A seguito del preannunciato stato di agitazione delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF e FNS Cisl pubblichiamo il comunicato, dopo l’incontro con il  Prefetto di Salerno, quest’ultimo ha dato assicurazione in merito alle richieste espresse

COMUNICATO AL PERSONALE  MISE

Nella giornata odierna abbiamo incontrato il Segretario Generale per un confronto sulla proposta di
riorganizzazione del Ministero predisposta dagli Ufficio del Segretariato.
La proposta prevede la riduzione da 15 a 12 Direzioni generali con la contestuale diminuzione da 19 a 17
incarichi dirigenziali di prima fascia inoltre, gli incarichi di consulenza/studio/ricerca, ai sensi dell’art. 19 comma 10 Dlgs 165/2001, crescono da due a tre unità, mentre non variano le dotazioni organiche dei
Dirigenti di seconda fascia e del personale delle aree.
Abbiamo richiesto con forza che il tema della riorganizzazione sia adeguamene discusso tra le parti, anche in ottemperanza a quanto previsto dal vigente CCNL, che include le innovazioni organizzative tra i temi oggetto di confronto.
Si è quindi passati ad illustrare le nostre proposte in merito, inviate precedentemente con nota scritta e
allegate al presente comunicato.
Si è inoltre ribadita la situazione emergenziale di numerosi Uffici, soprattutto territoriali, che necessitano con urgenza di nuovo personale e di strutture adeguate.
Le nostre principali osservazioni sono state in merito a:

la mancanza di chiarezza sul disegno strategico e l’indirizzo politico che si intende dare al Ministero, la
proposta, infatti, appare come una semplice manutenzione dell’attuale struttura più che un progetto
innovativo;

la necessità di dare rapidità di attuazione ai numerosi adempimenti connessi alla riorganizzazione, per
evitare rallentamenti o blocchi delle attività del ministero;

l’incremento del numero di posizioni di consulenza/studio/ricerca, che appare incongruente con il taglio
delle Direzioni Generali la rivisitazione di alcune scelte in merito alle competenze e alla denominazione delle varie Direzioni Generali, in particolare, di quella dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni (prevista peraltro da vigenti norme di legge);

l’opportunità di garantire una solidità giuridica al disegno riorganizzativo, anche tramite la richiesta di
parere al Consiglio di Stato e ad un’interlocuzione con l’Ufficio Legislativo del Ministero.

Il Segretario Generale ha assicurato che il confronto con le OO.SS. sarà adeguato e, anzi, ha ritenuto
interessanti le osservazioni effettuate, assicurando già l’accoglimento di diverse proposte.
Ha chiarito che una delle posizioni di studio sarà dedicata all’anticorruzione e sarà supportata dalla VI
Divisione del Segretariato Generale, che non avrà più alcuna competenza sulle crisi di impresa, che nel
disegno presentato viene riportata tra le attività della Direzione sulle politiche industriali.
Il Segretario ha poi precisato che le attività di vigilanza e di enti e società che faranno capo ai suoi Uffici
sono attività di macro vigilanza e di coordinamento, mentre la competenza specifica resta alle Direzioni
Generali competenti.
Ha infine assicurato che si attiverà per prendere nella prossima legge di stabilità un adeguato numero di
assunzioni straordinarie
Le parti si sono quindi aggiornate a breve per analizzare il nuovo testo modificato e integrato con le
proposte dei sindacati.
Vi terremo aggiornati sul prosieguo del confronto

Roma, 28 maggio 2019

FP CGIL                     CISL FP                         UILPA                                    CONFSAL
Manuela Benevento            Carlo Filacchioni           Stefano Fricano                   Salvatore Miragliotta

Il nuovo inquadramento del personale del C.N.VV.F. ai sensi del decreto legislativo 6 ottobre 2018, n. 127 rischia di produrre grandi danni nei confronti del personale interessato.

Per tali ragioni crediamo indispensabile che in ambito nazionale siano individuate le norme applicative transitorie per l’assegnazione e la mobilità territoriale attualmente sancite nel DPR 64 e necessariamente da rivedere.

