Corona virus

Pubblichiamo la nota di convocazione inviata dal Dipartimento per un aggiornamento sull’emergenza sanitaria in atto

Al Segretario generale

Al Vice Segretario generale

Al Cons. Sergio Gasparrini

Al Dirigente generale Risorse Umane

Al Dirigente generale AA.GG. – Datore di lavoro

LORO SEDI

e, p.c.

Al Presidente della Corte dei conti

Alle Federazioni Nazionali FP CGIL – CISL FP – UIL PA

Al Servizio Relazioni Sindacali

Al Personale della Corte dei conti

LORO SEDI

Oggetto: Reitero richiesta incontro urgente PEO 2020, a seguito della circolare 35/2020 (Rinvio prova selettiva).

Le scriventi OO.SS. esprimono forte disappunto per il modus operandi dell’Amministrazione, attraverso il quale, senza la minima informativa né alcun confronto preventivo con le parti sindacali firmatarie dell’Accordo definitivo del 24 settembre u.s. sui criteri per la definizione delle procedure per le progressioni Economiche Orizzontali 2020, ha rinviato, con la circolare n.35/2020, lo svolgimento della prova selettiva per le PEO 2020 alla seconda decade di dicembre.
Tale decisione, seppur motivata per l’entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020, che ha disposto all’art. 1, comma 9, lettera z) la sospensione dello “svolgimento delle prove selettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione dall’esercizio delle professioni, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, …” non è condivisa dalle scriventi OO.SS. in quanto tende ad escludere la possibilità dell’espletamento in modalità telematica della prova automatizzata, di cui all’art. 5 del citato Accordo, così come prescritto dalla stessa norma.
Una modalità con la quale si sono svolti gli esami di maturità, e si svolgono tutt’ora i test e gli esami universitari, le discussioni delle tesi di laurea, nonché gli esami per le abilitazioni alle iscrizioni agli albi professionali.
E’ evidente che a causa della recrudescenza della pandemia da COVID-19 e le attuali e future Regioni “rosse” solo un “miracolo” potrebbe consentire lo svolgimento in presenza ed in sicurezza della prova selettiva nel prossimo mese di dicembre, con il rischio concreto di vedere vanificate per l’anno 2020 le legittime aspettative di riqualificazione del Personale della Corte dei conti.

QUESTO NON CE LO POSSIAMO PERMETTERE !!!

Per tali ragioni CGIL, CISL e UIL ribadiscono l’urgenza di un incontro, come già chiesto con nota unitaria del 5 novembre u.s., di cui si allega copia, al fine di trovare le giuste e concrete soluzioni per salvaguardare le PEO 2020, nonché la Salute e la Sicurezza del Personale dell’Istituto.
La mancata disponibilità dell’Amministrazione e/o l’eventuale incapacità tecnica della Società appaltatrice di adeguare le prove selettive a questo tempo di pandemia, non può ricadere sulla pelle delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Corte.
Si resta, pertanto, in attesa di una urgente convocazione, così come già concordato in seduta negoziale per l’Accordo PEO 2020.
Cordiali saluti.

Roma, 10 Novembre 2020

Susanna Di Folco     Alessandro Guarente           Fernanda Amidani

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento regionale Fp Cgil VVF in merito ai protocolli sulla gestione delle ricerca persona, serve valorizzare la competenza dei professionisti del soccorso…le donne e gli uomini del CNVVF

La competenza del soccorso spetta ai Vigili del Fuoco così come il coordinamento delle operazioni di ricerca.

Nella nota inviata alla Ministra abbiamo chiesto chiarezza

Primo risultato della mobilitazione contro privatizzazione

“Apprezziamo la presa di posizione del Pd su di una riforma complessiva del trasporto aereo e sistema aeroportuale all’interno della quale collocare anche la vicenda di Enac. È finalmente un primo gesto concreto, da parte della politica, di comprensione e condivisione della lotta che da mesi stanno sostenendo le lavoratrici e i lavoratori dell’ente contro la privatizzazione”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, che aggiunge: “A seguito dello stato di agitazione del personale e dello sciopero del 16 settembre scorso, abbiamo intrapreso una serie di interlocuzioni con le forze politiche trovando nel Pd orecchie attente che oggi si sono trasformate in una apertura di dialogo importante perché da parte di una forza politica della maggioranza di governo”.

