#StareBeneDentro

Onorevole Ministro,
prima ancora che la devastazione delle carceri diventasse notizia quotidiana, celata o addirittura malcelata dietro l’emergenza delle infezioni da CODIV-19, le scriventi Organizzazioni Sindacali avevano accoratamente richiesto il suo intervento ed un’interlocuzione ferma e certa.
Nessuna delle istanze ad Ella rivolte hanno trovato riscontro, sì da indurre chi scrive ad alzare i toni e a comunicare l’interruzione delle relazioni sindacali.
Sono giornate concitate quelle che (speriamo) ci lasceremo alle spalle; vite umane sono andate perse, i beni dell’Amministrazione sono stati distrutti, lo Stato è stato assaltato dalla delinquenza quasi divenendone ostaggio. In tutto questo, le uniche parole che sono giunte da Via Arenula si sono limitate ad elogiare (doverosamente) l’operato della Polizia Penitenziaria.
Ebbene, questa volta non basta la pacca sulla spalla, così come non basta l’intempestiva convocazione giunta per questa sera.
Il mondo penitenziario vive un’emergenza non percepita nella sua reale portata; ne è prova la circostanza del varo del DPCM del 9 marzo nel mentre erano in corso pesanti devastazioni e consistenti evasioni, senza che il decreto abbia volto minimamente lo sguardo alla questione penitenziaria.
Lo stato dell’arte ci induce, per senso di responsabilità, a disertare l’odierna convocazione ritenendo che le uniche garanzie di intervento, in questo preciso momento, possano giungere dal Presidente del Consiglio dei Ministri, cui si rivolge l’ennesima richiesta di incontro.
Distinti saluti

SAPPE OSAPP UILPA PP SINAPPE FNS CISL USPP CGIL FP
Capece Beneduci De Fazio Santini Mannone Moretti Oliverio

Pubblichiamo la nota unitaria  delle OO.SS. territoriale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF in merito all’organizzazione per le squadre di soccorso per contrastare l’emergenza epidemiologica COVID 19

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriale in merito all’organizzazione, all’igienizzazione delle sedi e del personale, ed al ripristino degli adeguati DPI per svolgere le attività di soccorso a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID 19

Corona virus

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione nella quale sospende fino al 03 Aprile 2020, causa emergenza epidemiologica  COVID 19, l’ attività didattica prevista dal catalogo generale dei corsi di formazione anno 2019-2020.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Usb VVF e Conapo, nella quale chiedono risposte  certe ed urgenti in riferimento al piano di soccorso, formazione, sanificazione delle sedi, vista la velocità di propagazione del suddetto virus. che sta interessando l’intero territorio  per l’emergenza epidemiologica COVID 19

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO: Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal VVF e Conapo, nella quale chiedono risposte  certe ed urgenti in merito all’organizzazione per l’emergenza epidemiologica COVID 19 che sta interessando l’intero territorio

Pubblichiamo la convocazione del  Capo del Corpo in merito lo schema di provvedimento normativo attuativo dell’art 1 commi 133 e 138 della legge 27 dicembre 2019 n° 160, la stessa si svolgerà in video conferenza causa emergenza epidemiologica COVID 19

Pubblichiamo il comunicato ONA in merito all’ attivazione con la compagnia Unisalute una stipula per il personale assicurato che si trovi in quarantena a causa dell’emergenza epidemiologica COVID 19

“Prime misure che sono sicuramente un passo in avanti ma serve ragionare su ulteriori interventi che possano deflettere la pressione nelle carceri in queste ore”. A chiederlo sono Cgil e Funzione Pubblica Cgil in merito a quanto sta accadendo negli istituti penitenziari, in relazione alla emergenza coronavirus, spiegando che: “Riteniamo che le prime misure adottate nel decreto legge 11 dell’8 marzo 2020 sono sicuramente un passo in avanti, a partire da quella che prevede che i colloqui svolti a distanza, tramite collegamenti telematici o mediante corrispondenza telefonica, possono essere autorizzati oltre i limiti previsti dalla legge. Al contempo, si vietano le visite ai detenuti, e si concedono, come alternativa, colloqui via skype. Ma già da più strutture si fa sapere delle difficoltà di accesso e di utilizzo di postazioni skype, peraltro insufficienti, così come le linee telefoniche a disposizione”.



