INCONTRO PERSOCIV: SVILUPPI 2017, ASSUNZIONI, CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione, richiesta dalle scriventi OO.SS. con nota del 9 u.s. e prontamente convocata dal D.G. che l’ha anche presieduta, finalizzata ad approfondire alcune problematiche innescate dall’avvio della procedura selettiva per gli sviluppi economici 2017.In apertura, la dr.ssa Corrado ha fatto innanzitutto il punto di situazione sui ricorsi promossi da lavoratori e relativi alla procedura 2016. A parte alcuni a carattere individuale, sono stati notificati ad A.D. tre ricorsi collettivi, di cui due promossi da funzionari in ordine alla supposta scarsa rilevanza dei titoli di studio rispetto all’anzianità (15 ricorrenti il primo, 17 il secondo) e il terzo promosso da n. 32 lavoratori comandati, in particolare presso la PdCM, in ordine al rigetto dei titoli diversi presentati sulla “valutazione della prestazione professionale”. A parere del D.G, sulla base dei numeri di cui sopra e a fronte della ben più numerosa platea dei lavoratori interessati alla procedura selettiva 2017 (circa 20.000), non appaiono in alcun modo praticabili modifiche in corso d’opera delle modalità di ammissione già fissate dal bando pubblicato il 30 u.s..In merito alle problematiche legate al bando 2017, abbiamo posto le seguenti questioni.Titoli valutabili: abbiamo rilevato le contraddizioni in merito alla richiesta allegazione, innanzitutto rispetto alle precise disposizioni recate dal DPR 445/2000 e, in via secondaria, rispetto alle contraddizioni presenti nello stesso bando (art. 4, commi 10 e 15). A tal proposito, abbiamo chiesto che la D.G. chiarisca i termini esatti del problema, anche al fine di evitare successivi contenziosi.Valutazioni multiple: abbiamo segnalato come molti lavoratori, in particolare sulla sede di Roma, siano stati impropriamente esclusi dagli elenchi predisposti da OIV in sede di attribuzione dei punteggi ponderati, e richiesto a tal proposito una urgente iniziativa della D.G.Valutazione prestazione professionale: in merito alla non valutazione dei periodi di servizio inferiori ai 90 gg (Direttiva 10.11.2015, pg. 8), che rischia di ricomprendere assenze dal servizio anche di rilevanza sociale (assenze per maternità; per patologie gravi), abbiamo chiesto di adottare come criterio quanto previsto nella stessa Direttiva per l’attribuzione del trattamento accessorio.Titoli di studio coerenti con le attività del p.p. posseduto: nel ricordare le posizioni di dissenso espresse a suo tempo in sede di trattativa FUA, abbiamo segnalato la necessità di fissare criteri più trasparenti ed oggettivi, prendendo a riferimento le tabelle predisposte dal Ministero dell’Istruzione e già utilizzate per le riqualificazioni 2008, evitando le formulazioni molto generiche e di cui alla FAQ n. 22, che affida di fatto alla discrezionalità delle Commissioni di verifica le scelte al riguardo.Abbiamo infine segnalato la necessita che l’URP risponda sollecitamente ai quesiti proposti direttamente dai lavoratori interessati o per il tramite delle Rappresentanze sindacali.Il D.G. ha preso atto delle nostre richieste e si è impegnata a darne rapida e concreta soluzione.Nel corso della stessa riunione, il D.G. ha ufficializzato i dati relativi alle prossime nuove assunzioni di professionalità civili, uno dei frutti positivi della nostra iniziativa di questi mesi.Sono già partite le lettere di assunzione di n. 70 idonei (funzionari e assistenti tecnici, erano 86 in tutto, in 16 vi hanno rinunciato) collocati nelle graduatorie ancora aperte e relative ai concorsi pubblici già espletati per il MD, e a giorni verranno pubblicati tre bandi di concorso per assumere complessivamente n. 30 professionalità civili del settore tecnico, scientifico e informatico. Una buona notizia, davvero, che insieme alla riattivazione delle ex scuole allievi operai di cui all’emendamento governativo al DDL attuativo del Libro Bianco, apre davvero nuove prospettive.A conclusione dell’incontro, in risposta ad una nostra precisa richiesta in ordine ai problemi innescati dalla circolare INP INPS n. 94 del 31.05.2017, ha chiarito che l’A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti, e che il problema ravvisato per altre AA.PP, non sussiste per il personale civile della Difesa. Nel prenderne positivamente atto, abbiamo chiesto e ottenuto che la DG formalizzi questa precisazione con apposita comunicazione on line.