La Fp Cgil VVF ha fortemente contrastato talune modifiche apportate al 217/05 perché conosceva le necessità dell’Amministrazione e non intendeva risolverle a spese del personale.

I neo capo reparti passati di qualifica a ruolo aperto senza aver espresso la propria volontà,  dovranno aver garantita la possibilità di continuare a lavorare nella sede attuale senza subire penalizzazioni economiche legate ad un possibile cambio di orario.

Su questo la Fp Cgil VVF ha una posizione ferma. Ad ognuno le proprie responsabilità.

A Dcru Inail
c.a. Dott. Mazzetti

A Dcod Inail
c.a Dott Tomasini

E p.c. Al DG Dott. Lucibello

Oggetto : Nuova procedura Self Service Dipendente – segnalazioni e richiesta chiarimenti

A seguito della recente attivazione della procedura in oggetto, la scrivente O.S. ha raccolto numerose segnalazioni di criticità inerenti a rallentamenti e a difficoltà di consolidamento dei dati imputati dal singolo lavoratore.
Pur mettendo in conto che un sistema, sia pur rodato, una volta rilasciato su grandi numeri presenta inevitabilmente blocchi e disservizi, sul cui superamento siamo certi che Dcod sia impegnata, dobbiamo tuttavia fin da subito sottolineare i riflessi che tali criticità potrebbero comportare sulla produzione e sulla produttività, anche rispetto al raggiungimento degli obiettivi di performance.
Se l’accentramento delle procedure di gestione del personale si basa in larga parte sull’autogestione del cartellino presenze e sulla conseguente responsabilizzazione del personale, appare necessario che l’Amministrazione debba porsi in un’ottica di buona fede e che quindi, sempre ma soprattutto in fase di avvio e di assestamento della procedura, debba prevedere una salvaguardia non solo per gli aspetti economici, ma anche per quanto concerne le disposizioni di carattere disciplinare in materia di orario di lavoro : ad es. in caso di assenza ingiustificata derivante da erroneo inserimento della causale da parte del dipendente, o da problematiche applicative legate alla fase di avvio.
Va inoltre valutato che gli stessi lavoratori che sono chiamati ad aggiornare il proprio ambito di competenza fronteggiano contemporaneamente carichi di lavoro già appesantiti dalle ultime novità legislative e procedurali.
Tutto ciò premesso, chiediamo:
– tempestività negli interventi tecnici in vista della prima chiusura di fine mese (anche in considerazione dei 2 giorni non lavorativi che seguiranno la predetta chiusura);
– il costante monitoraggio dei rallentamenti e blocchi della procedura, con quantificazione dei tempi medi necessari al lavoratore per gestire quotidianamente Agenda, ai fini di valutare l’impatto della procedura sulla produzione nonché i conseguenti riflessi sul sistema premiante;
– esonero da responsabilità disciplinare (salvo in caso di dolo o colpa grave) per la prima fase di avvio, ovvero fino alla completa fruibilità della procedura e dell’avvenuta erogazione del percorso formativo e-learning a tutti i dipendenti interessati.
In attesa di sollecito riscontro, e riservandoci di integrare la presente con successive segnalazioni
e richieste, porgiamo distinti saluti.

Il Coordinamento Nazionale Fp Cgil Inail

Tra soggetti più esposti infermieri e operatori socio-sanitari

Diffusa presenza di rischi per la salute e la sicurezza dovuti sia all’organizzazione del lavoro, considerando il lavoro notturno e gli straordinari, sia di rischi fisici e ambientali, come quelli dovuti al sollevamento di pesi e pazienti. Questo in estrema in sintesi quanto emerge dal report ‘Le condizioni di lavoro e di salute nel settore sanitario’, a cura di Fp Cgil, Inca e Fondazione Di Vittorio (Fdv): una inchiesta che ha coinvolto oltre 900 lavoratrici e lavoratori del sistema sanitario, con un’anzianità elevata e per lo più infermieri.

