L’assemblea nazionale dei lavoratori del MIC, convocata in data 13 luglio 2022 dalle OO.SS. FP CGIL, CISL FP e UILPA, con all’ordine del giorno i temi della vertenza nazionale che sono alla base della giornata nazionale di mobilitazione del 4 luglio 2022, esprime fortissima preoccupazione per la grave situazione di degrado organizzativo più volte denunciata, senza che allo stato siano pervenuti riscontri soddisfacenti in merito alle richieste avanzate alla Direzione politica del Ministero.

In particolare l’assemblea nazionale denuncia:

• i ritardi inammissibili nell’attuazione del piano assunzionale approvato dal piano dei fabbisogni 2019/21, a partire dalla mancata assunzione dei 1052 AFAV e dei più volte annunciati scorrimenti della graduatoria fino al suo totale assorbimento, allo stato fermi all’ipotesi di ulteriori 400 assunzioni. Inoltre non risultano emanati i bandi relativi all’assunzione di 270 funzionari archivisti e 250 funzionari tecnici, mentre ancora sono sconosciute le tempistiche relative al bando emanato per 300 assistenti amministrativi e 100 assistenti informatici;

• la grave insufficienza dell’attuale programmazione a fronte di un dato di carenza strutturale medio del 50% con una tendenza rilevantissima alle uscite per cessazioni previste nel prossimo triennio. In particolare risulta impegnata meno della metà delle risorse teoriche a disposizione del Ministero per effetto del turnover e non sono ancora disponibili le risorse derivanti dalle uscite anticipate per effetto della cosiddetta quota 100 e per altre motivazioni;

• la mancata previsione di assunzioni in profili professionali necessari al funzionamento dei servizi, quali, ad esempio, gli assistenti tecnici, i funzionari fisici, chimici e diagnosti;

• l’aumento esponenziale dei ricorso alle esternalizzazioni per la sostituzione, tramite specifiche previsioni normative, di tutte le figure professionali presenti nell’ordinamento interno, nonché la prassi consolidata relativa all’affidamento, a soggetti esterni, di compiti che il Codice dei Beni Culturali prevede esclusivamente per il personale interno;

• il mancato investimento nella digitalizzazione delle prassi amministrative interne ed il comportamento unilaterale nella regolazione del lavoro a distanza, che il CCNL affida al confronto sindacale. Un comportamento retrivo e fortemente ostativo verso tutti i progetti di modernizzazione dell’organizzazione interna dei lavori, con gravi ripercussioni sull’efficacia dei servizi e sui tempi di risposta ai cittadini;

• la mancata programmazione di interventi straordinari al fine di garantire un corretto approccio alle attività connesse alla realizzazione del PNRR, sia per le soluzioni di accentramento decisionale che per l’inconsistenza delle soluzioni organizzative adottate, con ripercussioni inammissibili sui già pesantissimi carichi di lavoro ordinari in capo ai pochi funzionari rimasti in servizio;

• i ritardi nella definizione di accordi contrattuali attesi dai lavoratori, come la mobilità volontaria che rimane materia gestita unilateralmente dall’Amministrazione e l’attuazione degli accordi relativi ai passaggi d’area, compresi gli ulteriori scorrimenti della graduatoria attualmente vigente;

• un quadro assolutamente preoccupante rispetto al mancato adeguamento, nel periodo di pandemia, delle deficienze strutturali in relazione alla sicurezza che affliggono i luoghi della cultura e gli Uffici amministrativi, dove non risultano adeguati in gran parte dei luoghi della cultura i sistemi di video sorveglianza, l’ammodernamento dei sistemi elettrici e la carenza di organico sta producendo in alcuni casi il ricorso indiscriminato alle esternalizzazioni dei cicli di vigilanza persino in riferimento a procedure per le quali il Codice dei Beni Culturali prevede espressamente l’utilizzo del solo personale di ruolo.