FP CGIL
F.to Francesco Quinti
UIL PA
F.to Sandro Colombi
FLP DIFESA
F.to Giancarlo Pittelli
CONFSAL UNSA
F.to Gianfranco Braconi
Nota ministeriale GDAP-0364706 del 15.11.2017.
Al Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria
Al Direttore Generale della Sanità animale e
dei farmaci veterinari
Al Direttore Generale del Personale,
dell’Organizzazione e del Bilancio
e.p.c.
All’Ufficio Relazioni Sindacali
S E D E
Oggetto: Attività degli Assistenti di prevenzione e sanità e dei Funzionari tecnici della prevenzione .
Si fa riferimento alla normale attività di istituto degli Assistenti di prevenzione e sanità e dei Funzionari tecnici della prevenzione, in servizio sia negli uffici centrali dell’Amministrazione che presso gli Uffici periferici USMAF e UVAC – PIF.
Gli ambiti di servizio e le singole operazioni che i lavoratori inquadrati nei profili professionali suddetti compiono giornalmente potrebbero essere riconducibili al profilo professionale del Tecnico della Prevenzione, dell’ambiente e dei luoghi di lavoro di cui al Decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58.
Soltanto alcuni di questi lavoratori risultano essere abilitati all’esercizio della professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione, dell’ambiente e dei luoghi di lavoro: una parte sono stati ritenuti equipollenti al titolo universitario di Tecnico P.A.L.L. a seguito dell’emanazione del Decreto del Ministro della Sanità di concerto con il Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e Tecnologica del 3 novembre 2011 che ha integrato il precedente D.M. del 20 luglio 2000, ed una parte hanno conseguito, di loro iniziativa, il predetto titolo universitario di Tecnico P.A.L.L. .
Dunque, si chiede alle SS. LL. un urgente incontro per approfondire la situazione esposta che potrebbe comportare, per i lavoratori e i dirigenti coinvolti, delle implicazioni di carattere anche penale considerato che la fattispecie rappresentata potrebbe configurare il reato di esercizio abusivo di professione sanitaria previsto dall’art. 348 del Codice penale.
L’annosa questione sopra descritta giustifica ampiamente l’urgenza della richiesta.
Tuttavia, non si può tralasciare il fatto che recentemente la Camera dei Deputati ha licenziato, trasmettendolo al Senato della Repubblica per la definitiva approvazione, il D.D.L. cosiddetto Lorenzin che, all’articolo 12, prevede un inasprimento delle pene previste per l’esercizio abusivo di una professione sanitaria.
Questa circostanza di carattere contingente riporta all’attenzione di codesta Amministrazione il caso mai risolto della corretta attività di istituto degli Assistenti di prevenzione e sanità e dei Funzionari tecnici della prevenzione.
Pertanto, la scrivente O.S. si rende disponibile fin d’ora per la definizione di eventuali percorsi formativi atti ad elevare il bagaglio culturale dei lavoratori inquadrati nei profili tecnici della prevenzione, in modo da rendere il loro operato di servizio rispondente alle vigenti norme sanitarie.
FP CGIL
Lupi
15.11.2017 – Pubblichiamo la nota predisposta dalle organizzazioni sindacali rappresentative dei direttivi e dirigenti inviata vertici politici e del Corpo. L’obiettivo è quello di bloccare il tentativo dell’Amministrazione di passare nel comparto di contrattazione dei Direttivi e Dirigenti una parte di lavoratrici e di lavoratori senza i titoli necessari.
La nostra politica, le nostre rivendicazioni sono state condivise da altre organizzazioni sindacali che rappresentano quel comparto di contrattazione. Questo rafforza la posizione della Fp Cgil che il 26 ottobre ha definito quell’operazione ad-personam e creata ad-hoc per modificare la percentuale di rappresentatività in quel comparto.
Diciamo insieme BASTA ai soliti giochi, gli stessi che per tanti anni hanno penalizzato i lavoratori.
Sostieni la Cgil, aiutaci a cambiare la direzione alle cose
La Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, unitariamente alle altre organizzazioni sindacali (Anaao, Cimo, Aaroi, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Uil Fpl Coordinamento Medici e Veterinari) hanno proclamato lo stato di agitazione e una campagna di informazione per spiegare ai cittadini chi toglie loro le possibilità di cura. Da lunedì 20 novembre rispetto assoluto dell’orario contrattuale, giovedì 23 e venerdì 24 novembre assemblee aziendali di 2 ore ad inizio o fine turno su contratto di lavoro e fondi contrattuali “taglieggiati”, 30 novembre mattina riunione congiunta degli esecutivi nazionali a Roma per spiegare le ragioni di una o più giornate di sciopero nel periodo dicembre 2017 – febbraio 2018.
