Nel corso della mattinata del 13 ottobre si è svolto l’incontro con l’amministrazione per definire il contenuto dell’ipotesi di accordo sul FRD 2022.

La delegazione di parte pubblica ci ha sottoposto una prima bozza di lavoro che recepisce alcune delle proposte di queste OO.SS. per superare, in particolare, le criticità relative al ruolo della contrattazione decentrata.

Al netto delle risorse destinate al sistema indennitario, è finalmente stata accolta la proposta di queste OO.SS. di distinguere in maniera netta le risorse destinate alla performance organizzativa ed individuale tra quelle riservate alla contrattazione nazionale e quelle destinate alla contrattazione di sede. Nello specifico l’80% di dette risorse saranno destinate alla contrattazione nazionale riservando il 20% alla contrattazione di sede che ne potrà disporre nell’ambito di quanto previsto dal CCNL.

Abbiamo tuttavia rilevato che nella bozza proposta dall’amministrazione la maggiorazione del premio individuale del 30% rispetto alla media dei premi corrisposti veniva calcolato non solo sulla quota destinata alla performance individuale ma sull’intero ammontare delle risorse oggetto di contrattazione. Su questo punto si è arenata la trattativa poiché, nonostante l’intero fronte sindacale fosse concorde nel ritenere legittimo (oltreché consolidato nelle trattative precedenti) un calcolo sulla sola quota destinata alla performance individuale, l’amministrazione ha ritenuto necessario un approfondimento con il Dipartimento di Funzione Pubblica e aggiornato quindi la riunione.

Per quanto ci riguarda, visto che abbiamo da sempre stigmatizzato le continue ingerenze degli organi di controllo sulle materie oggetto di contrattazione, riteniamo doveroso che l’amministrazione pretenda il mantenimento della vecchia impostazione. Contiamo tuttavia che a breve venga chiarito il punto visto che il riferimento alla base di calcolo per il premio individuale così come proposto dalle OO.SS. è pratica ormai largamente condivisa e consolidata e riterremmo assai grave una inversione di tendenza basata sul parere di un organismo esterno al tavolo sindacale.

A margine della riunione, su nostra richiesta, è stato confermato che nel corso del mese di ottobre si procederà all’ulteriore scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso funzionari sui posti resisi disponibili a seguito di rinunce o dimissioni da parte del personale precedentemente assegnato.

Abbiamo inoltre sollecitato l’apertura, sebbene nelle more dell’approvazione delle modifiche all’organico e dell’accordo sulle famiglie professionali, di un tavolo che tratti i temi relativi ai criteri per le progressioni verticali e per la mobilità del personale.

Su quest’ultimo punto abbiamo chiesto di valutare nell’immediato le richieste sostenute da situazioni particolarmente critiche.

E’ indubbio infatti che in questa fase siano da contemperare esigenze anche contrapposte: quelle del personale che ambisce ad un cambio di sede con quelle del personale che, anche nell’eventualità di una prossima progressione verticale, vorrebbe restare nell’attuale sede di assegnazione.

Una valutazione compiuta si potrà fare solo una volta ricevuta l’approvazione della nuova pianta organica nella quale vengono aumentate le posizioni nell’area funzionari a fronte di una diminuzione di quelle in area assistenti.

Da ultimo, ma non per importanza, abbiamo sollecitato la rapida definizione della trattativa sul FRD 2022 per poter poi rapidamente passare al confronto sull’utilizzo delle risorse del FRD 2023 che, com’è noto, è stato sensibilmente incrementato a seguito di una disposizione di legge contenuta nel D.lgs 72/2022.

FP CGIL

FP CISL

Davide Perrelli

Michele Cavo

Nella giornata del 16 ottobre si è tenuta una riunione tecnica per analizzare le Famiglie Professionali sistemi Statistico-Informativi;

Famiglie Professionali Promozione e Gestione dei Servizi Culturali ed educazione al Patrimonio;

Famiglie Professionali amministrativa e Gestionale.

