Come già preannunciato, abbiamo avviato le procedure per la proclamazione dello sciopero e venerdì 31 marzo siamo stati convocati dal Ministero del Lavoro, insieme all’Amministrazione, per esperire il previsto tentativo di conciliazione obbligatorio. Durante l’incontro abbiamo ribadito ancora una volta le ragioni della protesta sindacale che, sinteticamente, possiamo così riassumere:

1) la carenza non più tollerabile di personale, in tutte le strutture dell’Istituto, in particolare sul territorio, che determina carichi di lavoro insopportabili ma, soprattutto, impedisce di rispondere alla nostra particolare Utenza con la dovuta e tempestività;

2) l’ormai cronico malfunzionamento delle procedure informatiche, causa di continue interruzioni del servizio e di crescente conflittualità con l’utenza, esasperata dalla dilatazione dei tempi d’attesa;

3) la situazione di elevato rischio, in particolare a livello di stress lavoro correlato, per la salute dei lavoratori e delle lavoratrici costretti ad utilizzare apparecchiature obsolete e procedure inadeguate, a subire pressioni legate a obiettivi, performance e reazione spesso scomposta dell’utenza nonché a sopportare eccessivi carichi di lavoro.

Nonostante il tentativo di conciliazione sia durato per più di due ore, abbiamo dovuto registrare da parte dell’Amministrazione, per l’ennesima volta, la mancanza di risposte adeguate e utili per affrontare e risolvere le problematiche oggetto della nostra protesta e, pertanto, nell’impossibilità di arrivare ad una conciliazione, il tentativo è stato chiuso negativamente. Messe in campo tutte le iniziative fin qui possibili per far comprendere all’Amministrazione la gravità della situazione e la necessità di intervenire velocemente a tutti i livelli abbiamo deciso di procedere con l’indizione dello sciopero per il prossimo 21 aprile, sciopero che sarà preceduto da una serie di iniziative di protesta sia a livello locale che a livello nazionale. Dobbiamo serrare i ranghi e dimostrare ancora una volta il valore dell’unità e della compattezza ma anche la determinazione a lottare per il rilancio della funzione sociale del nostro Ente e per il giusto servizio alla nostra utenza. Scioperiamo per difendere l’Istituto ormai alla frutta, scioperiamo per fornire servizi eccellenti ai nostri utenti, scioperiamo per migliorare le nostre condizioni di lavoro! Salviamo l’INAIL e la sua funzione!

FP CGIL   CISL FP  UILPA   CONFSAL USB PI     DIRSTAT   ANMI   FLP

Mercanti   Molinari  Paglia   Savarese   Mencarelli Romano   Norcia   D’Ippoliti

A Dott.ssa Anna Maiello Presidente CUG ADM

A Membri del CUG ADM

E p.c. A Direttore Generale ADM Cons. Roberto Alesse

Buongiorno,

La scrivente O.S. ha deciso di scrivere, dopo una attenta riflessione, guardando la lista dei nuovi incarichi dei Dirigenti di prima fascia.

Non entriamo nella scelta professionale dei Direttori. Siamo certi che l’attenzione è stata massima e che la professionalità di ogni singolo Direttore è indiscutibile.

La nostra attenzione è stata attirata da un particolare: su 16 nuovi incarichi di prima fascia è presente solo una donna, tra l’altro confermata nell’incarico.

A nostro modesto parere, la nostra Amministrazione ha perso l’occasione per dimostrare a tutti (politica, cittadini, sindacati ecc.), che siamo un passo avanti in confronto a tutte le altre Amministrazioni pubbliche.

Purtroppo, questo non è avvenuto.

La Cgil vanta di essere una O.S., che per storia tiene attenzione alla parità di genere.

La Scrivente è certa che il valore delle donne in Dogana è molto più alto di quello, che si percepisce da questa lista di incarichi.

Siamo altrettanto certi che ci siano Dirigenti donne altrettanto brave, professionali e preparate. E’ opportuno avviare una riflessione tra i membri del CUG sulla questione, per cercare di capire se questo accade anche a livello degli altri incarichi e nei vari uffici di ADM. Se così fosse, sarebbe opportuno cercare di capire il perché per trovare soluzioni, che permettano pari opportunità a tutte e a tutti.

Siamo certi che, con il contributo delle donne di ADM, la nostra Agenzia potrebbe crescere ancora.

Grazie dell’attenzione, si resta in attesa di un riscontro.

Dott.ssa Paola Mariotti Bianchi

Membro effettivo del CUG ADM per la FP CGIL

Pubblichiamo il comunicato unitario, l’informativa del DG per il Consiglio di Amministrazione contenente le linee guida sulla nuova organizzazione e il documento inviato dalle OO.SS. all’Amministrazione il 02.03.2023 con le Osservazioni al progetto di Nuova Organizzazione dell’ENAC.
p.la FP CGIL Nazionale
 Ermanno Billi

Non è stato facile arrivare alla sottoscrizione dell’Ipotesi del CCNI del Ministero della Salute, così come previsto dal CCNL, artt. 7 e 8, ma al termine di una articolata, complicata e difficoltosa trattativa durata oltre quattro mesi ci siamo riusciti. Il CCNI definisce le famiglie professionali e le loro competenze ed introduce tutti i punti che gli artt. 7 e 8 del CCCL demandano alla contrattazione integrativa compresa la istituzione della banca delle ore (la cui disciplina viene rimandata ad uno specifico regolamento) e la ripartizione dei contingenti del personale per l’attribuzione dei permessi studio. Siamo comunque soddisfatti per il lavoro effettuato che alla fine è stato condiviso anche dalle altre OO.SS. L’approvazione del CCNI da parte degli organi di controllo consentirà di aprire le procedure per le progressioni verticali in deroga previste dall’art.18 del CCNL e per le quali lo stesso CCNL prevede risorse specifiche, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, pari allo 0,55% del monte salari 2018. Sulla quantificazione di tali risorse, tema che ci ha impegnato a lungo durante la trattativa, persiste una divergenza di vedute tra noi e l’Amministrazione, poiché riteniamo non conforme al CCNL la scelta dell’amministrazione di prendere a riferimento il valore medio del comparto Ministeri anziché quello riferito alla nostra Amministrazione (che sarebbe più favorevole e consentirebbe un maggior numero di passaggi). Su questo non molleremo la presa e porteremo fino in fondo la vertenza per dissipare ogni dubbio e, auspicabilmente, ottenere tutte le risorse utili a finanziare il maggior numero di passaggi nell’area superiore per le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della Salute. Alleghiamo l’ipotesi di CCNI che illustreremo alle lavoratrici e ai lavoratori delle aree funzionali del Ministero della Salute in una assemblea del personale che fisseremo a breve. Il nostro lavoro non è finito qui, perché rimangono aperte le numerose criticità che da tempo affliggono questo Ministero ma possiamo registrare un positivo passo in avanti nell’applicazione degli istituti contrattuali previsti dal nuovo CCNL 2019-2021.

Con l’accordo del 24 luglio 2019 sulle progressioni orizzontali, ci eravamo impegnati a trovare risorse per il rimpinguamento del Fondo Risorse Decentrate del MIT, per consentire ai lavoratori di percepire una retribuzione accessoria adeguata ed in linea con gli altri Ministeri. La nostra Organizzazione si è battuta, con le altre, per esigere quell’impegno assunto da entrambe le parti e previsto all’art.5 del citato accordo. Il D.L.121/21 del precedente Governo Draghi ha prodotto finalmente questo risultato che ci consente, oggi, di portare l’importo medio pro capite della produttività da euro 209,00 (2019) a euro 1.110 (2021), che è la quota media che percepiranno, presumibilmente il prossimo mese di giugno, i lavoratori del MIT per il FRD 2021.

la Coordinatrice nazionale MIT  p. la Fp Cgil Nazionale

Carmen Sabbatella                    Paolo Camardella

Qualche giorno fa, il vertice dell’INL e il presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro hanno sottoscritto due protocolli: il primo ripropone l’ASSE.CO., il secondo è pomposamente definito “Protocollo di intesa per la legalità, la vigilanza ed il contrasto all’abusivismo professionale”.

