BUONI PASTO, SUSSIDI E PROGRESSIONI ECONOMICHE

GLI ESITI DELLA RIUNIONE DEL 17 NOVEMBRE SCORSO

Si è svolto il 17 novembre scorso l’incontro tra rappresentanze sindacali e amministrazione. Per quest’ultima erano presenti oltre al Direttore generale del personale, anche il Capo di gabinetto, il Vice capo di Gabinetto e il Capo della segreteria del Ministro.

L’incontro è stato fortemente sollecitato da FP CGIL, CISL FP e UIL PA per affrontare principalmente il tema dei buoni pasto i quali, come è noto a tutti, sono fermi ad agosto 2020. Sul punto le scriventi organizzazioni hanno rappresentato la loro inamovibile posizione: i buoni pasto vanno riconosciuti e quindi attribuiti a tutto il personale anche in questa nuova fase dell’emergenza epidemiologica poiché il quadro normativo di riferimento, almeno fino al 31 dicembre p.v., è ancora quello emergenziale. Non solo, la tipologia della prestazione lavorativa resa a distanza anche in questa ulteriore fase dell’emergenza non è in nessun modo riconducibile al lavoro agile “ordinario” il quale come è noto prevede: il diritto alla disconnessione, l’introduzione delle cosiddette fasce di contattabilità, l’utilizzo esclusivo dei dispositivi informatici dell’amministrazione, la misurazione della prestazione lavorativa attraverso il livello di raggiungimento di specifici obiettivi ed altro ancora.

Su tale tematica il Direttore generale ha chiarito che per l’amministrazione resta fermo ciò che è stato concordato con il Segretario Generale e le rappresentanze sindacali a seguito della sottoscrizione del protocollo condiviso sulla sicurezza e che pertanto nulla è cambiato e nulla osta all’erogazione dei buoni pasto. Ovviamente CGIL CISL e UIL hanno colto di buon grado tale affermazione ma hanno altresì chiesto con urgenza all’amministrazione a dare tempestiva indicazione a tutti i CDR. In mancanza di un rapido riscontro, hanno già anticipato che adotteranno ogni ulteriore iniziativa a tutela dei diritti dei lavoratori.

In ordine alle provvidenze l’amministrazione ha rappresentato che per l’anno 2019 a fronte di n. 45 domande sono stati erogati 33 sussidi per una spesa totale di 39.853 euro andando così ad esaurire, per l’anno di riferimento, tutte le disponibilità. L’amministrazione ha altresì comunicato che per l’anno 2020 le predette provvidenze verranno comunque erogate con le medesime modalità. L’obiettivo, in futuro, è quello di individuare soluzioni più evolute di welfare integrativo attraverso la sottoscrizione di polizze assicurative sulla salute per tutto il personale. Sul punto CGIL CISL e UIL hanno manifestato piena disponibilità. L’amministrazione ha comunicato che sul tema verrà fissato non appena possibile un ulteriore e più specifico incontro.

In relazione alle progressioni economiche, le cui procedure com’è noto sono quasi al termine il Capo di Gabinetto ha rappresentato le difficoltà riscontrate in ordine alla valutazione individuale del personale della “diretta collaborazione” il quale sembrerebbe essere privo di valutazione. Sul punto CGIL CISL e UIL hanno rappresentato all’amministrazione che il percorso negoziale necessario ad arrivare alla sottoscrizione della ipotesi di accordo (maggio 2019) si è svolto in costanza della presenza di uno o più rappresentanti degli Uffici di Diretta Collaborazione e che tale problematica, quella della mancata valutazione individuale di tale personale, non è mai stata sollevata.

In ogni caso CGIL CISL e UIL hanno invitato l’amministrazione e i rappresentanti del Gabinetto a dare indicazione a tali uffici affinché vengano rese ai lavoratori interessati almeno a partire dall’anno 2019, anno di sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo sulle progressioni economiche, le valutazioni individuali, così come previsto dalla normativa vigente.

Restiamo a disposizione dei colleghi per ogni ulteriore chiarimento.