L’assemblea nazionale, considerato tutto quanto sopra esposto, ritiene imprescindibile e necessario l’avvio di un confronto con il Ministro Franceschini finalizzato a:

• valutazione di un incremento dei numeri e delle professionalità con un apposito e tempestivo aggiornamento del Piano dei Fabbisogni che preveda l’utilizzo di tutte le risorse disponibili nonché di ulteriori risorse straordinarie finalizzate alla copertura integrale, nel medio periodo, delle carenze in organico. In tale contesto si rivendica il pieno assorbimento della graduatoria relativa al concorso dei 1052 AFAV in tempi utili a coprire le reali carenze di questo settore professionale, una definizione corretta dei fabbisogni con particolare riferimento alle qualifiche professionali attualmente escluse dalla programmazione, un intervento occupazionale straordinario a sostegno dei lavoratori di tutti i settori impegnati nell’attuazione del PNRR e infine la definizione adeguata dei numeri relativi alla composizione della Quarta Area delle elevate professionalità;

• definizione ed applicazione tempestiva di un accordo relativo alla mobilità volontaria dei lavoratori, definizione dei processi relativi ai passaggi di area, sia tramite gli scorrimenti della graduatoria vigente che in riferimento alla previsione delle riserve previste dalla legge per il personale interno e per i lavoratori con contratto flessibile nella programmazione assunzionale, nonché relativamente a quanto previsto dal nuovo CCNL tramite lo stanziamento dello 0,55% a valere sul monte salari complessivo del 2018. Ritiro delle Circolari che dispongono unilateralmente le quote percentuali di lavoro agile e ripristino delle prerogative contrattuali in materia di regolazione del lavoro da remoto. Garanzie sul rispetto delle tempistiche previste per l’entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale e per l’attuazione dei processi di progressione economica con decorrenza 1 gennaio 2022.

L’assemblea dà mandato ai rappresentanti sindacali della FP CGIL, della CISL FP e della UIL PA affinché il presente ordine del giorno sia trasmesso al Ministro con richiesta urgente di avvio del confronto sui punti sopra elencati.

L’assemblea decide, nelle more dell’eventuale riscontro, di proseguire le iniziative di mobilitazione tramite il blocco del lavoro straordinario e la mancata elevazione al 50% dei festivi lavorati, nonché altre iniziative assembleari o di mobilitazione a livello locale.

In caso di mancato riscontro o di esito negativo dello stesso, l’assemblea nazionale dà mandato alle OO.SS. FP CGIL, CISL FP e UIL PA per l’attivazione delle procedure di conciliazione previste dalla legge 146/90 finalizzate all’inizio e di una giornata di sciopero nazionale da calendarizzarsi nel mese di Settembre 2022.

Roma, 13 luglio 2022

Documento approvato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori.

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito i trasferimenti leggi speciali

A seguito della nota di chiarimento della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo la mobilità per il personale del ruolo Vigile del Fuoco, unitariamente le Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF confermano la necessità di un incontro con il Dipartimento

Pubblichiamo,  a seguito della richiesta unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF , la nota di chiarimenti  e la convocazione della Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo i criteri adottati nella circolare di mobilità

Pubblichiamo il resoconto unitario Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF a seguito dell’incontro in merito lo schema DM 21 febbraio 2019, graduazione incarichi di funzione dirigenziali

Nella giornata del 12 luglio si è tenuto l’incontro programmato per la prosecuzione della discussione sull’ipotesi di accordo sul FRD 2021 e sul Decreto incentivi all’attività ispettiva per il 2022.

DECRETO INCENTIVI

L’Amministrazione ci ha presentato una bozza che va incontro alle nostre richieste: scompare finalmente la distinzione tra quota fissa e quota variabile. Il 60% delle somme viene destinato al personale che svolge effettivamente attività ispettiva, compresa l’attività di coordinamento. Il restante 40%, invece, viene assegnato in ragione della complessiva platea dei lavoratori tutelati dall’INL nel 2022 come di seguito parametrate: fino a 35.000 lavoratori tutelati = 40%; fino a 55.000 lavoratori tutelati = 70%; fino a 75.000 lavoratori tutelati = 100%. Per lavoratori tutelati s’intendono i lavoratori individuati dalla Direttiva di II Livello e tre lavoratori per ogni vigilanza tecnica irregolare. Ci è stato inoltre già comunicato che tali obiettivi sarebbero in via di raggiungimento. Finalmente s’inizia a introdurre una logica di gruppo, sebbene riferita a tutto l’INL, con l’obiettivo di evidenziare la funzione di tutela sociale che viene svolta. Ci auguriamo che questa logica sia ulteriormente proseguita, approfondita e ampliata a tutte le attività dell’INL.

