Pubblichiamo la nota di integrazione della Direzione Centrale per la Formazione  in merito la ricognizione per aspiranti formatori DOS VF 

Il resoconto della categoria sullo stato del confronto contrattuale, insieme alla nota unitaria

Finalmente la trattativa con l’Aran per il rinnovo del CCNL 2019/2021 del Comparto delle Funzioni Centrali si è incanalata sulla discussione di merito. Come da noi più volte auspicato e come avete potuto vedere dal comunicato unitario di FP CGIL, CISL FP, UIL PA a conclusione dell’incontro odierno e che qui alleghiamo, ci si è confrontati sulle proposte di “manutenzione” del CCNL 2016/2018, partendo dalla comunicazione del presidente Aran che non tutte le organizzazioni sindacali hanno fornito proposte scritte.

Unitariamente abbiamo quindi indicato e esplicitato le nostre proposte, inviate nei giorni scorsi all’Aran, per migliorare il livello di fruibilità dei diritti individuali e rafforzare il sistema di relazioni sindacali rendendo più certi e inequivocabili gli istituti previsti dal vigente ccnl e che hanno visto non poche resistenze o inapplicazione nelle amministrazioni, ribadendo la necessità di accelerare e intensificare gli incontri, anche calendarizzando ulteriori appuntamenti per approfondimenti di merito sulle parti innovative del prossimo contratto come il lavoro agile e il nuovo sistema di classificazione del personale, senza necessariamente dover mettere in sequenza gli argomenti solo dopo che si esauriscano quelli precedentemente affrontati.

Per quanto ci riguarda continueremo a incalzare Aran perché il negoziato possa svilupparsi nella maniera più proficua possibile, per affrontare tutti i temi (nessuno escluso) che stanno a cuore delle lavoratrici e dei lavoratori e per arrivare alla definizione contrattuale in tempi rapidi una volta che tutte le questioni avranno trovato le soluzioni necessarie, ivi comprese quelle relative alle risorse economiche da mettere a disposizione del passaggio dal vecchio al nuovo sistema di classificazione.
Tutto ciò senza perdere di vista che per favorire il buon esito della trattativa alcuni provvedimenti legislativi potrebbero essere addirittura auspicabili, se però vanno nella direzione giusta di superare i limiti di legge alle progressioni dentro e tra le aree e di rafforzare la contrattazione integrativa. Per questo nel confermare il nostro giudizio critico, da ultimo, sul decreto – legge 9 giugno 2021, n. 80 (cd. decreto reclutamento), siamo impegnati a intervenire sul governo e nei confronti della politica perché nell’iter parlamentare di conversione in legge si possa modificare un decreto che non realizza i nostri obiettivi.

Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio

Pubblichiamo l’informativa della Direzione Centrale per l’Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo, riguardo il manuale operativo incidenti stradali, distribuito in formato multimediale

Futura 2021, rivedi l’evento della Fp Cgil ‘L’albero dell’inclusione’

Pubblichiamo la nota di richiesta unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, riguardo la convenzione per Treniaitalia richiesta dall’ Amministrazione per ilpersonale del CNVVF, alla quale non si è avuta nessuna risposta

Il comando presenta criticità nel dispositivo di soccorso evidenziate da tempo, per questo le strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF chiedono unitariamente un incontro con il Prefetto

Pubblichiamo l’informativa sul vademecum emanato dal Capo del Corpo riguardo i DPI

Pubblichiamo l’appunto della Direzione Centrale per le Risorse Logistiche Strumentali, in merito alla presenza di PFSA negli equipaggi e attrezzature in dotazione al personale del corpo

Continua l’informazione su salute e sicurezza della Fp Cgil VVF,  con la rubrica n° 24 della Particella Pazza, conoscere l’esposizione agli eventi e l’efficienza dei DPI è un diritto per le donne e gli uomini del Corpo

NON SERVE ALCUN ATTO UNILATERALE!
RIPRENDIAMO LA CONTRATTAZIONE SUL FONDO 2019

Con nota del 10 giugno u.s., il Segretario generale ha comunicato che l’Amministrazione, con la finalità di “evitare pregiudizi alla funzionalità dell’azione amministrativa” dovuti allo stallo della trattativa, intende adottare un ATTO UNILATERALE per la provvisoria distribuzione delle risorse del Fondo 2019, modalità che, pur contemplata dal CCNL 2016/2018, grazie al senso di responsabilità delle parti, in Corte dei conti non è mai stata applicata fino ad oggi e non ci risulta abbia mai interessato altre Amministrazioni del Comparto delle Funzioni Centrali.

