I costi di una operazione così vecchia e sbagliata, graveranno sulle spalle dei cittadini e a peggiorare sarà il servizio reso in termini di soccorso.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, visti ruolo e compiti ai quali è preposto, ha bisogno di una  struttura Centrale più agile e leggera, di meno burocrazia, di una maggiore flessibilità normativa e contrattuale, ma anche di una spiccata autonomia tecnica, gestionale ed amministrativa, l’esatto opposto di quanto deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 luglio.

“Restart – Reddito di inclusione: la MISURA necessaria”.

Tutti i materiali – dai testi agli audio degli interventi – dell’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil l’11 luglio sul Reddito di Inclusione.

Introduzione Lorella Brusa (Politiche per l’inclusione Fp Cgil) – Audio

Intervento Giordana Pallone (Dipartimento Welfare Cgil) su ‘Il Reddito di inclusione in Italia’Audio, Relazione e Slide

Intervento Salvatore Marra (Politiche Europee ed Internazionali Cgil) su ‘Europa: sistemi di protezione sociale a confronto’Audio e Slide

Intervento Enzo Bernardo (Responsabile Politiche Internazionali Fp Cgil) su ‘Europa: sistemi di protezione sociale a confronto’Audio

Intervento Michele Raitano (professore associato Politica Economica – Sapienza Università Roma) su ‘Il Reddito di inclusione e lotta alla povertà’Audio e Slide

Intervento Alessandro Purificato (Capo Area Funzioni Locali Fp Cgil) su ‘Le infrastrutture necessarie’Audio

Intervento Laura Paradiso (Assistente Sociale Rsu Comune di Roma) su ‘L’esperienza dei Servizi Sociali Comunali e dei Centri per l’impiego’Audio e Relazione

Intervento Ilaria Raimondi (Operatrice Centro per l’impiego Riccione) su ‘L’esperienza dei Centri per l’impiego’Audio e Slide

Conclusioni Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil) – Audio

SICUREZZA DELLE SEDI

Il tema della sicurezza delle sedi sta diventando di stretta attualità: non è raro, ad esempio, che vi siano episodi di furti ai danni di dipendenti oppure di imbattersi in persone che “vagano” nei corridoi delle sedi. Da ultimo, un increscioso episodio risolto grazie all’intervento di un carabiniere del NIL, a cui va la nostra solidarietà.
Poiché il datore di lavoro ha la precisa responsabilità di garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, noi riteniamo sia necessario intervenire su questo aspetto, con tutti gli accorgimenti organizzativi e logistici del caso. Così, torniamo a chiedere una agenda appuntamenti informatica – a cui affiancare una necessaria campagna informativa nei confronti della cittadinanza -, per una ottimale gestione dei rapporti col pubblico. Sarebbe poi utile prevedere dei “filtri” col pubblico, per evitare che chiunque – dunque anche qualche malintenzionato – possa girare indisturbato all’interno delle Sedi.
L’ideale sarebbe avere del personale di guardia all’ingresso e ci auguriamo che in futuro anche su questo l’Amministrazione intenda intervenire.
Considerato che l’Amministrazione ci ha informato della propria volontà di ammodernare le Sedi, ad esempio sostituendo i computer più obsoleti, non vorremmo che proprio questo – senza alcun accorgimento – possa determinare un aumento di furti.
Invitiamo, perciò, l’Amministrazione a tutti i livelli ad esercitare il ruolo di datore di lavoro, a garanzia e tutela dell’incolumità dei propri dipendenti.

Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano

RIUNIONE A Persociv:
ENTRO LUGLIO L’INTESA SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE!
SOTTOSCRITTO L’ACCORDO SUI 10 MILIONI DI EURO NEL FUS 2017 E PROPOSTA
LA RIPARTIZIONE DEI 21 MILIONI DI EURO ENTRO IL 2018
AL VIA LA COSTRUZIONE DEL PIANO TRIENNALE DEI FABBISOGNI PER CONSENTIRE LE ASSUNZIONI DALL’ESTERNO