Così come introdotto dal recente rinnovo del CCNL vi è infatti l’esigenza delle parti di operare un confronto, anche ed in ragione dell’elemento di novità costituito dall’introduzione dell’area delle elevate professionalità

Nel ricordare all’Amministrazione l’aspettativa del personale sull’opportunità di modifica delle carriere offerta dal nuovo contratto, così come avvenuto nello scorso incontro del 27 settembre abbiamo pertanto ritenuto necessario rimarcare l’opportunità di costruire il percorso complessivo che valorizzi le competenze acquisite e l’autonomia decisionale da tutte le professionalità coinvolte, ribadendo ancora una volta il diritto alla formazione anche come strumento di miglioramento di performance e professionalità.

Ciò che vorremmo evitare, data l’impostazione fin qui avuta da parte dell’Amministrazione, è che piuttosto che lavorare per lo sviluppo positivo e crescita delle professionalità – che era nelle intenzioni delle parti all’atto della definizione dell’area EP – si stia piuttosto operando per uno schiacciamento delle professionalità di II e III area ed un livellamento verso il basso delle competenze del personale.

Durante la discussione abbiamo quindi ritenuto necessario puntualizzare alcuni aspetti specifici per ciascuna delle famiglie illustrate e abbiamo ribadito la necessità di una valutazione complessiva al termine dei lavori al fine di allineare tutti i contributi e rendere il testo maggiormente rispondente alle esigenze del personale, oltre che dell’Amministrazione. In tal senso ci siamo quindi riservati di operare delle modifiche e delle integrazioni ai testi proposti al fine di adeguare le proposte dell’Amministrazione alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nella sessione dei lavori successiva, le parti hanno condiviso l’accordo relativo alla procedura di progressioni economiche all’interno delle aree per l’anno 2023, definendo criteri e punteggi dei partecipanti coerentemente con gli accordi precedentemente condivisi ed adeguandoli ai recenti rilievi predisposti dagli organi di controllo competenti.

La DG Bilancio ha fornito un’esaustiva relazione sul lavoro istruttorio che ha portato alla redazione dei testi sulla distribuzione delle risorse per i progetti presso gli Istituti e Musei dotati di Autonomia speciale, il cui finanziamento deriva dalla vendita dei biglietti di ingresso, motivo per il quale si è ritenuto di poter condividere l’accordo finalizzato alla partecipazione dei progetti di adesione volontaria delle prestazioni fuori orario.

Ci auguriamo che i compensi per questi progetti non ricadano nelle stesse dinamiche negoziali previste per quelli legati alle funzioni tecniche, anche se dobbiamo mettere in conto eventuali rilievi in tal senso da parte degli organi di controllo.

Relativamente alle assunzioni in corso l’Amministrazione ha confermato che le procedure si concluderanno entro l’anno, senza diffondere ulteriori elementi di dettaglio. Rispetto allo scorrimento delle graduatorie per i funzionari amministrativi si sta procedendo alla verifica delle tutele sociali dichiarate.

La corrente procedura dei passaggi orizzontali vede coinvolti 12 colleghi, le cui aspettative si presume vengano esaudite.

In chiusura dell’incontro l’Amministrazione ha informato le delegazioni sindacali circa la pubblicazione sul portale del bando sulla mobilità a partire dal prossimo 23 ottobre con scadenza 6 novembre per la presentazione delle candidature.

Le parti si sono aggiornate al 6 novembre per la nuova commissione tecnica che rivedrà le famiglie professionali già esaminate, alla luce dei contributi arrivati da parte sindacali e procederà con le prossime ancora da valutare.

Sarà nostra cura informarvi puntualmente sull’esito dei prossimi incontri.

FP CGIL MIC      UIL PA MIC

 V. Giunta            F. Trastulli

Pubblichiamo la nota di richiesta di incontro a seguito della proposta per l’assegnazione dei Dispositivi di Protezione Individuale per il personale delle Specialità, specialità e dei settori di rappresentanza

A seguito della carenza di organici e della mancata applicazione della norma sulla mobilità nazionale le strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil PA VVF Conapo unitariamente scrivono al Dipartimento

“Sette smartphone, tre microcellulari e diversi quantitativi di sostanze stupefacenti. È il risultato dell’operazione volta al contrasto all’introduzione di sostanze e materiali illeciti, messa in atto dalla Polizia Penitenziaria del carcere napoletano di Secondigliano durante tutto il pomeriggio di sabato scorso.”