È evidente che un simile atteggiamento, di stampo militaresco ed autoritario, a questo punto fa saltare la trattativa. È un segnale che desta grande preoccupazione perché ci mostra un’Amministrazione arroccata sulle proprie posizioni, nonostante ormai si fosse prossimi alla chiusura dell’accordo e conduce l’Istituto, ed il proprio personale, su sentieri ignoti caratterizzati dalla partecipazione alla procedura di altri soggetti, quali l’ARAN e le Federazioni sindacali nazionali, non privi di rischi per un’Amministrazione che ha compiuto negli ultimi anni decisivi passi verso l’effettiva autonomia, soprattutto perché alcuni aspetti dell’ipotesi di accordo 2019 sembrano non essere in linea con le previsioni dei CCNL.

È bene ricordare che il punto su cui è maturata la rottura è quello inerente all’importo dell’indennità di “preposizione”, per il quale si è passati da € 1.930 del Fondo 2018 a € 4.500 previsti dall’ultima ipotesi di accordo per l’anno 2019. Per il caso di specie, pur avendo sempre dichiarato che la redistribuzione delle risorse debba indirizzarsi nel premiare il merito, senza alcuna distribuzione a pioggia, continuiamo a ritenere eccessivo l’incremento di detto importo a parità di funzioni e responsabilità degli 87 funzionari preposti di cui ammiriamo la professionalità, al pari però di tutti gli altri lavoratori dell’Istituto, e di cui, buona parte percepisce gli importi afferenti alle Alte Professionalità.

Entrando nel merito di quanto affermato dal Segretario generale, vale a dire che proseguendo la contrattazione si finisca con l’arrecare pregiudizio all’azione amministrativa, ci sentiamo di evidenziare che, invece, con il contributo e la partecipazione di tutto il personale non ci risultano affatto disservizi in alcuna delle articolazioni istituzionali, nonostante il perdurare della grave crisi pandemica.
Pertanto, ad avviso delle scriventi, non c’è alcuna necessità, né urgenza, di “atti unilaterali” che, seppur provvisori, contribuirebbero a minare un sistema di relazioni che ha portato, pur partendo da posizioni spesso molto divergenti, alla stipulazione di numerosi accordi, sottoscritti dalla quasi totalità delle Organizzazioni Sindacali, che hanno permesso l‘avvio delle procedure PEO, con la riqualificazione in due anni del 75 % del personale, la distribuzione del salario accessorio tramite i Fondi degli anni passati, l’attivazione ed il miglioramento nel tempo, di importanti politiche nel campo del benessere organizzativo e, infine, l’introduzione di indennità (per Alte professionalità e Progetti incentivanti) per ridurre il divario in termini retributivi con altri Istituti di pari rilievo costituzionale, in considerazione della specificità delle delicate funzioni intestate all’Istituto. A nostro avviso la decisione dell’atto unilaterale è affrettata, non propriamente motivata e non perfettamente in linea con quanto enunciato nelle norme del CCNL, con particolare riferimento al comma 3 dell’art.9 del CCNL 2016/2018.

Queste OO.SS., agendo come sempre per il bene comune, nel ritenere che debbano trovare piena applicazione le clausole di raffreddamento previste dall’art. 9 CCNL 2016-2018, si impegnano, fin da subito, ad adottare qualsiasi iniziativa perché la trattativa possa riprendere sui tavoli consueti, per arrivare a definire, sempre nel rispetto del corretto bilanciamento nella distribuzione delle risorse, l’unico punto che corrisponde, ad oggi, alla materia del contendere, garantendo la tutela sindacale dei lavoratori e delle loro aspettative, in particolare in questo caso, per via dei possibili rischi che potrebbero manifestarsi a causa dell’adozione di un ingiustificato atto unilaterale in una materia che trova la propria naturale definizione al tavolo contrattuale.

 

S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli

Ministero delle Infrastrutture e
della Mobilità Sostenibile
Capo di Gabinetto
Alberto Stancanelli
ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it
Capo della Segreteria del Ministro
Andrea Tardiola
segreteria.ministro@pec.mit.gov.it

 

Capo Dipartimento per i trasporti
e la navigazione. 
Mauro Bonaretti
Direttore generale del personale
e degli affari generali
Marco Guardabassi
dg.personale@pec.mit.gov.it

 