Si è tenuto in data odierna presso la Direzione Generale di PERSOCIV il programmato incontro sulle tematiche afferenti il Contratto Integrativo Ministero Difesa.
Aprendo i lavori il Direttore generale ha inteso comunicarci alcune novità intervenute in questi ultimi giorni:
–  Il piano triennale del fabbisogno di personale per il Ministero Difesa è stato definito ed è al vaglio del Gabinetto del Ministro, in seguito ci verrà illustrato…
–  La richiesta avanzata la volta scorsa dalle scriventi OO.SS. riguardante la possibilità di “stralciare” le progressioni economiche 2018 dalla discussione sul Contratto Integrativo di amministrazione per accelerarne la definizione non ha avuto alcuna controindicazione da parte della funzione pubblica;
–  Stessa modalità di confronto e definizione anche per le risorse economiche da distribuire in ossequio all’art. 1, comma 590 della legge 27.12.17 n. 205 (21 milioni di e.);
–  La circolare relativa all’art. 35 del CCNL, verrà integrata sulla base degli orientamenti applicativi pubblicati di recente dall’ARAN.
Sul primo punto, abbiamo comunicato alla dr.ssa Corrado che per quanto concerne l’informazione relativa al piano dei fabbisogni della Difesa attenderemo che ci vengano forniti i dati precisi per valutare i numeri richiesti dall’A.D. e compararli con le effettive esigenze di personale da noi registrate e ritenute necessarie a colmare la forte carenza presente soprattutto nell’area tecnico/industriale.
Per quanto attiene, invece, alle Progressioni economiche nelle aree funzionali abbiamo ribadito ancora una volta alla parte pubblica che gli sviluppi economici previsti per quest’anno dovranno necessariamente prevedere un congruo numero di passaggi destinati a tutti coloro che nel biennio 2016/2017 non ne abbiamo potuto beneficiare, rivedendo in tal senso anche i punteggi inseriti nell’ipotesi di lavoro iniziale avanzata dalla predetta direzione generale.
Recependo le nostre richieste, la dr.ssa Corrado ci ha invitato a presentare una nostra proposta di lavoro da discutere al tavolo nella prossima riunione già stabilita per il prossimo 19 Luglio, che le faremo avere.
Per quanto attiene la distribuzione dei 21 milioni di euro da NOI ottenuti attraverso la legge
di bilancio 2018, nei giorni scorsi abbiamo prodotto e inviato a PERSOCIV un’ulteriore proposta di
soluzione che a nostro giudizio, in perfetta aderenza e applicazione di talune norme contrattuali,
potrebbe consentire la rapida definizione dell’accordo e il sollecito pagamento delle risorse
economiche disponibili alle lavoratrici ed ai lavoratori civili della Difesa.
Su tale proposta l’Amministrazione ha manifestato invece perplessità motivandole con un
quadro normativo di riferimento che non ha convinto le scriventi.
Sulla rilevante problematica, che necessita evidentemente di ulteriori approfondimenti, sarà cura delle parti verificare con il Dipartimento della Funzione Pubblica se la percorribilità della proposta è, come noi assumiamo, corretta e coerente anche con i contenuti delle norme contenute nel C.C.N.L. 2016/2018.
Stamane abbiamo, inoltre, finalmente sottoscritto l’accordo riguardante il pagamento dei 10 milioni di euro derivanti dai risparmi di gestione ottenuti alla Difesa nel 2017, con le modalità di cui vi abbiamo già informato nel precedente comunicato.
Vi terremo come sempre tempestivamente aggiornati sull’evolversi dei lavori.

Fp Cgil                     Cisl Fp                   Uil Pa                Confsal Unsa
Francesco Quinti   Carlo Vangelisti   Sandro Colombi   Gianfranco Braconi

