Dott. Fulvio Baldi
Capo di Gabinetto

e per conoscenza
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’amministrazione giudiziaria

Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott. Alessandra Cataldi
Direttore Generale per i sistemi informativi automatizzati

Con nota circolare m_dg.DOG07.20/11/2019.0033131.U (all 1) il Direttore Generale per i servizi informativi automatizzati ha impartito agli uffici giudiziari giudicanti istruzioni operative in merito al servizio di multi video conferenza in considerazione della adozione di una tecnologia digitale che si basa su moderni apparati robotizzati e sull’uso estensivo della domotica che consente la gestione da remoto degli apparati da una sala di regia situata non presso il fornitore ma presso la Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria di Roma.
Orbene nella predetta nota il Direttore Generale attribuisce al personale dell’ufficio giudiziario che assiste il giudice in udienza una serie di compiti che concernono lo smistamento di telefonate, in particolare, tra imputati detenuti e difensori, e che non rientrano nelle attribuzioni dei profili professionali interessati (in particolare cancelliere esperto ed assistente giudiziario):
“…Per le chiamate telefoniche riservate, previa autorizzazione del Presidente del Collegio o del
Giudice Monocratico, il personale dell’ufficio giudiziario comunica a ciascun avvocato il numero
di telefono da comporre per parlare con il detenuto difeso presente nella saletta del DAP; l’avvocato
quando intende parlare con il proprio assistito procede quindi a comporre tale numero e viene messo
in comunicazione con l’ausiliario abilitato ad assistere il giudice in udienza ovvero l’Ufficiale di
Polizia Giudiziaria (come previsto dall’art. I46 bis. comma 6, disp. att. c.p.p.) presso la sala
dell’istituto carcerario dove si trova il detenuto; l’ausiliario abilitato ad assistere il giudice in udienza
ovvero l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria verifica che il numero chiamante sia quello di uno dei
telefoni dell’aula – come riportato al punto 1) lettera f) – e trasferisce la chiamata all’interno della
cabina adibita alla fonia riservata del detenuto. Si evidenzia che il difensore chiamante è
riconoscibile dalle videoriprese dell’udienza… Qualora fossero ravvisabili particolari esigenze, potrà
essere designato un ufficiale giudiziario per la gestione delle telefonate. In tali ipotesi, il difensore
solleva la cornetta e viene messo in comunicazione con l’apparecchio sulla postazione del cancelliere;
il cancelliere (o altro soggetto incaricato dall’ufficio giudiziario), dopo aver composto il numero della
sala ove si trova il detenuto assistito da quel difensore, mette l ‘avvocato in comunicazione con l
‘ausiliario abilitato ad assistere il giudice in udienza ovvero l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria presso
la saletta DAP e riaggancia; infin, l’ausiliario abilitato ad assistere il giudice in udienza ovvero
l’Ufficia/e di Polizia Giudiziaria trasferisce la chiamata all’interno della cabina adibita alla fonia
riservala del detenuto… Per le chiamate telefoniche riservate effettuate dal detenuto verso l’avvocato
in aula, l ‘UPG presso l’istituto carcerario compone il numero di telefono del cancelliere in aula;
quest’ultimo compone il numero dell’apparecchio telefonico dove risponde l’avvocato; alla risposta, il
cancelliere riaggancia la cornetta… Per le chiamate telefoniche riservate con detenuti che si trovano
all’estero, nell’ambito delle rogatorie internazionali, il cancelliere mette in comunicazione l’avvocato con la Sala di Regia. il cui operatore provvede a trasferire la chiamala verso la numerazione internazionale del sito dove si trova il detenuto…”.
