Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs: “Il rinnovo siglato mortifica i lavoratori. Servono dignità e giusta retribuzione per oltre 10mila addetti”

Roma, 6 ott – Incroceranno le braccia venerdì 31 ottobre 2025 le lavoratrici e i lavoratori a cui viene applicato il CCNL Anaste. Alla base della mobilitazione, indetta da Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs, l’esito negativo del tentativo obbligatorio di raffreddamento e conciliazione e la firma di un nuovo contratto peggiorativo tra Anaste e alcune sigle sindacali autonome, non rappresentative del settore.
La mobilitazione è la risposta alla chiusura di Anaste, che ha scelto di sottoscrivere un rinnovo contrattuale al ribasso, ignorando le richieste delle organizzazioni sindacali confederali e penalizzando i circa 10.800 professionisti del terzo settore socio-sanitario assistenziale, in gran parte donne e operatori impegnati quotidianamente nell’assistenza a persone fragili e non autosufficienti.

“Le motivazioni dello sciopero risiedono nella palese indisponibilità di Anaste nella ricerca di soluzioni volte a garantire ai lavoratori pari diritti, tutele, dignità già riconosciute ad altre lavoratrici e lavoratori del settore alle dipendenze di datori di lavoro che applicano altri CCNL”.
Secondo i sindacati, l’accordo firmato da Anaste “non solo non garantisce alcun miglioramento salariale in linea con l’aumento del costo della vita, ma prevede parti normative peggiorative rispetto ad altri Ccnl del settore come nel caso del comporto di malattia, che mette a rischio la tutela della salute dei lavoratori.”

“È evidente la volontà di Anaste – prosegue la nota unitaria – di sottoscrivere accordi con aumenti contrattuali irrisori, disconoscendo la dignità di coloro che quotidianamente con dedizione e responsabilità si prendono cura delle persone, soprattutto quelle più fragili, sacrificando la qualità dei servizi erogati.”
Il contrasto è ancora più evidente se raffrontato con i rinnovi sottoscritti nello stesso comparto – Uneba, Cooperative Sociali, Valdesi, Anffas, Agidae – che hanno previsto aumenti retributivi tra il 10,4% e il 12,6% e significativi miglioramenti normativi su malattia, genitorialità, welfare, quattordicesima mensilità e contrasto alle molestie e alla violenza di genere.

Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali attiveranno una campagna di sensibilizzazione e informazione capillare, con assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative pubbliche sui territori e il coinvolgimento delle istituzioni locali, delle famiglie e dell’opinione pubblica.

“Alla luce della straordinaria mobilitazione dei precari PNRR della giustizia, da ultimo con lo sciopero proclamato dalla FP CGIL lo scorso 16 settembre cui hanno aderito in migliaia di lavoratrici e lavoratori negli uffici giudiziari di tutto il Paese, si moltiplicano le iniziative parlamentari e il Governo è costretto a doversi occupare del tema della stabilizzazione per tutte e tutti senza potersi più nascondere”.

Lo si legge in una nota di Fp Cgil. 

“Riteniamo però necessario che si faccia chiarezza, perché le comunicazioni del Ministro per gli Affari Europei on. Foti alla Camera dei Deputati dello scorso 1 ottobre stanno generando molta confusione, contraddicendo esplicitamente colleghi dello stesso Governo come il Ministro Nordio ad esempio, che, rispondendo ad una recente interrogazione parlamentare – prosegue la nota -, non aveva fatto menzione delle risorse necessarie alla trasformazione di tutti i 12.000 contratti a tempo determinato in essere in scadenza al 30 giugno 2026. Così allo stesso modo lindicazione generica contenuta del Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), appena approvato dal Governo il 2 ottobre, della necessità di stabilizzare i precari PNRR della giustizia senza alcun dettaglio su numeri e risorse. Deve essere chiaro che non si può giocare con la vita delle persone, in particolare con quanti stanno aspettando parole chiare e certezze rispetto alla prosecuzione del loro rapporto di lavoro con il Ministero della giustizia a meno di 9 mesi dalla scadenza dei loro contratti”