In particolare, si rileva nel rapporto della Cgil, il lavoro notturno interessa attualmente circa un lavoratore su tre ma, nell’arco della complessiva storia lavorativa del campione di riferimento, ha riguardato il 76,5%. Il lavoro straordinario è, invece, svolto da poco più della metà dei rispondenti e la gran parte degli intervistati svolge mansioni che prevedono la movimentazione di pazienti o di altri pesi, anche con carrelli. Considerando l’insieme di questi fattori di rischio, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari sono le professioni più esposte. In linea con questi risultati, a condizioni di lavoro più dure corrisponde un giudizio più negativo sul rapporto tra salute e lavoro da parte degli intervistati: difatti, si sottolinea nella ricerca Fp Cgil, Inca e Fdv, l’84,5% degli infermieri e il 79,7% degli operatori socio-sanitari dichiara che le condizioni di lavoro hanno avuto un impatto sulla propria salute.

I problemi per la salute fisici e psicologici, si legge nel rapporto, sono comunque diffusi trasversalmente tra le professioni e solo il 21,9% non ha indicato alcuna sintomatologia dolorosa a fine turno. Emerge soprattutto la rilevanza dei disturbi muscolo-scheletrici, in particolare con problemi alla schiena, alle spalle, alla testa e al collo, che sono presenti in maniera significativa tra le varie professioni, seppure con diversa intensità. Considerando la presenza di patologie di lunga durata, ovvero superiori a un anno, per l’insieme del campione, i disturbi lombo-sacrali e quelli lombari interessano rispettivamente il 18,7% e il 18,2% dei rispondenti, le cervicali il 15,9%, i dolori alle spalle l’11% circa e i dolori dorsali il 9,5%.

Nel dettaglio, considerando i disturbi di lunga durata insieme ad altri rilevati alla fine dei turni, gli infermieri e assimilati sono il gruppo professionale che dichiara più problemi muscolo-scheletrici, con un insieme differenziato di patologie: dolori dorsali, lombari e lombo-sacrali, cervicali e alle spalle. Tra le professioni ad alta specializzazione si segnala, oltre ai dolori alla schiena e alle spalle, una presenza più elevata della media per i dolori ai gomiti e alle braccia. Per gli operatori socio-sanitari, gli ausiliari e i tecnici si rilevano problemi simili, con patologie alla schiena e alle spalle, con una maggiore incidenza di problemi alle spalle per gli operatori. Il personale amministrativo registra dolori alla schiena e al collo, con una presenza più diffusa di cervicali e una incidenza elevata di casi di addormentamento delle mani. I medici sono un gruppo professionale che, pur manifestando come gli altri rischi di problemi alla schiena, registra una presenza diffusa di problematiche alle mani, con dolore ai movimenti. Considerando infine i casi denunciati e riconosciuti, dal rapporto della Cgil emerge che il 40,9% degli intervistati afferma di avere subito un infortunio e il 6,9% una malattia professionale.

‘Emendamento nel decreto Sblocca Cantieri, misure spot da dare in pasto a elettori’

Le telecamere non sono la soluzione ai problemi che quotidianamente vivono le lavoratrici e i lavoratori impegnati nei servizi educativi, così come nelle strutture socio sanitarie e assistenziali. Si sta svilendo così la professionalità, si criminalizza il lavoro e ci si dimentica dei problemi che i lavoratori vivono tutti i giorni, dalle condizioni in cui operano alla carenza drammatica di risorse“. Così la Fp Cgil commenta il via libera dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato all’emendamento al decreto Sblocca Cantieri che introduce l’obbligo di installare telecamere in tutte le aule delle scuole dell’infanzia e in tutte le strutture di assistenza e cura di anziani e disabili.

Per la Funzione Pubblica Cgil, “si continua sulla strada della pura demagogia e si declinano i servizi pubblici in una chiave totalmente securitaria. L’ennesima misura di becera propaganda, che svilisce anche il ruolo e la natura delle istituzioni. Continua il processo di smantellamento dei servizi pubblici, calpestando le lavoratrici e i lavoratori che li erogano, in questa continua campagna elettorale, fatta di misure spot da dare in pasto agli elettori”, conclude.

