“Cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’agente penitenziario che si è tolto la vita all’Ucciardone. Basta morti, basta morti nella Polizia penitenziaria. Bisogna intervenire, e subito”.
Lo scrive in una nota il coordinatore nazionale della Polizia penitenziaria di Fp Cgil, Donato Nolè.
Grande successo per la manifestazione oggi in Piazza Capranica con Cgil, Fp e Silp, insieme a Silf (Gdf), Siam e Usami (Aeronautica Militare). La manifestazione si colloca all’interno di una giornata di mobilitazione di lavoratori e lavoratrici organizzata in tutt’Italia.
Basta con gli adeguamenti salariali ben al di sotto del tasso di inflazione. Basta con i tagli agli organici, i proclami e le promesse disattese. Le forze dell’ordine attendono da oltre 1000 giorni il rinnovo del contratto. Chiediamo rispetto per i diritti e per la dignità di lavoratori e lavoratrici che ogni giorno, in un contesto sempre più complesso e pieno di difficoltà, garantiscono la sicurezza di tutti.
Chiediamo che nella prossima legge di bilancio – se possibile, anche prima – vengano previste risorse aggiuntive per onorare gli impegni già assunti, per dare una previdenza utile a garantire un tenore di vita dignitoso dopo anni di lavoro al servizio dello Stato e per rivalutare un sistema indennitario da troppi anni fermo negli importi.
La nostra mobilitazione, intanto, continua!
La Legge sull’autonomia differenziata va abrogata perché spaccherà l’Italia in tante piccole patrie, aumenterà i divari territoriali e peggiorerà le già insopportabili diseguaglianze sociali, a danno di tutta la collettività e, in particolare, di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e donne.
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Appuntamento in Piazza Capranica alle ore 10
Nonostante le continue proteste degli ultimi mesi da parte di FP CGIL e SILP CGIL e le critiche sollevate anche dai sindacati dei militari, il Governo continua a mostrare un totale immobilismo nel rinnovo del contratto per le forze di polizia e le forze armate. Gli incontri sinora svolti non hanno portato a alcun progresso tangibile. È evidente che l’attuale Esecutivo, nonostante i proclami e le promesse, non ha la volontà di rispondere concretamente alle legittime richieste dei lavoratori nel settore della sicurezza e della difesa.
Il Sindacato di Polizia SILP CGIL e FP CGIL chiedono con forza al Governo:
– garanzie di risorse economiche per un contratto dignitoso che permetta il recupero del potere d’acquisto per le donne e gli uomini in divisa;
– un piano straordinario di assunzioni per aumentare gli organici del personale operante nei molteplici servizi di sicurezza svolti dalle forze di polizia e militari;
– miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per contrastare il preoccupante fenomeno dei suicidi tra i lavoratori;
– garanzia di una pensione dignitosa e attivazione della previdenza complementare per garantire un futuro sicuro ai lavoratori.
Il Governo, pur vantandosi di essere vicino alle forze dell’ordine e alle forze armate, dimostra di essere sordo alle legittime richieste avanzate dai lavoratori: salario equo, diritti tutelati, previdenza protetta, tutela della salute e della sicurezza sul lavoro per la dignità di ogni operatore.
Per questo motivo, il Sindacato di Polizia SILP CGIL e FP CGIL annunciano che sarà organizzata una manifestazione presso piazza Capranica a Roma il 31 luglio 2024 dalle ore 10.00 alla presenza del segretario generale Cgil Maurizio Landini. Contemporaneamente in molte città italiane si svolgeranno presidi e volantinaggi.
È giunto il momento di alzare la voce e far sentire le legittime rivendicazioni dei lavoratori del comparto sicurezza e difesa.
“Continuano le decisioni unilaterali di un governo che dice di non avere più risorse da mettere a disposizione dei rinnovi contrattuali dei lavoratori pubblici e poi con un emendamento al decreto legge giustizia e ordinamento penitenziario passato in sordina elargisce, bontà sua, una nuova ‘indennità di specificità organizzativa’ per il personale del comparto delle Funzioni Centrali in servizio presso i Dipartimenti dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità. Per questa nuova indennità la generosità arriva a fissare in 200, 150 e 100 euro mensili lordi per 13 mensilità per i lavoratori inquadrati rispettivamente nell’Area dei Funzionari, degli Assistenti e degli Operatori. Si pensi che per il rinnovo contrattuale del comparto Funzioni Centrali le più rosee stime fatte da ARAN nella trattativa in corso non vanno oltre i 150 euro medi lordi per un funzionario. Come sindacato non possiamo certo essere contrari a più risorse sui salari ma valga per tutti altrimenti è un’altra operazione e si mettono lavoratori contro lavoratori”.
