Pubblichiamo la richiesta unitaria di chiarimenti delle Organizzazioni Sindacali territoriali Fp Cgil VVF e Fns Cisl, in merito al personale sospeso dal servizio, dopo essere stato sottoposto ad uno screening con risultato negativo.
Pubblichiamo il resoconto unitario delle Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito l’incontro con il Capo Dipartimento per la definizione dell’accordo FA 2018
Riposi giornalieri ex “allattamento” e
smart working: passetti avanti che non bastano
L’Agenzia, rispondendo a specifico quesito avanzato da una Direzione regionale, ha fornito chiarimenti in ordine alla possibilità di usufruire dei riposi giornalieri (ex permessi allattamento) disciplinati dall’articolo 39 del decreto legislativo n. 151/2001, anche nelle giornate di lavoro agile.
La compatibilità della fruizione dei riposi con le forme di lavoro a distanza venne affrontata dall’Agenzia già nel 2013 applicando per analogia l’articolo 39 comma 3 del D.Lgs. 151/2001 che prevede fino a due periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno “quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa”.
Analogo trattamento è quindi riconosciuto anche al dipendente che svolge la propria prestazione lavorativa in modalità agile.
Si tratta della conferma di un orientamento già fornito ad aprile 2020 alle articolazioni regionali dell’Agenzia mediante una nota operativa riguardante l’applicativo “presenze assenze” nella quale si evidenziava la possibilità di utilizzo (del giustificativo “lavoro agile ad ore”) anche nell’ipotesi in cui il dipendente fruisca dei riposi per allattamento previsti dall’art. 39 del decreto legislativo n. 151/2001. In tal caso, il trattamento in P/A dovrà essere analogo a quello previsto per i dipendenti in telelavoro.
Come FP CGIL apprezziamo il tentativo di richiamare le Strutture regionali al rispetto delle indicazioni già impartite ma dobbiamo sottolineare come l’applicazione per analogia tra la condizione generale e quanto disposto dal comma 3 dell’articolo 39 non possa essere elevata ad unica soluzione applicabile.
Il citato comma, infatti, è limitato al solo caso di fruizione dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa (c.d. asili aziendali, anche mediante convenzioni)
In tutti i casi restanti, ad avviso della FP CGIL, la norma applicabile – anche per i lavoratori in smart working- è rappresentata dall’articolo 39, comma 1 del D.Lgs 151/2001: la lavoratrice madre, o in alternativa il lavoratore padre se ricorrono le condizioni previste all’articolo 40, fino al compimento di un anno di vita del bambino, possono fruire di due riposi giornalieri di un’ora ciascuno (da fruirsi anche cumulativamente) se il suo orario giornaliero di lavoro è pari o superiore alle sei ore. I riposi sono ridotti a una sola ora nel caso di orario di lavoro inferiore alle sei ore.
16 Febbraio 2021
FP CGIL Nazionale
Agenzia delle entrate
Daniele Gamberini
POLA : Piano Operativo Lavoro Agile
Valutazioni e o sservazioni sul documento programmatico
In data 15 febbraio 2021 si è svolta una riunione dell’OPI dell’area Funzioni Centrali sul Piano Operativo Lavoro Agile, del quale l’Amministrazione ha inviato una bozza alle OO.SS.
Il POLA, che diventa una sezione del Piano della Performance, è un documento di valenza triennale nel cui ambito il lavoro agile viene messo a regime e non viene più legato ad una fase transitoria ed emergenziale, andando a rappresentare una cornice perimetrale di quelli che devono essere i contenuti e gli istituti giuridici ed economici che troveranno la loro disciplina nel corso della fase negoziale.
Nell’apprezzare il lavoro svolto e come si intenderà rappresentare, in Istituto, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile nel prossimo futuro, è stato condiviso il concetto di “fiducia” su cui lo stesso si impernia; laddove il processo fiduciario tra dirigenza e il personale, di qualsiasi area o ruolo di appartenenza, è il focus su cui attrarre tutto il sistema di valorizzazione del Progetto stesso.