Ora la parola ai lavoratori, solo con loro approvazione via libera ad accordo

Raggiunta al Ministero del Lavoro una ipotesi di accordo sulla procedura di licenziamento dei lavoratori Medihospes impegnati nei servizi di accoglienza ai migranti. L’intesa consentirà la salvaguardia di tutti i posti di lavoro sul territorio nazionale attraverso l’accesso al Fis (Fondo Integrazione Salariale) a fronte di una riduzione complessiva del proprio orario di lavoro. La vicenda riguarda i 351 esuberi dichiarati dalla cooperativa sociale Medihospes Onlus, collegati alla riorganizzazione imposta dalle strette maglie del decreto sicurezza.

Il Fis verrà attivato con riduzione percentuale differente da territorio a territorio. L’attivazione di questo ammortizzatore sociale consentirà di assorbire parte rilevante delle riduzioni stipendiali, garantendo nel contempo la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Al livello territoriale, viene demandata, la definizione dei diversi aspetti dell’accordo nazionale. Ora la parola passai alle lavoratrici e ai lavoratori, solo con la loro approvazione l’accordo potrà entrare in vigore. Per queste ragioni saranno indette unitariamente e territorialmente assemblee che dovranno svolgersi tassativamente entro venerdì 31 maggio 2019.

Pubblichiamo il decreto di inquadramento del personale del CNVVF e il relativo allegato emanato dalla Direzione Centrale Risorse Umane

A QUESTE CONDIZIONI LA FP CGIL NON FIRMA

Venerdì 17 maggio abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Agenzia per ricercare nuovamente
una ipotesi condivisa rispetto all’esigenza aziendale di revisione dell’istituto del part-time.
La FP Cgil, nel prendere atto della bozza di accordo consegnata dall’Ente e atteso il mancato
recepimento delle proprie osservazioni, ha ancora una volta palesato la propria
indisponibilità alla sottoscrizione del testo.
Non ravvisiamo, come FP Cgil, l’opportunità sindacale a sottoscrivere quello che per forma e
contenuti ricorda più un atto unilaterale e tassativo di parte datoriale che una regolazione
mediata con gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.
Inoltre, la bozza aziendale, così come riproposta, integrerebbe la disciplina contrattuale e
normativa già esistente attraverso norme che potrebbero irrigidire temporalmente il sistema
di scadenze e rinnovi contrattuali del part-time creando un clima di ragionevole
preoccupazione tra il personale interessato senza, di fatto, aggiungere elementi di garanzia
e avanzamenti concreti rispetto allo stato attuale.
E’ chiaro come la volontà dell’Agenzia di ricondurre i part-time spettanti al
personale per “diritto” (ad esempio nel caso di richiesta volontaria del dipendente affetto
da patologia oncologica o da gravi patologie cronico degenerative ingravescenti) al livello di
“concessione aziendale” -conteggiandoli entro la soglia % complessivamente prevista e
ponendoli in concorrenza con altre situazioni personali di cura e assistenza- schematizzi,
anche da sola, il contenuto irricevibile del testo.
La FP CGIL, a questo e ad altri passaggi, ha detto “NO”
Abbiamo quindi invitato l’Agenzia a ripensare intere parti della bozza recependo le osservazioni
presentate in queste ultime riunioni in tema di aumento della flessibilità oraria, aumento delle
percentuali e modalità di accesso/fruizione di questo istituto.

la Delegazione Trattante FP CGIL                                                   FP CGIL Nazionale
Elena Antonino – Scarpati Annamaria                                             Daniele Gamberini

Primo report, appuntamento al Policlinico Umberto I in viale Regina Elena 287b ore 9

Le patologie di origine professionale nelle lavoratrici e nei lavoratori della sanità. Questo il tema del primo report, prodotto dalla Fp Cgil Nazionale e dall’Inca, elaborato dalla Fondazione Di Vittorio, dal titolo ‘Abbi Cura Di Te‘ e che verrà presentato domani (mercoledì 29 maggio) a Roma presso l’Aula George Eastman del Policlinico Umberto I in viale Regina Elena 287b dalle ore 9 alle 14.