Il sindacato: “nessuna abolizione del tetto alle assunzioni, aumento dell’orario di lavoro, Sud preso in giro, risorse che non ci sono”
“Nell’incontro odierno sulle trattative per il rinnovo del Ccnl funzioni centrali 22-24 ARAN ha presentato alcune proposte di modifica dei testi precedentemente illustrati su lavoro a distanza e sistema di relazioni sindacali. In particolare, accogliendo alcune proposte anche da noi avanzate negli incontri precedenti, si è aggiunto alle materie oggetto della contrattazione integrativa l’individuazione delle casistiche di lavoratori che possono accedere al lavoro agile per un numero di giorni superiore a quello del restante personale. Va però ribadito che già il CCNL 2019/2021 non comprende alcun concetto di prevalenza delle prestazioni in presenza rispetto a quelle erogate a distanza”.
Lo scrive in una nota Fp Cgil.
“ARAN – si prosegue – ha poi proposto la proroga della vigenza dell’articolo 18 del CCNL 2019/2021 fino al 30 giugno 2025, relativo alle progressioni tra le aree in deroga per effetto del passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento professionale. E’ per noi una proposta ancora inadeguata perché non fa i conti con gli effetti di riorganizzazione anche a valle dei progetti del PNRR e per questo abbiamo ribadito la proposta di una proroga fino al 31 dicembre 2026. Infine, é stata presentata una prima tabella relativa agli incrementi contrattuali. Secondo la stessa l’incremento a regime per i Funzionari sarebbe pari a 141 euro lordi, 116 per gli Assistenti e 110 per gli Operatori, comprensivi delle indennità di vacanza contrattuale e degli anticipi erogati unilateralmente a dicembre. Dai conti presentati da ARAN quindi concretamente ai Funzionari entrerebbero nelle tasche circa 70 euro lordi, 60 per gli assistenti e 57 per gli operatori”.
“I numeri danno sempre il giusto valore alle opinioni. E anche oggi – si legge ancora nella nota di Fp Cgil – non si smentisce quanto da tempo stiamo sostenendo: non solo gli incrementi non reggono il confronto con la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni sotto l’inflazione, ma quanto fisicamente entrerà in più nelle tasche dei lavoratori rispetto ad oggi sarà al di sotto delle aspettative. Per questo, abbiamo confermato la nostra posizione relativamente alla inadeguatezza delle risorse e alla necessità di provvedimenti legislativi a sostegno di una partita contrattuale che continua a essere lontana dal concludersi. Servono risorse finalizzate ad allineare le retribuzioni medie tra ex ministeri e altri settori del comparto; servono risorse per proseguire il percorso solo avviato con la contrattazione sulle famiglie professionali e le progressioni tra le aree in deroga; servono risorse per alimentare fondi risorse decentrate e far partire il nuovo sistema degli incarichi per le aree Assistenti e Funzionari. E serve l’abrogazione della norma che impone i tetti ai fondi della contrattazione integrativa per liberare le risorse che pure sono presenti in diverse amministrazioni”.
Per Fp Cgil, “per ottenere le condizioni utili a garantire il giusto rinnovo contrattuale ai 193mila addetti del comparto delle Funzioni Centrali bisogna che il governo faccia fino in fondo la sua parte e metta ulteriori risorse nella prossima legge di bilancio. E per questo obiettivo continuiamo la mobilitazione”.
Siamo oggi all’ospedale San Filippo Neri, a Roma, in occasione del via alla raccolta firme per il referendum abrogativo della legge Calderoli sull’autonomia differenziata.
“L’Italia deve essere unita, libera e giusta. Firma contro l’Autonomia differenziata” lo slogan della campagna.
In particolare, diciamo NO all’attacco al Servizio Sanitario Nazionale e al diritto alla salute. L’autonomia differenziata si scaricherà su lavoratori e lavoratrici dei settori pubblici, restringerà il perimetro pubblico, aumenterà le diseguaglianze e ridurrà la cittadinanza.
La campagna di raccolta firme verrà promossa lungo le spiagge e le vie montane delle vacanze, nelle piazze, nelle strade e nei parchi pubblici delle città.
#cisiamo
Roma, 15 luglio – “Al termine del lungo iter di controllo e certificazione, abbiamo sottoscritto definitivamente, presso l’Aran, il nuovo CCNL dell’Area dirigenziale delle Funzioni Locali per il triennio 2019-2021”.
Lo comunicano, in una nota stampa, le segreterie di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, riferendosi all’avvenuta sottoscrizione definitiva del contratto collettivo di lavoro dei dirigenti degli Enti locali e delle Regioni, Dirigenti amministrativi tecnici e professionali del ruolo non sanitario delle aziende del S.S.N. e ai Segretari Comunali e Provinciali.
“Con il Contratto – si legge nella nota – continua l’opera di rafforzamento delle tutele economiche e normative avviata con il CCNL 2016-2018. Il testo del nuovo contratto stipulato oggi adegua tabellari e retribuzioni e migliora gli istituti della partecipazione sindacale, attraverso l’ampliamento delle materie oggetto di confronto ed estendendo l’obbligo di istituzione dell’OPI presso gli enti, ivi comprese le Unioni di Comuni, con almeno 6 unità di personale dirigente. Viene, inoltre, individuata una tempistica certa per l’avvio della contrattazione integrativa. Così come per il contratto del personale del comparto viene prevista anche per il personale dirigente e i segretari comunali e provinciali la possibilità di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile”.
