Pubblichiamo la nota sull’esito dell’incontro in merito alle Posizioni Organizzative
Pubblichiamo la nota unitaria inviata all’Amministrazione al fine di far concedere le 24/72 ai Direttori Regionali che ne facciano formale richiesta. Tale iniziativa è perfettamente in linea con quanto già autorizzato dal Capo del Corpo nel recente passato.
A seguito del divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid-19 su tutto il territorio nazionale deciso dall’AIFA, la Fp Cgil VVF, la FNS Cisl e la Confsal Vigili del Fuoco hanno chiesto all’Amministrazione di attivare un sistema di monitoraggio con controlli sanitari sui colleghi sottoposti a vaccinazione AstraZeneca.
Pubblichiamo la nota.
Pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione a seguito delle assolute incertezze legate alla stipula dei nuovi contratti per il servizio ristorazione nelle Sedi VF.
Ancora una volta vengono messi in discussione posti di lavoro e diritti dei lavoratori. Monetizzare il sevizio mensa rimane a nostro avviso l’errore più grande di una Amministrazione che si occupa di soccorso.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione, in merito alla programmazione dei corsi per Formatori ADR
La Direzione Centrale per la Formazione per conoscenza alle OO.SS. ha inviato il decreto Albo Formatori e la relativa la nota e con la quale detta le linee guida per la verifica dei titoli per l’iscrizione all’Albo dei Formatori.
Pubblichiamo la nota di riferimento in merito l’estensione della patente VF per ADR, emanata dalla Direzione Centrale per la Formazione
Al Capo di Gabinetto
del Ministro della Giustizia
dott. R. Piccirillo
Al Capo Dipartimento DOG
dott.ssa B. Fabbrini
Al Direttore Generale Personale DOG
dott. A. Leopizzi
Al Capo Dipartimento DAP
dott. B. Petralia
Al Direttore Generale Personale DAP
Dott. M. Parisi
Al Capo Dipartimento DGMC
dott.ssa G. Tuccillo
Al Direttore Generale personale DGMC
Dott. G. Cacciapuoti
Oggetto: misure urgenti di contrasto del “Covid-19” – Decreto Legge 13 marzo 2021, n. 30
Come è noto alle SS.LL., per effetto del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 e delle successive
ordinanze firmate dal Ministro della Salute, sono state introdotte ulteriori prescrizioni limitative della libertà
di circolazione, che si ripercuotono, tra l’altro, sulla presenza in servizio del personale.
Con il passaggio nella c.d. “zona rossa” di diverse Regioni, in particolare, preme rammentare le
previsioni di cui all’art. 48 del DPCM 2 marzo 2021, per effetto delle quali “I datori di lavoro pubblici
limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono
indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza.
Il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”.
Purtroppo, com’è tipico del sistema Giustizia, gli uffici e istituti sparsi sul territorio nazionale stanno
applicando poco od affatto la novella sopra richiamata, con inevitabili e gravi ripercussioni sulla salute dei
lavoratori e sull’ulteriore aggravio di stress cui sono inopinatamente sottoposti.
Si invitano conseguentemente le SS.LL., ognuno per la propria competenza, a diramare stringenti ed
efficaci disposizioni ai responsabili di ciascuna articolazione territoriale dell’Amministrazione posta nelle
c.d. zone rosse, a porre massima attenzione alle richiamate prescrizioni, in modo da garantire la corretta
applicazione del regime di lavoro agile semplificato e consentire la presenza in servizio del personale, come
già avvenuto nel precedente periodo di “lock-down”, nei soli casi effettivamente necessari.
Si rammenta inoltre, ad ogni buon fine, che anche nelle cc.dd. zone gialle ed arancioni gli spostamenti
sono consentiti solo se motivati da “comprovate esigenze lavorative” (cfr. artt. 9 e 35 del citato D.P.C.M).
Anche per quest’ultima condizione, s’invitano le SS.LL. a diramare disposizioni affinché i responsabili
degli uffici/istituti posti nelle zone gialle ed arancioni disciplinino la presenza in servizio del personale
tenendo conto delle disposizioni sopra richiamate.
