PRELEX, MISTERO…BUFFO
A dispetto delle voci insistenti che vedrebbero come cosa fatta l’approvazione definitiva del DM applicativo dell’art. 1 comma 685 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, tant’è che qualcuno già ipotizzava di trovare sullo stipendio di luglio i relativi importi, sembrerebbe invece che la Corte dei Conti, in sede di verifica del provvedimento, abbia sollevato alcuni rilievi in merito alla distribuzione del compenso.
In particolare, parrebbe che i criteri utilizzati dal decreto per individuare il personale beneficiario dell’indennità vadano a confliggere con il dettato normativo, ossia che non tutti i componenti la platea dei possibili percettori ricoprano le mansioni o svolgano le attività richieste dalla legge, il che coincide con alcune delle critiche che abbiamo mosso all’Amministrazione nelle scorse settimane, insieme alla scarsa trasparenza ed al mancato coinvolgimento delle parti sociali.
In attesa di verificare la fondatezza di tali voci e, nel caso, di conoscere le controdeduzioni che fornirà l’Amministrazione, non vorremmo che alla fine si trattasse dell’ennesimo balletto fondato su rilievi “fantasma”, il cui unico scopo è consentire a chi li ha sollevati di liberarsi da qualsiasi tipo di responsabilità.
Vi terremo informati.
CGIL CISL UILPA
Americo FIMIANI Walter DE CARO Andrea G. Bordini
Roma 25.06.2018
Al Ministro della Difesa
Elisabetta Trenta
R o m a
Illustre Ministra,
desideriamo anzitutto rivolgerLe un cordiale saluto di benvenuto e augurarLe buon lavoro al Dicastero della Difesa.
Lo facciamo con il rispetto, la serietà e il senso di responsabilità istituzionale che appartengono alla tradizione e all’agire del sindacato confederale, ponendoci nei Suoi confronti come interlocutori attenti, ma leali e disponibili ad un colloquio franco e costruttivo.
Le chiediamo quindi di offrirci la Sua eventuale disponibilità ad un incontro di reciproca conoscenza nel quale iniziare a delineare i contorni di un approccio generale alle tematiche che riguardano il personale civile della Difesa.
In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, le rinnoviamo i migliori saluti e auguri.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNS
F.to F. Quinti F.to C. Vangelisti F.to S. Colombi F.to G. Braconi
Un incontro dovuto al cambiamento sociale, ancor prima che politico, che si respira nell’aria. Per la prima volta i sindacati di alcuni paesi europei si sono incontrati con Epsu, il sindacato europeo dei servizi pubblici, e Psi, quello mondiale per un momento di importante confronto sul tema. L’incontro è avvenuta a Melilla, nella enclave spagnola in Marocco, famosa, insieme a Ceuta, per il muro (la Valla) di 12 km, e alto 6 metri, finanziato dall’Unione Europea.
Un progetto che, come ha spiegato Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “ha come obiettivo quello di costruire una rete coordinata di solidarietà e di intervento che risponda anche alle politiche sbagliate che l’Unione Europea sta facendo sui migranti. La via maestra è dare qualità alla contrattazione e ai rapporti di lavoro di chi opera all’interno di questa vasta rete”.
Un dibattito di fondamentale importanza in un momento storico particolarmente delicato, che pone al centro il tema dell’immigrazione. Incontro atteso e auspicato dopo i fatti di cronaca che tutti conosciamo, a partire dal caso della nave Aquarius, finalmente sbarcata a Valencia, in Spagna. Ma l’azione sindacale non basta, c’è bisogno di una forte iniziativa politica che riportino l’accoglienza e l’inclusione al centro del processo europeo.
Solo il primo di una serie di appuntamenti che tengano sempre acceso un faro sulla questione immigrazione e sulla rete della solidarietà. Per questo il 26, 27 e 28 settembre la Funzione Pubblica Cgil si ritroverà a Palermo per proseguire il dibattito, con una iniziativa nazionale sul Lavoro nei Servizi Pubblici all’Immigrazione, nell’ambito del progetto sindacale europeo di Fp Cgil, Fsc Comisiones Obreras ed EPSU “Un progetto europeo per Lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici ai migranti”.