A riferirlo è Orlando Scocca, FP CGIL Campania per la Polizia Penitenziaria: “Sono tre i Reparti della Casa Circondariale che sono state oggetto della perquisizione straordinaria: due di Alta Sicurezza lo ‘Ionio’ e il ‘Ligure’ e il terzo quello adibito ad infermeria centrale. I detenuti, alla vista dei Poliziotti, hanno lanciato dalle finestre delle proprie celle i telefonini e altro materiale che è stato oggetto del sequestro”.

Mirko Manna della FP CGIL Nazionale: “L’introduzione di telefonini e droga sono una grave minaccia per la sicurezza delle carceri e minano alle fondamenta i tentativi di recupero dei detenuti nella società. Dietro il traffico di stupefacenti e telefonini, ruotano giri di affare e di potere che sono fondamentale per le gerarchie all’interno delle carceri. Abbiamo chiesto più volte il potenziamento delle Unità cinofile del Corpo di Polizia Penitenziaria che hanno sempre dato prova di efficienza ed efficacia. Si tratta di una specializzazione che andrebbe potenziata e resa più pervasiva su tutto il territorio nazionale e non solo in attività sporadiche per colpa delle poche unità in servizio”.

“È indispensabile anche una maggiore fornitura di strumentazioni elettroniche per il rilevamento di telefonini. Pensare di ‘schermare’ un intero carcere è pura utopia. Serve un lavoro metodico e capillare e serve personale di Polizia Penitenziaria, formato e messo in condizioni di lavorare. Non è possibile che nelle carceri italiane circoli così tanta droga e si utilizzino ancora così tanti telefonini. Se non si risolvono questi due fenomeni criminali, è ipocrita parlare di rieducazione di detenuti”.

Napoli, 16 ottobre 2023

Il perseverare nella mancanza di relazioni sindacali da parte dell’Amministrazione ha scaturito la proclamazione dello stato di agitazione, molti gli argomenti; mancato riconoscimento dello straordinario per soccorso, mobilità interna  formazione SFA. Pubblichiamo la nota del Coordinatore Regionale e Provinciale Fp Cgil VVF

Pubblichiamo il comunicato a firma del Coordinamento Regionale e provinciale Fp Cgil VVF nel quale ribadisce il grande lavoro della Cgil nel rispetto e tutela della cittadinanza, delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo, riguardo il riconoscimento delle sedi disagiate come quella di Menaggio

A STATO MAGGIORE DIFESA

SEGREDIFESA STATO MAGGIORE ESERCITO

STATO MAGGIORE MARINA

STATO MAGGIORE AERONAUTICA

e,P.C. A GABINETTO DEL MINISTRO DELLA DIFESA

Dr. Francesco RAMMAIRONE

A PERSOCIV

Dr. Lorenzo MARCHESI

OGGETTO: Lavoratori fragili – proroga smart working continuativo fino al 31 dicembre 2023.

Come noto, il Decreto Legge 29 settembre 2023 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228del29.09.2023, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi per i lavoratori “fragili”. per espressa previsione del legislatore ha prorogato i termini in materia di lavoro agile per i soggetti cosiddetti fragili al 31 dicembre 2023.

Con la circolare del 6/10/2023, Persociv ne ha dato informazione a tutti gli Enti della Difesa.

Nonostante ciò, pervengono alle scriventi OO.SS. numerosissime segnalazioni circa la mancata applicazione della norma da parte di Enti, Direzioni e Comandi di tutte le Aree e FF.AA.

Sembrerebbe infatti che in più parti si sia disposto il rientro dei cd. “lavoratori fragili” o comunque ad una significativa riduzione del lavoro agile continuativo.

Se il legislatore ha ritenuto di prorogare la forma di tutela alla categoria di lavoratori in oggetto, appare singolare il fatto che i Datori di Lavoro decidano invece per cosa diversa.

