Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle Organizzazioni regionale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nel quale invitano le Amministrazioni ad effetuare la corretta sorveglianza sanitaria per il personale del Corpo, visto il riacutizzarsi dell’ emerenza sanitaria COVID 19.
NUOVE MISURE DI CONTRASTO AL COVID
Il 22 ottobre si è tenuto un incontro al fine di integrare il protocollo di sicurezza dello scorso settembre e di discutere un accordo specifico sulle fasce di flessibilità, alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica.
Riguardo al primo punto, nella bozza presentataci si prevede, tra l’altro: un forte ampliamento dello smart-working fino ad arrivare alla possibile istituzione dei presidi, in caso di peggioramento del quadro epidemiologico; riduzione della presenza in sede per i lavoratori conviventi con persone immunodepresse; obbligo di riunioni in videoconferenza. Si stabilisce, inoltre, che tali misure dovranno essere condivise in sede locale con le OO.SS.
Abbiamo evidenziato la necessità di introdurre alcuni correttivi:
– per il lavoro agile, abbiamo chiesto di fissare la percentuale minima, come previsto dal Decreto Dadone, al 50% per ufficio;
– la possibilità di concludere in smart-working la prestazione svolta in presenza per tutti: personale ispettivo e non ispettivo;
– per i conviventi con persone immunodepresse abbiamo chiesto che sia previsto un rientro non più di un giorno a settimana;
– la regolamentazione dei rientri in ufficio del personale ispettivo, al fine di evitarne la compresenza.
Tutte queste proposte sono state accolte.
Nel protocollo l’Amministrazione si impegna, inoltre, a completare in tempi rapidi la fornitura di pc portatili anche al personale amministrativo e a trovare misure e soluzioni idonee per consentire l’erogazione del buono pasto al personale.
Abbiamo anche segnalato che parrebbe l’INL non sia compreso nell’elenco delle Amministrazioni cui le ASL possono fornire tamponi, test, etc. È necessario, quindi, fare una verifica in tal senso e, nel caso, attivarsi perché l’INL vi rientri. Su questo, l’Amministrazione ha detto che si attiverà presso il Ministero della Salute o le Regioni, per far inserire l’INL in questi elenchi.
Rispetto al secondo punto, la bozza di accordo presentata prevede ulteriori fasce temporali di flessibilità, rispetto a quelle già indicate nel CCNI 2019. In particolare, saranno aumentate le fasce di flessibilità posticipando l’orario di entrata fino ad un massimo di 180 minuti rispetto all’inizio dell’orario di servizio e anticipando l’orario di uscita fino ad un massimo di 120 minuti rispetto al termine dell’orario di lavoro d’obbligo giornaliero. Visto che la bozza prevedeva tale flessibilità solo per gli uffici più grandi, abbiamo chiesto di togliere questo riferimento, considerato che la materia è oggetto di contrattazione integrativa e che in questo modo si pone un limite alla contrattazione di sede. La nostra richiesta è stata accolta.
L’applicazione dell’accordo sarà rimandata alla contrattazione integrativa di sede territoriale.
In allegato vi trasmettiamo il testo definitivo dell’integrazione al protocollo sulla sicurezza e quello dell’accordo sulle fasce di flessibilità.
Considerata la gravissima carenza di personale, abbiamo chiesto di procedere, intanto, alla stabilizzazione del personale comandato. Su questo, l’Amministrazione si è detta disponibile e ha chiarito che si attiverà in tale direzione.
Al termine dell’incontro, abbiamo chiesto di convocare a breve un apposito incontro per avere aggiornamenti sull’iter delle progressioni orizzontali, sullo svolgimento in sicurezza delle selezioni per le PO e per le progressioni verticali e per verificare la possibilità di rimodulare le attività di vigilanza e dei rapporti con l’utenza, senza abdicare ai compiti istituzionali e alla propria mission, ma nel pieno rispetto della salute dei lavoratori.