“Chiediamo quindi – prosegue ancora Fp Cgil – che il Governo esprima immediatamente parole chiare e produca atti conseguenti per garantire la stabilizzazione totale dei 12.000 precari PNRR della giustizia, chiarendo una volta per tutte che non ci sarà alcuna procedura selettiva e quindi che non vi sarà alcun criterio per tale selezione e che verrà rimesso mano al recente accordo sbagliato sulle famiglie professionali per definire la figura professionale dei funzionari UPP, che vengano individuate le risorse per le stabilizzazioni nella prossima legge di bilancio, a partire già dal disegno di legge del Governo. In caso contrario valuteremo le dichiarazioni del Ministro per quello che sono state, un pessimo spot elettorale che gioca sulla vita delle persone e che spinge professionisti qualificati ad andarsene dallamministrazione a cui pure hanno dato e vogliono continuare a dare tanto”, conclude la nota.

“La Fp Cgil Vigili del Fuoco stigmatizza con forza quanto accaduto in occasione dello sciopero generale del 3 ottobre. In numerose sedi alcuni dirigenti del Corpo, oltre a non accettare l’adesione del personale, hanno disposto il richiamo in servizio del personale che aveva legittimamente aderito allo sciopero, arrivando persino a minacciare provvedimenti disciplinari. A ciò si è aggiunta la dichiarazione di presunta illegittimità della partecipazione, fondata sul giudizio espresso dalla Commissione di Garanzia. Tali comportamenti sono inaccettabili e contrari ai principi sanciti dall’articolo 40 della Costituzione, che tutela il diritto di sciopero come libertà fondamentale dei lavoratori. Nessun dirigente può permettersi di intimorire il personale né di restringere arbitrariamente l’esercizio di un diritto costituzionale”. A dichiararlo è Mauro Giulianella, Coordinatore Nazionale Fp Cgil Vigili del Fuoco.

“La Fp Cgil VVF garantirà massimo sostegno e tutela legale a tutte le lavoratrici e i lavoratori che dovessero subire sanzioni o ritorsioni a seguito della loro adesione allo sciopero. La giornata del 3 ottobre”, continua il coordinatore, “ha visto una partecipazione ampia e convinta del personale del Corpo nazionale, confermando la riuscita dell’iniziativa e la fondatezza delle ragioni che hanno portato alla mobilitazione. Un risultato che smentisce ogni tentativo di delegittimazione e dimostra la profonda adesione del personale alle nostre rivendicazioni. La Fp Cgil VVF respinge con fermezza ogni forma di pressione e comportamento autoritario: lo sciopero era pienamente valido e legittimo, i Vigili del Fuoco hanno esercitato un diritto costituzionale, ogni eventuale provvedimento disciplinare sarà contrastato in tutte le sedi competenti. I Vigili del Fuoco meritano rispetto, non repressione. I loro diritti non si toccano”, conclude Giulianella.

“L’incontro di oggi con il Ministro della Salute Orazio Schillaci e con il Capo di Gabinetto Marco Mattei rappresenta un primo passo importante. Abbiamo chiesto e ottenuto l’apertura di un confronto istituzionale su una vertenza che riguarda oltre 250mila lavoratrici e lavoratori della sanità privata, delle Rsa e dei Centri di riabilitazione. La convocazione odierna è la dimostrazione che le nostre mobilitazioni non sono state vane e che la voce delle lavoratrici, dei lavoratori e dei professionisti non può più essere ignorata”.