Per quanto sopra si chiede di voler sensibilizzare gli Enti, Direzioni e Comandi dipendenti, nel modo più capillare possibile, a non sottovalutare la norma di tutela ed applicarla – come peraltro già avviene da tempo, nell’interesse della salute dei propri dipendenti di cui – come da previsione legislativa, sono responsabili.

Distinti saluti

FP CGIL                           CISL FP           UIL PA

Massimiliano Prestini      Massimo Ferri  Carmela Cilento

Marco Campochiaro        Franco Volpi

“Ieri sera, presso la Casa Circondariale di Trapani nel reparto ‘Tirreno’ situato al primo piano del penitenziario intitolato a “Pietro Cerulli”, i detenuti hanno devastato la Sezione detentiva dove sono ristrette le persone già raggiunte da provvedimenti di “Ordine e Sicurezza” e quindi che hanno già commesso violenze e danneggiamenti in altre carceri. Hanno scardinato i cancelli devastando tutto il resto e si sono asserragliati all’interno mettendo davanti il cancello d’entrata della Sezione le brande di ferro, e legando il cancello con i lenzuoli. Per impedire l’intervento della Polizia Penitenziaria, i detenuti hanno gettato acqua insaponata e olio sui pavimenti.”

A riferirlo è Alfio Giurato della FP CGIL Polizia Penitenziaria Sicilia: “Dopo vari tentativi del direttore e del Comandante di Reparto per riportare la calma, soltanto alle prime luci dell’alba i detenuti hanno desistito dalla loro condotta e hanno riferito che questo atto lo stavano compiendo per essere trasferiti altrove. La Sezione detentiva ormai sarà chiusa in attesa di ripristinare tutti le strutture e i servizi devastati.

“L’episodio di violenza messo in atto ieri notte dai detenuti del carcere di Trapani, sottolinea ancora una volta le difficoltà e i rischi che il personale penitenziario affronta quotidianamente nell’adempimento del proprio dovere – afferma Mirko Manna della FP CGIL Nazionale che ribadisce – l’importanza di implementare misure concrete per garantire la sicurezza dei lavoratori in servizio nelle carceri italiane 24 al giorno, 365 giorni l’anno”.

“Il Sindacato invita le istituzioni competenti, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Russo, a rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto alla violenza all’interno delle strutture penitenziarie, promuovendo la formazione specifica del personale e fornendo adeguati strumenti di protezione individuale. È fondamentale che gli operatori penitenziari possano svolgere il proprio lavoro in un ambiente sicuro e protetto, al fine di garantire la riabilitazione dei detenuti e il mantenimento dell’ordine all’interno dei penitenziari”.

Trapani 13 ottobre 2023

È fondamentale che il Sindacato ponga come suo prioritario obiettivo il costante miglioramento dello “status quo” delle lavoratrici e dei lavoratori. Più che mai questo principio è dirimente su un tema innovativo come quello del lavoro agile “a regime” che ha come suo presupposto (normativo e contrattuale) una nuova modalità organizzativa dell’attività lavorativa da svolgere senza precisi vincoli di orario e di luogo di lavoro (Legge 81-2017) al fine di garantire la conciliazione tra i tempi di vita personale e di lavoro.

Nostro malgrado, invece, ormai è piena rottura sul tema con l’Agenzia che resta arroccata nella sua posizione retrograda che, nella migliore delle ipotesi, conferma se non addirittura peggiora l’attuale regolamentazione provvisoria ed unilaterale del lavoro agile ed è pertanto evidente che non si possa chiedere al Sindacato di fungere da “notaio”.

Come parte sindacale, unitariamente, avevamo teso la mano con pochi punti propositivi su cui poter mediare ma nessun passo in avanti è avvenuto nell’ambito della riunione nazionale dell’11 ottobre u.s..

Nessuna mediazione sulla “contattabilità” che, a scelta del dirigente, potrà essere fino a 5 ore giornaliere a cui si aggiunge la previsione che, ove la specifica attività richiedesse assistenza e/o contatto da remoto con l’utenza si potrebbe essere obbligati a restare inchiodati alla connessione informatica anche oltre la fascia di contattabilità. Pertanto, se ci ritrovassimo davanti un dirigente poco illuminato che spingesse la contattabilità sulle 4-5 ore a cui aggiungere ulteriore tempistica da dedicare alle attività… potremmo essere costretti a qualcosa di simile agli “arresti domiciliari”.

