Pubblichiamo il comunicato unitario delle organizzazioni sindacali territoriali Fp Cgil VVF, FNS CISL, UILPA, CONFSAL e USB riguardo la visita del Sottosegretario Sen. Stefano Candiani presso il Comando prevista per il giorno 13 maggio
Pubblichiamo il resoconto dell’incontro tenuto il giorno 09 maggio 2019 con il Direttore della Direzione Centrale dell’Emergenza Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo, riguardo la Circolare di riferimento del settore Cinofili
Pubblichiamo il comunicato unitario territoriale delle OO.SS. Fp Cgil VVF e Cisl VVF, a seguito dell’incontro tenuto con il Prefetto di Salerno Dott. Russo Francesco, sulle problematiche legate alla carenza dei personale
“Grave e incomprensibile il silenzio del Ministero e dei vertici di Agenzia Industrie Difesa in risposta all’allarme lanciato dalla direzione dello Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri e dai sindacati per il sostanziale blocco delle attività produttive dell’ente”. Questo il commento di Fp Cgil, Cisl Fp, Uila Pa e Confsal a proposito della chiusura della locale centrale idroelettrica.
Chiusura decisa per l’assenza delle risorse economiche destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria e la messa in sicurezza e il funzionamento di un impianto, fanno sapere i sindacati, “che negli anni passati ha garantito al Ministero della Difesa un introito di oltre un milione di euro. Eppure continuano a essere negate poche centinaia di migliaia di euro anche per promuovere l’adeguamento dei locali e degli impianti destinati a riprendere l’attività di produzione”.
“Questa decisione pone a forte rischio l’occupazione locale e le prospettive di lavoro in un territorio già pesantemente colpito dalla crisi. Non ci spieghiamo perché con i proventi della vendita dell’energia elettrica prodotta dalla centrale non si scelga di dare impulso alla produzione dello stabilimento, ma al contrario si scelga di disinvestire e di chiudere. Ci aspettiamo risposte, non silenzio”, concludono le sigle sindacali.
Siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto nazionale Opere Valdesi per il triennio giuridico 2017/2019. A darne notizia sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, aggiungendo che: “L’accordo prevede incrementi, a regime, di 75,00 euro sul C2, riparametrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche, il che corrisponde a un incremento percentuale del 5,26%. Le decorrenze degli aumenti sono: 30,00 euro al 1/07/2019, 30,00 euro al 1/11/2019 e 15,00 euro al 1/03/2020. A questo si aggiunge una una-tantum per la frase pregressa 2013/18, pari a 400,00 euro complessivi per tutte le categorie e posizioni economiche, riproporzionati per anzianità e orario di lavoro, che saranno erogati in due rate, il 1 luglio 2019 e il 1 marzo 2020”.
Tra gli elementi che maggiormente valorizzano il nuovo testo contrattuale, aggiungono, “citiamo l’inserimento di nuove tutele per le fasce deboli (congedi, aspettative e permessi), il contingentamento dei rapporti di lavoro precari e atipici, il rafforzamento della contrattazione decentrata, il riconoscimento dei tempi di vestizione in orario di lavoro, l’introduzione della banca delle ore, l’aumento delle maggiorazioni per lavoro supplementare/straordinario e l’aumento delle indennità per lavoro ordinario notturno e festivo. Ora l’ipotesi di accordo dovrà essere sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, da completarsi entro il 14 giugno 2019”, concludono.
L’Amministrazione continua a non dare risposte. La Fp Cgil territoriale e la Segreteria Regionale sollecitano chiarimenti, in merito all’attività di spegnimenti innovativi che verrà svolta nella struttura delle SFO.
Ribadiamo con forza come la Fp Cgil VVF sia convinta che il personale del CNVVF abbia bisogno di formazione adeguata al lavoro che svolge quotidianamente, tutto questo però deve essere eseguito nella massima sicurezza a tutela della salute delle lavoratrici e lavoratori.
Contro un fenomeno, quello delle aggressioni al personale sanitario e non solo, in costante aumento, parte una campagna straordinaria della Fp Cgil di sostegno ai lavoratori per contrastare e gestire il fenomeno. A farlo sapere è la stessa categoria della confederazione di corso d’Italia, nel ricordare, attraverso i numeri dell’Inail, la gravità del fenomeno: “Ogni anno in Italia si contano 1.200 atti di aggressione ai danni dei lavoratori della sanità, nel 70% dei casi le vittime delle aggressioni sono donne”.