Uno studio che indaga sulle condizioni di salute e di sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità, come strumento per l’elaborazione di percorsi di tutela, sia a livello individuale che collettivo. Il programma della giornata prevede la presentazione del rapporto a cura di Silvino Candeloro (Inca Cgil nazionale), Daniele Di Nunzio (Fondazione Di Vittorio), Gianluca De Angelis (Ricercatore Fondazione Di Vittorio), Fabio Manca (Medico Patronato Inca Cgil). Interverranno poi Marco Bottazzi (Medico Inca Nazionale), Marta Clemente (Sovraintendenza sanitaria centrale Inail), Francesco Ripa di Meana (Presidente Fiaso – Dg Ifo di Roma). Insieme a Morena Piccinini (Presidente Inca) e Serena Sorrentino (Segretaria generale Fp Cgil).

 Comunicato

L’Agenzia ha deciso di varare un nuovo modello organizzativo di riferimento delle Strutture territoriali senza il previsto coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali.
L’Organizzazione dell’Agenzia, le politiche industriali, gli assetti territoriali e le strategie organizzative, così come il Piano Aziendale 2019, devono essere oggetto – come abbiamo chiesto nel corso degli incontri svolti da aprile ad oggi e con la nostra nota di gennaio 2019- di informativa preventiva ed esame congiunto – rispettando così l’articolo 11 del CCNL- con chi rappresenta TUTTI i lavoratori e non solo interloquendo con alcuni di essi.
Negli ultimi anni il personale dell’Agenzia del Demanio si è impegnato nel contribuire al tentativo di costruzione di una identità nuova, consentendo all’Ente di presentarsi anche come soggetto facilitatore nel proporre soluzioni di utilizzo di compendi immobiliari pubblici. Il processo di rappresentazione identitaria di  un’organizzazione non è ovviamente qualcosa di immutabile, ma non può allo stesso tempo seguire delle dinamiche on/off. Qualsiasi scelta di Vertice non può prescindere dal rispetto delle Persone che quotidianamente consentono di raggiungere risultati e, nel quotidiano, “ci mettono” la faccia con gli utenti, siano essi pubblici o privati.
L’agenzia sembra preferire l’opzione della “divisione tra colleghi” e della “disintermediazione” in  contrasto con i principi del CCNL sottoscritto ad Agosto 2018, creando un pericoloso precedente per tutti: in generale, affrontare il tema di un nuovo assetto organizzativo aziendale senza il necessario passaggio informativo ed esame congiunto con le Organizzazioni sindacali aumenta esponenzialmente il rischio di veder svilite le professionalità dei colleghi inseriti nelle unità organizzative oggetto di manovra e consente alla parte datoriale di scegliere per ciascun “interlocutore”, nella sua “individualità”, un percorso differente. Poco rimedia sentir definire, come accaduto, l’intervento organizzativo “micro” da parte dell’Agenzia e quindi, secondo la tesi datoriale, non oggetto di informativa ed esame congiunto.
È “micro” la soppressione di unità organizzative? Per l’Agenzia sono “micro” le conseguenze dirette e indirette di questa scelta organizzativa?
Ci chiediamo, a questo punto, quante “micro” modifiche di assetto organizzativo – che per l’agenzia non richiedono esame congiunto- determinino una “macro” modifica? A “macro” modifica organizzativa avvenuta l’Agenzia come potrà avviare un percorso di informativa preventiva ed esame congiunto con le Organizzazioni sindacali?
Mettere in discussione i principi definiti come fondamenta delle corrette relazioni sindacali significa metterne in discussione tutto l’impianto del CCNL e questo, per la FP CGIL, semplicemente non è accettabile.
Il Programma Straordinario di Dismissioni Immobiliari, Struttura per la Progettazione, Mobilità verso, ad esempio, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e ladestinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Questi, in aggiunta alla valorizzazione professionale del Personale attualmente in servizio, sono alcuni dei temi da inserire quanto prima in una apposita convocazione che abbia come cornice il Piano Aziendale 2019.
L’Agenzia lasci perdere i tentativi di intestarsi meriti esclusivi di accordi sindacali frutto di lunghe discussioni congiunte e torni piuttosto a discutere di tutela della qualità dell’occupazione e delle professionalità, di salvaguardia del perimetro aziendale e di condizioni di lavoro sostenibili.

