Appunti a margine dell’incontro 20 Aprile 2021 – Artt 17 e 18 CCNI

Martedì 20 aprile siamo tornati a parlare di artt. 17 e 18.
Questa storia infinita quindi si arricchisce di una nuova puntata sollecitata evidentemente dalla ormai prossima scadenza di giugno. L’Agenzia ha fatto una nuova proposta confidando di poter arrivare ad un accordo entro i prossimi 30 giorni.
Dopo aver letto la proposta, pur non sottraendoci al confronto, noi siamo meno fiduciosi. In effetti la proposta ricevuta è sostanzialmente sempre quella: art. 17 per gli 80 conservatori, art. 18 per tutti gli altri. Di questi ultimi alcune posizioni attribuite indipendentemente dal numero di lavoratori coordinati e connesse a funzioni specifiche soprattutto di staff ed altre, riferite a processi operativi, basate su un numero minimo di lavoratori di 12 unità.

Questo requisito dimensionale implica che rispetto alle posizioni odierne ci saranno meno team, giacché nelle strutture operative con meno di 24 persone non verranno costituiti.
La controparte ha specificato che cambia il compito del capoteam che avrà solo competenze organizzative e non dovrà più occuparsi direttamente dei processi. Oggi, afferma la controparte, ci sono le poer e con meno di 25 unità secondo l’Amministrazione una poer può benissimo agire senza la necessità di disporre di capiteam.

La procedura di selezione proposta ricalca quella prevista per le poer con qualche semplificazione.
Gli importi delle indennità sono sostanzialmente le attuali ma differenziate per grandezza della DP il che suona del tutto incongruo con il ruolo di coordinamento, non si capisce infatti quale difficoltà in più derivi dal coordinamento di 12 persone a seconda che siano in una dp di piccole medie o grandi dimensioni, sempre 12 restano.

Il nostro giudizio è sfavorevole.
Chiedevamo ruoli certi che sviluppassero le professionalità dei colleghi, retribuiti degnamente in relazione alle responsabilità e selezionati con criteri di trasparenza e contendibilità.
Ci propongono, al contrario, ruoli nebulosissimi e comunque deprofessionalizzanti rispetto agli attuali, graduati sulla base dei requisiti dimensionali delle DP e non in relazione alle attività e responsabilità e selezionati in modo totalmente discrezionale.

Così non comprendiamo come parte delle oo.ss. presenti al tavolo abbiano valutato positivamente la proposta dell’amministrazione. Qualcuno ha messo in evidenza che la riduzione delle posizioni ha l’indubbio vantaggio di ridurre l’incidenza sul fondo di sviluppo del personale delle indennità, il che è vero ma ci pare un po’ poco in quanto, visto il livello delle indennità previste, si riduce in modo ben più che proporzionale l’onere di finanziamento a carico dell’Agenzia.
Ci risulta chiaro però che l’idea di professionalizzazione dei colleghi che ha l’Agenzia sia perfettamente coerente con quanto previsto per le POER: margini di discrezionalità nella selezione e ricreare un cuscinetto tra chi fa e chi dirige, perpetuando tale categoria ad libitum in funzione del placet del direttore di turno.

Francamente questo principio non lo condividiamo, né lo abbiamo mai condiviso nel passato.
Riteniamo anzi che si tratti di una scelta organizzativa divisiva e di una declinazione del principio della meritocrazia che in questi termini non possiamo accettare.
Per noi la meritocrazia si basa su valori trasparenti ed oggettivamente valutabili, su risultati e su una organizzazione condivisa, ma non vediamo niente di tutto questo. Continueremo la discussione sperando che anche le altre ooss comprendano il punto realmente in discussione al di là dei singoli dettagli.