Oggetto: Modifiche linee guida esami
  • PREMESSA:
Su richiesta di quasi tutte le OO.SS., posta in essere 28 maggio 2021, sono stati forniti i dati relativi agli esami patente nei periodi marzo-aprile 2019 e marzo-aprile 2021, al fine di valutare la situazione operativa post-covid e post-lockdown, ma anche della proposta dell’Amministazione di modificare le Linee guida esami patente.
I periodi selezionati sono relativi alla piena operatività prima dell’emergenza sanitaria, rapportati al periodo di ripresa quasi totale, dopo il periodo di lockdown.
Ovviamente tale situazione tiene conto anche dei pensionamenti avvenuti nei due anni di intervallo (2019-2021) che hanno condizionato, inevitabilmente, la potenzialità degli uffici, in particolare nel settore degli esami di guida, vera criticità attuale per tutti gli uffici.
I dati forniti dal CED Motorizzazione sono suddivisi per tipologia di esame (teoria e guida), per tipologia di esito (idoneo, respinto, assente) e per tipologia di patente.
In allegato alla presente nota è riportata una tabella (Tabella 1) riepilogativa degli “eventi patente”, raggruppando le tipologie di esiti che, comunque, hanno dato luogo ad una prenotazione, e quindi ad una occupazione di posto, indipendentemente dall’esito della prova.
Il dato aggregato rappresenta un indice della potenzialità degli uffici e consente un raffronto immediato tra i due periodi presi a riferimento.
  • ESAMI CQC:
Il dato, probabilmente, è il meno significativo dell’analisi, vista la scarsa rilevanza numerica degli esami svolti a livello nazionale.
Si deve anche considerare che molti corsi di formazione sono stati interrotti nel periodo dell’emergenza, facendo diminuire la domanda di esami.
Si riscontra un calo del 10,2% degli eventi esame CQC.
  • ESAMI DI GUIDA:
È un dato molto significativo, perché fornisce un’idea sulla potenzialità degli uffici e sulla capacità di soddisfare le esigenze dell’utenza, anche svolgendo le attività in regime di lavoro straordinario (Legge 870/86).
Va rilevato, inoltre, che esso è fortemente condizionato sia dai pensionamenti avvenuti negli ultimi due anni, sia dalle possibili rinunce del personale all’attività in regime di conto privato, per timore del contagio.
Il calo segnalato, comunque, è abbastanza limitato, attestandosi intorno al 3%, a testimonianza di un sistema che “tiene”, nonostante le gravi carenze di personale.
E’ necessario evidenziare, comunque, che il periodo di lockdown di oltre tre mesi (da marzo a giugno 2020) ha generato un notevole arretrato che si ha, tuttora, grossa difficoltà a smaltire, e ciò crea un crescente disagio da parte dell’utenza.
  • ESAMI DI TEORIA:
Gli interventi sono stati eseguiti nella stragrande maggioranza delle aule, visto che questa era una condizione indispensabile per poter riprendere l’attività di esame nel mese di giugno 2020.
E’ il dato più significativo dell’analisi, ma anche il più sorprendente, perché tiene conto della reingegnerizzazione delle aule esami informatiche, vista la necessità di adeguare le capienze delle aule al rispetto delle distanze interpersonali ed alla possibile installazione delle barriere parafiato tra una postazione e l’altra.
Alla luce degli interventi effettuati, infatti, sono stato effettuati quasi 15.000 esami in più rispetto al 2019, con un incremento dell’8% nel 2021.
Tutto ciò è particolarmente significativo per i seguenti motivi:
  1. L’aumento degli eventi “esami a quiz” testimonia di un’ottimizzazione delle procedure di esame, in gran parte derivante dalla drastica riduzione dei tempi della prova dovuta alla abolizione della fase di autoistruzione, che adesso viene anticipata dal singolo candidato tramite accesso al “Portale dell’Automobilista”;
  2. Questa riduzione dei tempi ha reso possibile l’incremento delle sessioni giornaliere, riducendo significativamente gli effetti derivanti dalla riduzione della capienza delle aule;
  3. Attualmente, con una potenzialità addirittura superiore a quella pre-covid, la domanda dell’utenza, specializzata e non, dovrebbe essere soddisfatta, una volta smaltito l’arretrato creatosi durante il lockdown.
I singoli casi specifici, ove presenti, potranno essere valutati con interventi ad hoc, che non condizionino l’attività di tutti gli altri uffici.
Ad ogni buon conto, l’opportunità di riorganizzare le aule esami dovrebbe essere lasciata all’iniziativa del singolo dirigente, previa valutazione delle condizioni al contorno del proprio ufficio.
  • CONCLUSIONI:
I preziosi dati forniti dal CED Motorizzazione di Roma hanno permesso un’accurata analisi della situazione esami negli uffici della Motorizzazione alla ripresa post-covid.
Come accennato in precedenza, è evidente che il dato globale potrebbe non tenere conto della situazione maggiormente critica di alcuni uffici: in questi casi, però, si potrebbe procedere ad attuare interventi specifici, più mirati sul territorio.
L’analisi, comunque, in via generale, per quanto ci riguarda, evidenzia la non necessità di procedere alla riorganizzazione delle aule esami, in attesa della fine dell’emergenza prevista, ad oggi, dal legislatore per il 31/7/2021.
la Coordinatrice nazionale MIMS                                                                             p. la Fp Cgil Nazionale
   Carmen Sabbatella                                                                                                           Paolo Camardella

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF,  in merito all’organizzazione per  il concorso interno per Ispettori

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