Entrambi ripropongono logiche vecchie e pericolose: si rispolvera l’asseverazione di conformità – già proposta nel passato, quando INL non ancora esisteva, ma gli attori in campo erano quelli di oggi – con cui il datore di lavoro si fa certificare, a pagamento, dal consulente del lavoro di essere in regola col pagamento di contributi, di rispettare le norme contrattuali e di legge in materia di rapporti di lavoro. In cambio, sarà inserito in una lista di “aziende buone”, che saranno esonerate dalle ispezioni sul lavoro per un anno, a meno che non siano presentate denunce, inchieste giudiziarie o indagini a campione sulla veridicità delle autocertificazioni.

Il secondo protocollo praticamente consegna le chiavi dell’attività dell’INL a un soggetto privato quale è l’ordine dei consulenti del lavoro, dal momento che prevede che dei rappresentanti dei consulenti entrino a far parte del Centro Studi dell’Attività Ispettiva (toh ma guarda un po’ chi si rivede!) e siano istituiti dei gruppi di lavoro tra INL e consulenti per analizzare le criticità emerse nell’ambito dell’attività di vigilanza. Tradotto cosa significa? Che un soggetto privato, che supporta l’azienda nelle attività di vigilanza, potrà intervenire nella scrittura di circolari e note operative agli ispettori?

Ancora: si prevede un osservatorio della legalità, tra INL e consulenti del lavoro, che raccolga segnalazioni sui fenomeni di illegalità nel mercato del lavoro. Che fine fanno gli altri organismi già previsti, come la commissione centrale di coordinamento della vigilanza? Chiudiamo pure quelli, insieme all’INL o ci inventiamo qualche parolina magica tipo “coordinamento” per far finta che tutto vada bene? Eppure, si tratta di una commissione che prevede la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali, delle OO.SS. e delle parti datoriali. Forse proprio per quello è meglio non considerarla…

Gravissimo che in questo secondo protocollo sia previsto che le attività ispettive siano effettuate in presenza del consulente, laddove possibile: che significa? Che occorre avvisare il consulente e, se questi non può partecipare all’ispezione, gli diamo del tempo, con tutto quel che può comportare?

Ancora, si aggiunge che le ispezioni debbano avvenire con la minor turbativa possibile all’attività produttiva. Ora, posto che chi conosce l’attività ispettiva sa benissimo che la sua programmazione e il suo svolgimento non intendono turbare niente e nessuno, sembra che il messaggio sottinteso sia “non bisogna disturbare chi produce”. Cosa si deve fare per non turbare l’attività? Si avvisa l’azienda prima di procedere all’ispezione? Si chiede il permesso di poter entrare in azienda o di parlare coi lavoratori, sempre che non sia di troppo disturbo?

Forse qualcuno dimentica – o fa finta di dimenticare – che l’attività del personale ispettivo è di controllo sul rispetto delle norme in materia di lavoro, che sono a tutela dei lavoratori quale parte debole del rapporto di lavoro. Consentire un intervento esclusivo nella gestione delle ispezioni a soggetti privati che – legittimamente, s’intende – svolgono attività di assistenza e supporto alle aziende ispezionate, significa creare una pericolosa e indebita confusione di ruoli, ma anche prefigurare che per certe attività non ci sia bisogno della vigilanza di un soggetto pubblico, basta un’autocertificazione di regolarità rilasciata a pagamento da un privato.