Queste le ragioni:
-la legge di bilancio 2018 persevera, al di là dell’incremento nominale, nel definanziamento della sanità pubblica, sia in termini di risorse realmente disponibili sia in rapporto al PIL, non adeguando il fabbisogno del FSN in riferimento alla erogazione dei nuovi LEA per i cittadini ed alla incidenza dei costi contrattuali per il personale;
− le trattative per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria sono in fase di stallo, a differenza di altre categorie del mondo sanitario, segno della volontà di sabotare il contratto prorogandone di fatto il blocco;
− le risorse economiche stanziate sono inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e alle economie realizzate grazie al turn-over dei dirigenti medici e sanitari;
− a fronte di un costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei dirigenti sanitari il Governo non ravvisa le caratteristiche di gravosità ed usura riconosciute ad altre categorie professionali;
− il prossimo esame di ammissione alle Scuole di specializzazione lascerà fuori dai percorsi formativi e dall’accesso al lavoro 10.000 giovani medici mentre il Ssn non trova specialisti;
− i processi di stabilizzazione dei precari, compresi quelli addetti alla ricerca, sono in grave ritardo;
− Ministero della Salute e Regioni lavorano ad una determinazione dei fabbisogni di personale che taglia gli organici e comprime il tempo di cura, peggiorando la qualità dell’assistenza e della prevenzione;
Roma, 15 novembre 2017
E’ stato pubblicato, questa mattina il DM a firma del Ministro Orlando che riprende la rimodulazione e la ridenominazione dei profili giuridici in ottemperanza dell’Accordo del 26 aprile 2017, sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 21 del 15/11/2017.
Insieme ad esso è stato pubblicato anche l’intero testo dello stesso Accordo.
Trovate qui in allegato il Bollettino in questione.
La Coordinatrice Nazionale FP CGIL
Ministero della Giustizia DOG
Amina D’Orazio
Roma, 15 novembre 2017
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio
e, p.c
Al Direttore generale del Personale e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
R o m a
Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil Polizia Penitenziaria
Oggetto: commissione ricompense, di cui all’art.82 D.P.R. 15 febbraio 1999, n. 82.
Egregio,
l’annullamento della riunione della commissione in oggetto, prevista per il giorno 9 novembre 2017 e annullata il giorno prima, ha causato malumori nel personale di Polizia Penitenziaria e disagi ai componenti che erano stati convocati.
Sul primo punto la FP CGIL, considerato l’importanza dell’argomento da trattare e l’arretrato di quasi 2000 richieste di ricompense da discutere, le chiede di convocare al più presto una serie di riunioni in cui si possa smaltire il carico di lavoro accumulato nel tempo.
Sul secondo punto, considerato che la comunicazione dell’annullamento della riunione è arrivata mentre alcuni componenti erano già in viaggio per recarsi a Roma e che successivamente gli stessi componenti si sono visti annullare l’autorizzazione al servizio dimissione, la FP CGIL le chiede di comunicare alle direzioni competenti di ripristinare tale autorizzazione e rimborsare ai componenti le spese sostenute per il viaggio.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.