La circolare in parola, inoltre, pur concernendo la disciplina delle mansioni, non è stata comunicata alle
organizzazioni sindacali né dal Direttore Generale che l’ha sottoscritta né dagli altri soggetti (Capo
Dipartimento e Direttore Generale del personale e della formazione) che l’hanno ricevuta per conoscenza, in violazione degli obblighi di legge e di contratto che impongono al datore di lavoro pubblico di informare le organizzazioni sindacali su tutte le materie che formano oggetto di confronto e di contrattazione (cfr. in particolare art. 4 CCNL Funzioni Centrali 2016/2018), ed è stata emanata senza il coinvolgimento del sindacato in violazione delle norme contrattuali che riservano tale materia al confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL (art. 5 CCNL Funzioni Centrali 2016/2018) ed alla stessa contrattazione collettiva integrativa (art. 7 n.6 lett. v: “sono oggetto di contrattazione integrativa nazionale… i riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche inerenti l’organizzazione dei servizi”).
L’emanazione della circolare de qua costituisce l’ennesima dimostrazione della crisi delle relazioni sindacali presso l’amministrazione giudiziaria ed in particolare presso la DGSIA. In tale settore dell’amministrazione giudiziaria le relazioni sindacali sono praticamente inesistenti in quanto nessuna informazione viene resa alle organizzazioni sindacali (le richieste inoltrate dalle scriventi organizzazioni sindacali anche disgiuntamente sono rimaste inevase) né vengono attivati gli altri istituti della partecipazione sindacale previsti dalla normativa vigente.
Per i motivi sopra esposti CGIL CISL e UIL chiedono che la circolare di cui in premessa sia revocata e che sia convocato con urgenza un apposito incontro per dirimere la materia in applicazione delle menzionate norme contrattuali. CGIL CISL e UIL chiedono inoltre che, presso codesto ufficio, sia convocato un apposito incontro per discutere delle relazioni sindacali presso la DGSIA e, più in generale, per affrontare tutte le problematiche che riguardano tale importante articolazione del Ministero della Giustizia.
Più in generale CGIL CISL e UIL sottolineano l’importanza della disciplina delle mansioni in quanto dalla stessa deriva il carico di lavoro e la responsabilità di ciascun lavoratore. Per tale motivo invitano i vertici dell’amministrazione giudiziaria, per il tramite di codesto ufficio, ad astenersi dall’adottare iniziative unilaterali volte ad ampliare a tavolino le mansioni di talune figure professionale attraverso lo strumento della interpretazione delle declaratorie dei profili professionali. Queste ultime, infatti, sono vigenti dal 29.7.2010, sono state rivisitate con l’accordo del 26.4.2017 e sono stato oggetto di una approfondita attività ermeneutica che ha condotto l’amministrazione nel corso degli anni ad emanare decine di pareri a beneficio dei capi degli uffici giudiziari che ne avevano fatto richiesta. Tale precisazione trae origine dalla reinterpretazione delle mansioni dell’assistente giudiziario che è trapelata dagli interventi della parte pubblica in occasione della trattiva sul FUA del 26 novembre scorso e che ha spinto una sigla sindacale addirittura ad annunciare nel comunicato successivo alla riunione la emanazione di una apposita circolare sull’argomento.
Sulla delicata materia delle mansioni CGIL CISL e UIL ribadiscono la necessità che siano sempre
attivati tutti gli istituti della partecipazione sindacale in applicazione della vigente normativa
contrattuale.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo riscontro e porgono distinti saluti.