Tuttavia, abbiamo evidenziato che non può essere esaltata solo la visione manageriale ed organizzativa del Piano, collegandolo al solo Reassessment organizzativo e al SMVP, che da solo andrebbe espunto se non correttamente bilanciato. Va, infatti, sviluppata, in modo parallelo, una parte che metta in risalto gli obiettivi di miglioramento del Benessere Organizzativo e della gestione dello Stress da Lavoro correlato, considerato che questa nuova modalità lavorativa e organizzativa è complementare a quella svolta in presenza; c’è inoltre necessità di armonizzare le linee di intervento organizzativo progettate da parte datoriale con aspetti inerenti la disciplina del rapporto di lavoro e gli istituti applicabili che sono oggetto di contrattazione collettiva.
Necessita, inoltre, un maggior approfondimento la presentazione dei contenuti inseriti nel capito della “Salute e la Sicurezza sul lavoro”: al riguardo potrebbe essere potenziata questa sezione facendo riferimento alle questioni/proposte emergenti, finalizzate alla comprensione degli effetti dello smart working sul benessere dei lavoratori, anche allo scopo di calibrare meglio la sua implementazione. Tale, ultimo, rilievo ha trovato concorde l’Amministrazione su una formulazione di questo tipo.
La telematizzazione e la digitalizzazione devono rappresentare il viatico necessario e imprescindibile per supportare il lavoro agile, in quanto indispensabili per la realizzazione degli obiettivi che i lavoratori sono chiamati a garantire responsabilmente nell’ambito di quel “rapporto fiduciario e di delega” più volte richiamato nel Documento stesso e da Noi condiviso.
Interessante, poi, la prospettiva di valorizzazione e crescita del ruolo della dirigenza, da vedersi come un ” passaggio chiave” per il successo del Piano, che non deve essere considerato un mero adempimento di legge ma strumento per il cambiamento culturale dell’organizzazione del lavoro dell’Istituto in un’ottica di valorizzazione del lavoro agile.
E’ per questo che un ruolo centrale di supporto, oltre che di indirizzo, alla dirigenza dovrà essere fornito dalle Direzioni competenti in materia di gestione del personale, della formazione e dell’organizzazione, in modo da poter fungere da “cabina di regia” al processo di cambiamento prospettato.
Nell’ambito della riunione abbiamo, inoltre, presentato diverse osservazioni e proposte:
FORMAZIONE: si è rimarcata l’importanza assoluta e primaria di una Formazione che, volta a tutto il personale, fornisca strumenti conoscitivi e totalmente condivisi rispetto agli obiettivi prefigurati dal POLA, ancor prima che i contenuti e gli istituti giuridici ed economici trovino la loro conclusione negoziale. Inoltre, con specifico riguardo ai professionisti, è stata contestata la limitazione della formazione ai soli coordinatori, ritenendo presupposto imprescindibile una formazione “tout court” di tutta l’Area professionale.
LIMITE GIORNI MENSILI: Non condividendo la previsione di un limite di otto giorni mensili, abbiamo ritenuto non convincente ancorare il contingentamento giornaliero alle direttive della Funzione Pubblica, del tutto antecedenti al nuovo processo evolutivo del POLA, attualmente normato. In realtà il vigente quadro normativo spinge l’adozione a misure più innovative, configurando che almeno il 60% dei dipendenti sia in SW. Abbiamo chiesto una previsione di almeno 10/12 giorni al mese “smartabili”.
ATTIVITA’ NON SMARTABILI: con riferimento alla loro “declinazione” (contenuta nel documento), ci si è soffermati sul passaggio in cui la seguente dicitura “Andranno adeguatamente considerate le necessità di presidio dirigenziale” va a calarsi nel contesto del Piano, sollevando diverse valutazioni di non congrua contestualizzazione del concetto. Tale asserzione è apparsa, per molti di noi, eccessivamente vaga, per alcuni addirittura pericolosa rispetto alle possibili applicazioni distorte; tanto da richiederne la rimozione da parte di alcuni e, comunque, da Tutti la sua puntuale declinazione, tenendo conto della differente articolazione delle funzioni dirigenziali sul territorio.
