Abbiamo appreso delle nomine dei nuovi dirigenti di prima fascia e per questo facciamo anzitutto le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro all’unica collega e ai colleghi cui sono stati attribuiti incarichi dirigenziali di prima fascia.
Detto questo, non possiamo non rilevare l’abnorme e ingiustificata sproporzione tra uomini e donne: sette uomini e una sola donna è una vergogna, detto senza mezzi termini!
Un’offesa per tutte le donne che popolano il mondo INPS e che, attraverso il loro lavoro, rendono migliore l’immagine di questo Istituto nel Paese.
Lo abbiamo già detto e scritto nel mese di luglio: “riproporre pedissequamente quanto scritto nel D. Lgs. 165/01 e nel CCNL” a proposito dell’attribuzione degli incarichi dirigenziali, significa non avere alcuno criterio oggettivo e lasciarsi le “mani libere”.
Che senso ha parlare di pari opportunità e di carriere dirigenziali se, poi, si mortificano così le colleghe e i colleghi dirigenti?
Il contingente di donne al vertice dell’Istituto per la prima volta si riduce, anziché aumentare come sarebbe stato possibile e auspicabile.
Il “7 a 1” è sconcertante anche in considerazione del fatto che, oggi, il Consiglio di Amministrazione è composto da due donne e da due uomini. Il vertice dell’Istituto, prima si dà delle regole e poi le tradisce immediatamente.
Non chiediamo, come saremmo stati tentati di fare, le dimissioni del Direttore generale, che ha formulato la proposta, e dell’intero Consiglio di Amministrazione.
Valuteremo se segnalare la questione ai soggetti competenti e torniamo, invece, a chiedere – come da anni facciamo a ragion veduta – e con la massima urgenza, la pronta definizione di percorsi di carriera chiari e trasparenti.
Questo è importante e urgente anche in vista del prossimo bando per gli incarichi di seconda fascia, per evitare un’altra fase di preoccupazione e paura tra le colleghe e i colleghi, già vittime di un sistema di applicazione delle norme anticorruzione applicato in modo sbagliato e iniquo.
Roma, 3 novembre 2022
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani Fabrizio Ottavi |
Pubblichiamo la nota del Dipartimento sul progetto sperimentale inerente l’articolazione dell’orario di lavoro delle sedi aeroportuali ubicate presso le isole minori di Lampedusa e Pantelleria
Ai lavoratori di tutti i dipartimenti del Ministero della Giustizia
Il tempo conferma che la Fp CGIL ha fatto la scelta giusta!
Apprezziamo l’imminente pubblicazione del pdg, che prevede lo scorrimento integrale della graduatoria cancellieri di cui all’art 21 quater ma relativamente alla decorrenza 1 febbraio 2023, anziché 3 novembre 2022 come preannunciato, non possiamo non sottolineare che oggi risulta evidente a tutti che bene ha fatto la FpCgil a non firmare l’ultimo accordo sulle progressioni orizzontali del personale di tutti i dipartimenti del Ministero della Giustizia, per mancanza di garanzie su un accordo complessivo che tenesse insieme, con modalità e tempi certi, tutti gli accordi sulle progressioni orizzontali e verticali non solo già in essere ma anche in divenire, come previsto dal nuovo contratto di lavoro sottoscritto per il personale delle Funzioni Centrali.
Oggi la notizia di un risultato parziale, poiché riguarda solo una parte del personale, e tardivo, poiché sposta ancora in avanti la data della effettiva fruibilità della progressione, conferma che la strada proposta dalla FpCgil a luglio era più opportuna.
Infatti, fare un accordo complessivo che, sommando le risorse disponibili e ancora non spese, per le progressioni verticali di tutte le figure professionali comprese nell’accordo del 2017, alle risorse che il nuovo CCNL mette a disposizione per la norma di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale, semplificasse e accelerasse tutte le procedure di progressioni verticali al termine delle quali procedere alle nuove progressioni orizzontali, avrebbe portato le decorrenze dei nuovi inquadramenti alla primavera 2023 probabilmente ma per tutto il personale della Giustizia e non solo per i cancellieri.