Resta fermo, come in precedenza, che per poter attingere per intero alle somme, è necessaria una adibizione pari almeno al 75% all’attività ispettiva. Si stabilisce, inoltre, che un importo pari al 5% del totale sia detratto per essere destinato al finanziamento di beni strumentali funzionali allo svolgimento dell’attività di vigilanza, tra cui il noleggio di dispositivi telefonici mobili. Finalmente si accoglie quest’altra richiesta di parte sindacale, sebbene abbiamo ribadito la necessità di valutare da subito a tale fine l’impiego delle somme già stanziate e ancora non utilizzate – come riconosciuto dalla stessa Amministrazione in uno degli ultimi incontri.

Abbiamo inoltre chiesto di avere notizie rispetto alle quote del DM incentivi 2021: ci è stato riferito che devono ancora essere pagate la quota fissa del secondo semestre 2021 e la variabile dell’intero 2021, che è stata inviata una nota agli uffici per il pagamento delle quote fisse entro luglio e che ne sarà inviata un’altra relativa alle quote variabili perché siano pagate in agosto.

Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione ha ribadito la propria volontà di tornare a “rimettere in funzione” quell’accordo sperimentale sull’orario di lavoro destrutturato per il personale ispettivo che diede buona prova di sé e che, inopinatamente e troppo frettolosamente, fu “buttato via”. Abbiamo dato la nostra disponibilità a sederci al tavolo e ridiscutere, quell’accordo nell’ambito di una rivisitazione completa che coinvolga tutto il personale, soprattutto perché a suo tempo contestammo duramente la scelta di accantonarlo, nello stesso tempo abbiamo chiesto di mettere in campo le risorse finanziarie per fornire tutto il personale delle dotazioni strumentali necessarie ed indispensabili allo svolgimento del lavoro quotidiano.

FRD 2021

Rispetto all’ammontare complessivo delle risorse, l’Amministrazione ha presentato una bozza recante finalmente la consistenza del fondo e, nello specifico, somme stabili: euro 15.029.116,07, somme variabili: euro 10.332.996,38.

Pur evidenziando i tanti punti in avanti rispetto alla bozza iniziale, abbiamo chiesto all’Amministrazione un ultimo sforzo su una serie di punti: per la quota ispettiva abbiamo chiesto una sua maggiore semplificazione, che preveda una ripartizione di una quota da erogare per le giornate di attività ispettiva e di una quota restante da attribuire attribuita in forza di quanto contrattato in sede locale.

Abbiamo, inoltre, chiesto di garantire un omogeneo trattamento sul 25% destinato al personale che svolge attività amministrative per chi è adibito ad attività ispettive/legali e contenziose, senza contemporaneamente danneggiare il resto dei colleghi destinatari.

Riguardo al riconoscimento del ruolo degli RSPP abbiamo ribadito la necessità di reperire fondi diversi dal FRD, valutando anche di aprire un’interlocuzione con altri Enti, per capire meglio come farlo.

Abbiamo altresì ribadito l’importanza di reinserire il comma dell’originaria bozza di accordo, che prevedeva il riconoscimento dell’incentivazione per la responsabilità assunta ad interim nella misura del 10% dell’importo previsto.

Infine, è stata avanzata la richiesta dell’ampliamento delle casistiche previste per le assenze equiparate alla presenza, pur prendendo atto che è finalmente stato reinserito l’allegato delle presenze equiparate recante anche assenze in precedenza eliminate.

Abbiamo chiesto di escludere dal tetto di Euro 5000 le altre posizioni organizzative che erano rimaste fuori onde evitare il rischio di togliere ciò che è stato riconosciuto con percorsi concorsuali.

Prossimo incontro, conclusivo, sarà lunedì 18 luglio. Ci auguriamo che l’Amministrazione intenda fare un ulteriore sforzo verso le nostre richieste, così da arrivare alla firma di questo accordo e poter avviare – subito dopo la pausa estiva – la contrattazione sul FRD 2022, che potrà permettere anche di applicare le norme del nuovo CCNL.

ASSUNZIONI E MOBILITA’

L’Amministrazione ha riferito che dal 1° settembre si procederà con le assunzioni a scorrimento dei funzionari amministrativi del concorso Ripam, ma anche degli ispettori del lavoro e dei funzionari amministrativi individuati a seguito della conclusione del concorso Ripam INL, MLPS e INAIL.