Roma, 9 dicembre 2019

 

FP CGIL                           CISL FP                                  UIL PA
Russo                                 Marra                                   Amoroso

Al termine di una due giorni di trattativa non stop, nella tarda serata di ieri 10 dicembre, abbiamo siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL UNEBA per il triennio giuridico 2017/2019.
L’accordo ha un valore economico complessivo , a regime, di 80,00 € sul livello 4S, di cui 70,00€ di incremento tabellare per 14 mensilità, riparametrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche, il che corrisponde a un incremento percentuale del 5,27% sul tabellare.

La distribuzione e le decorrenze delle quantità economiche sono le seguenti:
* 20,00 € sul salario tabellare al 1/01/2020
* 30,00 € sul salario tabellare al 1/12/2020
* 30,00 €, dalla firma del CCNL, a disposizione della contrattazione integrativa di livello regionale; di questi, 20€ sono destinati ad essere consolidati sul tabellare secondo le seguenti scadenze:
* In caso di accordo di secondo livello questa quota sarà consolidata in occasione del prossimo rinnovo contrattuale nazionale
* In assenza di accordo di secondo livello, la quota sarà consolidata sul tabellare al 31/12/2021.
Questo meccanismo, che incentiva lo sviluppo della contrattazione di secondo livello, garantisce comunque valori tabellari omogenei alla data del rinnovo del prossimo contratto.
A questo si aggiunge una una-tantum per il periodo pregresso, pari a 100,00 € complessivi sul livello 4S, riparametrati per tutte gli altri livelli, che sarà erogata in un’unica rata il 1 febbraio 2021.