ANBSC … PROSEGUE IL CONFRONTO

Nella giornata di martedì 10 luglio scorso presso la sede dell’ANBSC si è svolto un incontro tra la
Delegazione di parte pubblica, presieduta dal prefetto Guessarian, e le Organizzazioni sindacali
rappresentative.
All’ordine del giorno vi era la discussione sulla costituzione del Fondo per le risorse decentrate e
sulla contrattazione integrativa.
All’inizio della discussione il Prefetto Guessarian ci ha informato sull’esito degli incontri avuti in
ICOP sulla validità della costituzione dei Fondi riferiti agli anni 2016-2017 e 2018.
Si è condiviso di costituire il Fondo per gli anni 2017 e 2018 sulla base dell’importo medio pro
capite di 6.000 euro (lordo dipendente); questa soluzione trova una solida giustificazione
nell’ancoraggio all’entrata in vigore della legge 161/2017 . Da qui la previsione di costituzione del
Fondo per il 2017 subito dopo l’approvazione del Nuovo Regolamento di Amministrazione,
approvato in via preliminare nel Consiglio dei Ministri dell’aprile scorso. Successivamente, a stretto
giro, si avvierà la discussione sul Fondo per le risorse decentrate del 2018.
Lo stesso Collegio dei Revisori ha condiviso tale processo e questo potrà garantirci sostanzialmente
la certificazione dei Fondi 2017 e 2018.
Diverso il discorso legato al 2016; su questo la posizione di ICOP è stata oltremodo rigida in
relazione anche ai vincoli del tetto 2015 da rispettare; in questo caso verranno ratificati i Fondi sulla
base dei 2.500 euro previsti dall’Atto Senato.
Tutto questo lo abbiamo inserito in un protocollo sottoscritto dalle Parti per dare maggiore certezza
rispetto alla responsabilità e alla tempistica e per dare un segnale di chiarezza ai lavoratori che su
questo aspetto reclamano certezze …… piuttosto che buone intenzioni!
Vi alleghiamo il protocollo sottoscritto e ci impegniamo a garantire tempestive.

Roma, 11 luglio 2018

IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL ANBSC
Roberto Morelli

La situazione per il personale del Comando di Verona è veramente complicata. La Fp Cgil VVF ha più volte sollecitato l’Amministrazione a mantenere corrette relazioni sindacali e dare risposte concrete alle tante criticità rappresentate. Già il primo luglio scorso e, successivamente il 7 luglio avevamo avvertito il Dirigente che il personale  non era più disposto ad aspettare. Per tali ragioni la Fp Cgil VVF, dando seguito al mandato dei lavoratori ottenuto nelle due assemblee tenutesi in questo ultimo periodo, ha dichiarato lo stato di agitazione

A seguito dell’accordo relativo al fondo unico di amministrazione 2017 sottoscritto lo scorso 25 giugno,
si allega la nota dell’amministrazione in merito ai tempi di pagamento delle relative competenze ai
lavoratori degli Uffici Centrali e Periferici.

Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Nazionale Ministero Interno

CONTRATTAZIONE DEL 10 LUGLIO: GLI ESITI

 

Abbiamo avuto ieri una lunga giornata di trattativa sul tavolo nazionale, che ha prodotto tre accordi, su superamento dei festivi, smart working e una piccola ma significativa integrazione all’accordo sui distacchi, alcune informazioni sulle nuove assunzioni, e l’avvio del confronto sui passaggi di area.
Andiamo con ordine:

Superamento dei festivi

Come potete notare dalla lettura dell’accordo l’Amministrazione ha accettato l’interpretazione se condo la quale il superamento di un terzo dei festivi lavorati è una esclusiva potestà del lavoratore che può aderire o meno su base volontaria. Questa è la novità rispetto agli anni precedenti, pertanto invitiamo le nostre delegate ed i nostri delegati a uniformarsi a questa linea interpretativa quando l’accordo verrà recepito a livello locale.