FP CGIL
Giuseppe Palumbo
Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo
Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia
Orlando Grimaldi

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF inviata all’ autorità comunale nella quale sollecita le promesse fatte dalla stessa Amministrazione 

clicca qui: 2020/11/16/ministero-difesa-lettera-unitaria-al-neo-direttore-generale-di-aid

Nessuno ha mai parlato di recuperare dieci anni di blocco della contrattazione, che sarebbero oltre 9 punti percentuali di incremento salariale. Quello che stanno chiedendo le lavoratrici e i lavoratori della sanità, della scuola, degli enti locali e dello Stato, nonché delle forze dell’ordine, è di vedersi riconosciuti aumenti salariali in linea con la condizione economica delle famiglie e, soprattutto, di non vedersi sottratte dalla busta paga somme già erogate in questo momento, a partire dall’elemento perequativo. Su questo la ministra non ci ha mai risposto”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, replicano alle affermazioni della ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

Corona virus

Pubblichiamo la nota del capo del Corpo riguardo le celebrazioni di S. Barbara e al differimento della consegna dei diplomi di benemerenza del CNVVF e delle Onorificenze dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana

Governo apra a confronto, servono assunzioni, sicurezza e contratti

“Basta attacchi pretestuosi: siamo responsabili. Il Governo piuttosto apra al confronto con noi”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito alle reazioni suscitate dalla proclamazione dello sciopero della Pa per il prossimo 9 dicembre.

“Siamo sottoposti alla legge che regola lo sciopero nei servizi essenziali – affermano i quattro dirigenti sindacali -. Forse non tutti sanno, e tra questi la Ministra viste le sue dichiarazioni, che la legge tutela la necessaria continuità assistenziale, quindi non tutti possono scioperare quando si proclama uno sciopero nel settore pubblico. Ai cosiddetti contingenti minimi esclusi dalla legge, cioè il personale che viene precettato per garantire la continuità dei servizi ai cittadini, si sommeranno anche quelli che sono impegnati nell’emergenza Covid e che non faremo astenere dal lavoro, per cui la percentuale degli abilitati ad esercitare il diritto di sciopero si riduce. Il nostro obiettivo non è bloccare i servizi ma esprimere il nostro dissenso”.

La ministra Dadone, proseguono i segretari delle categorie di Cgil, Cisl e Uil, “ha parlato di blocco del Paese esasperando i toni, per coprire la responsabilità della tensione sociale determinata dall’assenza di confronto con le categorie nonostante le nostre reiterate richieste. Quale datore di lavoro rinnova un contratto senza neanche un confronto con il sindacato? È una forzatura di retaggio populista semplificare la vertenza generale sul lavoro pubblico che abbiamo intrapreso da mesi, e che riguarda il piano straordinario di assunzioni, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il rinnovo del contratto per tutti i settori pubblici, ovvero funzioni locali, sanità e funzione centrali, alla mera richiesta di più salario per gli ‘statali’, quasi a volerne dare un’accezione negativa”.

Si tratta di lavoratori, precisano, “che hanno retribuzioni molto diverse e che sono tutt’altro che privilegiati, dai sanitari agli educativi, dalle forze dell’ordine ai lavoratori che in tutte le pubbliche amministrazioni svolgono una funzione essenziale. È proprio questa mancanza di rispetto che ha prodotto la rottura e di certo non è dipeso dal sindacato. Noi non ci fermeremo: non bloccheremo i servizi, assisteremo i cittadini, ma il 9 dicembre protesteremo anche con forme innovative che non compromettano il lavoro e i servizi ma faranno sapere al Governo che su assunzioni, sicurezza e contratti continueremo con le azioni programmate fino a che non ci saranno risposte”, concludono.

‘Esprimiamo stima per il lavoro del Procuratore, ma respingiamo fermamente quanto da lui sostenuto’

“Riteniamo essere gravi le affermazioni del procuratore Gratteri sulla Polizia Penitenziaria, auspichiamo una giusta rettifica”. Così la Fp Cgil Polizia Penitenziaria in merito alle parole del procuratore capo di Catanzaro, pronunciate ieri su La7 ospite di ‘Otto e mezzo’, relativamente al posizionamento di inibitori di cellulari nelle carceri che, secondo Gratteri, ‘provocherebbe la rivolta della Polizia Penitenziaria perché, invece di controllare cosa succede nelle carceri, non potrebbero più giocare con i telefonini’.