Riguardo alla mobilità interna, è stata confermata la data del 1° settembre come data di spostamento del personale. Si cercherà di rispettare questa data anche per coloro i quali abbiano ricevuto nelle scorse settimane la nota con cui si evidenziava la scelta di una sede incapiente, in quanto questi lavoratori hanno tempo fino al 15 luglio per comunicare la scelta di una sede alternativa.

Roma, 12 luglio 2022

 

FP CGIL

Matteo Ariano

CISL FP
Michele Cavo

 

UILPA
Ilaria Casali

 

A seguito della circolare di ricognizione di mobilità destinata al personale del ruolo Vigili del Fuoco non specialista pubblichiamo la richiesta unitaria d’incontro delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF

Pubblichiamo la circolare di ricognizione di mobilità emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane destinata per il personale del ruolo Vigile del Fuoco non specialista

La Fp Cgil VVF da sempre a tutela delle donne e degli uomini del Corpo

A seguito delle richieste unitarie Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF le Organizzazioni Sindacali sono state convocate dal Ministro dell’Interno

Al Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Dott. Marcello Minenna

Al Direttore del Personale di ADM
Dott. Rocco Flore

Oggetto: Criticità Valutazione individuale anno 2020.

Sono pervenute a questa O.S. segnalazioni in merito a valutazioni individuali per l’anno 2020 non in linea con l’apporto comportamentale che molti colleghi e colleghe hanno realmente effettuato nell’ambito delle proprie attività svolte.

Non sfuggirà che l’anno 2020 è stato l’anno in cui è intervenuta la situazione emergenziale COVID 19 che di punto in bianco ha costretto a dover rivedere la gestione dell’attività degli Uffici in maniera assolutamente diversa da quanto avvenuto fino ad allora pur permanendo tutte le necessità operative, gestionali e di risposta all’utenza.

I lavoratori e le lavoratrici di ADM hanno pertanto messo in atto ogni azione utile per garantire servizi emergenziali in Smart Working ma anche in presenza con una maggiore esposizione al contagio del virus e a causa del quale purtroppo qualche collega ci ha lasciato proprio per essere più esposto a tale pericolo.

Tale specificità è stata anche più volte valorizzata dai vertici dell’Agenzia proprio per l’azione strategica che ADM e il suo personale ha avuto in quei mesi nel individuare ogni DPI utile a prevenire l’espandersi del virus contribuendo ad effettuare requisizioni di materiale medico di difficile reperimento per conto della struttura commissariale.

A due anni di distanza registriamo invece che in molti casi ci ritroviamo con alcuni dirigenti degli Uffici che hanno proceduto alla valutazione individuale per il 2020 come se nulla fosse successo.

Anzi in molti di casi, di fronte a risultati di struttura altissimi (a volte anche il massimo) collegati al raggiungimento degli obbiettivi la valutazione dei lavoratori è stata abbassata rispetto agli anni precedenti e/o comunque ridimensionata.

È quindi del tutto evidente che per il 2020 in molti casi non vi sia corrispondenza tra la valutazione individuale assegnata e quella di struttura in quanto la prima diminuisce a fronte di un aumento della seconda.

E parliamo di obbiettivi incentivanti per l’Agenzia quali ad esempio, oltre a quelli collegati all’emergenza COVID, la contraffazione, la sotto-fatturazione, la quantità di diritti doganali, accise e IVA accertati, ecc. Tutti obiettivi che malgrado tutte le difficoltà sono stati raggiunti.

Non possiamo quindi che stigmatizzare quanto accaduto perché a nostro avviso denota quanto l’obbiettivo di avere un Sistema di Valutazione volto a valorizzare le capacità del dipendente e a migliorarle dove risultano carenti non può che passare da un passaggio culturale che prima di tutto a nostro avviso deve passare da una formazione adeguata per i Dirigenti di questa Agenzia.

Nel Sistema di Valutazione vigente alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma crediamo fermamente che ulteriori interventi di miglioramento siano necessari con particolare riferimento ai momenti partecipativi dei dipendenti nelle varie fasi valutative anche rispetto al gradimento dell’azione posta in essere dai rispettivi Dirigenti durante la loro gestione.