Accordo smart working

l’accordo sul lavoro agile rappresenta una novità assoluta nel panorama ministeriale. Esso consente, nella fase sperimentale, prevista per la durata di un anno, al 10% del personale di poter fruire di questa nuova articolazione della prestazione lavorativa. L’accordo è molto articolato nella sua definizione dei criteri con i quali l’amministrazione intende procedere ed è avanzato rispetto anche agli altri protocolli avviati in altre amministrazione. Intanto perché nella sperimentazione verrà coinvolto tutto il personale e non solo alcuni Uffici. Che potrà produrre istanza per accedere allo smart e nel caso in cui l’istanza venga accettata fruire di questa modalità di prestazione per un massimo di cinque giorni al mese. Il lavoro agile si differenzia dal telelavoro in quanto non occorre una postazione fissa e il lavoratore non è tenuto a lavorare da casa ma deve essere comunque nella condizioni di poter garantire la quantità produttiva assegnata tramite strumentazione tecnologica adeguata. Nel caso in cui le istanze di fruizione siano superiori alla percentuale indicata del 10% il protocollo prevede dei criteri di precedenza sulla base di riconosciute tutele sociali. Va chiarito comunque che il lavoro agile non è da considerarsi strettamente un beneficio, ma deve essere identificato come una diversa modalità con cui si presta la propria attività lavorativa, che produce benefici al lavoratore che in tal modo può organizzare in modo più agevole la propria giornata lavorativa e all’amministrazione ed in senso più generale alla collettività per l’evidente risparmio che lo smart produce sui costi di gestione diretti e indiretti prodotti dalla presenza costante nel luogo di lavoro. Va precisato inoltre che non tutte le attività possono evidentemente essere ricomprese nel lavoro agile, in particolare quelle per cui la presenza del lavoratore nel luogo di lavoro è indispensabile per la particolare funzione che lo stesso svolge. L’esempio classico è riferibile ai cicli di vigilanza, ma anche in quel settore alcune attività, ad esempio quelle connesse alle attività complementari previste nel prodilo AFAV o quelle più strettamente di coordinamento, possono rientrare in tale possibilità.
Adesso si avvia la fase sperimentale e noi monitoreremo con attenzione l’evoluzione di questo processo, augurandoci che vengano colte in pieno le potenzialità innovative che può produrre lo smart e il tutto non si risolva nelle solite pastoie burocratiche e nella solita incapacità culturale dei nostri dirigenti a coglierle.

Passaggi di area

su questo delicato tema vi è stato l’avvio della discussione su una proposta presentata dall’amministrazione che riguarda sia i passaggi dalla prima alla seconda area che quelli dalla seconda alla terza. Sul tavolo sono emerse due linee contrastanti: chi ritiene che la firma di questa accordi sia un colpo esiziale alle aspettative dei funzionari ombra e si prepara ad una grande campagna pubblicitaria e chi invece ritiene che, considerato il contenzioso in atto, sia possibile percorrere entrambe le strade e riproporre la questione al Ministro quando avremo l’incontro, presumibilmente ai primi di settembre.
Per quello che ci riguarda noi riteniamo che bisogna immediatamente procedere alla sottoscrizione dell’accordo che prevede i passaggi dalla prima alla seconda area. Posizione peraltro non condivisa dall’amministrazione che invece intende procedere con un unico accordo che riguarda entrambi i passaggi. Insomma un pacchetto unico: prendere o lasciare.
La seconda questione che abbiamo posto sono i numeri: ovvero quanti passaggi l’accordo garantirebbe nel triennio e pertanto vogliamo la quantificazione di quelli certi per il 2018 e quelli presumibili per il 2019/20, riservandoci una riflessione ulteriore per quel che riguarda i criteri proposti e le implicazioni di alcune scelte, quali ad esempio quella del concorso unico su base nazionale, rispetto alla necessità di garantire ai possibili vincitori ricollocazioni che non siano penalizzanti.
Questo è lo scenario che abbiamo davanti e questo scenario ci imporrà a breve delle scelte non facili: ribadiamo in ogni caso che il passaggio dalla prima alle seconda area non deve diventare ostaggio di una diatriba estranea ai lavoratori interessati e per noi va in ogni caso sottoscritto un accordo che li riguardi.
Per quanto riguarda invece l’altro processo lo valuteremo sulla base dei numeri e delle opportunità che può produrre e certo chiederemo al nuovo Ministro una norma che riapra lo scorrimento a tutti. Vedremo se e quanto la nuova compagine politica sarà sensibile a questo tema, nelle more andremo avanti nel confronto su quello che abbiamo oggi: riteniamo non condivisibile mandare a bagno una opportunità di riqualificare centinaia di lavoratori interni e di risolvere il problema annoso della prima area, opportunità che negli altri ministeri si sta tentando di cogliere a piene mani.