Il trasporto aereo, osserva il dirigente sindacale, “è un settore strategico per il paese e troppo importante per essere affrontato a spizzichi e con improvvisazioni. Abbiamo sempre posto la necessità di guardare a Enac come a un soggetto che deve rilanciare e riqualificare la propria azione di garanzia nei confronti del mercato e dei cittadini che utilizzano il trasporto aereo. La sicurezza dei trasporti è un bene pubblico e come tale va tutelata attraverso investimenti pubblici non delegandoli al mercato. Per questo chiediamo al governo di farsene carico favorendo la copertura degli organici e la concreta valorizzazione del personale, ricercando e formando le migliori professionalità. Occorre dare subito le autorizzazioni a Enac per assumere nuovo personale in sostituzione di quello perso negli ultimi anni. Occorre che sull’ente si cambi strategia per renderlo un soggetto credibile in Europa, dove l’esperienza dei paesi guida ha perfezionato lo strumento pubblico, rendendolo più autonomo ed efficace non privatizzandolo”.

Una riforma complessiva, infine, “che permetterebbe anche di aprire un confronto vero e serio, che finora è mancato, con i vari soggetti interessati, a partire dalle organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori di Enac. Perché senza il coinvolgimento dei lavoratori non si fanno riforme efficaci e durature. Non tutto è scritto la mobilitazione produce sempre i suoi effetti e oggi siamo in presenza di un fatto nuovo importante. Sapremo fare la nostra parte anche proponendo soluzioni diverse, per migliorare la qualità dei servizi e dell’azione di Enac e non smetteremo di mobilitarci fino a che non saranno realmente prese in esame soluzioni diverse dalla privatizzazione”, conclude Oliverio.

Sicurezza, assunzioni e contratti le priorità per il personale sanitario
SCARICA: VOLANTINO NAZIONALE (IMMAGINEPDF) – TERRITORI (IMMAGINEPDF) – STRISCIONE (PDF)

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Questo lo slogan dell’iniziativa, promossa da Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl e Uil Pa, che si svolgerà venerdì 13 novembre davanti agli ospedali e ai luoghi simbolo di diverse città italiane (e, laddove sia difficile garantire la presenza fisica, su piattaforme online), a cui parteciperanno i lavoratori del pubblico impiego, in un segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni.

Una iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane. In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, “le lavoratrici e i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario – spiegano le categorie dei servizi pubblici di Cgil Cisl e Uil -. È assolutamente necessario garantire loro di lavorare in sicurezza, assicurandogli costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Non è accettabile che proprio chi ci protegge debba lavorare in condizioni di scarsa sicurezza. Tante sono le lamentele che arrivano dai luoghi di lavoro per la mancata osservanza delle procedure di contenimento del virus. Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario, mettiamo a rischio la loro salute e anche quella dei cittadini e il servizio di cura”.

“Altrettanto indispensabile e urgente – proseguono – è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari”. Infine, “è importante che si rinnovino i contratti, per valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma anche prima di tutto un diritto. Una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Per dare il massimo sostegno a chi garantisce la nostra salute”, concludono Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl e Uil Pa.

Corona virus

Pubblichiamo la nota informativa del Capo del Corpo, con la quale assegna l’incarico di referente nazionale delle disposizioni sanitarie del CNVVF al Dott. DMV Folgori Filippo in servizio presso l’Ufficio per la Medicina del Lavoro e la Formazione Sanitaria

“Una proposta irricevibile e che, a differenza di quanto dichiarato dall’associazione, non abbiamo mai esaminato insieme. Per noi esiste una sola via percorribile: l’applicazione del contratto della Sanità Privata, con il relativo adeguamento del rinnovo, firmato in via definitiva l’8 ottobre scorso, per tutti i dipendenti coinvolti”. Così Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle affermazioni fatte dall’associazione La Nostra Famiglia in merito ai Contratti di lavoro da applicare ai propri dipendenti.

La nostra, aggiungono i sindacati, “è una posizione chiara: abbiamo sempre ribadito in questi mesi la volontà di individuare una soluzione ma partendo da un punto fermo, ovvero che a tutti i lavoratori de La Nostra Famiglia deve essere applicato il contratto della Sanità Privata. Fino ad oggi l’Associazione non ha cambiato registro e continua a fare quello che faceva prima in termini di organizzazione dei processi e dei contratti con le regioni, questo vuol dire che si vuole risanare risparmiando su quello che è dovuto a questi lavoratori e non andando a modificare quello che ha determinato perdite. Per noi è una posizione inaccettabile”.