Roma, 27 Maggio 2019

Il Coordinamento Nazionale
Fp CGIL Agenzia del demanio

UNA PROPOSTA RAGIONEVOLE

Mercoledì 22 maggio è stato sottoscritto un verbale di intesa che recepisce le richieste delle OO.SS volte a superare i primi problemi emersi dalla riorganizzazione degli Uffici territoriali Atti pubblici, successioni, registro e rimborsi Iva nonché dei servizi estimativi – OMI.
L’Amministrazione ha garantito che il personale che svolge attività in materia registro e rimborsi IVA continuerà a svolgere le stesse attività presso le attuali sedi di servizio, così come ha assicurato per il personale impegnato nelle attività delle Aree Servizi estimativi – OMI, la permanenza nelle attuali sedi.
L’Amministrazione ha altresì condiviso di programmare entro l’anno un confronto tra le Parti al fine di rivalutare il modello qualora siano palesi delle criticità.
Tale risultato è frutto del confronto e delle proposte avanzate al tavolo per cercare di sopperire a un modello di riorganizzazione che non solo rischia di alimentare criticità in ben 72 uffici con ricadute negative sul personale coinvolto, ma che non trova giustificazione nemmeno nella logica del
miglioramento del servizio.
Per quanto riguarda il servizio stime e OMI, si sta delocalizzando un’attività che è legata prettamente al territorio (basti pensare alla Commissione provinciale espropri e alle microzone); di conseguenza il personale che vi lavora deveavere una conoscenza specifica del territorio in cui si lavora.
L’attività estimativa deve essere svolta solamente da quei colleghi che, da anni e in continuo aggiornamento, conoscono il mercato immobiliare di zona.
E’ da tenere in considerazione anche la carenza organica degli Uffici del territorio, dovuta a una scelta miope dell’Agenzia che, a distanza di anni dall’accorpamento Entrate/Territorio, non ha tuttora definito un piano di assunzioni mirato di profili tecnici, necessari al buon funzionamento degli UPT.
In moltissimi uffici infatti i tecnici sono condivisi tra i Servizi Tecnici e Servizi Estimativi. Una delocalizzazione del personale inciderebbe negativamente sull’organizzazione interna degli uffici. Di conseguenza è nell’ordine delle cose che questa attività, in quanto attività tecnica, si rapporti costantemente con iservizi catastali della stessa DP (anch’essi servizi tecnici).
La CGIL ha perciò avanzato la proposta di far confluire l’area dei Servizi estimativi nell’area dei Servizi catastali considerando che entrambi sonoSERVIZI TECNICI.
In questo modo, ogni DP, anche di piccole dimensioni, si potrebbe istituire un’AREA TECNICA alla quale farebbe capo una figura di responsabilità già prevista dal nuovo modello organizzativo.
il verbale sottoscritto tra le OO.SS e l’Amministrazione il 22 maggio lascia aperta la partita.

Apprendiamo perciò con divertito stupore che il risultato ottenuto sarebbe merito di un’organizzazione sindacale non presente all’incontro e che, ormai priva di strategia e di senso del ridicolo, si esibisce nell’ennesima prova di comicità allegando al suo volantino il verbale sottoscritto dalle altre
organizzazione sindacali. La forza del pensiero

FP CGIL Nazionale                                      FP CGIL Nazionale
Elena Ciola                                                 Luciano Boldorini

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