Tuttavia, precisa il sindacato, “riteniamo sbagliato non ragionare di ulteriori interventi che possano deflettere la pressione nelle carceri in queste ore, a partire dall’estensione del ricorso ai domiciliari, ad un provvedimento sotteso all’assolvimento anticipato della pena fino ad un massimo di un anno per alcuni reati minori e al potenziamento urgente e straordinario di Polizia penitenziaria al pari di come si sta procedendo in altre amministrazioni pubbliche in ragione dell’emergenza Covid-19″. Non da oggi, proseguono Cgil e Fp, “sappiamo che l’edilizia carceraria, la condizione dei lavoratori della Polizia Penitenziaria e dei detenuti, espone a rischi di tensioni e di salute psicofisica per chi vive la realtà del carcere, compresi gli educatori, gli assistenti sociali, il personale del Ministero della Giustizia. Al 5 marzo infatti la situazione era già drammatica in termini di sovraffollamento già preesistente al coronavirus: 61.230 detenuti a fronte di una capienza di 47.231”.



In queste ore, reclama il sindacato, “ci vogliono segnali di apertura al dialogo e certezza delle responsabilità di chi sta gestendo le ricadute dell’emergenza sanitaria, vanno garantiti infatti protocolli specifici di protezione delle persone che vivono la dimensione del carcere per lavoro o restrizione della libertà personale, ponendo al centro salute e sicurezza. Per questo va garantito il presidio sanitario e la profilassi prevista per il Covid-19 con particolare specificità per questo settore. Ad oggi le misure adottate dal Governo e l’azione dell’Amministrazione non sono né sufficienti né adeguate. La Polizia penitenziaria e le altre Forze dell’ordine, come sempre, hanno garantito il ripristino del governo delle rivolte, a loro il ringraziamento per la gestione di momenti di tensione che purtroppo vedono registrare decessi, feriti, a cui va data una risposta forte anche in termini di accertamento tempestivo delle responsabilità che compete alla Magistratura ma anche alla direzione politica”, concludono.

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF in merito la riduzione di risorse destinate alle assunzioni di cui decreto legge del 2 marzo 2020 n° 9

“Per curare i pazienti serve sicurezza per operatori”

“Un decreto atteso e necessario per dare risposte urgenti al rafforzamento del nostro sistema sanitario, a partire dalle necessarie assunzioni di personale, ma a cui dovranno seguire ulteriori provvedimenti per fronteggiare l’emergenza e rafforzare il sistema dei servizi essenziali, in particolare la Sanità”. Così Cgil e Fp Cgil commentano il decreto legge che prevede primi interventi straordinari sul sistema sanitario nazionale per far fronte all’emergenza coronavirus.

Il decreto, osservano, “contiene quindi importanti misure che vanno nella direzione di dare risposte emergenziali, in particolar modo sulle assunzioni e sulle forniture per il Servizio sanitario nazionale, ma anche misure che ci preoccupano e che andrebbero radicalmente modificate”. Tra queste, osserva il sindacato, “quella prevista all’articolo 7 del decreto 14 del 9 marzo 2020 in cui si prevede che la quarantena non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali, che dovranno sospendere l’attività solo nel caso di sintomatologia respiratoria e esito positivo per Covid-19”.

Tale previsione, secondo Cgil e Fp Cgil, “oltre a non chiarire a quale perimetro di servizi essenziali si riferisce, innestando per questa ragione molte richieste di chiarimenti, non può di certo essere la normale prassi di gestione delle misure precauzionali e di controllo. Al personale sanitario, che deve essere anzitutto dotato di tutti i dispositivi di prevenzione utili a tutelare la propria salute e quella dei pazienti solo in caso straordinari e di assenza di sostituzioni, può essere richiesto il ricorso a specifiche deroghe. Crediamo quindi che la norma vada superata da misure che hanno carattere straordinario di gestione dell’emergenza che non rischino di ingenerare condizioni per le quali chi lavora nel Ssn sia più esposto in termini di salute perché mancano le misure di prevenzione e sicurezza. In emergenza prima si curano i pazienti ma per farlo gli operatori devono farlo in sicurezza”, concludono.

Pubblichiamo la nota nella quale si chiede che vengano messe in campo ogni possibile iniziative, organizzative e operative, a tutela del personale del CNVVF  a seguito  dell’emergenza epidemiologica COVID 19

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