“Pur riconoscendo e apprezzando lo spessore istituzionale del magistrato – afferma il coordinatore Nazionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Stefano Branchi -, non condividiamo assolutamente quanto da lui dichiarato. Si tratta di affermazioni gravi e lesive dell’immagine del corpo di Polizia Penitenziaria, per il nobile e orgoglioso lavoro quotidiano di donne e uomini al servizio dello Stato. I nostri poliziotti penitenziari e le nostre poliziotte penitenziarie garantiscono sicurezza, svolgono attività preventiva, repressiva, di osservazione e trattamento, allo stesso tempo salvano vite umane, in condizioni lavorative sempre più difficili e articolate, specie in questo periodo emergenziale e preoccupante. Certamente non ‘giocando al cellulare’, strumento, tra l’altro, non consentito neanche per uso personale durante il servizio. Auspichiamo e chiediamo una giusta rettifica, così da poter evidenziare meritata nitidezza alla Polizia Penitenziaria”, conclude.

Tutte le informazioni su come chiedere l’anticipo della liquidazione

Dopo 22 mesi si chiude il cerchio per richiedere l’anticipo del Tfs/Tfr. A circa due anni dalla approvazione dei diversi atti legislativi, con la circolare dell’INPS n 130, si potrà finalmente procedere a richiedere la certificazione al proprio Ente erogatore (generalmente si tratta dell’Inps) per ottenere l’anticipo del Tfs/Tfr. L’importo massimo erogabile è 45 mila euro. La norma è applicabile esclusivamente ai dipendenti pubblici che accedono o che hanno avuto accesso, prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 4/2019, con la Pensione Anticipata, di Vecchiaia o nella cosiddetta quota 100.

Dopo l’approvazione del regolamento e dell’accordo quadro tra il Ministero del Lavoro e l’ABI, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 settembre, che ha tra le altre cose fissato il tasso d’interesse e le condizioni che disciplineranno il prestito, si potrà presentare la domanda di certificazione all’Inps, anche tramite il Patronato.

Le procedure per ottenere l’anticipo del trattamento di liquidazione sono indicate nella nostra guida “Tre opportunità per anticipare pensione e liquidazione”

La Circolare che riassume le regole previste dalle disposizioni legislative, fornisce alcune precisazioni in modo particolare sulla tempistica per ottenere il prestito “La Struttura territoriale competente deve provvedere a rilasciare la certificazione all’utente entro il termine di 90 giorni dalla data della domanda (cfr. l’art. 5, comma 2, del D.P.C.M. n.51/2020), rendendola disponibile per l’utente nell’Area riservata del cittadino del Portale INPS”.

Dopo il rilascio della certificazione dell’INPS, i pensionati, potranno utilizzarla a tale fine anche decorsi i 15 giorni lavorativi dal rilascio della stessa. “A decorrere dalla data di pubblicazione della presente circolare, la Struttura territoriale competente dovrà obbligatoriamente effettuare, entro il termine di 30 giorni, dalla notifica dell’avvenuta conclusione del contratto, le verifiche necessarie a confermare o modificare la somma precedentemente certificata. Le risultanze di tale verifica dovranno essere comunicate all’istituto bancario/finanziario attraverso la conferma della avvenuta notifica del contratto di cessione (c.d. presa d’atto)”.

Infine, nella piattaforma del Dipartimento della Funzione Pubblica, si potranno consultare tutte le regole, le procedure da attivare e gli istituti di Credito accreditati, attualmente 9, per la stipula del Contratto di anticipo del TFS-TFR.

Dovremmo essere arrivati all’atto finale, purtroppo visto il lungo tempo trascorso molte lavoratrici e lavoratori non avranno più interesse a richiedere l’anticipo della propria liquidazione, inoltre la norma esclude dal diritto i lavoratori che utilizzano l’uscita come Precoci, Opzione Donna e ApeSocial. Con l’applicazione del DL si accorciano le distanze, per garantire maggior equità, tra le tante diseguaglianze tra i Lavoratori Pubblici e i Lavoratori privati.

Come Fp Cgil ribadiamo il nostro impegno per ottenere nuove regole per tutti i lavoratori pubblici.

Hai contratto il Covid-19 sul lavoro?
È un infortunio ed essere tutelato è un tuo diritto.

Inail considera alcune tipologie di lavoro ad elevato rischio di contagio. Per tutti questi casi vale la presunzione semplice di origine professionale, si presume cioè che il virus sia stato contratto in occasione di lavoro: professionisti sanitari, tutti, tecnico-sanitari e socio-sanitari e tutte le professioni che sono a diretto contatto con l’utenza in ambienti sanitari o a elevato rischio di contagio.