Avremmo dato una prospettiva certa e concreta a tutte e tutti i lavoratori della Giustizia, nel solco e coerentemente con il nuovo CCNL che rende le procedure comparative più celeri e semplici e avremmo assicurato un tempo entro cui la risposta ai tanto attesi reinquadramenti avrebbe interessato tutti gli interessati. E le stesse progressioni orizzontali avrebbero avuto tempi certi e stabiliti con meno rischi di contenzioso.
Purtroppo l’amministrazione persevera nella via dell’ indeterminatezza delle proprie scelte sommando incertezza a incertezza con il personale ormai sgomento.
Nemmeno l’impegno ad aprire entro settembre scorso i tavoli di confronto sul nuovo ordinamento professionale e per il contratto integrativo é stato rispettato, con buona pace dei sindacati sempre accondiscendenti.
E per questo proseguiamo lo stato di agitazione precedentemente proclamato.
Vi terremo informati sui futuri sviluppi.
Per la FP CGIL Nazionale
Russo/Prestini
A seguito della richiesta di incontro, pubblichiamo la convocazione del Dipartimento in merito la convocazione sulla modifica dei criteri di mobilità per il personale appartenente al ruolo degli Ispettori antincendi e per il personale specialista.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale specifica le articolazioni per la nomina a Dirigente Generale del CNVVF.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Logistico Strumentali in merito le funzione del personale Ispettore TLC
Pubblichiamo il testo dell’Accordo stralcio sulla definizione delle “Famiglie professionali” sottoscritto il 31 ottobre 2022.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Al Direttore della Direzione di Sistema
Informativo della Fiscalità
Dott. Federico FILIANI
df.dsi.uff01@mef.gov.it
Al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria
Segretario Generale
Dott.ssa Daniela Lucini
segreteriaamministrativaconsgiustrib@mef.gov.it
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Dipartimento Affari Generali,
del Personale e dei Servizi
Direzione del personale
Dott. Alessandro Bacci
dcp.dag@mef.gov.it
E, p.c.
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
DAG – Ufficio Relazioni Sindacali
Dott. Ernesto PERNA
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
Oggetto: Corti di Giustizia Tributaria di Primo e Secondo Livello – Criticità.
Da tempo la Scrivente denuncia il costante aumento dei carichi di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori incardinati nelle articolazioni della Giustizia Tributaria.
Il crescente malessere negli Uffici è dovuto certamente alle strutturali carenze di personale che, mese dopo mese, peggiora a causa delle cessazioni dal servizio ma, non possiamo sottovalutarlo, anche degli effetti diretti e indiretti della gestione post-pandemica e del ritorno alla normalità.
Con la fine della gestione emergenziale Covid19, infatti, sono riprese le attività di notifica degli atti di riscossione emessi dagli uffici tributari; la ripresa delle impugnative da parte dei contribuenti ha avuto una crescita esponenziale a partire da aprile 2022 con numeri di ricorsi iscritti che hanno recuperato gli anni 2020 e 2021 (anni oggetto delle sospensioni delle notifiche causa covid19).
A questo contesto, inoltre, si aggiungono le ricadute organizzative della Riforma del contenzioso tributario, approvata con legge 130 del 31 agosto 2022. Tale riforma, infatti, determina un ulteriore carico di adempimenti per il personale amministrativo delle Segreterie delle “nuove” Corti di Giustizia Tributaria.
Per la FP CGIL è necessario, per le articolazioni della Giustizia Tributaria, ragionare su un doppio binario: il mantenimento di tutte le professionalità che nel tempo il Ministero ha potuto accogliere da altre Amministrazioni e la predisposizione di un Piano Straordinario di Assunzioni, necessario a rinforzare la presenza delle Corti nei territori salvaguardando la qualità del servizio.
Si ritiene altrettanto necessario, infine, che gli Organi competenti svolgano attività di vigilanza circa la tempestività nel rispetto dei termini per i depositi delle sentenze da parte del personale giudicante presso tutte le Corti: per evitare al personale amministrativo la beffa, dopo essersi fatti carico dei carichi di lavoro maggiorati da situazioni contingenti e di non diretta responsabilità del personale, di non essere considerati “VIRTUOSI” subendo conseguenti riduzioni del salario accessorio.