Il superamento di una diversa considerazione del tema dovrà concentrarsi sulla necessità di evitare discriminazioni di trattamento nella progettazione dei piani di Lavoro Agile, indipendentemente dalla qualifica dirigenziale, di professionista o di funzionario appartenente alle aree A-B-C, mitigando la concettualizzazione del cosiddetto ” adeguato presidio dirigenziale sul territorio” con modalità organizzative e funzionali che, a monte, ne garantiscano la strutturazione e la relativa valutazione di congruità
E’stato altresì chiesto di chiarire se l’elenco delle attività indicate, non svolgibili in SW, sia vincolante. L’Amministrazione ha dichiarato che tutte le attività hanno un segmento svolgibile in SW e che l’elenco può essere rivisto.
LIMITAZIONI AL RICORSO ALLO SMART WORKING: Si è fatto osservare che le limitazioni allo SW per i dipendenti con a carico delle sanzioni disciplinari, più gravi della multa o della sanzione pecuniaria, non sono previste da alcuna norma o direttiva e che una tale articolazione sarebbe ulteriormente penalizzante per il dipendente. L’Amministrazione ha giustificato tale “riferimento”, in quanto lo ritiene strettamente correlato al venir meno del rapporto fiduciario, presupposto essenziale per svolgimento delle attività in modalità agile. La motivazione è stata ritenuta, generalmente, poco convincente.
ISTITUTI CONTRATTUALI LEGATI ALL’ATTESTAZIONE DI UN ORARIO DI LAVORO E’ stato contestato il punto dove si prevede che “la mancata attestazione di un orario di lavoro ha come conseguenza diretta l’impossibilità della fruizione degli istituti contrattuali legati proprio alla rilevazione oraria”. L’Amministrazione ha puntualizzato che essendo il Pubblico Impiego fondato sull’orario di lavoro, attualmente “così è”, pertanto l’argomento richiede meccanismi di adattamento evolutivo; questa risposta può considerarsi poco soddisfacente, trattandosi di un documento programmatico.
Per quanto riguarda nello specifico l’area dei professionisti è stata evidenziata la necessità
· di rimettere, nel rispetto dell’autonomia professionale, la gestione del lavoro agile da parte del Supporto Amministrativo degli uffici legali e medico legali e dei professionisti stessi ai coordinatori d’intesa con i dirigenti delle singole Strutture;
· di adeguare repentinamente il SMVP dei professionisti, attualmente, del tutto inidoneo a misurare la performance professionale e men che meno la performance per le attività svolte in smart working.
A latere dell’incontro, è stato richiesto alla delegazione trattante per l’Amministrazione di preannunciare l’imminente insediamento di un tavolo tecnico sul tema dei criteri di valutazione della performance dell’area professionale.
Roma, 17 febbraio 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA DIRSTAT-FIALP CIDA
Fabrizio Innaimi Paola De Vita Salvatore De Falco Francesco Viola Lucio Paladino
Paola Massafra Tuminelli Maria Donato Genchi
Pubblichiamo l’informativa della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica in merito alla fabbricazione di mascherine presso i propri laboratori. DPI da destinare al personale del Corpo per le esigenze legate all’emergenza sanitaria in atto
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF, nel quale richiama l’attenzione al pagamento delle ore straordinarie prestate dal personale durante l’emergenza epidemiologica COVID 19
Pubblichiamo l’informativa emanata dalla Direzione Centrale per l’Emergenza , il soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo in merito al programma di attuazione del Piano di mobilitazione nazionale previsto dalla Circolare EM 1/2020 per l’anno 2021.
Pubblichiamo la nota della struttura territoriale Fp Cgil VVF con la quale evidenzia le difficoltà nella sostituzione dei DPI per il personale
The Italian Firefighters presents their contractual platform. “A path of dignity out of corruption”, which aims to give back dignity and rights to all firefighters through Collective bargaining.
Assunzioni dei 1000 operatori giudiziari e situazione vertenza tirocinanti: facciamo il punto.