I luoghi maggiormente colpiti dalla violenza, ricorda sempre il sindacato, “sono i Pronto soccorsi con 456 aggressioni, seguono i reparti di degenza con 400, gli ambulatori con 320, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura con 72 atti di violenza, le terapie intensive con 62, le aggressioni al 118 sono state 41, 37 invece quelle nell’ambito dell’assistenza domiciliare, 20 nelle case di riposo e, infine, 11 nei penitenziari. Passando alla tipologia di violenza: il 60% sono minacce, il 20% percosse, il 10% violenza a mano armata e il restante 10% vandalismo. Ma chi commette violenza? Il 49% sono i pazienti, il 30% i familiari, l’11% i parenti e un 8% sono gli utenti in generale”.
Alla luce di questi dati, “fenomeno che riguarda tanta parte del mondo del lavoro che rappresentiamo, non solo la sanità ma anche servizi sociali e di accoglienza e integrazione”, la Fp Cgil promuove “un percorso di sostegno ai lavoratori e alle lavoratrice per contrastare e gestire le aggressioni in sanità realizzando, tra l’altro, un vademecum con indicazioni pratiche e di comportamento per poter gestire le aggressioni e un corso Ecm Fad da 15,6 crediti gratuito per gli iscritti ‘Al lavoro sicuri!’.
Parallelamente il sindacato segue l’iter del dll, in discussione al Senato, su ‘Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni’: “Abbiamo elaborato un documento – spiega Barbara Francavilla, segretaria nazionale della Fp Cgil – con alcune proposte di emendamenti aggiuntivi al disegno di legge, fatti propri da alcuni senatori, quali ad esempio: la costituzione di parte civile da parte delle aziende pubbliche e private nei processi di aggressione al personale, la predisposizione di un team con personale dedicato a gestire situazioni critiche e mediazioni dei conflitti, l’installazione di impianti di allarme nei luoghi a rischio più elevato”.
Per queste ragioni, “contro il fenomeno delle aggressioni in continuo aumento nei confronti dei lavoratori, non solo della Sanità ma anche nei servizi sociali, comunali, di accoglienza e integrazione, e che sta assumendo una dimensione preoccupante”, la Fp Cgil, conclude Francavilla, “mette in campo quindi una strategia più organica con l’assunzione di iniziative per la riduzione del rischio clinico, l’umanizzazione delle cure, il benessere organizzativo delle strutture sanitarie sia pubbliche che private”.
“Illogico, perché inserito in un provvedimento che parla di tutt’altro. Sbagliato, perché criminalizza i dipendenti compromettendo il rapporto pedagogico”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta l’emendamento al decreto Sblocca Cantieri che prevede l’istituzione di un fondo per telecamere negli asili e nelle strutture socio sanitarie e assistenziali per anziani e disabili.
Una proposta, sottolinea il sindacato, “demagogica e di pura propaganda: si individuano risorse per le telecamere mentre, allo stesso tempo, si operano ingen ti tagli ai servizi in tanti comuni, risparmiando sul costo del lavoro. Come abbiamo avuto modo di dimostrare in un nostro rapporto, esplodono le malattie professionali e peggiorano progressivamente le condizioni di lavoro. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia riscontra la presenza di gravi problemi fisici. Invece di alimentare la propaganda, bisognerebbe occuparsi delle condizioni di chi lavora, mettendo in campo azioni concrete per prevenire i danni al personale”, conclude la Fp Cgil.
Nuovo report sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Mercoledì 15 maggio a Roma si terrà la presentazione del secondo report della Fp Cgil, dopo il primo illustrato lo scorso anno, curato da Crea Sanità e in collaborazione con la Fondazione Luoghi Comuni. Il rapporto, dal titolo ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali’, sarà presentato presso la sede della Cgil Nazionale in corso d’Italia 25 dalle ore 10 alle ore 13.
Una fotografia delle condizioni delle prestazioni sanitarie in Italia, tra liste d’attesa e costi, tra pubblico e privato. Interverranno il professore Federico Spandonaro (Università di Tor Vergata e Presidente Crea Sanità), la professoressa Carla Collicelli (Ricercatrice Senior Associata CnrR Itb), Sergio Venturi (Assessore alla Sanità Regione Emilia-Romagna), Valeria Fava (Cittadinanza Attiva e Responsabile osservatorio civico sul federalismo in sanità), Stefano Cecconi (Responsabile Salute e Area Welfare Cgil nazionale) e, infine, Serena Sorrentino (Segretaria Generale Fp Cgil nazionale). Dunque, appuntamento mercoledì 15 maggio a Roma, in Corso d’Italia 25.