Nessuna mediazione sulla nostra richiesta non di chiedere più giorni mensili bensì di renderli più fruibili mediante accordi individuali che non obblighino i lavoratori e la parte datoriale a limitarsi a due giorni alla settimana. L’Agenzia propone invece di fare degli accordi rigidi e poi, eventualmente, di permettere una fruizione più flessibile. Ma su che basi? Perché, se lavoratore e datore di lavoro sono d’accordo, come già avviene in alcune regioni, ad esempio, a mettere una settimana consecutiva di smart ciò deve essere vietato? E perché nel disciplinare deve esserci scritto fino a 9 giorni anziché, come abbiamo proposto noi unitariamente, ordinariamente 9 giorni? La vera motivazione se l’è lasciata scappare l’amministrazione durante l’ultimo incontro quando ha detto: “Decidere quanti giorni dare è un potere datoriale, posso darti zero o nove giorni”. Un ragionamento da Marchese del Grillo che per noi è inaccettabile perché non firmiamo accordi che diano libertà alla controparte di fare ciò che vuole senza controllo.

Stessa assenza di autorevolezza e arroccamento nella proposta dell’Agenzia rispetto a non rendere trasparente la motivazione organizzativa nel caso in cui il dirigente negasse la possibile flessibilità di attuazione del lavoro agile (cambio di giornate, ecc.). Bell’esempio di autoreferenzialità! Strumentali porte chiuse, di fatto, abbiamo trovato anche in merito alla nostra proposta di assumere l’impegno, con separata e specifica contrattazione, di definire 2 la possibilità di ristori “sostituitivi” riferibili alla mancata erogazione di buoni pasto, costo utenze, ecc. a prescindere dalla verifica di quale poi potranno essere con continuità le fonti di finanziamento. Ben altro che “senza vincoli di orario” e con buona pace sia della ratio prioritaria dello s.w. sia del parere, condivisibile e contrario alla posizione dell’Agenzia, che aveva dato sul punto il CUG (che riceve in faccia un sonoro schiaffo!). Alla luce di quanto detto, i buoni propositi in materia di lavoro agile sbandierati dall’Agenzia appaiono oggi parole “farlocche”.

Siamo consapevoli che la regressiva proposta dell’Agenzia possa essere, a confronto, con regolamentazioni di altre amministrazioni più “avanzata” ma ciò non certamente per la proposta innovativa dell’Agenzia rispetto alle corrette finalità del lavoro agile bensì per la potenzialità della “smartabilità” della pressocché totalità delle attività istituzionali, per la determinazione sindacale, per l’elevata professionalità e capacità al cambiamento e all’innovazione dimostrata negli anni da lavoratrici e lavoratori che consentirebbero la vera applicazione dello smart working. La capacità innovativa dei colleghi nelle attività ai servizi a distanza all’utenza, videochiamata, supporto all’utenza, contraddittorio a distanza, ecc. stride rispetto all’assenza di coraggio organizzativo che mediamente emerge dall’attuale management e nella proposta di regolamentazione dell’Agenzia.

In tutto questo l’Agenzia ancora non ha messo a disposizione dei colleghi la necessaria dotazione informatica, le connessioni, gli smartphone su cui scaricare applicativi dell’Agenzia, ecc.. Queste alcune delle varie criticità che più diffusamente evidenzieremo nel corso dei prossimi incontri con i lavoratori, dei documenti di approfondimento che faremo o che purtroppo emergeranno chissà in quante realtà territoriali in sede di applicazione unilaterale della proposta dell’Agenzia. Infine, segnaliamo l’ulteriore criticità sulla regolamentazione del coworking che, oltre ad essere prevista da regolamentare solo dal livello “centrale”, in realtà, si è scoperto nella giornata di ieri che, diffusamente, non ci sarebbero nemmeno tutte le postazioni “necessarie” per organizzare una procedura nazionale di assegnazione in coworking e, quei pochi posti disponibili – vista l’abnorme riduzione degli spazi negli uffici tuttora in atto – verrebbero riservati a quei colleghi che, invece, avrebbero il diritto normativo al distacco in altra sede. Ecco perché tutto ciò non può accadere con l’avallo delle parti sindacali ma troverà il costante e incisivo intervento affinché tale contesto possa progressivamente evolvere verso le effettive finalità di conciliazione dei tempi ed esigenze di vita-lavoro.