Integrazione accordo sui distacchi

L’integrazione riguarda la possibilità della mobilità a scambio anche tra profili professionali diversi ma affini.

Assunzioni: quando?

Abbiamo chiesto di informarci sullo stato dell’arte per quel che riguarda le nuove assunzioni. A partire dall’unica graduatoria ancora non pubblicata, quella dei funzionari restauratori. Per la quale si è vissuta una situazione kafkiana che dovrebbe essere risolta dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta in questi giorni, del Decreto Interministeriale che equipara a laurea magistrale i diplomi ottenuti precedentemente al 2009 presso le scuole di alta formazione dell’ICR, dell’OPD, della Scuola per il restauro dei mosaici di Ravenna e dell’ICPAL. Decreto che dovrebbe porre termine alla querelle insorta nella Commissione Ministeriale rispetto alla valutazione di questi titoli che è la causa principale dei ritardi. Per quanto riguarda tutti gli altri profili la situazione è stata definita in relazione alla rimodulazione delle sedi a seguito di rinunce dei vincitori dopo la presa di servizio, manca solo il dato ricognitivo sulle sedi da mettere a disposizione, dato che tarda ad arrivare per la solita ritrosia degli Uffici periferici a fornire le informazioni relative alla collocazione del personale di ruolo. Una ritrosia inaccettabile che sta ritardando ulteriormente il processo, magari fatta da dirigenti non perdono occasione per lamentarsi della carenza di personale. In ogni caso anche questo processo si avvia alla sua conclusione, resta in piedi la questione degli idonei che non rientreranno nei 1000 previsti dal bando originario e per i quali chiederemo direttamente al Ministro una soluzione.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

Pubblichiamo la relazione del Coordinamento Nazionale  sull’incontro avuto con l’Amministrazione in data 10 luglio 2018 riguardo la revisione del DM 05 febbraio 2002 sui requisiti psico fisici del personale VVF

Alla D.C. ammortizzatori sociali
I.N.P.S.

Oggetto: visite mediche di controllo per il personale di Polizia Penitenziaria.

Egregio Direttore,
le disposizioni di cui all’articolo 55 septies del D. lgs. 165/2001, come noto, non si applicano per
previsione normativa (art. 7, comma 2 del D.L. 179/2012) al personale delle Forze Armate e dei Corpi
Armati dello Stato ( tra cui la Polizia Penitenziaria).
Il messaggio INPS 1399/2018 riferisce che sono in corso approfondimenti con gli organi
ministeriali per l’eventuale applicazione delle disposizioni del polo unico relativamente alle suddette
categorie.
Nello stesso messaggio si asserisce che potranno essere comunque richieste le visite mediche di
controllo da parte delle amministrazioni, ma l’INPS non potrà effettuarle d’ufficio non essendo prevista
la certificazione telematica per i suddetti comparti.
Tale previsione non crea problemi in caso di patologie comuni ma alcune direzioni degli istituti
penitenziari stanno richiedendo all’INPS visite mediche di controllo per il personale di Polizia
Penitenziaria, non solo per le suddette patologie ma anche per quelle riconosciute dalla commisione
medico ospedaliera e dal comitato di verifica come dipendenti da causa di servizio.
Considerato che l’INPS non ha competenza sulle malattie professionali delle Forze Armate e dei
Corpi Armati dello Stato, si chiede se è legittimo che l’INPS possa effettuare visite mediche di controllo
su episodi di malattia dovuti a patologie dipendenti da cause di servizio, riconosciute dagli organi
competenti.

Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Salvatore Chiaramonte

INCONTRO CON IL MINISTRO On.le Luigi DI MAIO

Nella mattinata di lunedì 9 luglio il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on.le Luigi Di Maio, ha incontrato le organizzazioni sindacali del MLPS. In apertura di incontro il Ministro ha voluto sottolineare la sua volontà di intraprendere un percorso di confronto per affrontare insieme le problematiche del personale e della struttura ministeriale, avendo consapevolezza che le proposte politiche possono essere realizzate se esiste una struttura Ministeriale, fatta di persone, mezzi e buona organizzazione
Abbiamo apprezzato apertura del Ministro con il quale abbiamo concordato di fissare con periodicità, ogni 4 mesi, gli incontri con i sindacati.
Ci è stato inoltre indicata nella persona del dott. Barca, suo stretto collaboratore, l’interlocutore della rappresentanza sindacale per tutte le problematiche attinenti l’organizzazione ed il funzionamento del Ministero nella “ordinarietà”.
Preliminarmente è stato chiarito, da parte del Ministro, che le due strutture ministeriali MISE e MLPS resteranno autonome, ognuna con la propria struttura amministrativa. Semplicemente ci sarà un unico Capo di Gabinetto ed un unico Segretario Generale, coadiuvati da due vice, uno per ciascun Ministero;
Nel corso dell’incontro sono state sottoposte al Ministro altre importanti criticità che investono il Ministero del Lavoro, tra queste:
– il forte ritardo del pagamento del FUA 2016: il Ministro ha riferito di aver già preso contatti con il MEF affinché si possa arrivare a soluzione in tempi brevi;
– la problematica del turnover sia per le aree funzionali e sia per l’area dirigenziale chiedendo in particolare lo scorrimento della graduatoria ancora in vigore.
– La necessità di migliorare le relazioni sindacali che risultano in alcune circostanze carenti come ad esempio nella mancanza di informativa relativa al prossimo trasloco del personale sia dalla sede da via Fornovo alla sede di via Flavia sia all’interno della stessa sede di via Flavia.
La risposta del Ministro a tutte le istanze presentate è stata di apertura, impegnandosi in relazione ai percorsi formativi e di aggiornamento del personale sulla mappatura delle competenze del MLPS, con
COORDINAMENTI NAZIONALI MINISTERO DEL LAVORO
particolare attenzione alle eventuali duplicazioni e sovrapposizioni. Inoltre è stato assicurato l’impegno affinché siano rese effettivamente disponibili le banche dati tra le varie amministrazioni, al fine di poter raggiungere il massimo dell’efficienza operativa delle strutture, in termini di risposte per i servizi da erogare;
Infine, le OO.SS. hanno chiesto un incontro specifico per affrontare le problematiche legate alle le due Agenzie, INL e ANPAL e il Ministro ha evidenziato la necessità di un approfondimento sulle loro finalità e sul loro funzionamento, ma che al momento non si prefigura alcuna possibilità di una regressione ante riforma.

Roma, 10 luglio 2018

FP CGIL
Giuseppe PALUMBO

CISL FP
Antonella LA ROSA

UIL PA
Bruno DI CUIA

INVITO ALLA RIPRESA DELLA NEGOZIAZIONE  PER IL CCNI 2017 PROFESSIONISTI

Non si è avuta più alcuna notizia della ripresa del negoziato per il CCNI 2017 per i professionisti (legali, tecnici, attuari).
Vogliamo ricordare che l’ultima riunione sull’argomento si è tenuta il 12 febbraio scorso.
A seguire si è tenuto il tavolo tecnico per la rivisitazione del sistema indennitario dei professionisti per il 2017. Concluso tale tavolo il 13 marzo, si attendeva inutilmente la convocazione immediata per la ripresa delle trattative.
Altrettanto inutile è stata l’attesa dell’apertura degli ulteriori tavoli tecnici programmati con il verbale d’intesa di luglio 2017 (revisione del sistema di valutazione dei professionisti, adeguamento ed aggiornamento delle procedure informatiche).

Ad oggi quella dei professionisti è l’unica categoria per cui, ancora a luglio 2018, non è stato sottoscritto il CCNI 2017!!!

Chiediamo con forza la riapertura delle trattative, a questo punto per la trattazione congiunta di 2017 e 2018, come a suo tempo già richiesto.
Nelle more, dato il tempo trascorso ed il raggiungimento degli obiettivi programmati, chiediamo inoltre che l’Amministrazione proceda alla corresponsione nel corrente mese di un ulteriore acconto sulla retribuzione di risultato riferita al 2017.

Roma, 10 luglio 2018

FP CGIL                   INPS CISL FP                 INPS UIL PA – INPS
Matteo ARIANO           Paolo SCILINGUO               Sergio CERVO

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