Invero, colpisce negativamente l’assenza di indicazioni provenienti dai vertici ministeriali: nella pima
fase, infatti, si è assistito ad uno sforzo che ha visto protagonista l’Amministrazione centrale nello spingere e spronare le articolazioni territoriali ad organizzarsi adeguatamente – anche con i nuovi strumenti – allo
scopo di tutelare la salute del personale ed impedire che il propagarsi incontrollato della pandemia nelle
strutture della Giustizia determinasse l’interruzione dei servizi.
Laddove il sin qui fragoroso silenzio dell’Amministrazione in tale senso dovesse continuare a perdurare,
le conseguenze dell’immobilismo – se non del disinteresse – con cui la fase 3 viene adesso gestita dai Servizi
della Giustizia verranno ritenute responsabilità anche di Codesti vertici ministeriali, unitamente ai Capi
Ufficio/Dirigenti territoriali inadempienti.
Distinti saluti
Roma, 16 marzo 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni / Prestini Marra Amoroso
Dopo una lunga ed estenuante stagione di blocchi contrattuali nel pubblico impiego, cominciata nel 2009 e durata un decennio, passo dopo passo, trattativa dopo trattativa, questa cattiva tendenza è stata interrotta. Uno dopo l’altro, i contratti (2016-2018) dei dipendenti pubblici sono stati rinnovati. Tutti tranne uno: quello della Presidenza del Consiglio dei ministri. Un contratto che riguarda circa duemila lavoratrici e lavoratori di ruolo, e altrettanti in comando, che ormai da 12 anni attendono il proprio contratto.
Quindici mesi. È il tempo trascorso dalla Fp Cgil al tavolo con gli altri sindacati per tentare di costruire un nuovo contratto per i lavoratori della Presidenza del Consiglio. Quindici mesi di lavoro che si sono risolti in un nulla di fatto.
Questo perché, se da una parte c’è la nostra disponibilità a siglare una pre-intesa che tolga finalmente i lavoratori da uno stallo che dura dal 2009, dall’altra al contrario sindacati come Snaprecom, Sipre e Ugl (maggiormente rappresentativi) confermano la loro indisponibilità.
Tutto questo sfruttando il fatto che i sindacati d’accordo con la firma (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp e Usb), disponibili alla sottoscrizione, pur rappresentando più del 50%, non raggiungono il 51% imposto dalla legge.
Il risultato è un unico storico: l’impossibilità di definire un contratto per i dipendenti della Presidenza del Consiglio.
Snaprecom (il sindacato più rappresentativo dei lavoratori della PCM) lo ha detto con chiarezza: il motivo per cui non è disponibile a firmare il contratto è perché teme che con il rinnovo, dovendo conseguentemente rinnovare anche il contratto integrativo, si potrebbero perdere gli effetti di quest’ultimo. In particolare a preoccupare è una possibile revisione degli articoli 15 e 18. Questi articoli riguardano l’”utilizzo flessibile della professionalità” e l’”indennità di specificità organizzativa”.
Ma se non si rinnova il contratto e si continuano a tenere le relazioni con questi sindacati come se nulla fosse, è segno che, tutto sommato, rinnovare il contratto non è un’esigenza. Vorremmo ci fosse spiegato perché non si può rinnovare il contratto e restituire alla contrattazione integrativa la decisione di come e a quali condizioni rinnovare il contratto integrativo, compresa l’efficacia o meno di quegli articoli 15 e 18. Evidentemente quegli articoli, per come sono scritti, oggi non sono proponibili. E siccome è sempre spiacevole dover dire le verità che fanno male ai lavoratori, si preferisce scaricare la responsabilità su altri e parlare d’altro. Non si dovrebbe temere di aggiornare le norme di un contratto, anche integrativo, alla luce delle leggi introdotte nel frattempo. Altrimenti il rischio è che i lavoratori vadano ancora più indietro e perdano anche i diritti fondamentali.