FP CGIL   CISL FP   UIL PA     CONFSAL/UNSA  FLP         USB

Macchia   De Caro   Cavallaro Sempreboni           Patricelli Campioni

SUBITO IL REGOLAMENTO: L’AMMINISTRAZIONE RICONOSCA

IL BUONO PASTO AI DIPENDENTI INPS

Con un recente parere relativo all’orario di lavoro per la maturazione del buono pasto negli Enti locali (CFL 228), Aran ha evidenziato come il riconoscimento dello stesso sia legato alla prestazione lavorativa in sé, indipendentemente dalla fascia oraria in cui essa viene svolta (diurna, pomeridiana, serale, notturna).

È di palese evidenza che un’impostazione simile smantella ogni riserva sull’erogazione del buono pasto in regime di lavoro agile giacché l’unico elemento di rilievo ai fini del riconoscimento è il corrispettivo impegno orario.

Poiché, inoltre, viene esplicitato a chiare lettere che la maturazione dipende a questo punto dall’autonomo potere decisionale dei singoli enti, che hanno facoltà di definire con il proprio regolamento le linee per la fruizione del buono, la scrivente sigla – che da sempre rivendica il riconoscimento del benefit anche in regime di Smart working ed è impegnata strenuamente per una difesa dei salari e del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori – constatato il quadro su descritto richiede una URGENTE convocazione del tavolo sindacale per attivare il confronto sul regolamento di riconoscimento dei buoni pasto in Istituto.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Si è svolto ieri il programmato incontro presso il Ministero della Giustizia, alla presenza del Capo Dipartimento, dott. Gaetano Campo, e della Direttrice Generale dott.ssa Isabella Gandini.

Dopo il saluto e lintroduzione del Capo Dipartimento, che ha dato assicurazioni sullimpegno dellAmministrazione a sottoscrivere il contratto, è intervenuta la DG Gandini che ha illustrato la bozza consegnataci ad inizio riunione e sulla quale ci siamo riservati di fare le nostre osservazioni dopo un attento studio.

Abbiamo concentrato il nostro intervento su due importanti tematiche: organici e risorse.

Abbiamo chiesto allAmministrazione un ulteriore sforzo per ampliare le dotazioni dellarea Funzionari. Pur apprezzando lampliamento di circa 2000 unità, questi numeri però non sono sufficienti a dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori che, in mancanza di assunzioni e il blocco del turn over, si sono fatti carico di assicurare i servizi e attendono i passaggi verticali da anni. Infine, non è più rinviabile lo scorrimento della graduatoria del concorso per direttori amministrativi.

Relativamente all’applicazione del ccnl, inoltre, continuiamo a ribadire che per effetto dell’art. 18 (passaggi d’area in deroga) il fabbisogno di organico già autorizzato o previsto da norme di legge deve considerarsi ulteriormente incrementato, come avviene in tutte le amministrazioni, perché finanziato con le risorse indicate dal contratto, pari allo 0,55 per cento del monte salari 2018.

L’altro tema da affrontare è l’aumento del fondo di sede, per poter costruire un vero salario accessorio e per fare i passaggi tramite la nuova procedura con i differenziali stipendiali, nonché le posizioni organizzative.

Abbiamo ribadito, per lennesima volta, la necessità di dare una prospettiva di stabilizzazione a tutti i precari della Giustizia, a partire dai Funzionari AUPP che, altrimenti, perderemo, rischiando di non realizzare i progetti del PNRR.

La riunione è stata aggiornata a mercoledì 18 ottobre, alle 10.

A margine dellincontro, il Capo Dipartimento ha comunicato che ci sarà un tavolo dedicato sullaccordo del 26 aprile 2017.

Vi informeremo sugli sviluppi.

Fp CGIL

Felicia Russo

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