FP CGIL Nazionale
Agenzia delle entrate
Daniele Gamberini

Dott. Raffaele Tangorra
Segretario Generale del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali
segretariatoGenerale@lavoro.gov.it
segretariatogenerale@pec.lavoro.gov.it

Dott.ssa Stefania Cresti
Direzione Generale per le politiche del
personale, l’innovazione organizzativa, il
bilancio – UPD – Divisione II
dgpersonale@lavoro.gov.it
DGPersonaleDiv2@lavoro.gov.it

Oggetto: mancata pubblicazione graduatoria progressioni economiche 2020

In riferimento alla comunicazione intranet del 20 aprile 2021 della DG PIOB in cui viene annunciato che l’esito delle procedure per le progressioni economiche sarà comunicato “direttamente a ciascun interessato” queste OO.SS, nello stigmatizzare il comportamento dell’amministrazione, chiedono che venga disposta l’immediata pubblicazione delle graduatorie.
Si rappresenta, al riguardo, che gli obblighi di pubblicazione concernenti le progressioni di carriera previsti dalla normativa vigente e dalle Linee Guida del Garante Privacy, oltre al mantenimento di corrette relazioni sindacali, garantiscono e tutelano anche gli interessi dei lavoratori eventualmente esclusi.
Si resta in attesa di un urgente riscontro.

Roma, 21 aprile 2021

FP CGIL
Giuseppe Palumbo
Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi

Al Ministro della Giustizia
Prof.ssa Marta CARTABIA
gabinetto.ministro@giustiziacert.it

Sig.ra Ministra,
Abbiamo più volte sollecitato un incontro con la S.V. per rappresentare le problematiche che affliggono il Ministero della Giustizia e che coinvolgono in particolare il personale del Comparto Funzioni Centrali.
Questi lavoratori operano da tempo in condizioni di estrema difficoltà.
Proprio perché la Giustizia è una attività strategica per lo Stato, contemplata come tale dalla stessa Carta Costituzionale, ed in conseguenza del gravissimo ritardo accumulato nella digitalizzazione delle procedure, nonostante gli ingenti investimenti in tecnologie, i nostri colleghi, malgrado la pandemia, hanno dovuto e debbono espletare la propria prestazione lavorativa quasi esclusivamente in presenza, soprattutto nell’organizzazione giudiziaria e nell’amministrazione Penitenziaria, e sopportano carichi di lavoro cresciuti a dismisura in conseguenza delle gravissime scoperture di organico. Purtroppo questo ha comportato una ridotta applicazione delle misure di sicurezza previste per la prevenzione della pandemia esponendo i lavoratori a maggiori rischi e pesanti conseguenze nei livelli di diffusione del contagio.
A questa situazione, obbiettivamente grave, si aggiunge la pessima gestione del personale e delle relazioni sindacali Per quel che riguarda l’amministrazione giudiziaria: la mancata attuazione dell’accordo del 26.04.2017 ha negato ai lavoratori degli uffici giudiziari le progressioni giuridiche tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda, passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici in area terza nonché lo scorrimento integrale delle graduatorie formate ex art. 21 quater L. 132/15 per funzionari giudiziari e per funzionari NEP) e nelle aree (cambio di profilo: da conducente di automezzi ad operatore giudiziario; da operatore giudiziario ad assistente giudiziario; da assistente giudiziario a cancelliere esperto; da funzionario giudiziario a direttore); la mancata attuazione dell’accordo di mobilità, sottoscritto dopo mesi di trattative nello scorso mese di luglio, ha privato i medesimi della possibilità di trasferirsi nelle sedi più ambite, nel frattempo assegnate ai neo assunti; la mancata attuazione dell’art. 492 bis cpc (ricerca telematica dei beni da pignorare) ha privato i cittadini della possibilità di fruire di un servizio di recupero crediti veramente efficiente. A ciò si aggiunge la gravissima situazione degli altri settori della Giustizia (amministrazione penitenziaria, giustizia minorile e di comunità, archivi notarili), settori in cui le
progressioni economiche sono oggettivamente marginali, le procedure previste dall’articolo 21 quater L 135/15 hanno escluso il personale che poteva essere interessato con una evidente discriminazione rispetto agli altri dipartimenti, gli accordi sulla mobilità faticano ad essere attuati in tutti i dipartimenti, l’aumento dei carichi di lavoro costringe il personale a prestazioni di lavoro insostenibili che nel penitenziario le amministrazioni continuano a pretendere in presenza, osteggiando l’utilizzo del lavoro agile, come precedentemente descritto, per un pregiudizio ideologico neanche tanto celato. Settori nei quali, tra l’altro, in conseguenza dei massicci pensionamenti al conclamato sottodimensionamento degli organici, si aggiunge la gravissima carenza di personale.
Incomprensibile e fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori è l’inerzia del Ministero in merito al FRD 2019 ossia al salario accessorio dei lavoratori per le prestazioni rese nell’anno 2019. Circa dieci mesi fa, e comunque già in grave ritardo, è stata sottoscritta la ipotesi di accordo per il pagamento delle relative somme e per l’attuazione di una ulteriore procedura di progressione economica. Ebbene da allora nulla è stato fatto, neppure per ovviare ai rilievi che pare siano stati mossi sul contenuto del documento sottoscritto da parte degli organi di controllo. Ancora più grave è la vicenda del salario accessorio per prestazioni rese nell’anno 2018 che non risulta pagato negli Archivi Notarili ed ai lavoratori di via Arenula. Presso quest’ultima sede si è ancora in attesa della convocazione del tavolo negoziale per la definizione dei criteri di pagamento delle somme. Nulla si sa ancora del FRD relativo al salario accessorio per l’anno 2020 e per il corrente anno. Nulla si sa in merito ad eventuali ulteriori progressioni economiche. A tale noncuranza del Ministero si aggiunge la esiguità dei salario accessorio dei lavoratori della Giustizia il quale, nonostante l’incremento disposto dall’ultima legge di bilancio (che però non ha riguardato gli archivi notarili), è ridotto ai minimi termini ed è comunque di molto inferiore a quello medio pagato ai lavoratori delle altre pubbliche amministrazioni.
La situazione sopra descritta richiede che la Ministra della Giustizia incontri senza ulteriori ritardi le rappresentanze sindacali anche dei lavoratori delle funzioni centrali così come già avvenuto per le OO. SS. del Corpo di Polizia Penitenziaria e della Dirigenza Penitenziaria. Per tale motivo Le chiediamo di calendarizzare nel più breve tempo possibile un incontro con le OO. SS. del Comparto Funzioni Centrali per la definizione delle tante, troppe problematiche che, unitamente alla pandemia, gravano sulle già troppo provate spalle dei lavoratori.
Distinti saluti