È singolare e paradossale che il diritto dei lavoratori ad avere un contratto di lavoro gli venga negato da chi pretende di rappresentarli. E alla immediata vigilia di una fase cruciale per il Paese così come quella rappresentata dal Pnrr. Serve una svolta ora, serve il rinnovo del contratto.
pubblichiamo la nota di ricognizione sulla mobilità per gli Ispettori Antincendi e AIB, emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane
Il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha lanciato una campagna di raccolta firme per presentare alle Camere una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede pene severe a chi si rende colpevole di propaganda delle ideologie fasciste e naziste con qualunque mezzo di diffusione e l’aggravante di diffusione in rete, e della produzione e la vendita di oggetti celebrativi dei regimi fascista e nazista.
Siamo di fronte a nuovi razzismi, nazionalismi, sovranismi che attraverso il ripudio della memoria e revisionismo storico aggrediscono principi e valori della nostra Costituzione, fondamento della democrazia.
Il nostro sindacato è sempre stato in prima linea nelle battaglie di civiltà ed è per questo che invitiamo tutte le iscritte e tutti gli iscritti alla Funzione Pubblica Cgil a recarsi presso il proprio comune di residenza per sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare “NORME CONTRO LA PROPAGANDA E LA DIFFUSIONE DI MESSAGGI INNEGGIANTI A FASCISMO E NAZISMO E LA VENDITA E PRODUZIONE DI OGGETTI CON SIMBOLI FASCISTI E NAZISTI” promossa dal sindaco di Stazzema.
Siamo Funzione Pubblica ed esercitiamo la nostra Funzione Partigiana. Sempre a difesa della democrazia, contro ogni fascismo, orientati dalla Costituzione. Il nostro impegno deriva dai valori della resistenza, dalla nostra strenua difesa dei diritti e della libertà delle persone, contro ogni forma di oppressione, violenza, discriminazione.
Per maggiori informazioni -> anagrafeantifascista.it
Al Capo D.A.P.
pres. Bernardo PETRALIA
Roma
Al Capo D.G.M.C.
pres. Gemma TUCCILLO
Roma
Al Vice Capo D.A.P.
cons. Roberto TARTAGLIA
Roma
Al DGPRAM – D.G.M.C.
cons. Giuseppe CACCIAPUOTI
Roma
E, p.c. Alla Direttrice U.R.S. – D.A.P.
dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Alla Direttrice U.R.S. – D.G.M.C.
dott.ssa Liliana DELLE CHIAIE
Roma
Oggetto: piano vaccinale “ASTRAZENECA” a favore delle lavoratrici e dei lavoratori del
Comparto Sicurezza e Funzioni Centrali”. RICHIESTA CHIARIMENTI URGENTI.
Egregi,
apprendiamo in queste ore, da comunicati diffusi a mezzo stampa nazionale, con estrema amarezza, della sospensione da parte dell’A.I.F.A. del prodotto indicato in oggetto.
Orbene, la FP CGIL ebbe già a chiedere chiarimenti ed opportuno monitoraggio (con nota del 12
marzo ultimo scorso), viste alcune problematiche evidenziate da vari apparati sanitari ed istituzionali, sia interni che esteri, circa alcune delicate situazioni verificatosi subito dopo alcune somministrazioni.
Pertanto, a sostegno di quanto sopra in narrativa, non volendo assolutamente incalzare ulteriori allarmismi, questa Organizzazione Sindacale chiede maggiori garanzie e degne rassicurazioni (così come stanno giustamente e legittimamente rivendicando i lavoratori) per tutte e tutti coloro che hanno già effettuato la prima dose e per i restanti che avevano in programma la convocazione presso le AA.SS.LL. di competenza.
Crediamo, infine, nell’interesse pubblico e penitenziario, in considerazione dell’acuto fenomeno epidemiologico in essere, avviare impellenti attività interventistiche riparative in ordine all’argomento di cui trattasi.
Certi di un Vostro sensibile e scrupoloso interessamento, Vogliate gradire distinti saluti.
Il coordinatore nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI