Al Direttore INL
Dott. Leonardo Alestra
Gentile Direttore,
A due mesi circa dal Suo insediamento, desideriamo, anzitutto, comunicarLe di aver accolto con
favore la rinnovata strategia comunicativa dell’Ente, necessaria non solo per far conoscere la
delicatezza delle funzioni svolte negli Uffici di tutta Italia, ma anche in relazione a campagne
mediatiche che rischiano di pregiudicare il ruolo dell’INL.
Tuttavia, per attuare una vera e propria inversione di tendenza, riteniamo necessario
rappresentarLe l’urgenza di alcuni interventi che rappresenterebbero un vero cambio di passo.
Chiediamo, quindi, un Suo intervento immediato per accelerare i tempi di erogazione del FUA 2017
– sottoposto agli organi di controllo –, nonché per la questione del D.M. Incentivi ispettori; il
personale dell’INL è continuamente svilito da questi ritardi nell’erogazione delle già esigue
prestazioni premianti e questa inerzia rischia di comportare demotivazione, a fronte di richieste di
prestazioni sempre più professionali e pressanti.
Auspichiamo, poi, che la proposta dell’Amministrazione in merito al primo Contratto Collettivo
Integrativo dell’INL (nella sua parte normativa ed economica) possa andare in una nuova direzione
rispetto al passato, utilizzando appieno le novità presenti nel nuovo CCNL delle Funzioni Centrali e
le potenzialità insite nella circostanza di essere diventati, ora, una Agenzia. Il nostro obiettivo, poi,
è avviare e chiudere la contrattazione integrativa entro il primo trimestre di ciascun anno, così che i
lavoratori conoscano per tempo gli obiettivi assegnati e le relative risorse.
Si rende necessario, inoltre, il superamento del lavoro per adempimenti, andando verso un
lavoro per obiettivi; pertanto, l’orario di lavoro del personale deve essere improntato a questo,
anche impiegando strumenti quali lo smart-working e il telelavoro – che vanno in tale direzione – e
intervenendo su applicativi informatici come “Oracle”, che non appaiono affatto tarati sulle
esigenze dell’INL, rallentando l’attività anziché snellirla.
Sin dalla costituzione del nuovo soggetto abbiamo sostenuto che la formazione del personale sia
una delle leve strategiche da utilizzare per imprimere un reale cambiamento. In tal senso,
abbiamo appreso con rammarico, nei giorni scorsi, mediante una lettera – destinata a tutte le
OO.SS. – da parte di decine di colleghi, che la formazione dell’Area Legale e Contenzioso è stata
strutturata per i soli capiarea, senza alcuna possibilità per tutti i funzionari inseriti in tale settore.
Ebbene, noi chiediamo che nel 2019 tutto ciò non abbia a ripetersi e che – così come
l’Amministrazione si era impegnata – via siano uno stanziamento di risorse e un Piano della
Formazione adeguati, in cui tutti i lavoratori siano destinatari di interventi formativi, ognuno per le
sue professionalità e competenze, anche impiegando i moderni strumenti che la tecnologia mette
a disposizione.
Sappiamo che in questi giorni Lei è sui territori, per avviare un percorso di conoscenza diretta delle
varie realtà degli Uffici che compongono l’INL. Siamo sicuri che incontrerà colleghi e colleghe che,
nonostante le tante difficoltà, portano avanti con senso del dovere il proprio ruolo istituzionale.
Le lavoratrici e i lavoratori dell’INL che avrà di fronte a sé aspettano da oltre due anni che vi siano
tangibili segni di cambiamento: strutturale, organizzativo, culturale ed economico.
E’ giunto il momento di passare ai fatti.
Cordialmente.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Pubblichiamo la comunicazione/informativa inviata dalla Direzione Centrale Risorse Finanziarie riguardo l’applicazione accordi sindacali sulla valorizzazione delle peculiari condizioni di impiego –
Importi a titolo di Una Tantum (annualità 2017) ex art.5 comma 1 d.P.R. n.47/2018 e art.
4, comma 1 d.P.R. n. 48/2018-
Prof. Giovanni Tria
Ministro dell’Economia e delle Finanze
e p.c.
Prof.ssa Fabrizia Lapecorella
Direttore Generale delle Finanze
Ministero dell’Economia e delle Finanze
Dott. Antonino Maggiore
Direttore della Agenzia delle Entrate
Dott. Benedetto Mineo
Direttore della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Egregio Signor Ministro,
la scorsa settimana, presso il Dipartimento delle Finanze, si è tenuto un incontro con le scriventi OO.SS. Nazionali per il previsto esame delle Convenzioni triennali per gli esercizi 2018/2020 che la S.V. dovrà firmare con i Direttori delle Agenzie Fiscali Entrate e Dogane.
Un incontro assolutamente “fuori tempo massimo” rispetto agli obiettivi già assegnati agli uffici ad inizio 2018. Un ritardo, non giustificato dai recenti avvicendamenti al Vertice delle Agenzie che ha, però, impedito alle scriventi l’esercizio delle proprie prerogative in tema di ricadute sul personale dei carichi di lavoro assegnati alle Agenzie Fiscali.
Per l’anno 2019, peraltro, una serie di provvedimenti contenuti nel cosiddetto “DL Fisco” quali, ad esempio, la “pace fiscale” nonché gli effetti della cosiddetta “Brexit”, comporteranno l’ennesimo incremento dei carichi di lavoro per i dipendenti delle Agenzie Fiscali.
Le scriventi, anche per tali motivazioni, ritengono che l’esame delle Convenzioni debba, dal 2019, recuperare i termini per la stipula in grado di garantire la corretta attuazione degli obbiettivi strategici assegnati alle agenzie.
Le scriventi inoltre rappresentano che quanto contenuto nel decreto legislativo 157/2015 – dove è prevista l’unificazione del cosiddetto “comma 165” con la Quota incentivante in ragione del grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati alle Agenzie dalla S.V. – è, ad anni di distanza, ancora inapplicato per presunte difficoltà del Dipartimento delle Finanze a monitorare il maggior incremento di entrate tributari e derivanti dall’adempimento spontaneo del contribuente. Questa circostanza arreca un notevole danno al personale delle Agenzie dal momento che, all’attualità, permangono tutte le incertezze temporali relative all’erogazione materiale degli incentivi rispetto alle prestazioni rese.
Ma a questa condizione già di per sé inaccettabile occorre aggiungere il fatto che, come certamente noto alla S.V., gli effetti del combinato disposto delle leggi 147/2013 art.1 comma 456 e 208/2015 art.1 comma 236, comportano un insostenibile taglio ai Fondi per l’incentivazione del personale dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane, riducendo – paradossalmente e drasticamente – le risorse che la S.V., con proprio decreto, ai sensi della legge 350/2003 art.3 comma 165 destina al personale delle Agenzie Fiscali cui sono affidati compiti vitali per il funzionamento del sistema Paese.
Le scriventi non chiedono “più soldi” ma che almeno si agisca per arginare la continua “emorragia” di risorse sottratte al personale e al funzionamento della macchina del fisco solo in ossequio alle contingenze annuali di finanza pubblica, considerato che le Agenzie Fiscali assicurano al Bilancio dello Stato circa l’80% delle entrate tributarie ed extra tributarie e che ora dovranno garantire l’efficacia delle nuove norme fiscali contenute nel richiamato decreto fisco, in corso di conversione.
In sostanza, da un lato si chiede al personale delle Agenzie Fiscali un impegno sempre più intenso nel perseguire la propria missione ma, dall’altro, si continuano a tagliare risorse già messe a disposizione e stanziate dal Governo per il funzionamento della macchina del fisco in funzione dei risultati ottenuti.
Le scriventi, pertanto, chiedono un autorevole intervento della S.V. finalizzato a rendere finalmente operativo il disposto del D. Lgs. 157/2015 ed il “via libera” da parte della Ragioneria Generale dello Stato alla estrapolazione delle risorse di cui al “comma 165” dai Fondi per l’incentivazione del personale delle Agenzie Fiscali, così come già avviene, del resto, per il personale del dicastero diretto dalla S.V.
Le Scriventi, inoltre, tengono a ribadire che il costo del personale delle Agenzie e la loro incentivazione non è semplicemente una spesa necessaria ma è, in sé, un investimento produttivo, destinato a generare molte più risorse finanziarie di quante non ne consumi, grazie all’incremento del gettito fiscale che tutti i dipendenti assicurano. I 5 miliardi di euro incassati dall’Erario con la lavorazione della “Voluntary” ne sono solo un recente esempio.
Per tutti i motivi suesposti, ed allo scopo di rappresentarLe le ulteriori gravi urgenze che, a distanza ormai di circa 20 anni dall’istituzione delle Agenzie fiscali, rendono sempre più difficile e complessa l’azione delle lavoratrici e dei lavoratori, le scriventi OO.SS.
Nazionali rappresentative del personale del fisco chiedono un urgente incontro con la S.V. chiarendo che, in assenza di riscontro, saranno assunte tutte le iniziative di mobilitazione dei lavoratori anche attraverso una prima manifestazione che si terrà nei primi giorni del prossimo mese di dicembre.
Distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Cefalo
Iervolino Fanfani Procopio Vitiello/ Veltri Patricelli
Pubblichiamo La lettera Unitaria e la Piattaforma PEO 2018 e Contrattazione.
Al fine di garantire corrette relazioni sindacali le scriventi OO.SS. rammentano che le contrattazioni, i confronti e le informative, ai sensi delle vigenti disposizioni contrattuali devono essere inviate, oltre che alla RSU, alle federazioni territoriali di categoria.
La precisazione è dovuta in quanto nei giorni scorsi presso la DG per un’informativa riguardante il servizio mensa, sono state convocate esclusivamente le RSU.
Ritengono, quindi, vada ripetuta l’informativa ed evitati simili errori per il futuro e, in tal senso, attendono sollecito riscontro.
Assolutamente disdicevole, invece, è la già più volte denunciata irriguardosa tendenza ad inviare note informative alle strutture su tematiche spesso scaturenti da iniziative o richieste delle scriventi come nel caso dell’allegata nota.
In merito a quest’ultima, peraltro, si chiede un immediato confronto in quanto, ad avviso delle scriventi, risulta essere in contrasto con precedenti note di istruzioni diramate sull’argomento.
Roma, 13.11.2018
FP CGIL CISL FP UILPA CONFINTESA FP
(Oberosler) (Molinari) (Di Cristo) (Savarese)
Egregio Ministro, Gentile Vice Ministro
come, certamente, le SS.LL. ricorderanno, da oltre otto mesi l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è priva della figura di vertice a seguito delle dimissioni a suo tempo presentate dalla precedente Direttrice.
Pur se in questo lungo periodo l’impegno del personale tutto, della dirigenza e del Direttore ff hanno consentito il proseguimento della corrente attività dell’Agenzia, non sfuggirà che l’ulteriore protrarsi della situazione rappresentata rischia, però, di produrre gravi ricadute negative sulla operatività e sulla efficienza della struttura, ciò anche alla luce dell’imminente rinnovo della Convenzione triennale.
Per quanto sopra, senza entrare nel merito delle procedure già poste in essere, le scriventi OO.SS. ritengono di dover richiamare l’attenzione sull’esigenza di pervenire, in tempi rapidi, alla nomina del nuovo Direttore.
Cordiali saluti
FP CGIL FP CISL UIL PA
Giulietta Oberosler Antonio Fanfani Enrico Matteo Ponti
Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale delle Risorse Umane, con la disponibilità di sedi per il personale nella qualifica Vigili del Fuoco non specialista.
Pubblichiamo il documento di analisi n.7 “Terremoti” dell’Ufficio Valutazione Impatto del Senato della Repubblica
Pubblichiamo il decreto a firma del Capo Dipartimento riguardante la graduatoria finale del concorso pubblico, per titoli ed esami, a 250 posti nella qualifica di vigile del fuoco del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e i relativi allegati menzionati
CHIARIMENTI E INDICAZIONI SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE
Considerate le numerose segnalazioni che ci sono pervenute in relazione alla pubblicazione delle
graduatorie relative alle progressioni economiche, nonché ad alcune polemiche strumentali attizzate
su questo tema, riteniamo utile fornire alcuni chiarimenti ed anche alcune concrete indicazioni
per coloro che ritengono di avere rilevato errori nella verifica della propria posizione in graduatoria.
Va precisato preliminarmente che le regole che ormai uniformano questi processi prevedono
nell’ordine: che le selezioni possano riguardare annualmente il limite massimo del 50% del personale
appartenente alle varie posizioni economiche calcolato sulla platea dei potenziali beneficiari,
che l’accordo non può avere che un vigenza annuale e non possa prevedere uno scorrimento degli
idonei, ma deve rispettare il numero delle posizioni messe a bando dall’accordo originario, che
l’accordo termina i suoi effetti nell’anno di riferimento e, se questo non è possibile, la decorrenza
del beneficio muta e si rinvia al primo gennaio dell’anno in cui effettivamente si svolgono le selezioni.
Inoltre va sempre ricordato che le progressioni economiche sono finanziate dal FUA nella sua
parte fissa e non variabile, e pertanto ogni accordo comporta un accantonamento di risorse, che
vengono trasferite al capitolo degli stipendi per poi riconfluire nel fondo solo all’atto della cessazione
dal servizio del dipendente che ne ha beneficiato. A questo poi si devono aggiungere tutta una
serie di regole e regolette imposte dagli organi di controllo che fanno diventare questi percorsi una
vera e propria corsa ad ostacoli.
In questo contesto in questo Ministero si è prodotto un accordo che riguarda complessivamente
9814 lavoratori di tutti i Dipartimenti e che ha prodotto le graduatorie in questione. E’ un accordo
che recepisce tutte le istanze dei lavoratori? Certamente no. Tant’è che si sta procedendo a stipulare
un nuovo accordo che prevede per il nuovo anno un ulteriore step di progressioni economiche
con previsione di emanazione di un nuovo bando entro la fine di quest’anno come abbiamo scritto
a seguito dei più recenti incontri con l’Amministrazione. Sarà anche questo risolutivo? Certamente
no. Noi pensiamo infatti ad un impegno pluriennale che determini una programmazione che consenta
a tutto il personale di poter fruire di un avanzamento economico. Queste sono le regole attuali
e le stesse sono dettate dagli organi di controllo (MEF e Funzione Pubblica) che dispongono
di un potente strumento normativo di tremontiana memoria (il D. Lgs. 123/2011) che gli permette di
entrare nel merito degli accordi imponendone la scrittura secondo i propri orientamenti, di bloccarne
eventualmente gli effetti, di rinviare ad libitum i tempi di certificazione. A questo si sta tentando
di porre rimedio, ad esempio con l’art. 8 del nuovo CCNL, che disciplina tempi diversi e molto più
ristretti per la produzione di eventuali rilievi e la successiva certificazione.
Chiarito doverosamente quanto sopra riteniamo utile fornire alcune indicazioni valide per coloro
che, nella verifica della propria posizione, hanno riscontrato errori ed omissioni tali da inficiare la
possibilità di vedersi riconosciuto l’avanzamento economico.
Preliminarmente ricordiamo che l’eventuale contenzioso su questa materia è di competenza del
giudice ordinario e non del giudice amministrativo. Pertanto, considerato che i tempi di prescrizione
sono ordinari (5 anni), in questa fase consigliamo ai lavoratori di presentare semplici istanze, da inviare ai sensi della legge 241/90, con le quali chiedere formali chiarimenti in ordine a quanto rilevato e a procedere alle eventuale rettifica della propria posizione in graduatoria, indirizzandole alla DG del personale nella persona del Direttore Generale dr.ssa Fabbrini, e del presidente della Commissione esaminatrice. Gli indirizzi mail utilizzabili sono quelli indicati nel sito istituzionale del ministero e sono la PEC della DG del personale – dgpersonale.dog@giustiziacert.it, e quella dell’ufficio III concorsi – uff3.dgpersonale.dog@giustiziacert.it. Possono essere utilizzati anche gli indirizzi ordinari, ma noi consigliamo di utilizzare la posta certificata. Nel caso in cui l’evidenza dell’errore risulta incontrovertibile si può procedere direttamente all’accesso agli atti, accesso che è comunque possibile chiedere da subito. Solo all’esito di questa procedura, ed in base alle risultanze della stessa, nel caso non produca rettifiche, è consigliabile avviare un’azione legale e a tal riguardo noi ricordiamo che le consulenze legali per gli iscritti alla FP CGIL sono gratuite e gli eventuali e comunque sempre contenuti costi sono quantificabili solo in relazione al concreto avvio della vertenza legale. In allegato trasmettiamo copia di istanza da utilizzare come modello.
Per tale motivo invitiamo le nostre strutture territoriali ad offrire il necessario supporto ai lavoratori
che lo richiedano e noi restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
LETTERA DELL’AMMINISTRAZIONE SUI LAVORATORI PRECARI
Ci è pervenuta in questi giorni una risposta dell’Amministrazione rispetto a due tematiche che abbiamo sollevato e che riguardano il fenomeno del precariato presente nei nostri cicli lavorativi.
La prima risposta, purtroppo negativa, riguarda una segnalazione che noi abbiamo fatto relativamente ad un avviso pubblico relativo alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili (10) in servizio presso alcuni Uffici Giudiziari di Napoli, provenienti dal bacino regionale relativo a questi lavoratori.
L’avviso pubblico riguardava una manifestazione di interesse ad avviare un processo di stabilizzazione, per il quale la Regione contribuisce con una quota parte del costo del lavoro annuo per un massimo di quattro anni. Il Ministero ci ha risposto che a loro avviso loro non sono soggetti previsti nell’ambito di questo bando. Noi al riguardo abbiamo dei dubbi, in quanto il bando si rivolge alle pubbliche amministrazioni che sul territorio impiegano lavoratori socialmente utili. Purtroppo il bando è scaduto il 12 novembre scorso: rimane a nostro avviso la necessità che questi lavoratori vengano ugualmente inseriti nei programmi regionali e su questo concorderemo una linea d’azione con le strutture confederali e di categoria che hanno trattato la materia.
Invece va approfondita attentamente la seconda parte della lettera, inviata in riscontro ad una nostra
sollecitazione alla convocazione di una riunione specifica, relativa agli sbocchi assunzionali del personale cosiddetto tirocinante nella quale in modo chiaro l’Amministrazione delinea un ulteriore percorso, in sostanza confermando quanto già ci era stato detto dal Sottosegretario Ferraresi nella riunione dell’undici ottobre scorso. Ovvero che alla programmata assunzione di 300 lavoratori, per la quale sono già disponibili le risorse, se ne aggiungeranno altre tramite la programmazione definita nel ddl stabilità per il 2019 (2000 assunzioni complessive in seconda area), finanziata con risorse aggiuntive rispetto a quelle provenienti dal turnover ordinario, le cui disponibilità sono regolamentate nel ddl cosiddetto”concretezza”. Ancora non abbiamo contezza dei numeri pensati per questo processo e su questo chiediamo chiarezza, ma il richiamo all’art. 21 ter, commi 1 quater e 1 quinquies della legge 123/2015 chiarisce che il riferimento è all’intero bacino di questi lavoratori. A tal riguardo, in risposta pubblica ad alcune critiche che ci sono pervenute a seguito dell’invio della nostra piattaforma, chiariamo ancora una volta che per noi la soluzione deve essere complessiva e quindi riguardare tutti. Quindi nessuna ambiguità ma non ci si può chiedere di ignorare quanto definito dalla legge, altrimenti rischiamo di fare un pessimo servizio. Per tale motivo restano da chiarire alcune ambiguità, queste certamente contenute nella legge, che la dichiarazione dell’amministrazione che si impegna “alla massima valorizzazione delle competenze acquisite tramite i percorsi formativi”, pur apprezzabile, non risolve per la sua genericità. Per questo noi non possiamo che ribadire quanto già esplicitato nella piattaforma, ovvero:
– che noi riteniamo insufficienti i criteri previsti dall’art. 21 ter a garantire l’effettivo accesso di chi ha svolto i percorsi formativi all’impiego. Per questo pensiamo che il processo debba essere rafforzato nei criteri di accesso anche tramite una specifica norma che riconosca esplicitamente la finalità del percorso formativo in termini esclusivi rispetto alle possibilità di accedere alla selezione;
– che vanno definiti numeri e procedure in modo tale da determinare opportunità per l’intero bacino dei tirocinanti, ovvero tramite la previsione di una graduatoria unica nazionale all’esito delle selezioni tramite centri per l’impiego contenente idonei in numero pari a quello dei vincitori, con vigenza triennale e possibilità di scorrimento anche da parte di altre pubbliche amministrazioni;
– che, in relazione alla prossima scadenza dei tirocini, vanno definite modalità che consentano la continuità delle prestazioni di questi lavoratori, tramite la previsione di stipula di contratti a tempo determinato, nelle more della definizione dei processi selettivi finalizzati alla loro assunzione a tempo indeterminato.
Per tutto quanto esposto sopra riteniamo urgente e necessario che si apra il tavolo di confronto
specifico richiesto all’amministrazione prima dell’approvazione della legge di stabilità in modo da
consentire tempi certi e celeri per la sua attuazione subito dopo la definitiva approvazione da parte
del Parlamento della legge.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
“Le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici non bastano, mentre il confronto deve essere ampio e va allargato su tutti gli aspetti che riguardano il lavoro pubblico. Il ministro Bongiorno vuole limitarlo al tema del contratto ma così sarebbe solo una consultazione, non si tratterebbe di una negoziazione”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito all’incontro con il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, nel rilanciare le undici proposte del sindacato per un Pa migliore e ribadire le priorità della categoria: “Bisogna potenziare gli organici della Pa, andando oltre lo sblocco del turn over, mentre le risorse per i rinnovi contrattuali sono un primo segnale ma sono inadeguate, al di sotto di quelle stanziate dal passato governo”.
“Abbiamo preso atto – osserva Sorrentino – che sulle assunzioni questo governo ha offerto una prima riposta ma per le condizioni nelle quali versano le pubbliche amministrazioni non serve il solo sblocco del turn over, bisogna certificare la programmazione dei fabbisogni con l’obiettivo di potenziare gli organici e incrementare l’offerta dei servizi. Per queste ragioni serve lavorare sui provvedimenti normativi. Ad esempio, bisogna intervenire sulle procedure concorsuali, garantendo temi certi e celeri sul reclutamento del personale. Nel frattempo vorremo sapere se è possibile attingere dalla graduatorie ancora attive e intervenire sulle norme per garantire l’attuazione del piano triennale di stabilizzazioni 18/20 e occuparsi di quelle tipologie di precari che ad oggi sono escluse dalle stabilizzazione”.
Sul rinnovo contrattuale, aggiunge la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “è evidente che siano state stanziate risorse che segnano una scelta del governo di non riproporre il blocco contrattuale. Ma se misuriamo l’entità di queste risorse, abbiamo letto infatti nella legge di bilancio di 1,7 miliardi stanziati nel triennio, queste sono al di sotto di quelle investite dal passato governo, che erano pari a 2,7 miliardi. Così come abbiamo sostenuto col passato governo, anche nella precedente trattativa, lo ripetiamo adesso: non ci accontenteremo del solo recupero dell’inflazione, vogliamo aumenti che garantiscano il recupero di potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Da qui la nostra valutazione: pur comprendendo il primo segnale di non riproporre il blocco, le risorse sono inadeguate e vanno implementate. Anche perché servono risorse per completare il percorso contrattuale 2016/2018 e finanziare il nuovo sistema di classificazione e dell’ordinamento professionale. Su questo punto ribadiamo l’esigenza di convocare le commissioni paritetiche e concludere la riscrittura in tempi brevi dei nuovi ordinamenti: i lavoratori non possono più aspettare”.
Infine, aggiunge Sorrentino, “rimangono sul tappeto i rinnovi dei contratti della dirigenza delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e del contratto dei Medici e della dirigenza sanitaria che sciopereranno il prossimo 23 novembre, così come c’è l’esigenza di liberare la contrattazione decentrata come strumento, attraverso interventi sulla produttività, per fare operazioni di valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Ultima questione posta da Sorrentino: “Vorremmo sapere dal ministro Bongiorno se il percorso di confronto si esaurisce con oggi o se c’è modo e possibilità di continuare non solo sulla legge di bilancio ma su altre importanti partite. Come lo sono il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l’avvio del confronto sull’atto di indirizzo come primo passo verso la trattativa per i rinnovi contrattuali”.