È previsto, inoltre, 1,00 € in più sull’assistenza sanitaria integrativa dal 1/07/2020.
L’istituto degli scatti di anzianità, dal 1 giugno 2020 al 31/12/2022, sarà temporaneamente sospeso per essere oggetto di confronto nell’ambito di una commissione paritetica nazionale che dovrà ridefinirlo e rimodularlo per collegarlo all’effettiva crescita professionale, misurata in modo concreto e oggettivo; la commissione, che tra l’altro avrà il compito di strutturare definitivamente e di avviare la previdenza integrativa, nonché di riorganizzare il sistema dell’assistenza sanitaria integrativa, si riunirà entro sei mesi dalla firma del CCNL e dovrà concludere i lavori entro il 31/12/2020.

Tra gli elementi che maggiormente valorizzano il nuovo testo contrattuale, citiamo il rafforzamento della contrattazione decentrata, il riconoscimento dei tempi di vestizione in orario di lavoro, l’introduzione della banca etica solidale (alla cui costituzione è destinata inizialmente una giornata di R.O.L.) , la previsione di una percentuale di stabilizzazione per i rapporti di lavoro a tempo determinato, la perimetrazione dei limiti dei contratti precari, lo sviluppo della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la regolamentazione dell’assistenza domiciliare che prevede il riconoscimento dei tempi di spostamento come orario di lavoro.
Ora l’ipotesi di accordo dovrà essere sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, da completarsi entro il 25 gennaio 2020: a tal proposito, vi invieremo nei prossimi giorni i volantini, i testi dell’accordo ed il verbale per le assemblee.
Fraterni saluti.

(altro…)

PROGRESSIONI ECONOMICHE E FONDO RISORSE DECENTRATE 2019 (ex FUA)
SOTTOSCRITTI GLI ACCORDI

Si è svolto il 5 dicembre 2019 il programmato incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in ordine a Progressioni economiche e Fondo per le risorse decentrate nel corso del quale, all’esito di un lungo percorso negoziale, abbiamo sottoscritto l’Ipotesi di accordo del Fondo per le risorse decentrate 2019 e l’Ipotesi di accordo sulle progressioni economiche (vedi allegati).
Si tratta di due importanti accordi che, dopo la sottoscrizione degli accordi sul FUA 2018, sull’orario di lavoro, sul welfare integrativo e sullo smart working, segnano inequivocabilmente l’importanza il del confronto e della partecipazione sindacale, della contrattazione integrative delle buone relazioni sindacali.
I due accordi sopraccitati, sottoscritti da FP CGIL, CISL FP e UIL PA , rappresentano la sintesi e il punto di equilibrio delle istanze e delle aspettative dei colleghi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sia quelli che nel 2010 non ottennero la progressione, sia quelli che legittimamente, dopo dieci anni ambiscono a vedere riconosciuta la propria professionalità e le proprie competenze attraverso una nuova opportunità.
L’accordo sottoscritto, infatti, a fronte della prima stesura che consentiva soltanto 160 posizioni, prevede l’attribuzione di n. 301 posizioni economiche redistribuite sulle tre aree, su tutte le fasce economiche e su tutti i profili professionali nonostante l’esiguità delle risorse disponibili.
Questo consentirà nuove opportunità al personale rimasto escluso dall’ultima procedura avvenuta nel 2010 e nuove opportunità di conseguimento della fascia economica immediatamente superiore al resto del personale.
L’Ipotesi di accordo sul Fondo per le risorse decentrate 2019, attraverso il quale abbiamo confermato l’impegno di spesa per le progressioni economiche, ricalca pressoché il testo del precedente accordo. FP CGIL, CISL FP e UIL PA seguiranno l’iter di approvazione dei due accordi, i quali saranno trasmessi, tramite l’Ufficio Centrale di Bilancio, alla Funzione Pubblica ed alla Ragioneria Generale dello Stato per i controlli prescritti dalla legge. All’esito dell’approvazione da parte dei predetti organi di controllo si provvederà alla definitiva sottoscrizione degli stessi.
Infine queste OO.SS. si impegnano per i prossimi anni a portare al tavolo di contrattazione la previsione di accantonamento come priorità, compatibilmente con l’ammontare delle risorse disponibili, al fine di poter effettuare ulteriori progressioni economiche.