Al Ministro della giustizia On. Andrea Orlando
e p.c. Al capo Di Gabinetto Dott.ssa E. Cesqui
Al Capo DAP Dott. S. Consolo
Al capo DGMC Dott.ssa G. Tuccillo
Numerosi sono stati gli interventi che le scriventi OO SS negli ultimi due anni hanno posto in essere riguardo alla tematica della decurtazione della indennità penitenziaria al personale del comparto ministeri in conseguenza delle assenze per malattia, rappresentando come nell’amministrazione penitenziaria e in quella della giustizia minorile e di comunità sia divenuta oramai una problematica così grave che rischia di inficiare l’equilibrio dell’integrazione anche operativa tra le tre anime professionali che caratterizzano questa realtà, quella afferente al personale contrattualizzato e quelle del Corpo di polizia penitenziaria e della dirigenza penitenziaria, anime che operano nello stesso contesto e che condividono la stessa mission istituzionale benché appartenenti a comparti contrattuali diversi. Ebbene la peculiarità del penitenziario, le specificità operative e professionali di tutti i lavoratori di questo settore, comparto sicurezza e comparto ministeri, furono riconosciute dal legislatore che con interventi normativi estese negli anni ’70 l’indennità di servizio penitenziario, di cui era già beneficiario il personale c.d. “civile”, a quello del Corpo degli Agenti di Custodia – oggi Corpo di polizia penitenziaria – proprio per rafforzare tra i lavoratori l’appartenenza al mandato istituzionale e la condivisione operativa, benché con apporti professionali differenti nella loro specificità, nel medesimo contesto, delicato e complesso, quale quello dell’esecuzione penale (interna, esterna e minorile). La decurtazione della indennità di servizio penitenziario, indennità assimilabile alla struttura retributiva fondamentale perché corrisposta per tredici mensilità ed utile ai fini della quiescenza, sta avvenendo per il solo personale del comparto ministeri in applicazione dell’art.71 D.L. 25/6/2008 n.12 convertito in L.n.133 del 6/8/2008, dell’orientamento applicativo dell’ARAN nonchè dei rilievi formulati dal MEF. In virtù di tali fonti normative l’amministrazione, nonostante le circolari emanate negli anni precedenti e gli sforzi posti in essere di recente al fine di affermare la genesi della indennità in questione e, quindi, la sua non decurtabilità, sta operando le ritenute per assenze per malattia e, da quello che risulta, si accinge a recuperare le somme dovute anche in via retroattiva ossia dal 2008. Tutto ciò, per quanto esposto, ci sembra davvero inaccettabile e sta determinando un danno fortissimo nonché grande apprensione tra i lavoratori del DAP e del DGMC. CGIL CISL e UIL , tanto premesso, ribadiscono la necessità di un Suo autorevole intervento finalizzato a dirimere questa problematica che può risolversi solo con un provvedimento normativo volto a riconoscere pari dignità a tutti i lavoratori penitenziari. Le scriventi organizzazioni sindacali, in caso di negativo riscontro, si riservano l’adozione di ulteriori e più pregnanti iniziative di lotta.
Roma, 15 novembre 2017
FP CGIL CISL FP UIL PA
Chiaramonte Marinelli Colombi
Nella giornata di ieri la Commissione Bilancio del Senato in cui è incardinata in sede referente la Legge di conversione del DL Fiscale non ha discusso l’emendamento 7.0.14 presentato dal Relatore Sen. Lai. All’interno dell’emendamento era previsto il finanziamento aggiuntivo di risorse certe e stabili per portare a compimento, come da noi richiesto in questi mesi, la procedura di progressione economica per tutto il personale dell’Agenzia. Finanziamento tra l’altro su cui si era impegnato direttamente il Governo nei mesi scorsi. L’emendamento non è stato discusso, ma ritirato dal relatore in quanto il Governo, in sede di discussione, ne ha chiesto la riformulazione. E’ di tutta evidenza che a fronte di alcune criticità presenti nel testo dell’emendamento che anche noi non condividiamo, secondo le diverse posizioni assunte dalle OO.SS.in sede di audizione parlamentare sull’impianto complessivo della riforma proposta, una cosa però non può e non deve essere messa in discussione. Il finanziamento aggiuntivo per il personale e per le progressioni, oggetto di una lunga e partecipata vertenza, che non può certo fermarsi ora che è in dirittura di arrivo. Ecco il perché siamo impegnati in un forte pressing nei confronti dell’Autorità politica, dei gruppi parlamentari e della stessa Agenzia affinchè in sede di riformulazione dell’emendamento tali risorse vengano comunque confermate. Invitiamo quindi tutte le strutture a informare tempestivamente e capillarmente i lavoratori e le lavoratrici dello stato della vertenza. Sulla base dell’evolversi della situazione decideremo ad horas le ulteriori iniziative necessarie, non escludendo un presidio presso le sedi di Camera e Senato per far sentire forte la voce e la rabbia dei lavoratori dell’Agenzia.
FP CGIL – Boldorini
CISL FP – Silveri
UIL PA – Cavallaro
CONFSAL/SALFi – Callipo, Sempreboni, Sparacino
FLP – Cefalo, Patricelli
Roma, 15 novembre 2017
Dott. Antonio Samaritani
Direttore Generale Agenzia per l’Italia Digitale
p.c.