Lo dichiarano, in una nota stampa congiunta, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, a margine dell’incontro presso il Ministero della Salute.
“Abbiamo spiegato con chiarezza al Ministro che lo stallo delle trattative non è più sostenibile. Da troppi anni gli operatori dei servizi sanitari e sociosanitari subiscono una svalutazione professionale e salariale che pesa sulla qualità delle cure e sulla vita delle famiglie. Gli impegni mancati di Aiop e Aris hanno conseguenze dirette sulle lavoratrici e i lavoratori, sui cittadini e sulla parte più fragile della popolazione. Abbiamo ribadito che il rinnovo del Ccnl non possa essere realizzato solo a fronte della piena copertura dei costi da parte dello Stato”, specificano.
“Il confronto con il Ministero – proseguono – apre uno scenario nuovo. Abbiamo chiesto che i finanziamenti previsti per la revisione dei DRG contengano clausole che li leghino al costo del lavoro. Inoltre, abbiamo chiesto di rivedere i requisiti per l’accreditamento, introducendo regole che impediscano il dumping contrattuale e che rendano inderogabile l’applicazione e il rinnovo triennale dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. È questa la strada per ridare dignità al settore e tutelare insieme lavoratori e cittadini”.
“Il Ministro – concludono – ha accolto la nostra richiesta di convocare entro ottobre un tavolo quadrangolare con Conferenza Stato-Regioni, Aiop e Aris. Sarà il banco di prova per misurare la responsabilità di tutti gli attori coinvolti e arrivare a soluzioni concrete. Anche per la vertenza delle Rsa, il Ministro si è detto disponibile ad aprire un tavolo con il Ministero del Lavoro. Vigileremo perché gli impegni presi oggi si traducano in fatti. Le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti attendono risposte da otto anni per quanto riguarda la sanità privata e da oltre tredici anni nelle Rsa e Case di Riposo. Non c’è più tempo da perdere”.

La Funzione pubblica della Cgil aderisce al flash mob “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, promosso dalla rete delle operatrici e degli operatori sanitari #DigiunoGaza e da Sanitari per Gaza, che si svolgerà stasera davanti a circa 230 ospedali su tutto il territorio nazionale per condannare il genocidio in corso e ricordare gli oltre 1.670 operatori sanitari assassinati dai raid di Israele.

Alle ore 21 medici, infermieri e operatori sanitari saranno invitati a partecipare all’accensione in simultanea “di luci, torce, lampade e di qualunque fonte luminosa” davanti agli ospedali. “Siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria che tocca nel profondo le nostre coscienze. Bisogna agire”.

La Funzione pubblica della Cgil, inoltre, partecipa allo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di domani, 3 ottobre, ai sensi dell’art.2, comma 7, della legge n.146/90” promosso dalla Cgil “in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza”.

Fp Cgil parteciperà anche alla manifestazione prevista a Roma il 25 ottobre, promossa dalla Cgil in vista della legge di bilancio, “per aumentare salari e pensioni, per dire NO al riarmo, per investire su sanità e scuola, per dire NO alla precarietà, per una vera riforma fiscale”, con concentramento a Piazza della Repubblica alle ore 13:30 e conclusione in Piazza San Giovanni in Laterano.

“Abbiamo oggi portato al tavolo Aran le nostre proposte economiche e normative”: lo dichiara Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN al termine del primo incontro tenutosi presso ARAN per il rinnovo del contratto nazionale di categoria 2022-2024.