FP CGIL
Giuseppe Palumbo – Francesca Valentini

CISL FP
Michele Cavo –  Marco Sozzi

UIL PA
Bruno Di Cuia – Orlando Grimaldi

Pubblichiamo l’informativa della Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale specifica la modalità di mobilità del personale Capo Squadra e Capo Reparto

IN DIRITTURA D’ARRIVO

Era stato argomento di confronto con l’Amministrazione già prima dell’estate, successivamente come FP CGIL lo avevamo chiesto con forza in occasione dell’ingresso in Inps dei nuovi assunti per contrastare un’assurda disparità e a ottobre lo abbiamo nuovamente evidenziato, elencando una serie di questioni aperte sul benessere.
Parliamo della riapertura dei termini di adesione al Fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, che, a fronte di una ritenuta dello 0,35%, garantisce una serie di attività creditizie, benefici sociali ed opportunità formative ai lavoratori ed alle loro famiglie.
Nel frattempo, sono usciti bandi su borse di studio universitarie, per l’assistenza a familiari con disabilità, per soggiorni studio in Italia e all’estero per i figli dei dipendenti iscritti al fondo, a cui non tutti i dipendenti Inps hanno potuto accedere.
Già in precedenza, si era provato a ottenere per via legislativa la riapertura dei termini, non riuscendoci. Anche quest’anno si proverà la stessa strada, nell’ambito dell’esame della Legge di Bilancio 2020, in discussione alle Camere.
Se i vertici dell’Istituto dovessero riuscire a raggiungere questo risultato, sarebbe in dirittura d’arrivo una battaglia giusta e di inclusione, nella quale la FP CGIL ha sempre creduto e per la quale ci siamo spesi con forza.
Ringraziamo intanto il Presidente Tridico per aver risposto alle nostre sollecitazioni e attendiamo fiduciosi gli esiti del voto.
Nel frattempo, sembra sia in dirittura di arrivo anche un’altra questione, a noi posta nei giorni scorsi da diversi lavoratori: i problemi di accesso al piccolo prestito per i colleghi neoassunti.
A seguito di una nostra interlocuzione con il Direttore Centrale della DC OSI, ci è stato garantito che entro il 2019 si provvederà a risolvere i problemi informatici che abbiamo posto e che riguardano molti colleghi.

 

           FP CGIL                            FP CGIL
Antonella Trevisani                   Matteo Ariano

Pubblichiamo l’accordo siglato riguardo il Fondo di produttività e nuove misure della retribuzione di rischio personale Direttivi e Dirigenti anni 2015,2016 e 2017

Informativa sull’andamento del tavolo per il contratto unico dell’emergenza ANPAS – CRI
MISERICORDIE e del tavolo per il rinnovo del CCNL MISERICORDIE.

Venerdì 6 dicembre abbiamo proseguito le trattative con le rappresentanze datoriali di ANPAS, CRI e
MISERICORDIE per arrivare a sottoscrivere il CCNL unico dell’area emergenza, con vigenza 2020/2022.
Inizialmente, la discussione si è concentrata a raggiungere una condivisione sui testi proposti
unitariamente che riguardano i cambi di gestione e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori in particolari condizioni psicofisiche, in condizioni di disabilità, nonché dei famigliari di minori con DSA.
Quindi abbiamo proseguito su alcuni aspetti dell’articolato, derivanti dall’attuale CCNL ANPAS, che
riguardano i temi del mercato del lavoro; la discussione, al termine di un serrato confronto, ha permesso di convergere su soluzioni in linea con gli ultimi rinnovi dei contratti del terzo settore.
Il confronto si è poi soffermato sui temi economici del rinnovo contrattuale e, al termine di una
serrata discussione, è stato possibile condividere un’ipotesi di aumenti in linea con le nostre richieste
economiche: 5% di aumento tabellare, comprensivo dell’1% da destinare alla previdenza integrativa delle
lavoratrici e dei lavoratori.
Poiché rimangono ancora da definire alcuni importanti contenuti inerenti il sistema di classificazione
e le indennità del nuovo contratto, abbiamo concordato di convocare un prossimo incontro che si terrà a
Roma, il 20 dicembre 2019, con l’obiettivo di verificare se ci sono le condizioni per poter concludere il
percorso contrattuale.
A questo punto, la delegazione MISERICORDIE ha chiesto il rinvio della riunione per il rinnovo del
loro CCNL 2017/19, che si sarebbe dovuta tenere appena terminata la prima, perché ha dichiarato di aver bisogno ancora di qualche giorno per concludere il confronto interno nell’ambito del loro Consiglio Nazionale.
Unitariamente abbiamo ribadito che la parificazione dei trattamenti economici 2017/19 e
l’avvicinamento di quelli normo giuridici sono le condizioni imprescindibili per poter concludere positivamente il percorso per arrivare al contratto unico dell’emergenza con ANPAS e CROCE ROSSA ITALIANA.
Per questo, abbiamo concordato di convocare il 20 dicembre 2019 a Roma anche la riunione per il
rinnovo del CCNL MISERICORDIE 2017/19; si partirà da questo tavolo di rinnovo che, se concluso
positivamente, fornirà un’indispensabile condizione per poter concludere anche la successiva trattativa per il contratto unico dell’emergenza 2020/22.
Vi terremo informati sul prosieguo delle trattative.