In questo panorama culturale e sociale, e grazie al confronto avvenuto a Melilla tra alcuni dei paesi europei, sono emerse criticità e rivendicazioni legate al fenomeno dei flussi migratori. In una risoluzione sottoscritta nell’occasione dai sindacati dei servizi pubblici di Italia, Spagna, Grecia, Francia e Regno Unito, con Epsu e Psi, si richiede che “si ponga maggiore attenzione alle condizioni in cui operano le lavoratrici e i lavoratori che rendono possibile la rete della solidarietà”, e che sono soggetti ad un’elevata precarietà che non garantisce di offrire aiuti umanitari di qualità.
Guardando poi al fenomeno in sé e al clima di odio e intolleranza, che si diffonde a macchia d’olio nel nostro paese, è di fondamentale importanza, come si legge nella risoluzione di Melilla, “difendere i valori democratici dell’Unione Europea, sostenere il lavoro di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, in linea con la legislazione internazionale sul salvataggio in mare”. Ma anche “tutelare il diritto di asilo, elemento centrale delle politiche di accoglienza, che si basi sulla solidarietà e la dignità delle persone e opporsi alle politiche anti-immigrazione, razziste, xenofobe che stanno prendendo piede”.
Ma tutto questo non basta. Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli ad affrontare questo fenomeno. “È necessario intervenire sull’efficienza della rete di accoglienza, modificando il sistema di Dublino, che pesa in maniera sproporzionata sui paesi delle frontiere esterne e che lascia soli questi paesi – si legge nella risoluzione di Melilla – e ricercando soluzioni che permettano un autentico sistema di integrazione”.
Per inquadrare il fenomeno, analizziamo i dati.
Dal 2014 al 2017 ogni anno sono sbarcati in Italia più di centomila migranti; nei primi cinque mesi del 2018 ne sono arrivati solamente 13mila per effetto del decreto Minniti-Orlando.
Nello stesso periodo sono arrivate via mare circa 623mila persone. Unico precedente in Europa è quello della Grecia che fra 2015 e 2016 ha accolto un milione di persone arrivate via mare.
In Spagna, invece, nel 2017 gli arrivi sono aumentati del 101% rispetto all’anno precedente: 28.349 migranti accolti contro i 14mila dell’anno precedente.
Da gennaio a marzo 2018 la Spagna ha accolto 5mila migranti (di cui 2.385 arrivati via mare e 1.615 arrivati via terra).
Il piano elaborato nel 2015 dalla Commissione Europea per trasferire alcune categorie di richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri paesi dell’Unione non ha funzionato: dei circa 160mila richiedenti asilo solo l’Estonia ne ha accolti 6, la Bulgaria 10, l’Austria 43, mentre Ungheria, Slovacchia, Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia non hanno accolto nessun richiedente asilo.
In Italia una domanda di protezione internazionale viene risolta in due-tre anni.
Nel 2017 ha ricevuto 126mila richieste di protezione internazionale, un numero quasi esattamente sovrapponibile alle persone sbarcate via mare. Significa che le richieste sono state 2.089 ogni milione di abitanti.
Alla fine del 2017 le persone che godono di una forma di protezione internazionale sono circa 147mila, mentre quelle ancora in attesa e ospitate nelle strutture di accoglienza possiamo stimarle in circa 180mila.
Ci sono circa 600mila stranieri irregolari a cui è scaduto il permesso di soggiorno, o a cui è stata respinta la richiesta di asilo, mentre gli stranieri regolari sono poco più di 5 milioni, cioè l’8 per cento.
L’Austria invece nel 2017 ha ricevuto 2.526 richieste di protezione internazionale ogni milione di abitanti, la Svezia 2.220 ogni milione di abitanti e la Germania 2.402 ogni milione di tedeschi.