Roma, 23 ottobre 2020
FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Michele Cavo
UIL PA
Bruno Di Cuia
“Il sistema delle autonomie soffre già da molti anni di una crisi finanziaria che rischia di compromettere gravemente la garanzia di servizi essenziali. Servono interventi urgenti, a partire dall’assunzione di personale”. Così la Fp Cgil commenta quanto emerge dal Rapporto Ca’ Foscari sui Comuni presentato oggi e che, per il sindacato, “offre uno spaccato drammatico di ciò che denunciamo da tempo”.
Per la Funzione Pubblica Cgil, “se non si interviene subito, molti Enti saranno costretti a chiudere i servizi. Alle condizioni finanziarie drammatiche in cui versano tanti Enti si aggiunge purtroppo una dato drammatico che riguarda la carenza di personale. Negli ultimi dieci anni, infatti, si sono persi centomila lavoratori per effetto dei diversi blocchi delle assunzioni e tardano a mettersi in moto le procedure di selezione anche a causa della crisi sanitaria che stiamo attraversando”.
Per queste ragioni, prosegue, “riteniamo urgente rimuovere con il primo provvedimento utile tutti i vincoli sulle assunzioni che oggi gravano sul sistema e che rischiano di ridurre le capacità assunzionali a causa delle minori entrate che, inevitabilmente, si riscontreranno nel corso del 2020. Servono risorse e personale per rendere efficaci le tante competenze demandate agli enti locali”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo la nota n.0375802.U del 23.10.2020 di cui all’oggetto.
“Apprendiamo con grande stupore da indiscrezioni stampa che il Ministero della Salute starebbe valutando di far fare i tamponi a medici di base e farmacisti. Tutti devono dare il proprio contributo nell’affrontare la recrudescenza dell’emergenza pandemica, ma occorre garantire ai professionisti coinvolti stessi livelli di sicurezza, a chi fa il tampone e a chi riceve quella prestazione”. Ad affermarlo sono la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori, e le segretarie generali di Filcams e Fp Cgil, Maria Grazia Gabrielli e Serena Sorrentino.
Le farmacie e gli studi privati dei medici di medicina generale, proseguono le dirigenti sindacali, “non sono luoghi contemplati per percorsi differenziati Covid, potrebbero essere messi a rischio professionisti e pazienti, nonché coloro che si recano negli studi medici o nelle farmacie per altre evenienze. Oltretutto il negoziato con le Regioni sul tracciamento rischia di aprire differenziazioni territoriali nelle ordinanze. Avrebbe più senso chiedere a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e a tutti i professionisti sanitari abilitati, anche privati, di dare la propria disponibilità a potenziare l’effettuazione dei test in luoghi dedicati, sanificati, protetti e, per alcune fasce orarie, dai presidi mobili agli ambulatori nelle aziende territoriali già predisposti nei dipartimenti di prevenzione insieme ad altri professionisti del SSN”.
Secondo Dettori, Gabrielli e Sorrentino, “si potrebbe così allargare anche la campagna vaccinale antinfluenzale. Il nostro intento è di estendere la rete che contrasta l’emergenza ma di farlo in sicurezza e rendendo certi i percorsi assistenziali. Occorre per questo evitare scelte azzardate che avrebbero ricadute ingovernabili, come la chiusura di studi medici per casi Covid che transitano da quegli ambienti o delle stesse farmacie: saremmo a quel punto al caos. Chiediamo al Ministro di convocare tutti i soggetti coinvolti al tavolo e trovare soluzioni condivise”, concludono.
Roma, 22/10/2020
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Gen. Pietro Serino
– Al Capo di Stato Maggiore Difesa
Gen. Enzo Vecciarelli
– Al Segretario Generale della Difesa
Gen. Nicolò Falsaperna
– Direzione Generale del Personale Civile
– Dott.ssa Gabriella montemagna
– Ai Capi di Stato Maggiore delle FF AA
Oggetto: Emergenza sanitaria, mense e misure contenimento contagio
Nell’ambito delle misure che tutto il paese è impegnato ad individuare per contenere, anche nei
luoghi di lavoro, il contenimento e la prevenzione del contagio, continuiamo a registrare
nell’ambito del Ministero della Difesa iniziative che appaiono non in linea con questo comune
obiettivo.