Premesso quanto sopra, considerato che il 2020 è stato un anno particolare che però ha visto comunque il personale dell’Agenzia fortemente impegnato per non far venire meno le attività istituzionali di ADM, malgrado la pandemia, si chiede di verificare quanto accaduto e ove necessario e possibile di adottare tutti gli opportuni accorgimenti, anche già nell’attuale fase di valutazione dei ricorsi di I e/o di II livello, per rendere questo Sistema, che ci viene imposto dalle norme, un reale strumento incentivante delle professionalità presenti.

Certi di una sua sensibilità al riguardo si porgono cordiali saluti.

Per la FP CGIL

Florindo Iervolino

Min. Giustizia, progressioni economiche: non c’è certezza, non firmiamo.

Nell’incontro di oggi si è consumata la trattativa farsa del Ministero della Giustizia sulle progressioni economiche del personale. A distanza di tre mesi, infatti, dall’incontro dell’11 aprile scorso, l’amministrazione si è limitata alla sola verifica di chi era disponibile alla firma del testo proposto allora senza dare alcuna risposta alle osservazioni fatte dalle organizzazioni sindacali.
Come Funzione Pubblica CGIL abbiamo ribadito i motivi per cui eravamo e rimaniamo in disaccordo.
Prevedere adesso progressioni economiche che avranno comunque effetti successivi alla entrata in vigore del nuovo CCNL, con il nuovo sistema di classificazione, senza tenere conto di come il personale sarà reinquadrato automaticamente per effetto del nuovo contratto rappresenta da un lato una modalità per esporre i lavoratori al rischio di vedere oggi un beneficio economico precludendosi la possibilità di ottenerne uno migliore per i prossimi sei/sette anni e, dall’altro, un ulteriore aggravio di procedure che inevitabilmente saranno fatte oggetto di rivisitazioni se non di veri e propri contenziosi. Per questo avevamo proposto di definire un accordo complessivo che sancisse tempi e procedure certe per il definitivo e celere  esaurimento delle procedure stabilite dall’accordo del 26 aprile 2017 (21 quater), insieme alla definizione dei tempi di avvio e possibilmente di chiusura della contrattazione integrativa per la definizione delle famiglie professionali propedeutiche all’applicazione della norma di prima applicazione (art. 18 del CCNL 2019/2021 Funzioni Centrali) che dà la possibilità al personale oggi inquadrato in prima e seconda area di transitare alle nuove aree superiori di Assistenti e Funzionari. Il CCNL, infatti, permette di aggiungere nuove risorse, nella misura dello 0,55 per cento del monte salari 2018, a quelle già disponibili al ministero per le procedure del 21 quater che, ricordiamolo, permettono progressioni giuridiche per diverse figure professionali e non solo per cancellieri e ufficiali giudiziari (ausiliari, informatici, contabili, direttori, eccetera), e inevitabilmente la concreta applicazione di entrambe le procedure ridisegneranno gli addensamenti di personale nelle aree e nelle posizioni economiche.
Alla luce di quanto evidenziato abbiamo provato a far riflettere l’amministrazione sulla necessità di anticipare i tempi delle progressioni giuridiche rispetto a quelle economiche, sapendo che il CCNL comunque prevede il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento dal prossimo primo novembre (“il giorno 1 del mese successivo ad un periodo dilatorio pari a cinque mesi dalla sottoscrizione definitiva del presente CCNL”, come recita l’art. 18, comma 1 del CCNL), un termine entro cui l’amministrazione non ha garantito le decorrenze delle progressioni economiche.
Purtroppo, l’amministrazione ha proposto il testo di aprile con la modalità “prendere o lasciare”, evidentemente forte del consenso incondizionato già ottenuto da altri non volendo noi immaginare una innata arroganza su materia che è oggetto di contrattazione e non di semplice o banale informativa o confronto. Se avessero avuto il buon senso di approfondire il merito delle nostre proposte avrebbero potuto cogliere l’opportunità di evitare l’ennesimo rischio di questa amministrazione, già buon’ultima nel panorama ministeriale, di rinviare sine die l’applicazione delle norme di reinquadramento stabilite dal nuovo contratto. Per esempio, avevamo proposto di inserire una clausola all’accordo sulle progressioni economiche che permettesse di fare più progressioni economiche nelle fasce economiche di maggiore addensamento, favorendo le lavoratrici e i lavoratori in prossimità di pensionamento e quelle che, anche sul piano economico, ne avrebbero un sicuro vantaggio rispetto ai nuovi differenziali stipendiali, prescindendo quindi da tetti imposti aprioristicamente. Infine, resta il tema di fondo. Perché la fretta di chiudere un accordo sulle progressioni economiche senza accettare nemmeno di dare date certe sulla definitiva e piena applicazione dell’accordo del 2017? La fretta è forse dovuta ai tempi della politica con le elezioni alle porte (la legislatura termina agli inizi del 2023), come ha ricordato qualche sindacalista molto ascoltato?
