AGENZIA DELLE ENTRATE
Vertenza in atto – Stato di mobilitazione
Le scriventi OO.SS.,
ritenuto assolutamente non sufficiente il solo adempimento illustrativo, di carattere generale, del Piano delle Performance, realizzato nell’incontro del 31.01.2017, rispetto alla valenza negoziale del Piano Aziendale 2017;
considerata prioritaria e necessaria la concertazione del Piano Aziendale 2017, alla luce delle modifiche normative sopravvenute e delle diverse criticità segnalate sul territorio nazionale, non solo per i noti eventi sismici, ma anche per i pesanti budget di produzione già assegnati, al fine di non pregiudicare ulteriormente le relazioni sindacali;
ribadito, con forza, l’attuale stato di mobilitazione del personale, salvo soluzioni positive presso i “tavoli” politici aperti al MEF;
RESTANO IN ATTESA
di una convocazione presso l’Agenzia delle Entrate, in merito al Piano aziendale 2017.
Ulteriormente le Scriventi attendono le convocazioni al MEF, per l’individuazione di una soluzione politica alle criticità ivi prospettate.
In caso di mancate convocazioni, le OO.SS. valuteranno un inasprimento del conflitto, a tutti i livelli, con relative azioni di lotta, nessuna esclusa.
Roma, 1 giugno 2017
|
FP CGIL
Boldorini |
CISL FP
Silveri |
UIL PA
Cavallaro |
CONFSAL/SALFi
Callipo Sempreboni Sparacino |
FLP
Cefalo Patricelli |
Nota ministeriale n.0186258 del 5.6.2017 di cui all’oggetto.
L’o.d.g. n. 312 del 25 maggio u.s. emanato dal Comando Provinciale di Benevento (che si allega) è la sintesi più cinica del pensiero imperante nella pubblica amministrazione, della progressiva deriva del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco e delle responsabilità che la classe dirigente ha e avrà nei confronti della popolazione; è l’antitesi della cultura del soccorso, la mannaia sulla prevenzione!
Ciò che faticosamente si è costruito nel tempo, con azioni e progetti mirati al miglioramento delle condizioni interventistiche, attraverso dispendio di energie intellettive, fisiche e finanziarie, viene raschiato senza giudizio, minando, in senso generale, i presupposti della sicurezza dei cittadini, degli operatori e più in generale dei territori.
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Nota ministeriale n. 27055 del 5.6.2017 relativa all’oggetto.
Contrasto a Jobs Act su appalti, licenziamenti individuali e precarietà
Roma, 5 giugno –Chiusa oggi la trattativa per la definizione del testo del nuovo contratto collettivo nazionale delle imprese dell’igiene ambientale rappresentate da Fise-Assoambiente.
Ne danno notizia Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, a conclusione del tavolo presso la sede di Fise-Assombiente.
L’Accordo sottoscritto oggi, che fa seguito a quello di dicembre 2016 integrato con diversi punti qualificanti, coinvolge una platea di 40 mila addetti, tra lavoratrici e lavoratori delle aziende private del settore. “Con la definitiva stesura del contratto – fanno sapere i sindacati – finalmente le richieste delle operatrici e degli operatori dell’igiene ambientale pubblico e privato, che complessivamente coinvolge circa 90 mila addetti, hanno trovato ascolto, contribuendo al rilancio del comparto, al mantenimento del contratto unico di settore e al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini. Abbiamo raggiunto l’obiettivo che insieme ci eravamo prefissati”.Il testo di questo contratto appena sottoscritto, continuano Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, “che ha previsto un aumento a regime di 120 euro, contrasta le norme ingiuste del Jobs Act, introducendo misure a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale, nonché limitando fortemente l’utilizzo di lavoro precario nel settore. Ma non solo – concludono -: esso introduce anche un importante fattore innovativo, prevedendo l’intervento sulla limitazione dei carichi di lavoro, essenziale per le esigenze di tutela della salute e della sicurezza degli operatori del settore che da tempo attendevano una risposta”.

Contrasto a Jobs Act su appalti, licenziamenti individuali e precarietà
Roma, 5 giugno –Chiusa oggi la trattativa per la definizione del testo del nuovo contratto collettivo nazionale delle imprese dell’igiene ambientale rappresentate da Fise-Assoambiente.