L’aumento dei casi di positivi al Covid 19 nell’Arsenale di Taranto e il contemporaneo
intendimento di riaprire, seppur gradualmente, la mensa aziendale, l’inadeguatezza dei servizi
di pulizia, sanificazione e climatizzazione di ambienti e spogliatoi delle mense dell’Arsenale di
La Spezia, i casi accertati alla mensa dell’Accademia Navale di Livorno, le problematiche dello
stesso Palazzo Marina, sono solo le punte più avanzate dei pericoli che si stanno delineando e
che, se non ascoltati per tempo, rischiano di assumere una deriva irreversibile.
E’ evidente che le mense rappresentano dei luoghi di naturale assembramento in cui è difficile
mantenere condizioni di igiene e di sicurezza e tutte le misure di prevenzione assunte risultano
non essere efficaci.
Tanto premesso, al fine di tutelare la salute e la sicurezza del personale tutto, le scriventi
OO.SS. richiedono di valutare, sino al termine dell’emergenza sanitaria, la chiusura delle mense
di servizio del personale civile in tutto il Ministero della Difesa ricorrendo sia agli istituti
normativi più recenti in tema di flessibilità oraria, sia all’attribuzione del buono pasto.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
“Prendiamo atto delle dichiarazioni della ministra De Micheli sulla riforma dell’Enac, ravvisando finalmente la volontà dì mantenere l’ente all’interno dell’art. 1 del D. Lgs. 165\2001. Coerentemente, ci attendiamo ora che avvii un confronto costruttivo e risolutivo con le rappresentanze sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori che lo scorso 16 settembre hanno scioperato e sono scesi in piazza a manifestare contro la trasformazione di Enac in ente pubblico economico, rimettendo al centro della discussione anche le proposte alternative avanzate dal sindacato ma con un approccio istituzionale diverso, scevro da posizioni precostituite e preconfezionate, evitando di agire qualsivoglia scadenza prima del termine del confronto”. Così in una nota Fp Cgil, Fit Cisl, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Usb Pi e Cida.
Pubblichiamo la nota di convocazione con la quale la Direzione Centrale per la Formazione per il Tavolo Tecnicoper la Formazione sospeso per l’emergenza sanitaria in atto
Pubblichiamo il nostro resoconto della riunione tenutasi il 21 ottobre scorso con il Sottosegretario On. Carlo Sibilia
Sostegno alla circolarità delle risorse, incentivi alla bioeconomia, sostituzione delle flotte aziendali. La presidente di Utilitalia, Michaela Castelli, ha incontrato ieri le organizzazioni di categoria FP-CGIL, FIT-CISL, Uil Trasporti e FIADEL per un confronto sui progetti inerenti il settore ambientale che la Federazione presenterà al Governo e alle istituzioni politiche per ottenere finanziamenti dalle risorse del Recovery fund. Un incontro “positivo e costruttivo”, spiegano i partecipanti, basato su “progetti che possono rilanciare un settore che, nei mesi più difficili dell’emergenza coronavirus, non si è mai fermato grazie all’impegno delle aziende e dei lavoratori. Ora intendiamo ripartire con una strategia che sia il più possibile condivisa tra la Federazione, le imprese e le organizzazioni sindacali, per rendere le aziende di igiene urbana un punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile”.
Su un totale di investimenti proposti da Utilitalia pari a 17,4 miliardi di euro, ammonta a 2,3 miliardi di euro il valore dei progetti presentati nell’ambito dell’economia circolare: si va dall’implementazione dei sistemi di raccolta differenziata all’estensione dei sistemi di tariffazione puntuale, fino alla realizzazione di nuovi impianti di riciclo e alla valorizzazione dei fanghi di depurazione. Per quanto riguarda invece la smart mobility, sono stati presentati progetti per 1,3 miliardi per la sostituzione del parco mezzi delle flotte aziendali con veicoli a carburanti alternativi (elettrico, metano, biometano e idrogeno). “La transizione verde e quella digitale – concludono i partecipanti all’incontro – vedranno protagoniste nel prossimo futuro le Utilities, che sono già pronte a sostenere la ripresa; un’accelerazione importante potrà venire dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, se si destineranno risorse a questi progetti e si faciliterà la realizzazione degli investimenti per realizzare le infrastrutture necessarie”.