“Dobbiamo inoltre – proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – chiarire un punto, relativo alla comunicazione fatta dall’associazione ai lavoratori: le modalità con le quali La Nostra Famiglia si relaziona ai suoi dipendenti, e lo scarso contraddittorio a questi riconosciuto, non possono ritenersi un’operazione di coinvolgimento, ma solo una comunicazione unilaterale, calando sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso di scelte e decisioni già assunte. Una democrazia a fasi variabili e a compartimenti stagni che respingiamo al mittente”. La soluzione della vertenza, concludono, “non può risiedere nel dividere le lavoratrici e i lavoratori ma intervenendo sui problemi che generano perdite perché i lavoratori sono un valore e non un bancomat”.

In relazione alle procedure concorsuale da attivare entro il 31.12.2020 pubblichiamo la nota del Dipartimento in riferiemento alla rimodulazione delle prove concorsuali con l’introduzione delle  misure di semplificazione e decentramento atte a prevenire possibili fenomeni di diffusione del contagio da COVID-19.

Nella stessa vengono evidenziate criteri valutativi della prova scritta del concorso interno per titoli ed esami per l’accesso alla qualifica di Ispettore Antincendio

L’Ufficio per le Politiche di Tutela della Sicurezza sul Lavoro in data 04 novembre 2020 ha inviato l’elaborazione dei dati derivanti dal monitoraggio degli infortuni sul lavoro riferito all’ anno 2018, a tal riguardo questa Organizzazione Sindacale chiede l’elaborato in formato elettronico al fine di valutare il fenomeno infortunistico ed eventualmente poter proporre correttivi necessari al contrasto del fenomeno

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale in merito alla continuità operativa del porto di Milazzo

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse

Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dott. Lucia Castellano
Direttore Generale Reggente del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile

p.c. Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto

L’aggravarsi della Pandemia da Covid-19 impone alle scriventi Organizzazioni Confederali di aprire una seria riflessione sulla sicurezza dei lavoratori della Giustizia i quali, come è noto, sono chiamati ad assicurare un servizio essenziale per lo Stato nonostante una crisi sanitaria senza precedenti, in atto su tutto il territorio nazionale con picchi in alcune regioni individuate come “rosse” ossia ad alto rischio di contagio (Piemonte, Lombardia, Val D’Aosta e Calabria).

Il peggioramento della situazione, come è noto, ha indotto il Governo ad emanare nuove e più pregnanti norme tra le quali spicca il DPCM 3 novembre 2020 il quale, tra l’altro, afferma:

  • all’art.3 n.4 lett i) che nelle regioni individuate con ordinanza del Ministro della Salute come ad alto rischi di contagio i datori di lavoro pubblici devono collocare in Smart Working tutti i lavoratori ad eccezione di coloro che devono assicurare le attività indifferibili non delocalizzabili (“i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”);

  • all’art. 5 n.3 che “le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale di cui all’articolo 263, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”;

  • all’art. 5 n.4 che “nelle pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, ciascun dirigente:

    1. organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio erogato;

    1. adotta nei confronti dei dipendenti di cui all’articolo 21-bis, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, nonché di norma nei confronti dei lavoratori fragili, ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale.

FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno molto apprezzato il modus agendi del Direttore Generale del personale dell’organizzazione giudiziaria il quale, su input del Capo Dipartimento, ha invitato i dirigenti degli uffici di via Arenula a collocare in Smart Working il maggior numero dei dipendenti, anche assegnando nuovi programmi a chi non fosse già stato a suo tempo destinatario di un progetto, avendo cura di ridurre al minimo la presenza in ufficio (“… il rapporto tra giornate di lavoro in presenza e giornate di lavoro da remoto non potrà essere ordinariamente inferiore a due giorni presso l’Ufficio e tre a distanza, ferma restando la più stretta osservanza di tutte le ben note prescrizioni socio-sanitarie presso la sede di servizio”) e privilegiando ope legis i lavoratori fragili mediante l’assegnazione al lavoro agile full timeanche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale, anche mediante la nostra piattaforma di e-learning”.

Purtroppo la situazione sul territorio nazionale è ben diversa. Negli uffici giudiziari l’applicazione dello smart working procede a rilento e tra mille difficoltà. Nella migliore delle ipotesi solo in taluni uffici c’è stata la concessione di un solo giorno di smart working. Negli altri ancora nulla.