Dott.ssa Franca Battaglia
Dirigente Area “Organizzazione e gestione del personale ”
Sono stati segnalati alla scrivente O.S. episodi incresciosi che, oltre a ingenerare demotivazione e disagio tra i lavoratori, mettono in evidenza il rischio di uno scollamento tra “organizzazione formale” perseguita con atti ufficiali e “organizzazione di fatto” conseguita nella realtà ed aggravatasi con la gestione del progetto ITALIA LOGIN. Una gestione stridente con la realtà organizzativa dell’AgID che amplifica gli effetti distorsivi dovuti all’assenza delle declaratorie della “nuova” organizzazione emanata ormai a giugno 2017 alla presenza del Commissario Piacentini.
L’oggetto delle segnalazioni pervenute fa riferimento, fra l’altro, a scarsa circolarità delle informazioni, all’affidamento a collaboratori esterni di funzioni di rappresentanza dell’Agenzia e a riunioni, indette da codesta Direzione Generale, alle quali parteciperebbero solamente i collaboratori a contratto, e non i funzionari AgID che – da ordini di servizio emanati ricoprono ruoli di responsabilità (es. “RUP”, “Direttori esecuzione”, responsabili di P.O.) e che dovrebbero, al contrario, essere permanentemente coinvolti, informati e supportati dalle competenze professionali esterne acquisite con il progetto ITALIA LOGIN. Acquisizioni avvenute in molti casi con compensi equiparabili a quelli di un dirigente pubblico introducendo così una paradossale discriminazione non solo con il personale di ruolo con competenze ed esperienze analoghe se non superiori, ma anche tra gli stessi co.co.co. che operano in AgID da oltre dieci anni. Codesta Direzione Generale si è insediata all’insegna della discontinuità con le precedenti gestioni e, nella convinzione che la comunicazione interna sia indice e sostanza della qualità delle relazioni e dell’idea organizzativa che si intende instaurare e sviluppare all’interno dell’Ente, la scrivente O.S. invita a correggere la direzione intrapresa, connotata da modalità che, oltre ad essere in contraddizione con le volontà espresse pubblicamente, sono in grado di generare frustrazione nelle aspettative del personale ed effetti negativi sulla professionalità dei dipendenti e, soprattutto, sull’efficienza e sull’efficacia dell’azione dell’Agenzia. Al fine di prevenire potenziali fonti di tensione ed evitare il rischio di attriti o “contrapposizioni difensive” tra categorie di prestatori che devono lavorare in sinergia per il migliore svolgimento delle funzioni core affidate all’Agenzia, si sottolinea l’urgente necessità di individuare ed incentivare pratiche professionali concrete e operative che facilitino l’integrazione nel rispetto dei ruoli e delle competenze, la circolarità delle informazioni e delle proposte, l’identificazione nell’Organizzazione prima che nello specifico “gruppo” di provenienza.
SI INVITA PERTANTO CODESTA AGENZIA A INTRAPRENDERE, CON OGNI CONSENTITA URGENZA, LE OPPORTUNE AZIONI VOLTE A VALORIZZARE IL CONTRIBUTO DEL PERSONALE INTERNO NONCHÉ A PROMUOVERE IL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELL’AMBIENTE DI LAVORO, RIPRISTINANDO UN CLIMA LAVORATIVO SERENO.
FP CGIL AGID
Andrea Impronta
Roma, 15.11.2017
Al Ministro della Difesa
Sen. Roberta Pinotti
e,p.c.
Al Capo di Stato Maggiore
Difesa Generale Claudio Graziano
Al Gabinetto del Ministro
OGGETTO: Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri e polverifici, ex artt. 19 e 25 D.P.R. 29.12.1973.