E’ un precedente davvero molto pericoloso, se consideriamo il quadro di totale deregolamentazione degli appalti che la compagine governativa sta portando avanti e contro cui giustamente la categoria degli edili – cui va la nostra totale solidarietà – domani scenderà in piazza. Non a caso, all’interno del protocollo sull’ASSE.CO. si scrive che “in attesa di specifica normativa, è nella facoltà delle stazioni appaltanti e/o degli enti locali, attribuire ad ASSE.CO. validità unica e/o sostitutiva del, e/o pari al DURC”. E’ un vecchio pallino dell’attuale vertice politico del Ministero del Lavoro che, infatti, quando vestiva la giacca della Presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, nel 2017, presentava una proposta per introdurre l’ASSE.CO. nell’ambito degli appalti tramite legge. Allora non ci riuscirono, noi speriamo neanche stavolta e proveremo ad impedirlo.

Definire questo secondo protocollo un protocollo per la legalità davvero supera il senso del ridicolo, con buona pace di chi blatera che gli ispettori del lavoro apprezzerebbero queste forme di collaborazione, rectius commistione.

Sono protocolli vergognosi, che non garantiscono né l’interesse pubblico, né un efficientamento dell’attività di vigilanza, ma rispondono a logiche private e privatistiche di smantellamento e disarticolazione delle ispezioni sul lavoro. In questo contesto, la chiusura dell’INL assume finalmente il suo vero volto e sgombra il campo dagli equivoci sugli obiettivi realmente perseguiti.

 

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

 

Pubblichiamo la nota e i decreti della Direzione Centrale per la Formazione, riguardo le convocazioni, lo staff didattico e la programmazione del corso per ruolo Ispettore Specialità

Pubblichiamo l’avviso della Direzione Centrale per gli Affari Generali in merito la prova scritta del concorso, per titoli ed esami, a n. 62 posti per l’accesso alla qualifica di Ispettore Antincendi

pubblichiamo la nota del Dipartimento in merito  l’evento “Roma 2023” I Vigili del Fuoco Europei a Roma 15-24 aprile 2023

Si è svolta oggi pomeriggio la riunione tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali su nuovo ordinamento professionale e progressioni verticali in deroga, in applicazione del CCNL 2019-2021, nonché sui criteri di conferimento e revoca degli incarichi di PO.


L’Amministrazione, già nei precedenti incontri, aveva manifestato la volontà di strutturare un
ordinamento professionale “leggero”, vicino al disposto del CCNL, per evitare rilievi da parte degli organi di controllo.

Come FP CGIL abbiamo lavorato, anche nelle scorse settimane, a uno sforzo migliorativo, nella consapevolezza che dall’ordinamento discende una messa a sistema delle professionalità presenti in Istituto: professionalità storiche e differenti, ivi considerato il percorso che ha portato Enti e Istituti di natura diversa a confluire in INPS.

L’accordo che oggi abbiamo sottoscritto definisce – su nostro input – la Quarta Area, quella delle Elevate Professionalità, sebbene si preveda che al momento essa nasca vuota, per definire meglio chi potrebbe confluirvi nel futuro, al di là di facili promesse sbandierate oggi senza certezza. Nell’individuazione dei requisiti d’accesso alle diverse Aree, l’Amministrazione ha inoltre raccolto le nostre preoccupazioni su colleghe e colleghi inquadrati come amministrativi a dispetto delle attività realmente svolte (è il caso, ad esempio, degli ex geometri INPGI o dei colleghi che svolgono attività di supporto informatico). Questo sforzo, apprezzabile, è interesse stesso dell’Istituto, di cui come forza ci siamo fatti portavoce segnalando più volte l’importanza di risolvere una situazione anomala, che colpiva in primo luogo le lavoratrici e i lavoratori. Continueremo a vigilare in tal senso.