“L’Italia non sta subendo una invasione – spiega il sindacato -, i suoi problemi derivano dal modo in cui è stato gestito il flusso migratorio di questi anni: non esiste un sistema di accoglienza integrato, le politiche europee hanno fallito, da Dublino alla relocation. C’è una sostanziale arretratezza culturale nel non comprendere che il fenomeno migratorio è continuativo e non episodico”.
Il perno del nostro sistema di accoglienza è lo SPRAR “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. Dal 2014 si dà vita ai CAS (Centri di Accoglienza Straordinari), strutture emergenziali ma che in realtà rappresentavano fino allo scorso anno il 78% di tutte le presenze e circa 7mila strutture organizzative.
Con la legge n.46 del 13 aprile 2017 ci sarà un allargamento della rete dei Centri per il Rimpatrio e gli attuali Centri di identificazione ed espulsione (Cie): si chiameranno Cpr, Centri permanenti per il rimpatrio. Si passerà da quattro a venti centri, uno in ogni regione.
Il 67% degli europei afferma di essere a favore di una politica europea comune in materia di migrazione, ma quasi sei europei su dieci (58%) sono favorevoli alla migrazione di sole persone appartenenti ad altri Stati membri dell’UE.
A luglio 2017 Oxfam ha diffuso il rapporto “L’inferno al di là del mare”, assieme a Borderline Sicilia e MEDU (Medici per i Diritti Umani). Una fotografia della violazione sistematica dei diritti dei migranti in Libia in cui l’84% delle persone intervistate ha dichiarato di avere subito trattamenti inumani tra cui violenze brutali e tortura, il 74% ha dichiarato di aver assistito all’omicidio o alla tortura di un compagno di viaggio, l’80% di aver subito la privazione di acqua e cibo e il 70% di essere stato imprigionato in luoghi di detenzione ufficiali o non ufficiali.
Con l’appuntamento di Palermo, 26-27-28 settembre, prosegue il nostro impegno per mantenere viva l’attenzione su un tema tanto importante quanto delicato, quello della rete della solidarietà.
“Ministro o Sceriffo? Lanciamo una sfida alla Ministra: faccia un giro per gli uffici pubblici e dopo che è stata in un pronto soccorso, in un asilo comunale, in una centrale operativa dei Vigili del Fuoco, ad uno sportello dell’Inps o a seguito di un ispettore del Ministero del Lavoro in un cantiere o di un notificatore dell’Agenzia delle Entrate, ne riparliamo”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, stigmatizza le parole della neo ministra alla Pa, Giulia Bongiorno, aggiungendo che: “Sembra che il Ministro abbia una qualche incertezza sui processi che deve governare e la spari grossa per colpire l’opinione pubblica”.
La riforma della valutazione della performance individuale e collettiva, aggiunge la dirigente sindacale, “quella che il Ministro chiama lotta ai raccomandati, c’è già stata qualche mese fa e a lei tocca attuarla, vale per dirigenti e dipendenti e prevede già il coinvolgimento dei cittadini. Quanto all’identificazione biometrica e ai blitz, consiglierei al Ministro di rendersi prima conto di quali sono i problemi che incidono sull’efficacia della Pa, che sono il sotto organico, le poche risorse, l’assenza di formazione e aggiornamento e di mezzi adeguati”.
“Siamo tutti interessati a colpire i furbetti e chi non fa appieno il proprio lavoro – continua Sorrentino -, ma sono una sparuta minoranza e dietro questa retorica di colpire chi lavora, generalizzando alcuni aspetti patologici, si offende la dignità di chi ogni giorno svolge il suo lavoro con onestà e dedizione per la collettività, sottopagato e con carichi di lavoro insopportabili. Nei contratti appena rinnovati abbiamo inserito norme di contrasto all’assenteismo ingiustificato e di premialità del particolare apporto individuale dei lavoratori”.