Gentile Ministra,la Direzione generale del personale civile del Ministero della Difesa ha, con circolare del 14.03.2016, dettato una serie di disposizioni relative ai benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ex artt. 19 e 25 del D.P.R. 1092/1973. Con la medesima circolare la predetta amministrazione ha espressamente abrogato una serie di circolari precedenti, restringendo fortemente le ipotesi in cui spetta il riconoscimento dei benefici, in parte recependo taluni gli arresti della giurisprudenza, in altra parte fornendo essa stessa l’interpretazione delle norme vigenti,parte delle quali, a giudizio delle scriventi OO.SS., assolutamente obsolete ed inadeguate.Tale delicata problematica – che ha immediatamente prodotto conseguenze inattese e drammatiche per le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, particolarmente in coloro che proprio in forza di quei benefici stavano o avrebbero dovuto essere posti in quiescenza – è stata fin da allora subito affrontata dalle scriventi rappresentanze sindacali, che a più riprese hanno chiesto ed ottenuto di discuterne dapprima con la direzione generale del personale, invero rimasta sempre sulla propria rigida ed inflessibile posizione, e poi con l’ex Sottosegretario delegato, On. Domenico Rossi, invero sul caso dimostratosi più disponibile alla comprensione della dimensione del problema e, quindi, anche alla possibile individuazione delle soluzioni immediatamente praticabili. Al punto che, anche profittando delle motivazioni contenute nella sentenza n. 331/2015 della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio (che si allega), lo stesso Sottosegretario aveva rimandato la discussione dell’argomento al tavolo di confronto che si sarebbe dovuto svolgere lo scorso 20 Luglio, in attesa di verificare preliminarmente l’esito del tavolo bilaterale che avrebbe dovuto tenersi tra una delegazione di SMD e la dirigenza dell’INPS,necessario ad approfondire di più e meglio gli aspetti d’interesse legati alla predetta sentenza, oltre che a valutare la possibilità di intervenire, modificandone i contenuti,sull’ormai vecchio e inadeguato Decreto luogotenenziale n.1100/1019.Eppure, sebbene il tema proposto oggi alla Sua cortese attenzione sia più che mai attuale e, purtroppo, tuttora foriero dei gravissimi danni arrecati ai trattamenti di quiescenza pressoché ormai raggiunti da molte di quelle lavoratrici e/o lavoratori – personeche starebbero per maturare il loro sacrosanto diritto alla pensione se solo venissero loro riconosciuti quei periodi di servizio legittimamente rivendicati -, e malgrado i nostri ripetuti inviti destinati tanto a SMD quanto alla Direzione generale del personale, ancora oggi non sappiamo quando e se saremo mai convocati per discutere dell’annosa questione, né ci è dato di sapere se l’incontro a suo tempo disposto dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’Inps si sia mai effettivamente tenuto e, nel caso, quale effetto concreto abbia poi eventualmente sortito.In tale compromessa condizione, non resta alle scriventi OO.SS. che prendere atto del fallimento dei propositi declinati nella riunione del 5 Luglio scorso, e dell’ingiustificabile silenzio fatto fin qui colpevolmente calare sul tema sia dal vertice politico del Ministero -poiché la semplice riconsegna delle deleghe da parte dell’ex Sottosegretario non esaurisce né potrebbe in alcun modo interrompere l’esercizio delle responsabilità che investono le sue funzioni -, sia dalla predetta Direzione generale – con ogni probabilità ancora ferma nel suo proposito – forse disinteressata a regolare definitivamente la materia.In ogni caso sul tema, considerati i guasti già provocati e quelli che saranno presto prodotti in danno delle lavoratrici e dei lavoratori civili rappresentati e interessati da quei processi in costanza di applicazione dei contenuti di quella circolare, le scriventi organizzazioni sindacali La invitano ad intervenire quanto prima nel merito della questione esposta, disponendo l’immediata verifica degli esiti della riunione conseguiti da SMD nell’incontro ordinato dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’INPS e, quindi, la tempestiva riapertura del tavolo di confronto tra le parti.Confidiamo nella Sua nota sensibilità istituzionale e personale, gentile Ministra,certi che appena raggiunta dalla presente comunicazione disporrà l’adozione di tutti i provvedimenti del caso.Ma al contempo riteniamo sia giusto sappia, che se nelle prossime due settimane non dovessimo ancora ricevere nessun segnale tangibile sul tema avanzato, le scriventi OO.SS. si riterranno libere di ricorrere a tutti gli strumenti di lotta a propria disposizione per rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti di vedersi riconosciuti quei benefici che nel tempo hanno legittimamente maturato e di cui sono stati ingiustamente privati.
|
FP CGIL
F.to Francesco Quinti |
UIL PA
F.to Sandro Colombi |
FLP DIFESA
F.to Giancarlo Pittelli |
CONFSAL UNSA
F.to Gianfranco Braconi |
Roma, 15 novembre 2017
Care compagne, Cari compagni È stata pubblicata ieri la graduatoria dei vincitori e degli idonei del concorso a 800 posti di Assistente Giudiziario dell’Amministrazione Giustizia. Al seguente link:https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.page?contentId=SCE1288693&previsiousPage=mg_1_6
Troverete le graduatorie in questione.
La Coordinatrice Nazionale FP CGIL
Ministero della Giustizia DOG
Amina D’Orazio