“Il Ccnl – proseguono – adegua anche gli istituti relativi alle assenze e alla tutela dei diritti civili (transizione di genere) già introdotti con il CCNL del personale del comparto e prevede importanti novità in materia di patrocinio legale. Relativamente a questo punto le amministrazioni non potranno opporre sistematicamente la presenza di un conflitto di interesse nella concessione del patrocinio, ma dovranno dimostrarlo; inoltre, vengono previste anticipazioni dei rimborsi, anche a fronte di sentenze non definitive. Vengono, inoltre, ampliate le coperture assicurative in caso di utilizzo dei veicoli per i rischi di danni o lesioni al dirigente stesso”.
Per quanto riguarda le sezioni specifiche “va menzionato l’adeguamento dei Fondi risorse decentrate per l’incremento delle retribuzioni di posizione e risultato dei dirigenti degli enti locali; l’aumento delle indennità di struttura complessa e indennità di pronta disponibilità per i dirigenti PTA; l’incremento della retribuzione di posizione fissa dei dirigenti PTA. Per i Segretari comunali e provinciali viene superato il contratto collettivo integrativo nazionale, con la disciplina nel CCNL della struttura retributiva e dei criteri e parametri per la definizione del trattamento accessorio; viene, così, individuata una nuova forchetta per la retribuzione di posizione minima e massima, migliorata l’indennità di reggenza o supplenza, il premio di risultato e la disciplina degli incarichi ad interim”.
“Gli effetti del contratto decorrono da domani, mentre da oggi decorrono i trenta giorni entro i quali le amministrazioni dovranno applicare gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato ed automatico e, quindi, gli aumenti contrattuali”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.
Roma, 16 lug – “Il presidente dell’Aran Antonio Naddeo e il Ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo fanno affermazioni che sanno essere non vere: in queste ore, infatti, si affannano a sostenere che gli aumenti contrattuali per il triennio 22/24 sono di 150 euro medi e che vogliono chiudere i contratti in fretta e con le maggioranze possibili. Sugli stipendi: gli aumenti non sono di 150 euro medi, quello caso mai è il valore procapite delle risorse contrattuali ripartite per gli addetti. Ma quanto andrà in busta paga ai lavoratori pubblici? Molto meno, come ha ammesso ai tavoli lo stesso Naddeo”.
Lo scrive in una nota la Segretaria Generale Fp Cgil Serena Sorrentino.
“Infatti – prosegue la Segretaria – da quelle risorse vanno detratti l’indennità di vacanza contrattuale che il Governo ha deciso di anticipare unilateralmente, e i costi delle modifiche contrattuali, ad esempio se il contratto aumenta il valore degli incarichi o rivede le indennità o altri istituti contrattuali a partire dai differenziali stipendiali. Quindi non parliamo più di 150 euro, ma di molto meno. Dunque anticipo ivc, costi contrattuali e assurdi vincoli che Zangrillo vuole imporre con una logica punitiva sulla performance mettono a rischio il valore di cifre che già così sono insufficienti”.
“Lo abbiamo detto da subito e lo ribadiamo – continua la Segretaria della Funzione pubblica Cgil -, il Governo è l’unico datore di lavoro che a fronte di un ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato) che si attesta a circa il 16% nel triennio di riferimento, riconosce aumenti pari a 1/3 (5,78%) vincendo il titolo di peggior datore di lavoro e questo vale per i lavoratori dello Stato e vincola sanità ed enti locali, tutti settori che svolgono funzioni essenziali. Sulla chiusura delle trattative invece la minaccia di forzare i tavoli provocando una rottura ad excludendum è un atto ostile nei confronti di chi vuole rinnovare un buon contratto e non il contratto imposto dal datore di lavoro – prosegue Sorrentino-. Se le maggioranze escludono oltretutto alcuni tra i sindacati più rappresentativi è evidente che l’operazione è tutt’altro che democratica ma autoritaria e piegata alla volontà di escludere chi difende l’interesse dei dipendenti pubblici a non essere trattati come lavoratori di serie b”.
“Il privato – prosegue – rinnova i contratti al doppio del pubblico, e perché dovremmo rassegnarci alla scelta del Governo Meloni di impoverire sempre di più il lavoro pubblico? Faremo la mobilitazione per cambiare questa condizione, come Fp Cgil lo abbiamo sempre detto: la priorità è quella salariale e di garanzia di valorizzazione professionale, l’Aran deve fare i conti con le risorse stanziate nelle leggi di bilancio ma il Governo ha la responsabilità politica della scelta di svalutare il lavoro pubblico”.
“Oggi abbiamo sottoscritto il CCNL 19/21 per i dirigenti delle funzioni locali, con ben tre anni di ritardo! Quando gli stipendi non recuperano l’inflazione e sui precedenti si accumulano questi ritardi non c’è somma che faccia il totale, ci verrebbe da dire al presidente Naddeo”, conclude la Segretaria Generale della Fp Cgil.