NON SOLO TASSAZIONE SEPARATA!
Con il cedolino del mese corrente, già visualizzabile nell’apposita sezione della intranet dedicata al personale, l’Amministrazione, e per questo vogliamo ringraziare i colleghi della DC Risorse Umane impegnati nella lavorazione delle relative istanze, procederà all’erogazione dei contributi per asili nido, sussidi educativi, assegni di studio e contributi per soggiorni a favore dei figli del personale dell’Istituto in conto 2019, unitamente ai residui dei sussidi straordinari relativi alle cure odontoiatriche e/o ortodontiche effettuate dal personale e dai familiari a carico imputabili all’anno 2018, mentre da novembre dovrebbe iniziare l’erogazione dei sussidi straordinari per motivi di salute dei dipendenti e dei familiari a carico per oneri di competenza del 2019.
Con lo stesso cedolino di ottobre prenderà il via l’operazione di ripristino della tassazione separata sui compensi arretrati 2019 corrisposti in sede di pre-saldo a giugno 2020 ed in sede di quarto acconto dell’incentivo ordinario 2019 a marzo 2020, mentre per l’anno 2018 (compensi erogati nel corso del 2019 ed imputabili all’anno precedente) bisognerà attendere la definizione dell’interlocuzione avviata dall’Istituto con l’Agenzia delle Entrate.
L’operazione sui compensi arretrati 2019 erogati nel corso del 2020, marzo e giugno, avverrà in quattro soluzioni (ottobre, novembre e dicembre più tredicesima mensilità) con l’abbattimento dell’imponibile IRPEF assoggettato a tassazione corrente per un ammontare pari alla tranche mensile dei compensi arretrati sottoposti illo tempore a tassazione corrente e adesso evidenziati nel cedolino come compensi sottoposti a tassazione separata (codice 3R49): il risultato si traduce in un prelievo della tassazione corrente più basso di quello che sarebbe ordinariamente avvenuto (non a caso l’imponibile IRPEF corrente è più basso della normale differenza tra imponibili previdenziali e trattenute previdenziali!). Tutto ciò dimostra la validità di quanto noi abbiamo veicolato nelle scorse settimane al personale circa l’inutilità e la natura meramente strumentale dell’iniziativa di chi ha fatto sottoscrivere ai colleghi diffide e richieste di pagamenti arretrati addirittura per gli ultimi dieci anni, ignorando quanto l’Amministrazione, ed in particolare la DC Risorse Umane, stava già predisponendosi a fare. Infatti l’Istituto procede d’ufficio su tale materia, quindi non servono istanze, e non esistono arretrati al di là di quelli legati ai pagamenti del 2020 in conto 2019 e del 2019 in conto 2018: ricordiamo a qualche finto smemorato, magari oggi in pensione e con scarsa memoria delle dinamiche INPS, che fino a tutto il 2018 l’Amministrazione ha sempre assoggettato a tassazione separata i compensi arretrati riferiti ad annualità precedenti (è sufficiente consultare i cedolini degli anni pregressi, es. agosto 2018 erogazione saldo incentivo 2017, per smentire la comica tesi degli arretrati a dieci anni!).
Resta da definire, come abbiamo scritto, la partita degli arretrati 2018 erogati nel corso del 2019, mentre quella dei compensi 2019 erogati a settembre 2020 ai colleghi funzionari amministrativi addetti al contenzioso dell’invalidità civile (1.800 euro), compensi assoggettati a settembre a tassazione corrente anziché a tassazione separata, viene inserita da questo mese nel calcolo della tranche che abbatte la tassazione IRPEF corrente.
Roma, 22 ottobre 2020
FP CGIL
Matteo Ariano Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
CONFSAL/UNSA
Francesco Viola