“È un contratto che soffre di un finanziamento al di sotto dell’inflazione del triennio, ma le soluzioni per mettere da subito più risorse in busta paga ci sono. Abbiamo proposto di contrattare in questa tornata l’aumento dell’indennità di specificità già finanziato con la precedente legge di bilancio a regime dal 2026, stiamo parlando di circa 180 euro lordi al mese in più che rimarrebbero congelati fino al prossimo contratto. È una possibilità che è prevista dalla legge e che deve solo trovare l’approvazione del MEF”, sottolinea Filippi.
“Siamo poi in fase di discussione della legge di bilancio con la quale chiediamo al Governo di risolvere il problema della sperequazione ancora esistente per i Dirigenti Sanitari e per i Dirigenti delle Professioni Sanitarie su indennità di specificità e di esclusività”, continua.
“Abbiamo poi portato al tavolo proposte normative realizzabili in tempi rapidissimi. Per fare un contratto veloce non è necessario rinunciare alla negoziazione ed alle proposte, noi abbiamo dimostrato apertura a trovare soluzioni, ci aspettiamo la medesima disponibilità dalla controparte”, conclude Filippi.
“Due, tre miliardi in più per la Sanità? Intanto speriamo che le promesse del ministro Giorgetti al ministro Schillaci non facciano la fine di quelle dell’anno scorso: non possiamo dimenticare gli annunci roboanti del ministro della Salute relative a un Piano straordinario di assunzioni che appena pochi giorni dopo, alla luce del testo della bozza della legge di Bilancio presentata in Parlamento, erano tragicamente sparite. Inoltre, sarebbe fondamentale trovare molte più risorse rispetto a quelle annunciate visto che la sanità italiana è tra le più sottofinanziate d’Europa. E nei prossimi anni andrà ancora peggio: il governo del quale lo stesso Schillaci fa parte ha infatti inserito nel Piano pluriennale di bilancio che nel 2030 la spesa sanitaria sul Pil continuerà a calare al 5,6%, ben due punti percentuali sotto la media europea. Tanto per fare un esempio, la Germania nel 2024 ha speso per la sanità il 10,6% del Pil”.
Lo scrive in una nota il segretario nazionale Fp Cgil Michele Vannini, commentando le dichiarazioni del ministro della Salute.
“Ad ogni modo, ogni singola risorsa aggiuntiva deve essere dedicata al potenziamento della sanità pubblica, senza erogazioni a fondo perduto per il privato”, ha osservato.
“Scopertura media organici uffici giudiziari al 30% con punte oltre il 50%, servono subito risorse per stabilizzazione”
“Il Ministro Nordio, rispondendo ad un’interrogazione della deputata Antonella Forattini (Pd) ed altri, conferma nuovamente le nostre ragioni nella prosecuzione della mobilitazione per richiedere al Governo di stanziare le risorse necessarie per stabilizzare tutti i 12.000 precari Pnrr della giustizia, come ribadito ancora una volta con forza nella giornata di sciopero proclamata dalla nostra organizzazione per lo scorso 16 settembre che ha registrato altissime adesioni in tutto il Paese”.
Lo scrive in una nota Fp Cgil.
“Non risulta alcuna volontà del Ministro di provvedere ad un piano straordinario di assunzioni al Ministero della giustizia per tutte le figure professionali, a partire dalla stabilizzazione di tutti i precari, a realizzare lo scorrimento delle graduatorie ancora in essere ed il ripristino di quelle scadute, nonché – prosegue Fp Cgil – la programmazione di nuovi concorsi per permettere finalmente la redistribuzione di carichi di lavoro ormai insostenibili e coprire carenze di organico che, come ammette lo stesso Ministro, al tribunale di Mantova ad esempio sono del 48%. Questa è la situazione ordinaria in cui si trovano ormai decine e decine di uffici giudiziari, con una scopertura di organico media di oltre il 30% e punte anche ben oltre il 50%”.
“La nostra mobilitazione continuerà fintanto che non avremo ottenuto lo stanziamento di adeguate risorse per finanziare a regime il modello dell’Ufficio per il processo, per la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato fino all’ultimo lavoratore precario, per dare finalmente risposta alle legittime richieste di valorizzazione professionale ed economica del personale di ruolo andando oltre le vuote dichiarazioni di intenti. Servono risorse aggiuntive, non chiacchiere”, conclude Fp Cgil.

La FP CGIL continua a sostenere e promuovere la mobilitazione per Gaza, contro l’invasione militare da parte dell’esercito Israeliano e supporta ogni iniziativa per il cessate il fuoco, a difesa della dignità umana e della la popolazione civile.

Come organizzazione sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità sosteniamo e supportiamo la giornata Luci sulla Palestina – 100 ospedali per Gaza promossa per il 2 ottobre.

I reiterati attacchi del Governo di Israele sulla Striscia di Gaza continuano a colpire le infrastrutture essenziali, hanno trasformato luoghi di cura e salvezza come gli ospedali in zone di guerra e di morte, di chi si vi si reca per cercare assistenza e di chi prova a svolgere la propria missione in condizione estreme. Sono migliaia gli operatori sanitari uccisi e c’è un’intera popolazione cui è negato il libero accesso a beni vitali e alla minima assistenza sanitaria

Continueremo a mettere in atto quanto possibile e necessario, dalle iniziative nazionali ed internazionali, al supporto alle spedizioni di aiuti alla popolazione civile, a cominciare dal sostegno alla Global Sumud Flotilla, per ottenere la fine delle atrocità, il ripristino del rispetto del internazionale dei diritti umani e il riconoscimento dello Stato di Palestina.

tajani

Le lavoratrici e i lavoratori del Ministero degli Esteri, tra cui tanti iscritti e iscritte alla Fp Cgil, in queste ore stanno firmando una lettera indirizzata al Ministro Tajani che ha raggiunto finora più di 500 firme. Noi siamo con loro, sosteniamo completamente la loro iniziativa e crediamo che sia estremamente necessario in questo momento supportare tutto ciò che può contribuire a determinare un intervento urgente del Governo per porre fine al genocidio in corso a Gaza.