Roma, 21 aprile 2021

FP CGIL    CISL FP     UIL PA
Oliverio    Marinelli    Bordini

Pubblichiamo il decreto relativo al mese applicativo degli AA.VV.P. del 89° corso, emanato dalla Direzione Centrale per la Formazione

Corona virus

Pubblichiamo la nota inviata per conoscenza dal Dipartimento, riguardo la profilassi vaccinale in favore del personale del comparto sicurezza e Vigili del Fuoco.

LE QUINTE COLONNE CHE NON TI ASPETTI!

Come avevamo chiesto lo scorso 2 aprile, invitando l’Amministrazione, dopo la validazione da parte del Ministero del Lavoro del precedente Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale (P.T.F.P.) 2020/2022, ad effettuare una convocazione specifica del Tavolo nazionale “al fine di avere chiarezza sulle politiche assunzionali dell’Istituto e sui relativi tempi non solo per l’importanza in sé della materia, ma anche per i riflessi che le politiche assunzionali generano sulle progressioni verticali”, si è svolto ieri il “confronto” sui contenuti del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale per il triennio 2021/2023.
Pur prendendo atto dell’impegno profuso dall’Istituto sul versante delle assunzioni, a fronte di un progressivo depauperamento del personale che, nel solo 2020, ha fatto registrare un’emorragia di 2.095 colleghi cessati dal servizio, abbiamo evidenziato nei nostri interventi una serie di punti di caduta che non ci consentono di esprimere, ad oggi, una valutazione positiva sul documento programmatico nel suo complesso.

Andiamo per gradi.
Nel Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale 2021/2023 l’Inps prefigura un volume complessivo di 9.139 assunzioni su tutti i profili a fronte, sempre per lo stesso arco temporale 2021/2022/2023, di 4.913 cessazioni dal servizio (da maggio 2021 a dicembre 2023) con un saldo positivo che tuttavia, al termine dello stesso triennio, colloca, comunque, la consistenza del personale dell’Istituto, la previsione è di 27.913 unità al 31.12.2023, ampiamente al di sotto del fabbisogno sostenibile quantificato dalla stessa Amministrazione in 29.691 dipendenti.