Solidaridad a Miguel Roldán, el bombero de la municipalidad de Sevilla bajo investigación en Italia por haber participado al salvamento de algunas personas en el Mediterraneo, delante de la costa de Libia, en aguas internacionales. La Fp Cgil de los Bomberos reconoce ell gesto de grande solidaridad; una vida no tiene precio, lo apoyamos y le agradecemos, estamos a su lado.
Solidarietà a Miguel Roldán, il vigile del fuoco del comune di Siviglia sotto indagine in Italia per aver partecipato al salvataggio di alcune persone nel Mar Mediterraneo, di fronte alle coste Libiche, in acque internazionali. La Fp Cgil Vigili del Fuoco riconosce nel gesto grande solidarietà; una vita salvata non ha prezzo, a lui la nostra vicinanza, il nostro sostegno, il nostro ringraziamento.
#UniciNellaTutela
#CiSiamo
Svolgono una professione che le gratifica molto ma che le porta a passare diverse ore con i bambini in braccio o a inginocchiarsi a terra, devono costantemente relazionarsi con le figure genitoriali, a volte con il rischio di sfociare in un conflitto. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia – maestre, educatrici, operatrici, addette alla cucina e personale ausiliario – riscontra la presenza di problemi fisici alla schiena e ha vissuto aggressioni verbali ai loro danni nella relazione con i genitori dei bambini. È quanto emerge da ‘Abbi cura di te’, una ricerca di Fp Cgil e Inca Cgil in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio sulle condizioni di lavoro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, basata su un’indagine svolta su un campione di oltre 600 lavoratori, per il 97% donne.
Parliamo di educatrici (65%), maestre (11%), operatrici (12%), addette alla cucina (7%) e il restante personale ausiliario. Ciò che è emerso con chiarezza è la presenza di disturbi che interessano l’apparato muscolo-scheletrico per la peculiarità degli sforzi fisici cui sono sottoposte le lavoratrici. Infatti, oltre il 40% soffre di lombalgia acuta e dichiara di passare un quarto del tempo di lavoro con bambini in braccio, in ginocchio o a terra. Insieme ai problemi di schiena, quasi il 60% delle lavoratrici lamenta una riduzione sostanziale dell’udito e il costante contatto con i bambini gli provoca raffreddori durante tutto l’anno. Ma per quanto riguarda la salute del personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, non si limitano ad esserci rischi esclusivamente fisici.
Un altro ambito rilevante è quello dei rischi psico-sociali che la professione porta con sé. Le lavoratrici, infatti, sono esposte a un elevato numero di rischi psico-sociali che provocano la riduzione dell’energia, una fatica profonda e disturbi del sonno che colpiscono più della metà del campione. Vi è poi il problema della relazione con i genitori dei bambini. Le educatrici e le maestre sono maggiormente a contatto con i genitori o i responsabili dei bambini che, nel 52% dei casi per le maestre, porta ad aggressioni verbali ai danni delle lavoratrici. Nonostante questo, quasi l’85% delle lavoratrici del settore si dichiara soddisfatta o molto soddisfatta del proprio lavoro.
“Il lavoro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia può essere molto complesso e gratificante al tempo stesso. Nonostante le difficili condizioni di lavoro, non stupisce che la maggior parte delle lavoratrici si ritenga soddisfatta di poter svolgere queste professioni (circa l’85%). D’altra parte, l’indagine ci restituisce una descrizione piuttosto critica delle condizioni di lavoro e di salute cui queste lavoratrici sono sottoposte. È dunque necessario, una volta comprese le criticità del settore, elaborare dei percorsi di tutela delle lavoratrici, sia livello individuale che collettivo che comprendano nuove assunzioni allo scopo, tra gli altri, di suddividere i carichi di lavoro oltre che per rispettare il rapporto numerico insegnante-bambino, prevedere percorsi di pensionamento specifici per la professione, contrastando la tendenza di tante amministrazioni a risparmiare sul costo del lavoro.”, fanno sapere Fp e Inca Cgil.