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FP CGIL Nazionale Daniele Gamberini |
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF con la quale sottolinea come nei criteri adottati per accedere al corso di Polizia Giudiziaria sia stato disapplicato l’accordo sulla formazione
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF, con la quale evidenzia la mancanza di mezzi di soccorso e degli adeguati fondi per la loro riparazione
Il 31 ottobre è proseguita la discussione al tavolo nazionale sulle famiglie professionali, che dovrà costituire l’ossatura su cui costruire i successivi profili di ruolo dell’ INL.
In premessa, abbiamo dato atto all’Amministrazione di un importante passo in avanti rispetto alla precedente bozza, in quanto – su sollecitazione unanime di parte sindacale – sono state ora introdotte due famiglie professionali: una per gli ispettori del lavoro e un’altra per gli ispettori tecnici del lavoro. Questo è di certo un passo in avanti molto importante, per sgombrare il campo da possibili equivoci sulle competenze del personale ispettivo, anche alla luce delle novità introdotte dal DL 146/2021. A proposito del concorso da ispettori tecnici in svolgimento, l’Amministrazione – su nostra esplicita richiesta – ci ha comunicato che la prova suppletiva si è svolta nei giorni scorsi e che la commissione sta nel frattempo lavorando alla valutazione dei titoli così da poter arrivare in tempi rapidi alla conclusione del concorso.
A parte questo, però, continuiamo a registrare dei punti di criticità molto rilevanti: ci sembra che persista la “confusione” tra gli attuali profili professionali e le future famiglie e questo non giova a nessuno. Abbiamo, pertanto, ribadito la nostra richiesta di andare verso famiglie professionali più omogenee nella definizione delle relative competenze, che possano poi essere sviluppate in coerenti profili di ruolo.
La bozza presentata,inoltre, si limita a rimandare la discussione più specifica riguardo all’area delle elevate professionalità una volta che sia avviata la revisione del modello organizzativo dell’INL: in linea teorica potremmo anche essere d’accordo, peccato che non si preveda nemmeno una data di avvio di questa discussione, così che tale previsione rischi di divenire una petizione di principio.
Abbiamo, pertanto, richiesto che vi siano scadenze temporali più precise.
Nulla è indicato neppure in merito alle progressioni verticali in deroga, se non un generico riferimento all’art. 18 del CCNL, che è la norma che le prevede: troppo poco, per poterle rendere operative. Ci è stato obiettato che i conti per stabilire in concreto i numeri delle progressioni li deve fare il MEF e INL li sta ancora aspettando ma, considerato che l’art.18 delCCNL indica già i parametri di riferimento per tale calcolo e che questi sono pienamente nella disponibilità di INL, l’Amministrazione è in grado di indicarci almeno in linea di massima le percentuali di passaggi verticali ipotizzabili. Abbiamo chiesto, quindi, di avere contezza di questi valori.
Infine,la bozza presentata non fa alcuna menzione della possibilità di attuare dei passaggi di profilo. Anche questo non va bene, considerato che il nuovo ordinamento dovrebbe facilitare anche la mobilità orizzontale tra profili, oltre a quella verticale tra le aree, e considerato altresì che di recente la “procedura”per il cambio di profilo riguardante alcuni ispettori che erano stati adibiti ad attività amministrative è stata congelata dall’ INL proprio in vista del nuovo ordinamento professionale oggi in discussione. È perciò essenziale che il tavolo nazionale stabilisca finalmente criteri chiari e trasparenti che possono determinare passaggi volontari tra i vari profili e le famiglie,così da sanare anche questa situazione che si trascina avanti da anni.
Chiediamo quindi all’ Amministrazione di fare chiarezza sui punti sopraindicati, essenziali per poter avere un quadro di riferimento più chiaro.
Roma, 31 ottobre 2022
Coordinatore nazionale FPCGIL–INL
Matteo Ariano
Alla cortese attenzione delle Strutture
del Ministero dell’economia e delle finanze
Oggetto: Criticità delle condizioni di lavoro del personale PNRR
Ormai da molti mesi la FP CGIL riceve segnalazioni sulle numerose criticità nella gestione del lavoro all’interno di alcune strutture della Ragioneria generale dello Stato legate all’attuazione del PNRR, con particolare riferimento al Servizio centrale.
La struttura in questione è popolata per la maggior parte, anche se non esclusivamente, da personale di recente assunzione, con contratti a tempo determinato, la cui stabilizzazione è ad oggi legislativamente rimandata al 2027, a seguito del superamento di un colloquio dalle modalità, allo stato attuale, totalmente indeterminate.