A fronte di un impegnativo piano assunzionale, inserito in un atto squisitamente politico qual è il Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale che rappresenta il documento programmatico nel quale l’Istituto ridisegna annualmente le sue politiche assunzionali aggiornando, progressivamente, il precedente Piano, avremmo gradito la presenza, ad una riunione così importante per il futuro del nostro Ente, dei Vertici politici dell’INPS per discutere, con chi dovrà deliberare l’approvazione del documento predisposto dalla Tecnostruttura, di alcune scelte “politiche” che costituiscono i punti di caduta della proposta. Si tratta di vere e proprie criticità rispetto alle quali è mancato per noi l’interlocutore principe, ossia il Presidente e l’intero Consiglio di Amministrazione ai quali chiediamo, sin da adesso, un confronto per discutere scelte incomprensibili per noi, ma che costituiscono, abbiamo constatato con nostra viva sorpresa, indirizzi comprensibilissimi e condivisi da un’organizzazione sindacale, Usb, con il complemento di Confintesa, che ha sposato alcune opzioni espresse dal P.T.F.P. .

Ci riferiamo in primo luogo alla scelta dell’Amministrazione da noi contestata, una scelta politica nel solco della Presidenza Boeri, di non programmare per il triennio 2021/2023 assunzioni in area B con l’importante effetto di inibire di riflesso ulteriori progressioni verticali dall’area A all’area B rispetto ai 14 (sic!) passaggi previsti nell’ultimo bando, lasciando così nel dimenticatoio 267 colleghi che hanno superato le ultime selezioni per l’accesso all’area superiore.

Infatti, a fronte di un fabbisogno in area B di 3.573 unità e di una consistenza, a fine 2021, di 3.000 colleghi, per effetto di cessazioni e di ulteriori progressioni verso l’area C che porterebbero ad esaurire di fatto, unica nota positiva, l’attuale graduatoria dei passaggi da B a C, l’Amministrazione ha ribadito la scelta strategica, da noi criticata, di non contemplare assunzioni in area B incrociando, in una corrispondenza di amorosi sensi, le argomentazioni del rappresentante di Usb che ha testualmente dichiarato “non esserci in INPS le condizioni per far passare in area B i 267 colleghi che hanno superato le ultime selezioni” rincarando la dose con l’affermazione che “un sindacato serio che svolge correttamente la sua funzione non si limita a seguire le giuste aspettative dei lavoratori di area A”, invitando i partecipanti alla riunione a spostare ad un livello superiore, quello ARAN, la discussione sulle problematiche dei colleghi di area A e B.

A parte il goffo tentativo di spostare su altri tavoli sindacali le questioni che attengono al personale dell’Istituto ed alle scelte di questo Ente che non sono certo di competenza del Tavolo ARAN e di difendere la scelta politica e non tecnica dell’Amministrazione di non operare assunzioni in area B (si è arrivati a dire che la mancata previsione di assunzioni in area B è indicativa della volontà dell’Istituto di non alimentare il cosiddetto mansionismo: questo significa che in futuro un diplomato dall’esterno non avrà alcuna prospettiva assunzionale in INPS, mentre altre pubbliche amministrazioni assumono nella relativa area professionale!), una scelta che se fosse stata fatta nel 2007 avrebbe precluso l’accesso a 319 ragazzi entrati con l’ultimo concorso a B1, per non parlare delle centinaia di colleghi transitati in area B attraverso i processi di mobilità inter-enti negli anni passati, la posizione di Usb ci è apparsa del tutto incomprensibile e ha dato modo alla Delegazione di parte datoriale di avere gioco facile nel rintuzzare le nostre richieste che restano quelle di contemplare nel piano assunzionale 2021/2023 ingressi in area B tali da permettere un progressivo transito dei 267 colleghi presenti nella graduatoria delle progressioni dall’area A all’area B.

Lo stesso “soccorso rosso” di Usb verso l’Istituto lo abbiamo registrato sul versante della vigilanza ispettiva in quanto, ben consapevoli dell’esistenza di un ruolo ad esaurimento che abbiamo più volte chiesto di rimuovere dalla legislazione vigente, richiesta di cui un tempo il Presidente si era fatto latore presso le istanze governative e parlamentari e di cui abbiamo perso traccia nei radar dell’Istituto, a fronte di un nostro rilievo sul silenzio rispetto al personale ispettivo nel PTFP 2021/2023, Usb è prontamente intervenuta con una domanda retorica a difendere la scelta dell’Amministrazione invitando, anche qui, i presenti a spostare altrove il tavolo di confronto! Ogni commento lo lasciamo ai colleghi.