Ne danno notizia Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, a conclusione del tavolo presso la sede di Fise-Assombiente.
L’Accordo sottoscritto oggi, che fa seguito a quello di dicembre 2016 integrato con diversi punti qualificanti, coinvolge una platea di 40 mila addetti, tra lavoratrici e lavoratori delle aziende private del settore. “Con la definitiva stesura del contratto – fanno sapere i sindacati – finalmente le richieste delle operatrici e degli operatori dell’igiene ambientale pubblico e privato, che complessivamente coinvolge circa 90 mila addetti, hanno trovato ascolto, contribuendo al rilancio del comparto, al mantenimento del contratto unico di settore e al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini. Abbiamo raggiunto l’obiettivo che insieme ci eravamo prefissati”.Il testo di questo contratto appena sottoscritto, continuano Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, “che ha previsto un aumento a regime di 120 euro, contrasta le norme ingiuste del Jobs Act, introducendo misure a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale, nonché limitando fortemente l’utilizzo di lavoro precario nel settore. Ma non solo – concludono -: esso introduce anche un importante fattore innovativo, prevedendo l’intervento sulla limitazione dei carichi di lavoro, essenziale per le esigenze di tutela della salute e della sicurezza degli operatori del settore che da tempo attendevano una risposta”.

Si é svolto lo scorso primogiugno un incontro nell’ambito della trattativa per il rinnovo delContratto Nazionale delle Cooperative Sociali.
L’incontro é stato dedicatoall’analisi del testo presentato dalle controparti che dovrebberiformulare e aggiornare il campo di applicazione; un testo che,essendo coerente con gli avanzamenti di cui vi abbiamo dato contonella nota precedente, abbiamo giudicato unitariamente una base utiledi discussione e che ci siamo impegnati a emendare con l’obiettivo dichiudere questa parte della confronto nel prossimo incontro, fissatoper il giorno 20. Nel corso della stessa giornata è previstol’inizio del confronto anche su relazioni sindacali e livelli dicontrattazione. A fronte di una nostra sollecitazione a velocizzare itempi della trattativa è stata inoltre fissata una ulterioregiornata di lavoro per il prossimo 6 luglio che si articoleràin due sessioni: una a tavolo completo con un ordine del giorno dadefinire e una con un tavolo tecnico che riavvierà la discussionesul tema del welfare contrattuale.
p.la delegazione trattante
Michele Vannini
Nota ministeriale n. 27055 del 5.6.2017 relativa all’oggetto.
Contrasto a Jobs Act su appalti, licenziamenti individuali e precarietà
Roma, 5 giugno –Chiusa oggi la trattativa per la definizione del testo del nuovo contratto collettivo nazionale delle imprese dell’igiene ambientale rappresentate da Fise-Assoambiente.
Ne danno notizia Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, a conclusione del tavolo presso la sede di Fise-Assombiente.
L’Accordo sottoscritto oggi, che fa seguito a quello di dicembre 2016 integrato con diversi punti qualificanti, coinvolge una platea di 40 mila addetti, tra lavoratrici e lavoratori delle aziende private del settore. “Con la definitiva stesura del contratto – fanno sapere i sindacati – finalmente le richieste delle operatrici e degli operatori dell’igiene ambientale pubblico e privato, che complessivamente coinvolge circa 90 mila addetti, hanno trovato ascolto, contribuendo al rilancio del comparto, al mantenimento del contratto unico di settore e al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini. Abbiamo raggiunto l’obiettivo che insieme ci eravamo prefissati”.Il testo di questo contratto appena sottoscritto, continuano Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, “che ha previsto un aumento a regime di 120 euro, contrasta le norme ingiuste del Jobs Act, introducendo misure a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale, nonché limitando fortemente l’utilizzo di lavoro precario nel settore. Ma non solo – concludono -: esso introduce anche un importante fattore innovativo, prevedendo l’intervento sulla limitazione dei carichi di lavoro, essenziale per le esigenze di tutela della salute e della sicurezza degli operatori del settore che da tempo attendevano una risposta”.