Si sta concludendo in questi giorni l’iter del bando per i 1000 operatori giudiziari a tempo determinato biennale con la scelta delle sedi per i 950 attuali vincitori ed il prossimo inserimento degli ulteriori 50 all’esito del contenzioso giudiziario in atto e conseguente all’esclusione preventiva di alcuni potenziali concorrenti. Un bando che segue quello dei 616 operatori assunti tramite i CPI, che peraltro deve ancora concludersi in alcune significative Regioni. A cui aggiungere la selezione per 109 autisti e lo scorrimento previsto, a partire da giugno prossimo ed entro gennaio 2022, dalla legge di stabilità per ulteriori 1080 posizioni per un tempo determinato annuale che con ogni probabilità attingerà alla graduatoria degli idonei al bando dei 1000. Tutti questi bandi hanno interessato principalmente il bacino dei lavoratori tirocinanti assorbendone buona parte e per tale motivo non possiamo che esprimere una prima soddisfazione per un passo in avanti assai significativo, anche se certamente non risolutivo.
Un processo che purtroppo non è stato privo di grandi difficoltà ed anche di errori commessi nella identificazione del percorso più utile a garantire un risultato soddisfacente, tramite la scelta iniziale di utilizzare le selezioni tramite CPI, che ha portato ad ulteriori ritardi rispetto a quelli paradossali determinati dal prolungamento dei tirocini senza prospettive vere. A cui si aggiunge l’ulteriore mancanza di sensibilità che l’Amministrazione sta dimostrando nell’allocazione di questo personale negli Uffici Giudiziari. A noi sembrava una operazione di buon senso non operare grandi spostamenti sul territorio, semplicemente perché non sono assegnazioni a lungo termine. Le assegnazioni definitive, infatti, potranno avvenire solo a seguito della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato mediante apposito concorso. In tal caso si metteranno a concorso le sedi solo sulla base della carenza effettiva degli organici e ciò a differenza delle assegnazioni a tempo determinato che possono essere anche soprannumerarie. Nella modalità prescelta dall’amministrazione i lavoratori saranno con ogni probabilità costretti a spostarsi sul territorio nazionale almeno due volte e non ci pare una bella cosa nei confronti di persone che da dieci anni operano all’interno degli Uffici Giudiziari a 400 euro al mese. E la cui permanenza è stata espressamente richiesta dai Capi degli Uffici interessati.
Questa scelta richiede da parte nostra un ulteriore impegno per la stabilizzazione e per limitare al massimo gli spostamenti sul territorio. Intanto diamo il benvenuto ai lavoratori, invitandoli a contattare le nostre strutture territoriali ed i nostri delegati per ogni opportuno supporto nella fase di inserimento al lavoro.
Proseguiremo il nostro lavoro che è quello di valutare lo stato di avanzamento della vertenza e porre le basi per i passi successivi. Sulla base di uno scenario delineato dalla legge di stabilità, che prevede ulteriori 3000 assunzioni a partire dal 2023, di cui 1500 nella qualifica di operatore. Che non può essere considerato uno scenario conclusivo, ma un punto di riferimento temporale rispetto alle prospettive date allo stato, che necessita comunque di opportuni approfondimenti sulle strade migliori da percorrere che non possono che mirare all’applicazione della legge Madia in materia di riserva concorsuale e che, da subito, ci deve porre il problema della proroga di questi rapporti poiché il tempo passa in fretta.
Questo è il nostro impegno per il prossimo futuro: per sostenere al meglio queste istanze, insieme a quelle che riguardano i gravi ritardi e le inadempienze che registriamo su tutte le problematiche inerenti il personale di ruolo, abbiamo necessità di avere l’appoggio e l’adesione dei lavoratori, mantenendo e rafforzando la nostra presenza nei luoghi di lavoro ed il clima di partecipazione, mobilitazione e condivisione che ci ha accompagnato nei lunghi anni di questa complessa vertenza.
Fraterni saluti
Felicia Russo Claudio Meloni
Coordinamento Nazionale FP CGIL Giustizia FP CGIL Nazionale