Solo due settimane fa la bozza proposta era priva di tali correttivi e alcune sigle si erano dichiarate disposte a sottoscrivere l’accordo, anche in bianco, pur di liquidare questo passaggio, col rischio di creare possibili danni ai lavoratori e senza che nel frattempo fosse stato pubblicato il DPCM di autorizzazione ad assumere: un DPCM che sbloccherà centinaia di posti per le progressioni verticali in deroga, in aggiunta a quelli già previsti. Quelle stesse sigle hanno deciso oggi di sottoscrivere il nuovo impianto, ma con note a verbale, segnalando solo in fase di dichiarazione di voto le proprie perplessità. Un approccio che denota una certa coerenza: si assume una posizione pensando a un volantino, non ai lavoratori che pagano lo scotto di scelte improvvisate…


Con riferimento alle
progressioni in deroga, di cui l’accordo oggi siglato sulle famiglie professionali costituisce il presupposto, abbiamo preso atto con favore del superamento dei test, prima ventilati e poi eliminati dall’Amministrazione nella bozza presentata: speriamo che tale capitolo possa quindi essere sbloccato velocemente, nella consapevolezza che l’obiettivo ultimo è coprire la totalità degli interessati, sulla base di quanto condiviso nelle settimane precedenti al tavolo. In questo senso, abbiamo espresso il nostro favore a rivedere i criteri complessivi, riducendo il peso della valutazione delle performance in favore della presenza in servizio. Ciò per una ragione molto semplice: proprio lo spirito delle progressioni in deroga va in questa direzione.


Sulle
modalità di attribuzione degli incarichi di posizione organizzativa, abbiamo rappresentato l’importanza della disponibilità dell’Amministrazione a un’interlocuzione non puramente formale, superando così lo “strappo” compiuto nel 2017.

Abbiamo ribadito l’importanza di aprire alla valorizzazione di ogni funzionario, con la massima trasparenza. Non ci devono essere tetti alla crescita, questo è il nostro punto.
In tal senso ci sembrerebbe coerente una valutazione del percorso post accademico volta a premiare l’impegno profuso dalle colleghe e dai colleghi. A tal fine ridurre il peso dei colloqui – intrinsecamente discrezionali – per poter riparametrare ad esempio i titoli, ci sembra uno sbocco ragionevole.
E proprio in tema di discrezionalità abbiamo contestato la decadenza da PO per una sola valutazione negativa del dirigente. Ripetiamo, ancora una volta, che legare il giudizio sul lavoro a una valutazione senza criterio, calata dall’alto, non è la risposta ai problemi organizzativi di questa Amministrazione. Stabilire, poi, che un solo anno possa bastare per determinare le fortune o le sfortune di chi assolve quel ruolo rischia di generare confusione e instabilità. Da qui il nostro invito, posto un metodo che non condividiamo e che riteniamo insensato, ad aumentare almeno il periodo di riferimento a 24 mesi, prima di giungere a conclusioni che rischiano di essere sbagliate sia al principio, sia alla fine. 

Da ultimo, abbiamo evidenziato la necessità di disciplinare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale i messaggi relativi ai calendari dei colloqui, trovando un equilibrio tra tutela della privacy e trasparenza. Sul punto, l’Amministrazione ha accolto la nostra richiesta, comunicando che valuterà di introdurre appositi correttivi (ad es., comunicazione del numero di domande pervenute).

A margine dei lavori, ci è stata anche comunicata l’intenzione di emettere, nelle prossime settimane, un messaggio relativo alle assegnazioni provvisorie, indicando regole e criteri chiari e validi per tutti. Se questo è un modo per evitare discrezionalità eccessive, che possono poi sfociare in disparità di trattamento, non possiamo che condividere. Le regole devono essere valide per tutti, solo così si può essere sicuri che non vi siano favoritismi o false promesse che troppo spesso illudono i lavoratori, presenti e futuri.

Abbiamo da ultimo chiesto la calendarizzazione di un incontro per rivedere le attuali linee guida sul lavoro agile. Ci è stato riferito che dopo Pasqua ci sarà una riunione sul tema, ma anche sulla futura formazione dei tanti colleghi in arrivo.

FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

Pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF in merito alla cronica carenza di organici

Pubblichiamo la documentazione  relativa alla proroga del regolamento sulla disciplina del lavoro  agile adottato in data 27 marzo 2023 e che entrerà in vigore a partire dal 1°aprile p.v..

p.la FP CGIL Nazionale

Adelaide Benvenuto

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