In tutti gli altri casi, se si ritiene di aver contratto il virus in occasione di lavoro, serve un accertamento medico-legale e l’onere della prova è a carico del lavoratore.

Il datore di lavoro, pubblico o privato, ha l’obbligo di denunciare l’infortunio

Il medico ha l’obbligo di trasmettere il certificato che attesti l’infortunio.

Tu puoi rivolgerti alla Funzione Pubblica Cgil e al Patronato Inca Cgil del tuo territorio per saperne di più ed essere tutelata/o.

Scarica in basso il volantino e, per sapere come accedere alle tutele Inail, rivolgiti al tuo delegato Fp Cgil o al patronato Inca Cgil più vicino, oppure scrivi a tutela.covid@inca.it

Pubblichiamo la nota di chiarimento della Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo in merito all’utilizzo del supporto SIPEC

La nuova versione del Protocollo Condiviso Vigente di Regolazione delle Misure per il
Contrasto della Diffusione del Virus Covid 19 negli Ambienti di Lavoro è stata definita
durante la riunione di ieri 16 novembre 2020.

Il nuovo protocollo applica alla realtà ACI le norme recentemente emanate (in primis il
DPCM del 3 novembre u.s.) e le coordina con le precedenti disposizioni ancora vigenti,
assicurando le massime garanzie ai lavoratori a tutela della salute
Con esso si applicano in ACI le norme recentemente emanate (in primis il DPCM del 3
novembre u.s.) e di coordinarle con le precedenti disposizioni ancora vigenti, allo scopo di
contemperare le cd. “esigenze di servizio” con quelle di tutela della salute dei lavoratori
ACI nonché della clientela e di tutti coloro che hanno accesso alle sedi dell’Ente (es:
fornitori, addetti alle pulizie, ecc.).

La principale novità di impianto del documento consiste nella previsione di una
disciplina differenziata da applicare negli uffici – in coerenza con la divisione dell’Italia in
“zone” che, mediante diverso colore, indicano il rischio epidemiologico in atto (rosso = alto
rischio – arancione = rischio medio alto – giallo = rischio medio).

UFFICI ACI DELLE REGIONI/ZONE ROSSE :
Negli Uffici Aci presenti in queste zone trovano immediata applicazione le
contrattazioni territoriali di terzo livello derivanti dall’attuazione del Protocollo condiviso di
regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-
19 negli ambienti di lavoro del 6 maggio 2020.
Infatti, la 1a versione del Protocollo ACI prevedeva anche l’individuazione delle cd.
“attività indifferibili da rendere in presenza” e, pertanto, appare assolutamente coerente
con quanto previsto dal citato ultimo DPCM del 3 novembre u.s.
Per tutte le Sedi Aci ubicate nelle regioni/zone rosse non vi è quindi necessità di una
nuova contrattazione territoriale di Sede.

UFFICI ACI DELLE REGIONI/ZONE ARANCIONI :
Negli Uffici Aci presenti i queste zone trovano immediata applicazione le contrattazioni
territoriali di terzo livello vigenti a seguito dell’attuazione della prima integrazione/modifica
del Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della
diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro del 5 giugno 2020.
Anche per tutte le Sedi Aci ubicate nelle regioni/zone arancioni, quindi, non vi è necessità
di una nuova contrattazione territoriale di Sede.

UFFICI ACI DELLE REGIONI/ZONE GIALLE :
Per tutti gli Uffici dell’Ente (compresa la Sede Centrale ACI) ubicati nelle zone gialle è
invece necessario procedere alla contrattazione territoriale di sede (cd. contrattazione di
3° livello), allo scopo di applicare quanto previsto dall’allegato protocollo.
Viene confermato il limite massimo di presenza fisica nelle Sedi dell’Ente ( pari al 50%
del forza in ruolo dell’ufficio escluso i “fragili” )
La contrattazione territoriale dovrà definire la percentuale di smartworking da assicurare
che deve essere la più elevata possibile e comunque pari almeno al 50% delle giornate
lavorative mensili nonché i criteri di rotazione . Si dovrà tenere conto dei criteri indicati dal
DM della Funzione pubblica del 19 ottobre 20202 ovvero delle condizioni di salute del
dipendente e dei componenti del nucleo familiare di questi, della presenza nel medesimo
nucleo di figli minori di quattordici anni, della distanza tra la zona di residenza o di
domicilio e la sede di lavoro, nonché del numero e della tipologia dei mezzi di trasporto
utilizzati e dei relativi tempi di percorrenza.
I dipendenti già dichiarati fragili hanno diritto a prestare la proprio attività lavorativa in
modalità agile; qualora gli stessi intendano rientrare in servizio in presenza, sono tenuti a
presentare formale richiesta da inoltrare al Medico competente per una sua valutazione.
Rimangono in smartworking totale , salvo diversa volonta’, anche i lavoratori dipendenti
disabili nelle condizioni di cui all’art. 3, comma 3, della L. .104 o che abbiano nel proprio
nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’art. 3, comma 3, della
L. n. 104.