Sia chiaro che la responsabilità dei ritardi nell’applicazione di quell’accordo è unicamente dell’amministrazione. Quell’accordo si rese necessario nel 2017 per accordi sbagliati del passato (2010) che noi non firmammo e che hanno consegnato l’amministrazione della giustizia al fanalino di coda nel panorama dei ministeri. I ritardi successivi non sono giustificabili essendo le risorse del 21 quater nella disponibilità dell’amministrazione già da anni.
A cinque anni di distanza, oggi la piena e corretta applicazione dell’accordo 2017 permetterebbe di aumentare le disponibilità di progressioni economiche per tutto il personale del Ministero della Giustizia e non solo di un unico Dipartimento. Ritardare oltre l’applicazione di quell’accordo avrà il solo effetto di rendere incerti adesso anche i tempi dell’applicazione del nuovo CCNL e del relativo passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento per il personale e dei relativi benefici economici e giuridici.
Ritardi che non potremo tollerare e che non saranno differenziabili tra i diversi dipartimenti.
La stessa decisione di attivare tavoli tecnici per la definizione del prossimo contratto collettivo integrativo – uno congiunto di tutti e quattro i dipartimenti, per l’applicazione di welfare contrattuale, lavoro agile, orari di lavoro, diritto allo studio; altri tavoli distinti per singolo dipartimento (Archivi Notarili, DAP, DGMC, DOG) su individuazione famiglie professionali e relative competenze ed effetti economici del passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento – se da un lato può rispondere oggettivamente alla necessità di rendere più veloce il confronto affrontando in consessi omogenei discussioni di merito più approfondito, dall’altro, presentato come la necessità
di permettere al DOG di fare una analisi differente sugli effetti del nuovo ordinamento alla luce dell’applicazione del “21 quater”, espone al rischio che ancora una volta il contratto collettivo possa applicarsi a velocità differenti tra i dipartimenti. Per questo abbiamo ribadito la necessità di avere innanzitutto adeguate informazioni sul personale distinto per dipartimenti, servizi, anzianità di servizio, addensamenti nelle posizioni di inquadramento, sia economico sia giuridico, ma anche la esatta conoscenza delle risorse disponibili pari allo 0,55 per cento del monte salari 2018 complessivo di amministrazione. Informazioni che potrebbero essere inviate alle organizzazioni sindacali nel giro di pochi giorni e così almeno utilizzare utilmente il tempo che l’amministrazione mette da qui alla effettiva convocazione in settembre dei tavoli proposti.
Ecco, ci aspetteremmo che chi guida l’amministrazione pro tempore (tecnici e politici), risponda come deve ai propri compiti fino all’ultimo giorno in cui presta il proprio servizio e non facendo i calcoli su cosa è meglio e cosa può in ragione delle proprie sorti personali. Per questo abbiamo ribadito anche la necessità che con il contratto collettivo integrativo di amministrazione e oltre questo si affrontino questioni annose e recenti del ministero quali, solo a titolo di esempio, la necessità di investimenti dedicati alle strutture, alle tecnologie disponibili e l’informatizzazione, la valorizzazione di tutto il personale, la messa a regime dell’Ufficio per il Processo oltre i tempi del PNRR, la configurazione e organizzazione del nuovo dipartimento sull’informatica e statistica, un nuovo e più avanzato piano dei fabbisogni del personale. Va fatto adesso perché l’amministrazione tutta è al collasso. Ogni rinvio a tempi successivi, pur richiesto da qualche organizzazione, sarebbe colpevole verso i lavoratori e il Paese.

Roma, 11 luglio 2022

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