Pubblichiamo l’atto stragiudiziale di intimazione diffida e contestuale messa in mora.
ARRIVATA LA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI SUI LAVORI INSALUBRI:
L’AMMINISTRAZIONE SENZA ALIBI E GRANDE VITTORIA DELLA CGIL.
e’ proprio di ieri mattina la notizia dell’attesa conclusione dell’iter giudiziario davanti alla Corte dei Conti relativo al riconoscimento dei benefici previdenziali, per alcune categorie di lavoratori, derivanti dall’esposizione alle sostanze insalubri. Una notizia che ci riempie di gioia: sono 7 anni che portiamo avanti questa vertenza, dovuta ad un incomprensibile atteggiamento dell’amministrazione, che prima ha negato il diritto a tutti i lavoratori non in possesso della qualifica operaia, in seguito ha prodotto comportamenti contraddittori , con una applicazione disomogenea sul territorio, infine ha preferito attendere l’esito della vertenza giudiziale davanti ai giudici producendo istanza di appello, a tempo scaduto, avverso la sentenza di primo grado.
Vale la pena di sottolineare che la sentenza di appello rigetta il ricorso dell’Amministrazione perché presentato oltre i termini di legge: ovvero abbiamo atteso una sentenza prevedibile, perdendo tempo inutilmente senza considerare che il merito riguardava la necessità di tutela della salute dei propri lavoratori. Non ci pare che in questa vicenda si possa parlare di comportamenti coerenti e responsabili.
Ebbene: la partita è stata vinta definitivamente e l’Amministrazione ci ha sempre detto che avrebbe atteso la sentenza di appello prima di emanare una Circolare che riconosca il beneficio a tutti i lavoratori interessati, ovvero restauratori, fotografi e operatori subacquei.
Adesso non ci sono più alibi, anche alla luce degli impegni assunti direttamente dal Segretario Generale nel corso dell’ultimo incontro. Invieremo allo stesso Segretario Generale copia della sentenza e l’invito a procedere velocemente: troppe istanze sono ferme negli Uffici periferici e vanno sbloccate immediatamente.
La conclusione di questa vicenda assume anche ulteriori risvolti dal grande significato politico
e pone una esigenza ineludibile:
il dato politico è che si rovescia una visione antica e già superata dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro. In sostanza non è l’appartenenza a questa o quella qualifica professionale a determinare il diritto al riconoscimento previdenziale, ma lo stesso deriva dalla concreta condizione di lavoro e quindi dal grado e dalla periodicità di esposizione alle sostanze riconosciute insalubri. Un principio che adesso si può estendere a tutte le categorie dei lavoratori interessati e può diventare elemento rivendicativo generale ad esempio per la categoria dei restauratori, ma anche di tutti coloro che nel corso della propria vita lavorativa vengono a contatto con le sostanze che la norma definisce insalubri.
La norma: siamo in presenza di una obsolescenza normativa in materia che non è più giustificabile:
le sostanze insalubri sono ancora quelle contenute in un decreto luogotenenziale del 1919, con solo un aggiornamento intervenuto nel lontano 1975, con il DPR 146/75.
E le modalità rivendicative sono ancora riferibili al possesso del libretto di rischio, come è noto abolito da circa 20 anni. Quindi la materia necessita di una revisione giuridica sia dal punto di vista della identificazione delle sostanze insalubri che nelle prassi di riconoscimento del beneficio.
Per quanto riguarda le istanze di riconoscimento, per coloro che non l’avessero ancora avanzata, ribadiamo che deve essere concretamente dimostrata l’esposizione alle sostanze insalubri e che il mancato reperimento del libretto di rischio può essere sostituito a nostro avviso anche con altra documentazione utile, comprese le dichiarazioni dei dirigenti.
Per i periodi successivi all’abolizione del libretto di rischio si deve fare riferimento alla cartella di rischio individuale , avendo cura di verificare che l’esposizione alle sostanze insalubri venga adeguatamente inserita in detta cartella da parte del medico competente. In ogni caso restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e per ogni supporto.
Intanto registriamo la nostra legittima soddisfazione: ringraziamo il compagno avvocato Montaldo che ha seguito con passione e competenza questa vertenza ed il gruppo di lavoratrici e lavoratori in pensione che si è ”sacrificato” per la causa.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Tutti i documenti del Congresso:
Per rivivere i momenti della quattro giorni dai un’occhiata ai nostri canali:
Materiali:
Interventi:
Articoli:
Artt. 17 e 18 CCNI fumata nera… e prosegue il “braccio di ferro” sulle rivendicazioni per un salario accessorioadeguato agli elevati carichi di lavoro!