La condizione di precarietà del personale, nonostante l’impegno dell’Amministrazione a scorrere le graduatorie fino al quasi esaurimento, ha portato all’accettazione dell’incarico di sole 67 unità a fronte delle 80 previste con il medesimo concorso.
In particolare, in meno di un anno, al SEC 11 unità hanno dato le dimissioni e altre 7 sono in attesa di dimettersi in quanto vincitori di altri concorsi, e ciò a fronte di una mole di lavoro esponenzialmente in crescita.
Inevitabilmente, la situazione complessiva si riflette sulla qualità del benessere organizzativo dei lavoratori e delle lavoratrici della struttura in questione, che lamentano l’inesigibilità di tutti gli strumenti di conciliazione vita-lavoro.
In particolare, sono stati segnalati alla FP CGIL:
un eccesso di straordinari, anche oltre i limiti contrattualmente previsti dai CCNL vigenti;
l’uso degli straordinari come ordinario metodo di programmazione del lavoro;
la mancata liquidazione di una cospicua parte delle ore di straordinario effettuate;
la difficoltà a fruire dei permessi o dei riposi compensativi;
la difficoltà a gestire le scadenze e il carico di lavoro in generale;
la difficoltà a pianificare adeguati periodi di ferie;
la prassi di dover sospendere o interrompere le ferie con scarsissimo preavviso;
la richiesta di una reperibilità indefinita e non retribuita;
forme di demansionamento.
Di fatto, le lavoratrici ed i lavoratori del Servizio centrale, che quotidianamente lavorano alla realizzazione del PNRR, si trovano paradossalmente ad operare in un contesto che sempre più rappresenta la negazione di quel paese moderno ed inclusivo che lo stesso PNRR dovrebbe contribuire a creare.
Alla narrazione di un PNRR che si pone l’obiettivo di dare vita ad una crescita inclusiva, che riduca i divari generazionali e di genere, che punti sull’educazione e la formazione, che investa in capitale umano come strumento per migliorare la qualità del lavoro e quindi aumentare la produttività del paese, si contrappone una realtà lavorativa precaria e incerta, l’incapacità di valorizzare appieno le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, l’aumento della quantità di ore lavorate come unico metodo di programmazione delle attività.
Non ci stupisce, come Organizzazione Sindacale, che proprio in una struttura contraddistinta da un elevato tasso di personale precario siano imposti ritmi di lavoro insostenibili e la compressione sistematica dei diritti, anche grazie al facile spauracchio del mancato rinnovo del contratto.
A fronte di condizioni di lavoro che vanno via via deteriorandosi, si riscontra uno scarso impegno politico del MEF ad accelerare il percorso di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari in servizio presso il Servizio centrale (nonché presso l’Unità di missione NG-EU e l’Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l’UE – IGRUE).
Inoltre, già in questa fase, alla Scrivente risulta che il numero di consulenti esterni superi di gran lunga quello dei dipendenti del MEF impegnato nelle citate Strutture; come a sancire la carenza di organici e, al tempo stesso, uno svilimento delle professionalità oggi direttamente assunte presso il Ministero.
Come FP CGIL, riteniamo che questo approccio sia svilente nei confronti delle professionalità che già prestano regolare servizio presso il Ministero.
Tanto premesso, la FP CGIL – nel manifestare la propria piena solidarietà al personale precario di questa e di tutte le altre Amministrazioni – chiede al MEF di:
riconoscere con gli idonei strumenti, anche remunerativi, l’apporto e la reperibilità;
avviare i percorsi necessari alla stabilizzazione di tutti contratti a tempo determinato e l’avvio di un piano assunzionale straordinario;
vigilare sul rispetto dei diritti previsti da leggi e contratti;
tutelare il benessere psico-fisico dei propri dipendenti;
Avviare una campagna di sensibilizzazione in merito agli Istituti contenuti nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni Centrali che coinvolga il personale Dirigente e non dirigente di questa Amministrazione.
Rendendosi disponibili ad esaminare congiuntamente quanto riportato si porgono distinti saluti.
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FP CGIL Nazionale Daniele Gamberini |
FP CGIL Roma Lazio Francesca Valentini |
Il Comitato degli Iscritti MEF – XX Settembre |