sotto le 130 unità e ne servono almeno 35 in più. ‘E in pianta stabile, non con il via vai del personale in comando da altri enti’ continua Sierchio.
Tra le misure, ora, della protesta ci sono il blocco dello straordinario, il rispetto delle mansioni e delle pause previsto dalle norme. (ta)

In allegato convocazione del 5 luglio ore 14.00.

Roma, 29 giugno 2017

Egregio Sottosegretario,

certo rammenterà che il “protocollo d’intesa tra A.D. e le OO.SS. del personale civile non dirigente” sottoscritto in data 29.09.2015, recante le nuove procedure, i nuovi criteri per la mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e i reimpieghi, reca l’impegno delle Parti ad “effettuare dopo il primo anno di applicazione della procedura una verifica circa la necessità di revisionare la stessa, attraverso un preventivo confronto sindacale”.

A tal riguardo, si deve purtroppo osservare che, dopo i ritardi registrati nella procedura 2016, se ne stanno registrando altri anche in quella dell’anno in corso, sebbene il suddetto accordo preveda che la pubblicazione da parte di Persociv delle “esigenze” debba avvenire entro il 31 Gennaio di ogni anno, e che entro i successivi 30 giorni le lavoratrici ed i lavoratori possano presentare le proprie istanze di partecipazione al bando di mobilità. Una condizione inaccettabile, questa, che allo stato configura di fatto il blocco della mobilità volontaria ordinaria interna nel nostro Ministero, con i pesanti e conseguenti effetti negativi sulla stessa vita dei lavoratori che immaginiamo possano esserLe facilmente intuibili.

In relazione a quanto sopra, le scriventi Le chiedono di voler cortesemente disporre con ogni possibile urgenza la “verifica” fissata da quel protocollo che, alla luce delle importanti criticità emerse anche nella gestione del bando 2016 (pensiamo, per esempio, ai discutibili problemi innescati dagli elevati gradi di scopertura fissati dagli OO.PP.), appare quanto mai necessaria proprio allo scopo di introdurre quei correttivi che potranno rendere più agevole e gestibile il bando 2017.

FP CGIL  
F.to Francesco Quinti
UIL PA
F.to Sandro Colombi
FLP DIFESA 
F.to Giancarlo Pittelli

“UNA SANITÀ pubblica, forte, di qualità PER TUTTI” iniziativa CGIL 4 e 5 luglio a Roma

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