Ulteriori punti di caduta del PTFP 2021/2023 li abbiamo riscontrati sul versante dei rami professionali dove, a fronte di un incremento dei professionisti del ramo tecnico-edilizio che nell’arco del triennio 2021/2023 registrerà un incremento di 29 unità (54 assunzioni a fronte di 25 cessazioni), evidenziamo un arretramento nello stesso periodo sul ramo statistico-attuariale (6 cessazioni a fronte di nessuna assunzione con un depauperamento degli organici del 15%) e su quello legale (15 assunzioni a fronte di 20 cessazioni sempre nel triennio 2021/2023, nonostante nel precedente P.T.F.P. 2020/2022 fossero previste 27 assunzioni: su questo il direttore centrale risorse umane ha assicurato che quelle ulteriori 12 assunzioni saranno recuperate nel P.T.F.P. 2022/2024).

Confermati i comandi in entrata per 141 tra infermieri (63) e geometri (78) a partire dal 1° luglio 2021 sulla base di uno specifico bando di cui attendiamo la pubblicazione con l’auspicio che quei comandi possano tradursi in assunzioni vista l’atavica carenza che si registra in quei profili specialistici.
In chiusura di riunione abbiamo rinnovato la richiesta di una rivalutazione da parte dell’Istituto delle richieste di assegnazione provvisoria presentate ai sensi dell’art. 42 bis del D.lgs. n.151/2001 (tutela della genitorialità) e della Legge n.104/1992 (tutela della disabilità), mentre sulla proroga dello smart working emergenziale l’Amministrazione ha detto di attendere le decisioni dell’autorità di governo sulla proroga dello stato di emergenza sanitaria.

Roma, 21 aprile 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA
Francesco Viola

Al Capo DAP
dott. Bernardo Petralia
Roma

Al Vice Capo DAP
dott. Roberto TARTAGLIA
Roma

E, p.c.

Al D.G.P.R. -D.A.P.
dott. Massimo PARISI
Roma

Alla Direttrice U.R.S.
D.A.P.
dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma

Oggetto:II. PP. Reggio Emilia Gravi compromissioni in ordine all’emergenza sanitaria da
COVID 19. Richiesta intervento ed accertamenti urgenti.

Preg.ssime Autorità
la scrivente Organizzazione Sindacale non può esimersi , ancora una volta , nel denunciare la precaria ed insostenibile situazione che sta interessando gli Istituti Penitenziari de quibus.

Ormai da tempo, per utile ampliamento, si stanno registrando numeri crescenti di accertati positivi, specie tra la popolazione detenuta, con consequenziale ed inevitabile preoccupazione e possibile compromissione dell’incolumità psico fisica dell’intera comunità di cui trattasi.

Non volendo evidenziare, né tantomeno enfatizzare, alcuna retorica in tal senso, non possiamo, però , più accettare che la surriferita panoramica non venga arginata con autorevoli e serie attività interventistiche, nell’interesse collettivo.

Sembrerebbe che, a condizionale corroborazione, vi sia un discutibile gestione complessiva a un discutibile gestione complessiva dell’istituto nei confronti della pandemia da parte dei vertici reggiani  e pertanto,chiediamo un accertamento ispettivo teso ad assicurare il buon e corretto andamento.

Non vi è alcun intento, in conclusione, di polemizzare e sostenere luoghi comuni, ma il nostro prioritario interesse è la salute e la sicurezza di tutte e tutti. Nessuno escluso. la salute e la sicurezza di tutte e tutti. Nessuno escluso.
Vogliate, per i motivi di cui sopra, dare giusto e sicuro seguito alla rivendicazione, affinché finalmente si possa vivere finalmente si possa vivere una condizione discretamente idilliaca e non in continua paura.

I migliori e graditi saluti.