Da due anni organizziamo momenti di confronto con le lavoratrici e i lavoratori per sensibilizzare rispetto a quanto sta accadendo. Lo abbiamo fatto lo scorso 31 luglio e il 23 settembre inviando due lettere al Ministro Tajani. Lo abbiamo fatto anche venerdì scorso convocando un’assemblea alla Farnesina con le lavoratrici e i lavoratori proprio per stimolare un confronto e siamo felici che abbiano scelto di scrivere una lettera rivolgendosi, come dipendenti degli Esteri, direttamente al Ministro Tajani.

Ora chiediamo al Ministro di dare immediatamente riscontro alle lavoratrici e ai lavoratori che tutti i giorni sono impegnati per il rispetto del diritto internazionale umanitario nel mondo. La nostra lotta per la pace e la giustizia continuerà finché non verranno accolte le richieste di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori oltre che organizzazioni e associazioni di interrompere il genocidio in corso e di stabilire e garantire la pace per il popolo palestinese.

I sindacati europei dei servizi pubblici dell’area del Mediterraneo aderenti ad EPSU si sono riuniti a Roma lunedì 22 e martedì 23 settembre per discutere di quanto sta avvenendo in Europa e nel mondo, e delle conseguenze che le politiche sostenute dalla Commissione europea avranno sui servizi pubblici e su lavoratrici e lavoratori, con l’inaccettabile aumento del lavoro precario e la diminuzione di diritti e tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

I sindacati europei, nel rifiutare il ritorno all’austerity, la deregulation e la conseguente riduzione del perimetro pubblico, le logiche di riarmo e l’incremento della spesa militare, hanno ribadito la necessità di investire risorse per dare attuazione all’Agenda Europea dei Servizi Pubblici e rafforzare lo stato sociale, convinti che garantire l’universalità dei servizi sia un fondamento della democrazia. Per questo, invitano EPSU a sostenere con tutti i sindacati europei una grande mobilitazione internazionale contro l’austerità e il riarmo, per la pace e la giustizia sociale.

Non ci serve la spesa per le armi, ma quella per la sanità, l’assistenza, il diritto alla casa, i servizi educativi, per le amministrazioni locali e per quelle centrali, per i vigili del fuoco, per una transizione digitale e verde che sia giusta e orientata a valorizzare la professionalità dei lavoratori. L’obiettivo dell’Europa deve essere ridurre le disuguaglianze, migliorare le condizioni di lavoro, i diriti e le tutele di lavoratrici e lavoratori.

Durante i lavori della due giorni sono stati discussi e approvati due ordini del giorno, il primo dei quali su Gaza e l’invito a tutti i sindacati europei a mobilitarsi con azioni coordinate in una giornata per Gaza, per chiedere a istituzioni europee e internazionali il cessate il fuoco immediato e permanente, l’apertura di corridoi umanitari, la sospensione degli accordi commerciali e militari, il riconoscimento dello Stato di Palestina e l’attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite per la fine dell’occupazione dei territori e la soluzione dei due Stati.

 

Di seguito i testi integrali degli ordini del giorno approvati.

“Usare da subito in questo contratto ancora fortemente definanziato i circa 180 euro lordi procapite in più al mese già finanziati dal 2026, ma incomprensibilmente congelati nell’atto d’indirizzo”