L’Amministrazione ha voluto garantire il servizio al pubblico tramite gli sportelli PRA .
Per contemperare tale esigenza con la indicazione normativa di garantire il massimo dello
smartworking anche nella zona gialla , è previsto per gli sportelli PRA un numero minimo
e massimo di appuntamenti che gli uffici devono garantire. Il numero degli appuntamenti è
diverso a seconda del numero di dipendenti assegnati agli uffici territoriali.
E’ demandata in ogni caso alla contrattazione di terzo livello la definizione dei criteri di
apertura degli sportelli.

In presenza di criticità che non consentono il rispetto del numero minimo di appuntamenti
previsti, le stesse potranno essere evidenziate nella contrattazione territoriale anche allo
scopo di intervenire con proposte migliorative in termini di organizzazione.
Chiaramente, la situazione è dinamica, in quanto legata all’andamento dell’epidemia e,
quindi, è ben possibile che uno o più Uffici Territoriali ACI transitino da una zona di un
determinato colore ad altro colore, seguendo le eventuali disposizioni / delibere assunte in
sede nazionale o locale. In tale eventualità, vanno seguite dagli Uffici Territoriali ACI (in
modo altrettanto dinamico) le disposizioni sopra sintetizzate.

Le Organizzazioni Sindacali scriventi ritengono il protocollo firmato un utile strumento per
organizzare adeguatamente il lavoro negli uffici garantendo nel contempo il rispetto delle
condizioni di prevenzione e sicurezza della salute sui luoghi di lavoro. Consente, infatti,
un facile adeguamento della organizzazione in caso di modifiche della qualificazione delle
zone e assicura comunque la maggior tutela anche nelle zone gialle dove sarà la
contrattazione territoriale a definire la maggiore percentuale possibile di smartworking
considerate le condizioni e peculiarità del singolo ufficio. Solo attraverso il proficuo
confronto fra le parti, improntato a principi di correttezza ma anche ,data la situazione, di
ragionevole prudenza, sarà possibile giungere ad una soluzione soddisfacente che
contemperi veramente nel concreto le esigenze di garanzia dei servizi e quelle di
salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini tutti.

A margine della riunione abbiamo chiesto all’Amministrazione di avere una risposta
definitiva sui buoni pasto in smartworking e, visto che nella prossima settimana dovremmo
avere delle riunioni per il CCI 2019, di inserire al primo punto del prossimo incontro
questa questione.

 

 FP CGIL ACI
D. Figliuolo

FP CISL ACI
M. Semprini

UILPA ACI
P. Piccirilli

CONFSAL UNSA ACI
A.G. Cappelli

Assumere gli idonei per rispondere alle gravi carenze di organico nella Pa ora è possibile.
Tutte le amministrazioni del comparto delle Funzioni Centrali, per una disposizione del dipartimento della Funzione Pubblica, dovranno comunicare entro il 30 novembre le graduatorie concorsuali vigenti per il reclutamento di personale dirigenziale e non dirigenziale a tempo indeterminato.
Una prima risposta che può determinare un parziale recupero delle gravi carenze di organico che segnano le Pa da oltre 10 anni, tra tagli e blocco delle assunzioni, passando per gli effetti di quota 100 e legge Fornero.
Ora il governo dovrà dare concreto seguito permettendo l’effettiva assunzione con più risorse nella legge di bilancio: le assunzioni finora previste sono ancora insufficienti e non danno risposta a tutte le amministrazioni in sofferenza.
Sostieni questa battaglia, iscriviti alla Fp Cgil per difendere i tuoi diritti.

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