Inoltre, prosegue la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “é interesse prima dei lavoratori contrastare gli abusi, infatti spesso sono gli stessi delegati sindacali a denunciare le cose che non funzionano, scontrandosi con gli interessi della politica e della scarsa incidenza della dirigenza. Lavorare meglio e dare servizi di qualità ai cittadini sono interessi che dovrebbero vedere ‘alleati’ lavoratori e amministrazioni e invece l’approccio che si affaccia sembra quello repressivo e punitivo”.
“Nella prima intervista del ministro non c’è alcun riferimento ai contratti di lavoro né alle stabilizzazioni né alle politiche occupazionali. Non c’è alcun riferimento all’innovazione e agli investimenti. Oltre l’agente provocatore abbiamo Ministri provocatori, se la filosofia sarà meno controlli di legalità, come per le intercettazioni e gli appalti, e solo accanimento nei confronti dei lavoratori, siamo ad un ritorno all’antico, tutto già visto e fallito. Più che cambiamento si annuncia restaurazione”, conclude Sorrentino.
Gli infortuni sul lavoro sono troppo frequenti, il personale a volte è stressato per il troppo carico di lavoro, a volte non riesce a fare formazione, mantenimento e retrainig, a volte inciampa in incidenti sfortunati e inaspettati.
Servono tutele certe, interventi strutturali che la stessa amministrazione deve mettere in campo per evitare ulteriori accadimenti.
Ci stringiamo vicini al collega coinvolto e alla famiglia, auspicando una pronta guarigione, forza Carlo
COMUNICATO
Riunione al DGMC sulla ripartizione del monte ore lavoro straordinario
Si è svolta in data odierna la riunione al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità sulla ripartizione del monte ore di lavoro straordinario del personale di Polizia Penitenziaria tra i Centri per la Giustizia Minorile e gli Uffici Interdistrettuali di Esecuzione Penale Esterna.
La disponibilità dei fondi é di 2.502.811 euro e corrisponde ad un monte ore medio di 203.476 ore. Rispetto alla proposta presentata dalla parte pubblica la Fp Cgil ha chiesto se tutte le prestazioni di lavoro straordinario effettuate dal personale nel 2017 fossero state retribuite e se il budget assegnato per l’anno 2018 dovesse essere utilizzato per coprire eventuali sforamenti registrati nell’anno precedente. Inoltre ha chiesto di tener conto nella ripartizione presentata, fatta tenendo conto delle ore consumate nel primo quadrimestre del 2018, del fatto che nel secondo quadrimestre molto probabilmente le ore consumate saranno maggiori a causa del piano ferie estivo.
La parte pubblica ha preso atto delle nostre osservazioni e ha preso l’impegno di fare un monitoraggio e di operare alcuni aggiustamenti per evitare che vi siano ritardi nel pagamento di parte delle spettanze al personale. Ovviamente tali aggiustamenti saranno comunicati alle organizzazioni sindacali.
Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
Pubblichiamo la circolare del Ministero dell’Interno – Circuito Podistico 18° Campionato Europeo
VVF.
Al Ministro dello Sviluppo Economico,
del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Luigi Di Maio
OGGETTO: Ispettorato Nazionale del Lavoro – Richiesta incontro
A distanza di un anno e mezzo dall’effettiva costituzione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro,
permangono le criticità che questa organizzazione sindacale aveva già segnalato nel passato, legate a
diverse problematiche, tra cui, a mero titolo esemplificativo: la cosiddetta clausola del “costo zero”
normativamente prevista nel Decreto istitutivo, che impedisce di effettuare investimenti sul nuovo
soggetto, frenandone lo sviluppo; a questo aspetto, si ricollega immediatamente la necessità di avere
banche dati interoperabili, impossibile senza adeguati investimenti economici; l’esigenza di una più
chiara governance dell’INL, che si riverbera sulle forme di coordinamento dell’attività ispettiva,
rendendole farraginose e riducendo, in tal modo, l’efficacia dell’azione ispettiva.
Nei mesi scorsi, i lavoratori e le lavoratrici hanno espresso il loro forte disagio, mettendo in atto varie
forme di protesta e manifestazioni a livello nazionale.
Anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni alla Camera dei Deputati, con la presente Le chiediamo
un incontro urgente, per discutere assieme di quanto sopra esposto e per individuare possibili soluzioni
allo status quo, insoddisfacente per tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
Si coglie l’occasione per formulare i migliori auguri di buon lavoro e si resta in attesa di riscontro alla
presente.
Il coordinatore nazionale FP CGIL Il coordinatore nazionale FP CGIL
INPS, INL e ANPAL INAIL
Matteo Ariano Roberto Morelli
Al Ministro dello Sviluppo Economico,
del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Luigi Di Maio
OGGETTO: Ispettorato Nazionale del Lavoro – Richiesta incontro
A distanza di un anno e mezzo dall’effettiva costituzione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro,
permangono le criticità che questa organizzazione sindacale aveva già segnalato nel passato, legate a
diverse problematiche, tra cui, a mero titolo esemplificativo: la cosiddetta clausola del “costo zero”
normativamente prevista nel Decreto istitutivo, che impedisce di effettuare investimenti sul nuovo
soggetto, frenandone lo sviluppo; a questo aspetto, si ricollega immediatamente la necessità di avere
banche dati interoperabili, impossibile senza adeguati investimenti economici; l’esigenza di una più
chiara governance dell’INL, che si riverbera sulle forme di coordinamento dell’attività ispettiva,
rendendole farraginose e riducendo, in tal modo, l’efficacia dell’azione ispettiva.
Nei mesi scorsi, i lavoratori e le lavoratrici hanno espresso il loro forte disagio, mettendo in atto varie
forme di protesta e manifestazioni a livello nazionale.
Anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni alla Camera dei Deputati, con la presente Le chiediamo
un incontro urgente, per discutere assieme di quanto sopra esposto e per individuare possibili soluzioni
allo status quo, insoddisfacente per tutti i soggetti istituzionali coinvolti.
Si coglie l’occasione per formulare i migliori auguri di buon lavoro e si resta in attesa di riscontro alla
presente.
Il coordinatore nazionale FP CGIL Il coordinatore nazionale FP CGIL
INPS, INL e ANPAL INAIL
Matteo Ariano Roberto Morelli
Pubblichiamo l’accordo per l’utilizzo delle risorse del Fondo Unico di Amministrazione per l’anno 2017.
La sottoscrizione dell’accordo è prevista per lunedì 25 giugno (sottoscritto e allegato in fondo).
Adelaide Benvenuto
FP Cgil Nazionale Ministero Interno
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ALLEGATO:
accordo Fua 2017 sottoscritto in data 25 giugno 2018
“Incontro costruttivo con la Conferenza delle regioni. Registriamo favorevolmente l’impegno a trovare un accordo per chiudere nel più breve tempo possibile questa tornata contrattuale anche per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, al termine dell’incontro oggi tra i sindacati della dirigenza medica e sanitaria e il presidente della Conferenza delle regioni, Stefano Bonaccini, del comitato di settore, Sergio Venturi, e della commissione sanità, Antonio Saitta.
“Manteniamo ferma la necessità – continua Filippi – di coniugare l’aspetto economico del contratto con l’esigibilità di alcuni punti fondamentali della parte normativa, con particolare riferimento ai fondi, agli incarichi e al regolamento sull’orario di lavoro. Fondamentale anche registrare la necessità di rivedere i fabbisogni di personale e la piena e uniforme applicazione della legge Madia sulle stabilizzazioni”.
Per Filippi, inoltre, “siamo in una fase cruciale in cui la leva contrattuale deve essere il fulcro per restituire dignità ai dirigenti del Servizio sanitario nazionale e per superare quelle situazioni di disagio lavorativo, ormai insostenibili, determinate dalle gravissime carenze di personale e dall’inadeguato finanziamento del fondo sanitario nazionale”. Punti sui quali, conclude il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, “abbiamo registrato un accordo comune: Regioni, Ministero della Salute e organizzazioni sindacali; manca allo stato la non trascurabile condivisione del Ministero dell’Economia e Finanze”.