A distanza di oltre due settimane siamo stati nuovamente convocati dall’Agenzia, in data odierna, sulla definizione dei criteri di selezione e di finanziamento delle Posizioni Organizzative e degli Incarichi di Responsabilità (artt. 17 e 18 CCNI).
Nessun passo avanti sul fronte del loro finanziamento, sia sotto il profilo della “quantità” delle risorse necessarie a finanziare le circa 3.500 posizioni complessive sia sull’esigenza o meno che queste risorse abbiano natura c.d. “certa e stabile”.
L’Agenzia ha comunque prodotto dei documenti con le sue proposte inerenti i possibili criteri di selezione e la rispettiva remunerazione delle singole figure.
In merito al primo aspetto inerente ai criteri di selezione, sin da subito, abbiamo espresso forti perplessità sul alcune proposte dell’Agenzia quali, ad esempio, la modalità di riconoscimento degli anni di servizio nell’ambito delle specifiche famiglie professionali attinenti alla posizione per cui si concorre e, soprattutto, la previsione di range di valutazione previsti dalla graduatoria finale entro cui l’amministrazione potrebbe scegliere a “discrezione” e a prescindere dal punteggio finale ottenuto dai candidati. Proposta, quest’ultima, immediatamente rispedita al mittente!
Con riferimento alla proposta che l’Agenzia ha fatto in merito alla specifica remunerazione delle singole figure (artt. 17 e 18) abbiamo evidenziato la irrisorietà del riconoscimento delle indennità rispetto alla responsabilità professionale, alle attività di coordinamento, ecc. a cui sono chiamate tali figure; soprattutto in ragione del prossimo contesto organizzativo in cui il massiccio declassamento di posizioni dirigenziali determinerà un inevitabile slittamento “a valle” delle responsabilità professionali.
La richiesta di parte sindacale (senza se e senza ma) è stata duplice e relativa alla necessità di un significativo incremento dell’indennità e che a tale significativo incremento sia a totale carico dell’Agenzia e ad una necessaria rivisitazione dell’istituto nel suo complesso all’interno del nuovo Contratto integrativo o con accordo specifico.
L’incontro di oggi è stata anche l’occasione per ribadire con forza la necessità che la vertenza a favore dei lavoratori del fisco, attivata dalle scriventi OO.SS. e relativa alla necessità di recuperare risorse sottratte ai lavoratori, evitare i continui tagli del salario accessorio ed i conseguenti ritardi nell’erogazione, portare a compimento nel 2019 l’operazione per la progressione economica di tutto il personale, a fronte delle mancate risposte pervenute dall’Autorità Politica e dalla stessa Agenzia, non potrà che passare alla concreta mobilitazione del personale.
Non è stato infatti ancora possibile definire l’accordo per l’acconto sulle risorse del 2018 (e siamo a fine 2018…) e nonostante le assicurazioni fornite nel corso della riunione sulle Convenzioni non è ancora concluso l’iter per la sottoscrizione da parte del Ministro del c.d. decreto ex comma 165 relativo all’annualità 2017.
Permangono, inoltre, difficoltà di definizione dell’accordo sul FUA 2016 dove pesa ancora l’assenza di risorse aggiuntive a suo tempo promesse dall’Agenzia per il pagamento della Voluntary Disclosure . Insomma, l’Agenzia insiste nel pagamento della V.D. ma attraverso “l’autotassazione” di tutti i colleghi….
Il confronto non facile con l’Agenzia proseguirà serrato e chiediamo che, in un momento particolarmente delicato per l’amministrazione ed i suoi lavoratori, sia il Direttore Generale ad assumersi direttamente al tavolo di trattativa la responsabilità di alcune importanti scelte a cui è chiamata l’Agenzia in risposta alle nostre rivendicazioni.
Nel caso ciò non avvenisse nelle prossime ore adotteremo tutte le necessarie iniziative di mobilitazione e di lotta.