FP CGIL
Michele Vannini

CISL FP
Franco Berardi

UIL FPL
Bartolomeo Perna

“Una risposta positiva, che adesso va chiusa e concretizzata, per i Vigili del Fuoco”. Così il coordinatore nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella, in merito all’incremento di risorse per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco previsto in manovra, nel sottolineare: “Seguiamo con molta attenzione l’iter conclusivo della legge di Bilancio e apprezziamo il grande lavoro fatto sino ad oggi dal governo per la valorizzazione economica e previdenziale del personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”.

Per Giulianella, “I Vigili del Fuoco sono i veri professionisti del soccorso, amati dalla collettività. Svolgono un compito come nessun altro Corpo dello Stato, ecco perché la Fp Cgil Vigili del Fuoco ha sempre chiesto la valorizzazione e non l’equiparazione. Ragioni per le quali apprezziamo l’impegno in manovra e vigileremo perché si renda certo e concreto”, conclude.

UNA RIORGANIZZAZIONE IN SALSA FRANCESCHINI

Vi trasmettiamo, come preannunciato, il documento trasmesso ieri alla nostra controparte contenente le osservazioni sul nuovo schema di DPCM approvato in questi giorno dal Consiglio dei Ministri.
Il documento è lungo e articolato, in ragione della complessità di questo intervento di riorganizzazione, per semplificare proviamo ad identificarne i punti più significativi.
La premessa non si può discostare dalla critica radicale che noi a suo tempo avanzammo rispetto
alla filosofia di fondo che ha indirizzato le riforme Franceschini. Spiace constatare che questo è
stato il motivo della mancata condivisione unitaria del documento con gli amici della CISL, con
cui in passato abbiamo condiviso insieme una battaglia contro quei principi. Ma per noi il giudizio
di fondo è irrinunciabile, anche se non incide certo sulla tenuta dei rapporti unitari, in quanto si
tratta di valutazioni politiche generali che ciascuno legittimamente può avere e non di dinamiche
sindacali. E da questo punto di vista ci troviamo di fronte ad una operazione che utilizza abilmente
alcuni assist che derivano dallo schema Bonisoli e li elabora rivolgendole in parte in positivo
(ad esempio la scelta di sganciare alcune competenze dal Segretariato Generale rendendole autonome dal punto di vista amministrativo) dando peraltro una connotazione molto più corretta alle
funzioni di coordinamento in materia di digitalizzazione e prevedendo finalmente una struttura organizzativa ben identificata dedicata alle emergenze. Così come il rientro negli ambiti territoriali
dei Segretariati regionali e dei Poli Museali è un ripensamento più che giustificato alla luce della
vera e propria desertificazione che avremmo ritrovato in molti territori. Ma deve essere altresì
chiaro che questo ha significato la piena riaffermazione e un ulteriore rafforzamento dei principi
presenti nella riforma Franceschini, così come peraltro affermato dallo stesso Ministro nel corso
dell’incontro con noi.
La strumentazione utilizzata è evidente e riguarda una ulteriore proliferazione di musei autonomi
e nessuna rivisitazione organizzativa della struttura delle Soprintendenze Uniche, senza peraltro
aver voluto sottovalutare l’importanza dell’aumento delle posizioni dirigenziali in periferia, che si è
riverberato sul sistema della Soprintendenze e in minima parte sui settori di Archivi e Biblioteche.
Anche in questo caso abbiamo proposto un giudizio articolato: alcune scelte sono condivisibili
sulla base della necessità di rilancio della fruibilità del patrimonio in alcuni territori significativi, altre
ci sembrano cervellotiche e producono ulteriori frantumazioni territoriali in territori (Roma e Napoli)
di cui non si sentiva alcuna necessità. Solo per fare un esempio, nei pochi chilometri quadrati
che formano il centro di Roma si contano ben 7 musei autonomi.
L’altro aspetto fondamentale posto in evidenza è l’assoluta insufficienza dei fabbisogni professionali
individuati teoricamente e ancor peggio quelli effettivamente esistenti rispetto alla complessità
delle strutturazioni organizzative che la proliferazione di uffici produce. In linea di principio è
condivisibile istituire una nuova Soprintendenza in un territorio, ma se questo comporta che se si
dividono i pochi lavoratori tra queste strutture, ad esempio in un territorio che raddoppia gli Uffici,
rischiano di andare in default entrambi per la scarsità delle risorse umane che oggi non coprono
nemmeno le esigenze di uno dei due Uffici individuati. O di lasciare nel limbo, come sta avvenendo
per molti casi, l’Ufficio neo costituito in attesa di tempi migliori. Per questo riteniamo opportuno
che i territori interessati da queste mutazioni organizzative pongano subito in evidenza, anche
all’attenzione dell’opinione pubblica, la necessità che l’istituzione dei nuovi Uffici deve comportare
nei termini di un investimento organizzativo conseguente che li ponga in grado di funzionare. Altrimenti,come si dice a Roma, siamo alle “pecette”, ovvero alle medagliette in pectore per le conseguenti amplificazioni e mistificazioni mediatiche.
L’ultimo aspetto fondamentale riguarda la gestione delle relazioni sindacali in una nuova fase di
riorganizzazione e riallocazione dei lavoratori. Per noi si deve partire dalla riaffermazione della
validità degli accordi di mobilità volontaria che hanno uniformato la prima fase della riforma. A
nessuno venga in mente di attivare mobilità di ufficio perché questo comporterebbe la nostra immediata risposta sul piano conflittuale. E bisogna dare una spinta alle nuove assunzioni, le cui
procedure sono ancora impantanate nella burocrazia. Il 2020 è alle porte e l’esodo dei lavoratori
per i pensionamenti è imponente. Mancano allo stato 5000 lavoratori e non si vede luce. Se si
pensa di risolvere con ALES siamo alle pie illusioni: occorre un sforzo straordinario sui numeri e
tempistiche certe per i concorsi recuperando auspicabilmente la dimensione regionale e sottraendo
le procedura a questa visione e gestione immanente della Funzione Pubblica. In questo contesto,
lo ricordiamo sempre, vanno riconosciute le opportunità di crescita dei lavoratori interni, ancora
del tutto insufficienti rispetto alle esigenze poste.
Buona lettura

 

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

Costretti a rincorrere le nefandezze volute dall’Amministrazione nel Decreto 127/2018, la necessità che quest’ultima ha avuto limitando il diritto alla mobilità del personale.

Questo è il sistema contrattuale nel diritto pubblico, non più contrattazione ma consultazione e informazione, un sistema che la Cgil ha sempre contrastato. Qualche soldo in più, tanti diritti in meno gli stessi diritti che oggi il personale Vigile del Fuoco chiede a gran voce di garantire.

Se un decreto una legge cita chiaramente che “il periodo minimo di permanenza dei Vigili del Fuoco nella sede di prima assegnazione non può essere inferiore a cinque anni”, è difficile non applicarla o cambiarla. Per farlo serve un’altra legge, un altro decreto, non sempre l’Amministrazione è disposta a tornare indietro.

