Roma, 30 mag – “E’ inaccettabile scoprire che in un Paese in cui il fenomeno della povertà educativa è sempre più preoccupante, come denuncia oggi il Rapporto Caritas-Save the children, non sono stati spesi 41 milioni di euro per gli asili nido, tanto che oltre duemila Comuni verranno commissariati. E’ da mesi che sollecitiamo la necessità di spendere tutte le risorse disponibili per ampliare l’offerta di servizi educativi per l’infanzia e in particolare per gli asili nido. L’educazione e la formazione primaria sono un diritto costituzionalmente rilevante che va considerato come parte imprescindibile di una strategia complessiva contro la povertà educativa”.
Lo dice in una nota Tatiana Cazzaniga, segretaria nazionale Fp Cgil.
“Siamo ancora lontanissimi dai target europei: nel nostro Paese il rapporto tra posti disponibili e numero di bambini in età tra zero e 3 anni è in media del 28%. Ciò significa che, in Italia, su 100 bambini trovano posto negli asili nido solo 28, con fortissime differenze territoriali. La media europea – ricorda – è del 37,9%, Spagna e Francia sono oltre il 50%, Olanda e Danimarca arrivano al 74,2% e al 69,1%. Per questo chiediamo che le risorse disponibili vengano destinate principalmente alle assunzioni: solo per coprire il turn over del personale che andrà in pensione ed arrivare alla media di 1 educatore ogni 6 bambini servono oltre 37.000 unità nei prossimi 3 anni. Per fare un vero investimento è necessario assumere ulteriore personale, oltre il turn over. Una richiesta che ribadiamo nel nostro Piano straordinario per l’occupazione”.
“Ogni giorno perso e ogni euro non speso comportano una riduzione dei diritti dei bambini e delle loro famiglie. Noi chiediamo la rimozione dei tetti relativi alle assunzioni di personale degli enti locali e che si superi l’ostacolo legato ai titoli di studio che devono essere, se acquisiti entro il 2002 per gli insegnanti e il 2017 per il personale educativo, equiparati alla laurea, così come previsto dalle norme vigenti. E’ fondamentale investire in assunzioni stabili, in salario, e nel rilancio del ruolo sociale di chi lavora nel comparto socio-educativo”, conclude Cazzaniga.
Nella mattinata di martedì si è tenuto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, in vista della relazione programmatica 2025/2027 che l’organo è chiamato a realizzare.
Come FP CGIL abbiamo espresso al CIV le preoccupazioni che abbiamo manifestato all’Amministrazione, rilevando le analogie col quadro dell’anno scorso, una su tutte: la preoccupante carenza di organico che evidenzia un passivo di oltre 3.000 unità su scala nazionale. Rispetto a dodici mesi fa, però, c’è un elemento di rilievo che è impossibile ignorare: l’immissione dei consulenti di protezione sociale del 2023 si è conclusa e ciononostante si registrano ancora importanti scoperture in alcune aree del paese.
Possiamo chiaramente compensare, nell’immediato, questo delta negativo ricorrendo a mobilità e comandi, ma se non capiamo come Ente che il problema è sistemico – legato principalmente al costo della vita – il rischio è quello di pensare solo in una logica di soluzioni tampone: l’immissione, subordinata ai nulla osta degli enti di provenienza, sarà concessa via via in misura minore, posta la difficoltà attrattiva per tutto l’apparato pubblico e non solo per INPS.
Per questa ragione ritenevamo e riteniamo centrale la mappatura delle criticità d’organico sede per sede, proprio per rendere funzionali i prossimi cicli assunzionali e valorizzare la dimensione di prossimità che è lo storico punto di forza di questo ente. Servono concorsi rapidi, a carattere regionale o macro-regionale.
Occorre, parallelamente, valutare con attenzione tanto le trasformazioni legate al meta-processo quanto, più in generale, l’adozione di un sistema di misurazione della performance su cui attendiamo ancora delucidazioni. Nessuna ostilità preconcetta alle innovazioni, ma è importante evidenziare come le introduzioni tecnologiche – dall’intelligenza artificiale alla revisione complessiva dei processi – debbano sempre ruotare su una valorizzazione delle professionalità INPS, non su una sostituzione o su un indebolimento della presenza fisica. Per “vivere il cambiamento senza paura”, mantra del ministro Zangrillo, è essenziale una programmazione trasparente e condivisa dei percorsi di cambiamento, pena l’irruzione della realtà e la presentazione di un conto salatissimo per tutto il paese.
In questo senso, al di là dell’importanza strategica dei processi formativi su cui come sigla riteniamo essenziale proseguire con una visione d’insieme, non potevamo esimerci dall’importanza di richiamare la costituzione della Quarta Area, approdo per la crescita e asset importante nel nuovo ordinamento professionale. Investire in essa è essenziale, anche per dare piena esecuzione al contratto collettivo.