Coordinatore Nazionale FP CGIL
Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI

Pubblichiamo lo stato di agitazione unitario delle strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito alle mancanze di risposte e relazioni sindacali da parte dell’Amministrazione

ADESSO BASTA, ANCHE LA PAZIENZA HA UN LIMITE

A seguito del comunicato della USB di giovedì 15 aprile us., questa Organizzazione non può più stare in silenzio. I comportamenti offensivi e le false affermazioni che ci sono state attribuite, riteniamo vadano assolutamente sconfessate.

Le nostre dichiarazioni, che possono essere confermate da tutti i presenti all’incontro di contrattazione, delegati di parte pubblica compresi, sono state chiare, ovvero che il fondo così come proposto andava modificato e rimodulato affinché ci sia una equa e giusta distribuzione e non, come sostiene la USB, di un nostro totale appiattimento nei confronti dell’Amministrazione.

Inoltre, LE PAROLE DELLA FP CGIL, AFFERMATE DURANTE L’INCONTRO, OVVERO, “La distribuzione avviene come sempre dando tanto a pochi e poco a tanti”, LA USB LE HA RIPORTATE NEL SUO COMUNICATO SPACCIANDOLE COME PROPRIE!
UN COMPORTAMENTO SCORRETTO ED INQUALIFICABILE
PER QUESTO INTENDIAMO RICORRERE ALLA REGISTRAZIONE VOCALE DURANTE GLI INCONTRI ON LINE DI CONTRATTAZIONE PERCHE’ NON CI POSSA ESSERE NESSUN FRAINTENDIMENTO E NESSUNA APPROPRIAZIONE DI PAROLE ALTRUI
TUTTO QUESTO IN NOME DELLA VERITA’, DELLA CORRETTEZZA E PER IL RISPETTO DOVUTO AL PERSONALE

Roma, 20 aprile 2021

La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco

 

Roma, 20 aprile 2021

Al Direttore Centrale Risorse Umane, Finanziarie e Logistica
Dott. Giuseppe Diana

Al Direttore Centrale pianificazione, organizzazione, controllo e ICT
Dott. Aniello Pisanti

OGGETTO: FRUIZIONE PERMESSI 104 A ORE DURANTE IL LAVORO AGILE

Con la presente, la scrivente O.S. comunica di aver saputo che in diversi Uffici territoriali le lavoratrici e i lavoratori titolari dei permessi di cui all’art. 33, co. 3, L. 104/1992 non possono più fruire di tali permessi in modalità oraria nelle giornate di lavoro agile, in quanto sarebbe stata loro evidenziata una presunta incompatibilità di tali permessi con il lavoro agile. Sarebbe, pertanto, possibile fruirne solo nella modalità giornaliera.

Nel rammentare che la modalità oraria è, tra l’altro stabilita nell’art. 33 del vigente CCNL delle Funzioni Centrali, con la presente si chiede di sapere se vi sia stata una indicazione in tal senso agli Uffici territoriali. Se nessuna indicazione è stata data, si chiede allora di chiarire con una nota agli uffici territoriali che, allo stato attuale, il lavoro agile non è incompatibile né con i permessi orari di cui alla L. 104/92 né con altri permessi orari, come quelli di cui agli artt. 32 e 35 CCNL, ovvero con i permessi per allattamento.

Nel caso in cui il problema nascesse dalla nuova piattaforma informatica di gestione del personale, si chiede di intervenire con priorità e urgenza rispetto a questo. E’ appena il caso
di ricordare che l’esercizio di diritti normativamente e/o contrattualmente riconosciuti non può certo dipendere da una piattaforma informatica, ma da fonti di pari grado. A meno di non voler violare disposizioni di legge e/o contrattuali ed esporsi alle conseguenti azioni.
Cordiali saluti.

 

    Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal VVF, nella si chiede l’immediata sospensione dell’attività formativa per volontari VF, presso la sede di Camerino, vista la pericolosità in merito l’emergenza epidemiologica in atto

Pubblichiamo l’ulteriore richiesta di chiarimenti a seguito della risposta dell’Amministrazione alla nota delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal VVF in merito la formazione sperimentale del percorso didattico neve e ghiaccio

Ancora una volta assistiamo a scelte arbitrarie di una Amministrazione  irrispettosa e superficiale nelle scelte  formative per il personale  del Corpo.

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