#UniciNellaTutela

 

FUA 2018
SOTTOSCRITTO L’ACCORDO

Abbiamo sottoscritto oggi l’accordo sui criteri di pagamento delle somme del FUA anno 2018 per tutti i lavoratori del Ministero della Giustizia. Il contenuto dell’accordo ricalca pedissequamente quello della ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso 22 luglio ad eccezione della indennità di missione da e verso sedi disagiate originariamente prevista in favore dei lavoratori dell’amministrazione penitenziaria e cassata da un rilievo della Ragioneria Generale dello Stato. Sul punto congiuntamente a CGIL CISL e UIL abbiamo sottoscritto una nota a verbale.
L’accordo conferma l’impegno di spesa per una terza procedura di progressione economica per tutti i dipartimenti del Ministero della Giustizia e per gli Archivi Notarili. Le somme previste per le progressioni nell’impegno di spesa sono suscettibili di una revisione al rialzo all’atto della stipula della ipotesi di accordo per le progressioni economiche anno 2019.
Nel merito l’accordo prevede tra l’altro, in aggiunta all’impegno di spesa per le nuove progressioni economiche: per l’organizzazione giudiziaria il pagamento delle particolari posizioni o indennità ed il pagamento del fondo di sede secondo i criteri premianti legati alla performance dell’unità o area organizzativa e alla performance individuale; per le amministrazioni penitenziaria e per la giustizia minorile e di comunità il pagamento delle posizioni organizzative e delle particolari posizioni (indennità), il pagamento del fondo di sede attraverso la definizione di ulteriori particolari posizioni, il pagamento dell’apporto individuale sulla base del sistema di valutazione; per gli Archivi Notarili il pagamento delle posizioni organizzative e delle particolari posizioni o indennità, il pagamento del fondo di sede secondo i criteri premianti legati alla performance dell’unità o area organizzativa ed alla performance individuale.
Pubblicheremo l’accordo sottoscritto appena disponibile.

Roma, 5 dicembre 2019

  FP CGIL                          CISL FP                                     UIL PA
Meloni                              Marra                                    Amoroso

CASSA DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA
MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Lo scorso 25 novembre si è riunito il Consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
Dopo l’approvazione del verbale n.439, relativo alla riunione del 23 ottobre u.s., il dott. Enrico
Finocchi in qualità di Presidente della Cassa ha proposto la possibilità da parte
dell’Amministrazione di attivare una convenzione, a titolo sperimentale, con la Onenet – azienda
che gestisce una rete di strutture sanitarie indipendenti, presente capillarmente in tutto il territorio
Nazionale.
La Onenet offre piani tariffari agevolati ed univoci in tutto il territorio Nazionale.
L’utilizzo di questa piattaforma da parte dell’iscritto, viste le tariffe delle prestazioni sanitarie
già stabilite ed agevolate, potrebbe permettere una riduzione del costo complessivo che la CPA
spende annualmente per l’assistenza.
La divulgazione di tale iniziativa sarà a cura della segreteria della CPA con l’accortezza di
diramarla capillarmente.
Pur dando un assenso alla sperimentazione della convenzione, come rappresentante della
FpCgil, ho ribadito l’importanza dell’erogazione delle prestazioni da parte del Servizio Sanitario
Nazionale che se pur in sofferenza di personale continua a garantire una elevata professionalità.
Nel proseguo della riunione sono state deliberate le pratiche presentate nel primo semestre
2019.
Sarà data comunicazione, da parte della segreteria della CPA in modo capillare ed anche
attraverso il sito , delle nuove circolari su interventi “assistenziali” e “previdenziali”. A tale proposito
l’amministrazione, al fine di verificare la veridicità delle fatture, ha improntato un modello di
autodichiarazione con cui si attesta che il documento presentato è l’unico che la struttura di
emissione è in grado di fornire a titolo di fattura e/o ricevuta fiscale.
Questa Esigenza si è rappresentata nel corso del 2019; infatti, la citata documentazione
contabile (fatture e/o ricevute fiscali) in alcuni casi viene presentata priva di un “timbro” che
identifichi la struttura presso la quale è stata effettuata la prestazione e di cui viene richiesto il
rimborso.
Con riferimento, infine, alle operazioni di impiego delle risorse della Cassa, nel prossimo
Consiglio, rimane l’impegno, da parte dell’Amministrazione, di contattare altri Istituti Finanziari che
possano offrire delle operazioni di investimento previo garanzie assicurative.

Il consigliere della CPA
Massimo Bassani

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