Abbiamo quindi ricordato un elemento emerso un anno fa e su cui avevamo registrato ampia condivisione: la costituzione di una commissione per le politiche del personale, un segnale d’attenzione e ascolto non scontato né banale, e soprattutto l’ipotesi di intervenire sulla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, fondo alimentato direttamente dai lavoratori e su cui le rappresentanze sindacali dovrebbero avere voce in capitolo.
Concludendo, ciò che quindi abbiamo chiesto al CIV è di dar forza alla centralità dell’utente, esterno ma anche interno. Serve un Istituto che operi per il miglioramento dei servizi, che investa risorse ed energie in processi di semplificazione: pensiamo, come sempre, alle criticità strutturali del SIN, che determinano effetti a cascata non solo per i cittadini ma anche nella corsa spasmodica agli obiettivi delle sedi; serve, altresì, un Istituto che difenda il proprio patrimonio di risorse, battendosi per la deroga al tetto imposto al Fondo dall’anacronistico d.l 75/2017.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali FpCgilVVF,FnsCisl, UilPaVVF, ConfsalVVF e Conapo con la quale si chiede un incontro per la programmazione didattica dei prossimi corsi in ingresso per AAVVP
Ancora una volta il Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF chiede nella nota che pubblichiamo di trovare una vera soluzione alla carenza di organici nel ruolo delle specialità nautiche a garanzia di un soccorso efficiente a tutela della cittadinanza e del personale
“Le sfide che ha davanti il comparto delle funzioni locali hanno un tasso di complessità molto più alto di quelle che abbiamo in alcuni comparti, perché siamo in una situazione di contrazione occupazionale che porta a volte all’impraticabilità di alcune scelte. Se oltre 400 Comuni in Italia hanno zero dipendenti a tempo pieno, di che cosa stiamo discutendo?”.
Lo ha detto la segretaria generale di Fp Cgil Serena Sorrentino in occasione della riunione per l’apertura della trattativa per il rinnovo contrattuale del CCNL personale funzioni locali 2022-2024.
“Se l’appello è quello della condivisione noi rispondiamo positivamente all’idea – ha aggiunto – ma la condivisione non può significare accettare passivamente il definanziamento, la svalorizzazione del salario dei dipendenti delle funzioni locali. La condivisione può essere, invece, costruire insieme una strategia per la quale sul titolo valorizzazione del personale, crescita dei salari maggiore dell’inflazione, finanziamento della contrattazione decentrata e del salario accessorio, sul tema del superamento di tanti tetti, non solo quello sul salario accessorio ma anche sulle facoltà assunzionali, le parti sedute al tavolo possono convergere su un’univoca richiesta al governo di intervenire su questi temi. Sicuramente sarà un impegno della Cgil proseguire sul terreno della mobilitazione che noi abbiamo intrapreso e quindi sono un po’ meno ottimista del presidente nel dire che parte la trattativa per il contratto delle funzioni locali. Ci siamo incontrati ma, se queste sono le premesse, pensare che insediamo il tavolo che inizia a discutere di merito sarà molto complicato”.
“Chiedo all’Aran di farsi portatrice presso il ministro della Pubblica Amministrazione: abbiamo bisogno di una proroga esigibile sulle progressioni verticali in deroga. E’ un punto imprescindibile per noi, altrimenti la riforma dell’ordinamento professionale conseguita nel 19-21 viene vanificata. Quanto allo 0,55 – ha proseguito Sorrentino – lo abbiamo interpretato come un primo segnale di attenzione verso la valorizzazione professionale di lavoratori e lavoratrici. Oggi noi chiediamo di aumentare il valore di quel fondo, così come chiediamo di avere certezza sull’aumento dei finanziamenti per quello 0,22 che era stato solo un parziale sblocco. Sul terreno della valorizzazione professionale noi chiediamo al governo di avere delle risorse aggiuntive”.
Per Fp Cgil, “un altro tema è l’orario di lavoro: sicuramente la leva retributiva è importante, ma l’altra leva di soddisfazione per lavoratori e lavoratrici è quella della condizione di lavoro. Affrontare il tema della carenza di personale dicendo a lavoratori e lavoratrici, come prima risposta, che l’unico strumento che hanno per aumentare la valorizzazione economica è aumentare l’orario di lavoro è una sconfitta e una contraddizione in termini con il tema del benessere organizzativo. Aumento dell’orario di lavoro che per alcune categorie usuranti e gravose, anche nel comparto delle funzioni locali, è impraticabile”.
“Infine – ha concluso la segretaria generale Fp Cgil – quanto al personale educativo, non saremo mai d’accordo su una ipotesi di doppio inquadramento differenziale che divide e dequalifica coloro i quali da anni svolgono questa attività con un titolo differente. Occorre affrontare la gestione tecnica di questo contratto, e su questo abbiamo delle proposte”.