Anche nelle regioni ad alto rischio di contagio i capi degli uffici sembrano ignorare la gravità della situazione, la cogenza della normativa anti-Covid e la circostanza che essi sono datori di lavoro pubblici e che, per tale motivo, in caso di ingiustificata disapplicazione nella vigente normativa emergenziale, anche di natura contrattuale, saranno chiamati a rispondere personalmente di ogni contagio avvenuto in ufficio. Paradigmatica in negativo è la situazione dei lavoratori UNEP immotivatamente esclusi dal lavoro agile per lucida scelta dell’amministrazione centrale e, per tale motivo, obbligati ad operare sul territorio come se la pandemia non fosse in atto: non sono pochi gli ufficiali giudiziari che hanno già contratto l’infezione da Covid-19 nell’esercizio delle loro mansioni.

Non diversa purtroppo è la situazione nell’amministrazione penitenziaria, in quella della giustizia minorile e di comunità. In molti casi l’applicazione dello Smart Working, soprattutto nell’amministrazione penitenziaria, nella migliore delle ipotesi è stata solo di facciata: i lavoratori hanno operato da remoto di regola per un solo giorno a settimana mentre negli altri giorni c’è stato ordinario lavoro on site. Non sono rari i casi in cui lo Smart Working non è stato riconosciuto a nessuno, lavoratori fragili e pendolari compresi.

La realtà purtroppo è che codeste Amministrazioni Centrali, nella colpevole inerzia del Ministro in carica che parla con tutti tranne che con i propri dipendenti ed i loro rappresentanti e che sembra interessato più ad assecondare le istanze di categorie libero professionali che a coniugare la efficienza del servizio da rendere all’utenza con la tutela della salute di tutti gli operatori del diritto, si limitano ad impartire disposizioni che recepiscono la normativa emergenziale vigente e gli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali ma omettono di esercitare ogni controllo sull’operato degli uffici anche nel caso di conclamate violazioni che mettono a rischio la salute ed in molti casi la vita stessa dei lavoratori specie nelle regioni ad alto rischio di contagio.

FP CGIL CISL FP e UIL PA ritengono che le Amministrazione Centrali della Giustizia debbano assumersi responsabilità che vadano oltre la mera produzione di circolari e per tale motivo chiedono che sia aperto un tavolo permanente di confronto sull’applicazione negli uffici della normativa di contrasto alla pandemia, compresa quella negoziale sullo Smart Working, previa puntuale trasmissione alle organizzazioni sindacali dei dati completi sulla diffusione del contagio all’interno delle strutture centrali e periferiche della Giustizia, sul modello di quanto già avviene nell’amministrazione penitenziaria. Quest’ultima, infatti, trasmette un report giornaliero alle parti sociali recante il numero dei contagiati distinto per PRAP e strutture.

La richiesta di cui in premessa si pone in coerenza con quanto convenuto nel “Protocollo quadro per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19”, sottoscritto dalle confederazioni e dalle federazioni di categoria FP CGIL CISL FP e UIL PA con il Ministro della Funzione Pubblica lo scorso 24 luglio e recepito nella Giustizia il successivo 4 agosto. Nello stesso infatti si legge, tra l’altro, che le amministrazioni si impegnano “nella promozione di canali di comunicazione e confronto continuativi con le OO.SS. e le rappresentanze sindacali, al fine di condividere informazioni e azioni relative a quanto previsto dal presente protocollo” e che “le parti, al fine di assicurare l’adeguamento dell’organizzazione dei servizi e del lavoro al rispetto delle norme emanate nel corso dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19, dei protocolli e accordi eventualmente sottoscritti nelle singole amministrazioni, nonché di promuovere il confronto sugli aspetti del presente protocollo, anche con riferimento alle ulteriori esigenze che potranno emergere dalle specificità delle attività e del lavoro svolto nelle diverse realtà, monitorano periodicamente l’applicazione dello stesso per realizzare piena efficacia ed effettività delle misure ivi richiamate…”.

La diffusione del contagio anche nella Giustizia rende la situazione oggettivamente grave ed impone a tutti di remare con responsabilità verso la stessa direzione. Il sindacato confederale c’è e, consapevole delle difficoltà che derivano anche dalle specificità dei servizi da assicurare all’utenza, è pronto a fare la sua parte.

Distinti saluti

Roma, 9 novembre 2020

                            FP CGIL                        CISL FP                             UIL PA
Meloni / Prestini                         Marra                                  Amoroso

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