“Finalmente, dopo mesi di sollecitazioni anche se con grande ritardo, partono le trattative per il rinnovo contrattuale dei 137mila Dirigenti Medici, Veterinari, Sanitari e delle Professioni Sanitarie 2022-2024. Le nostre proposte sono molto chiare: dal punto di vista economico le soluzioni ci sono, sono a portata di mano. Non comprendiamo perché nell’atto d’indirizzo propedeutico all’avvio delle trattative non siano state inserite proprio le risorse per l’indennità di specificità dei professionisti già finanziate a regime dal 2026, che potrebbero essere quindi contrattate ed erogate già da gennaio e che invece se non inserite nella trattativa, pur se finanziate, di fatto rimangono congelate fino al prossimo contratto”.
Lo dichiara Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN in merito all’imminente avvio del tavolo negoziale presso ARAN, per il rinnovo del CCNL 2022/2024 dei Dirigenti del SSN.
“Stiamo parlando di circa 180 euro lordi al mese in più per ciascun professionista, già finanziati con la legge di bilancio precedente e che saranno comunque pagati con gli arretrati da gennaio 2026, perchè tenerli congelati per più di 1 anno, quando possono servire a dare ossigeno a questo contratto ancora molto definanziato?”, chiede Filippi rivolgendosi a Governo e Regioni. “E’ una scelta politica che non comprendiamo e che può essere risolta senza grandi patemi. Quanto previsto dall’atto di indirizzo pubblicato nei giorni scorsi è inferiore all’inflazione registrata nel triennio, ma per colmare almeno in parte questo gap una soluzione c’è ed è falsa la narrazione secondo cui non si può risolvere il problema economico”.
“In questa fase di elaborazione della legge di bilancio, infatti – prosegue Filippi – noi chiediamo al Governo l’impegno non gravoso di finanziare più risorse extracontrattuali per l’aumento dell’indennità di specificità già di fatto finanziato con la precedente legge di bilancio per tutti i professionisti. Questo consentirebbe di  sanare anche quella sperequazione per cui l’aumento sarebbe stato previsto, per ammissione dello stesso Ministro della Salute Orazio Schillaci, ‘per errore materiale’, solo per Medici e Veterinari, ma non per i Dirigenti Sanitari; questa ingiustizia va risolta al più presto e non possiamo trascurarla, cosi come oggi con poche risorse possiamo risolvere il problema del mancato finanziamento dell’indennità di esclusività dei Dirigenti delle Professioni Sanitarie. La soluzione è a portata di mano, la distanza non è così profonda, è una questione politica che si può risolvere”.
“D’altra parte sarebbe sbagliato per chi rappresenta lavoratrici e lavoratori rinunciare alle prerogative sindacali proprie della negoziazione prima ancora di iniziare le trattative. Anche da un punto di vista normativo le tematiche sono di facile soluzione: si tratta fondamentalmente di manutenere con precisione e attenzione gli aspetti innovativi introdotti con il ccnl 2019/21 che ancora trovano difficoltà di applicazione uniforme nelle Aziende”, osserva il Segretario.
“La nostra Piattaforma è molto semplice: chiarire gli aspetti sui quali abbiamo riscontrato in questi 2 anni divergenti interpretazioni, con particolare riferimento alla normativa sull’orario di lavoro con la quale vogliamo prevenire l’utilizzo indiscriminato dell’extraorario dei professionisti che fino al 2023 veniva usato dalle Aziende per coprire le carenze di personale: è un tema delicatissimo che va affrontato con precisione e responsabilità. In tema di incarichi, poi, apprezziamo che siano state inserite nell’atto d’indirizzo le nostre richieste sulla valorizzazione economica dei neoassunti e delle posizioni variabili di tutti i Dirigenti: è una nostra storica battaglia che portiamo avanti da 2 contratti e che ora possiamo portare a compimento”.
Secondo Filippi, “rimangono poi alcune questioni puntiformi, ma importanti, che possono essere risolte con urgenza e che non possono aspettare il ccnl 2025-2027, anche a beneficio della Governance delle Aziende, per rendere più snella e uniforme l’applicazione e per prevenire lunghi ed inutili contenziosi. Ci riferiamo a sostituzioni, aspettativa, preavviso e periodo di prova, ricostituzione del rapporto di lavoro, riposi compensativi di festività infrasettimanali, temi sui quali non dovrebbe essere complicato rintracciare la più larga intesa”, aggiunge Andrea Filippi.
“Insomma: per fare un contratto veloce le soluzioni ci sono, non è necessario rinunciare a rappresentare le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, serve solo impegno economico contenuto, ma soprattutto la volontà politica. I problemi non si risolvono dichiarando da subito la disponibilità alla sottoscrizione delle condizioni date dal Governo, nè alzando le barricate, ma perseguendo nella negoziazione, con il buon senso di entrambe le parti, possibili mediazioni” conclude.
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