Pubblichiamo l’informativa del Dipartimento in merito il Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 16 maggio 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale – delegazioni sindacale non Direttivi non Dirigenti triennio 2022-’24
Pubblichiamo il Decreto emanato dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane in riferimento alla nomina in ruolo del personale partecipante al 95° corso per AAVVF
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale pe le Risorse Umane riguardo la mobilità volontaria a domanda del personale appartenente ai ruoli Vigili del Fuoco dei settori delle specialità Elisoccorritori e Nautici di Macchina.
Al Direttore del personale
e, p.c.
All’ Ufficio Relazioni Sindacali
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
Oggetto: Richiesta di avvio del confronto per il rinnovo della policy sul lavoro agile.
Come noto, il 31 maggio 2024 scadrà la policy vigente sul lavoro agile.
In mancanza di una proroga quanto meno di carattere tecnico, gli accordi individuali di lavoro agile cesseranno di avere efficacia a partire dal 1° giugno.
Come FP CGIL ancora una volta, ad un anno esatto di distanza dalla mobilitazione in difesa del lavoro agile, condanniamo il comportamento dell’Amministrazione.
Il MEF dimostra nuovamente una profonda mancanza di rispetto nei confronti dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici.
Anche stavolta infatti il personale del MEF è lasciato volutamente all’oscuro delle decisioni dell’Amministrazione fino all’ultimo giorno utile: tale comportamento è inaccettabile e sleale.
Non possiamo sapere se l’assordante silenzio sia dovuto alla disorganizzazione interna o alla volontà di svilire la dignità dei lavoratori, che hanno tutto il diritto di conoscere con congruo anticipo le modalità di organizzazione del proprio lavoro.
Ciò in aggiunta all’evidente scarsa considerazione del Ministero per le prerogative sindacali, che – secondo il CCNL – prevedono un dovere di confronto sul tema.
La FP CGIL chiede quindi la rapida convocazione del confronto e, nel frattempo, una proroga tecnica della policy attuale della durata di almeno trenta giorni.
Il Coordinatore Nazionale
Andrea Mosca
Si è svolta, martedì 28 maggio, la riunione del tavolo di trattativa del CCNL Federcasa 2022- 2024, riaggiornatosi dopo oltre un mese dall’ultimo incontro del 4 aprile.
La parte datoriale aveva richiesto alle OO.SS.., nel precedente incontro, di produrre un testo con l’indicazione dei punti d’intesa o di mancata intesa fino a questo momento emersi, senza indicare alcun termine concernente la parte economica, proposta che le OO.SS.. hanno trasmesso alla Delegazione Lavoro in data 8 maggio.
I rappresentanti di Federcasa hanno chiesto alle OO.SS., quindi, di discutere e possibilmente raggiungere un’intesa solo su tutta la parte normativa del CCNL, tralasciando l’intera componente economica del rinnovo.
Come Fp Cgil, Cisl Fp , Uil FPL abbiamo ribadito unitariamente che per poter concludere la discussione su tale parte diveniva indispensabile che parte datoriale proponesse un aumento superiore a quello già presentato al tavolo (il 6% tabellare) e su cui lavoratrici e lavoratori si sono già espressi con il successo dello sciopero di febbraio, garantendo non solo una percentuale di aumento del tabellare più alta, ma anche risorse per altri istituti a carattere economico (arretrati, produttività, fondo pensione, indennità, ecc.).
Dopo lunga discussione la controparte datoriale ha ribadito la sua indisponibilità, ad oggi, di un aumento contrattuale del tabellare superiore a quello già proposto.
Abbiamo preso atto di tale posizione ribadendo che tale livello di aumento tabellare proposto, a fronte dei tassi d’inflazione registrati nel triennio, non può essere accettabile.
La discussione, a fronte dell’inconciliabilità delle rispettive posizioni, è stata aggiornata.
La Parte datoriale ha comunicato di volere procedere unilateralmente, a decorrere dal mese di giugno, a corrispondere un aumento dell’indennità di vacanza contrattuale portandola al 4,3% del tabellare in godimento. Come OO.SS. abbiamo chiesto a Federcasa di formalizzare questa decisione per iscritto, mandando quanto prima una comunicazione alle segreterie nazionali competenti. Una decisione che, in ogni caso, trattandosi di un mero anticipo da conguagliare successivamente, non risponde alle legittime istanze di lavoratrici e lavoratori di vedersi riconoscere un adeguamento delle retribuzioni volto a tutelarne il potere di acquisto.
Roma, 29 maggio 2024
Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle Segreterie territoriali Fp Cgil, Fp Cgil VVF e Fns Cisl a seguito dell’incontro con il Presidente della provincia riguardo la carente situazione delle sedi di servizio
Le Segreterie territoriali Fp Cgil ,Cisl e Confsal insieme alle Strutture provinciali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF ancora una volta evidenziano nella nota che pubblichiamo, il problema della carenza di mezzi a garanzia del soccorso e tutela della cittadinanza e del personale