Roma, 3 dicembre 2018
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Cefalo/Patricelli
Pubblichiamo il contratto collettivo 2018
LE INDENNITA’ DI AMMINISTRAZIONE DEL MEF
Il tema riguarda la “equiparazione” delle indennità tra i lavoratori del MEF. Nel nostro Ministero abbiamo diverse indennità di amministrazione; in particolare, l’indennità che percepiscono i colleghi delle Commissioni Tributarie (pari a quella che si percepisce al Ministero della Giustizia) è più alta rispetto a quella percepita dagli altri colleghi. Tale indennità è giustamente percepita dai colleghi delle CCTT per la particolarità del lavoro svolto e scaturisce da una norma (art. 33 D.lgs 545/92). Al fine di poter equiparare le indennità, spinti anche dalle richieste che ci arrivavano dai colleghi, seppur coscienti delle difficoltà giuridiche ed economiche che si dovevano affrontare, abbiamo subito chiesto a chi di competenza di provvedere. Una volta incassata la volontà politica e amministrativa a farlo, la nostra richiesta si è trasformata in una opportunità concreta e fattibile. Questa è la strada da seguire! Ognuno è libero di intraprendere le iniziative che ritiene più opportune per raggiungere il proprio intendimento, tuttavia riteniamo sia necessario ricordare alcuni aspetti. Se fosse, come sostiene qualcuno, un diritto, visto che l’Amministrazione, la Politica e i Sindacati sono favorevoli, non avremmo dovuto avere alcun problema. Perché allora non abbiamo la perequazione? E che bisogno abbiamo di un ricorso? Contro chi? Il Capo Dipartimento più volte ci ha detto che sta lavorando per l’equiparazione attraverso una proposta emendativa. Siamo soddisfatti di tale impegno ma chiediamo ora all’Amministrazione di farci sapere quale è l’iter che sta portando avanti per ottenerla (come intende superare le difficoltà normative) e a che punto siamo concretamente.
FP CGIL CISL FP UIL PA
A. Fimiani W. De Caro A.G. Bordini
Il Coordinamento Nazionale Fp Cgil VVF augura una buona Santa Barbara 2018 a tutte le lavoratrici e i lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Pubblichiamo condividendone i contenuti, la nota inviata ai vertici del Corpo dal Coordinamento Fp Cgil VVF Veneto, dove si evidenzia, ancora una volta l’importanza e la necessità di dotare il personale del C.N.VV.F. di strumenti assicurativi certi, come l’ INAIL, la quale assicura l’infortunato dando sia le cure che il giusto riconoscimento.
Un processo di stabilizzazione sbagliato, poco trasparente, che non risponde alle esigenze del Corpo e degli operatori del soccorso.
Questo è stato il c.d. “Decreto FIANO” e per questo la Fp Cgil VVF Veneto, con la nota che pubblichiamo, chiede l’accesso agli atti formale sia rispetto alla graduatoria utilizzata per i richiami sia rispetto al numero di giorni lavoro pro capite assegnati negli ultimi 3 anni rilevabili a consuntivo (anni 2016/2017/2018), oltre ad una proiezione per l’anno in corso.
Al Presidente della Corte dei conti
Al Segretario generale
Al Vice Segretario generale
e, p.c.
Al Servizio Relazioni Sindacali
LORO SEDI
Oggetto: Contrattazione FRD 2018 – PEO 2018 – Sussidi
Le scriventi OO.SS. ritengono non più procrastinabili i termini per addivenire alla definizione dell’Ipotesi di Accordo per la ripartizione del Fondo risorse decentrate 2018 (FRD 2018), nonché dell’Ipotesi di Accordo per le Progressioni economiche orizzontali (PEO 2018), in favore delle Lavoratrici e dei Lavoratori della Corte dei conti.
A tal riguardo, si trasmettono le Piattaforme Unitarie Sindacali relative alle citate Ipotesi di Accordo, al fine di riprendere con urgenza le trattative interrotte a seguito dell’indizione dello stato di agitazione del Personale.
Inoltre, con riferimento alle provvidenze in favore del Personale Amministrativo, le scriventi ribadiscono il rispetto dell’allegata Ipotesi di Accordo sui Sussidi, sottoscritta in data 6 agosto 2018, ai sensi dell’art. 80 del CCNL Funzioni Centrali 2016-2018, il ritiro della circolare n. 51 del 15/11/2018 e dell’atto generale di indirizzo n. 28 del 12/11/2018, al fine di tutelare le legittime aspettative dei dipendenti e soprattutto di quelli più bisognosi.
Pertanto, per tutto quanto suesposto, si chiede la ripresa immediata della Contrattazione.
In assenza di un concreto riscontro da parte di codesto Istituto, le scriventi OO.SS. si riservano di adottare ulteriori iniziative di mobilitazione volte a garantire il rispetto dei diritti fondamentali tutelati dall’Ordinamento vigente.
Cordiali saluti.
Roma, 30 novembre 2018
FPCGIL CISLFP UILPA CONFSAL/UNSA FLP CONFINTESAFP
Di Folco Guarente Amidani Cafiero Benedetti Stefanangeli