Ipotesi di accordo integrativo del personale dirigente di seconda fascia del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali relativo  al Fondo 2017 per le retribuzioni di posizione e di risultato.

L’accordo sottoscritto lo scorso 26 aprile da Lei Sig. Ministro e dalle scriventi organizzazioni sindacali costituisce un importante passo in avanti verso la valorizzazione giuridica ed economica del personale in servizio negli uffici giudiziari. Lo stesso, infatti, prevede,tra l’altro, la rimodulazione della declaratoria di alcuni profili professionali, la istituzione anche per la organizzazione giudiziaria dei profili tecnici, nuove progressioni economiche con i FUA 2017 e 2018 (in favore anche del personale degli altri dipartimenti del Ministero), il passaggio da un profilo ad un altro nell’ambito della stessa area attraverso l’istituto della flessibilità, la pubblicazione del bando per il passaggio degli ausiliari nell’area seconda, “mantenendo apertala graduatoria” al fine di realizzare lo scorrimento della stessa, il transito nell’area terza di tutti i cancellieri e di tutti gli ufficiali giudiziari che hanno superato le procedure ex art. 21 quater della legge 132 entro il giugno del 2019.L’accordo contempla l’emanazione di una serie di atti da parte dell’amministrazione, quali il decreto ministeriale che recepisce i profili nuovi e quelli emendati ed il decreto ministeriale che rimodula gli organici, nonché la conclusione di successivi accordi, quali quelli sulle progressioni economiche, secondo una tempistica ben precisa volta a dare certezza della esigibilità dell’accordo in un arco temporale ragionevole (cfr. art. 6 dell’accordo del 26 aprile cit).Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono disappunto per il fatto che lo schema di decretonon si limita a recepire i nuovi profili (assistente e funzionario tecnico) e quelli modificati nella denominazione e/o nella declaratoria ma contempla tutti i profili, anche quelli previsti dal vigenteCCNI e non toccati dall’accordo del 26 aprile. Tale circostanza rende il decreto irricevibile per il sindacato perché un atto unilaterale dell’amministrazione non può incidere, se non in via deltutto limitata ed eccezionale, su materie, quali la disciplina di profili e mansioni, che la legge riserva alla contrattazione integrativa. CONFSAL CGILCISL UIL e INTESA rappresentano ancora come lo schema di provvedimento non reca, neanche in premessa, alcun riferimento agli impegni assunti dall’amministrazione con l’accordo del 26 aprile. In particolare stride il silenzio sulle procedure ex art. 21 quater,sull’inquadramento dei vincitori, sullo scorrimento delle graduatorie che, per l’impegno assunto personalmente dal ministro, è previsto sia ultimato entro il 30 giugno 2019, sull’estensione della procedura alle altre figure apicali dell’area seconda. Stride il silenzio anche sulle procedure di transito degli ausiliari nell’area seconda e sui tempi e modi di attuazione della flessibilità. Infatti non vi è alcun cenno sui passaggi a domanda dei conducenti di automezzi nella figura dell’operatore giudiziario, degli operatori giudiziari nella figura dell’assistente giudiziario, degli assistenti giudiziari nella figura del cancelliere esperto, per quanto riguarda l’Area Seconda, e dei funzionari giudiziari nella figura del direttore, per quanto riguarda l’Area Terza. CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA riscontrano come nel testo del decreto non sia specificato che la figura dell’ufficiale giudiziario è ad esaurimento e che pertanto in tale figura non ci possono essere accessi né dall’interno né dall’esterno, come peraltro stabilito dal 21 quater. Inoltre le stesse rilevano come nella tabella A la figura del direttore reca ancora la originariadenominazione di direttore amministrativo e come nelle premesse non si comprende il reale significato del seguente periodo: “CONSIDERATO che, quanto ai profili ridenominati, nuovi accessi, sia con procedure esterne che interne, potranno determinarsi solo nei profili di”Direttore” e di “Cancelliere esperto”, con ;”.CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA chiedono innanzitutto che il decreto de quo richiami nel dettaglio quanto definito nell’accordo del 26 aprile 2017 e ribadisca l’impegno a rispettare la programmazione degli interventi siccome indicata nell’articolo 6 dell’accordo medesimo ed in attuazione del comma 2 dell’art. 5 del medesimo accordo, con particolare riferimento alla rimodulazione delle dotazioni organiche, all’inquadramento in terza area entro il 30 giugno 2019 di tutti gli idonei delle procedure ex art.21 quater L. 132/15; all’avvio delle procedure per il transito degli ausiliari nell’area seconda; all’avvio delle procedure di flessibilità per tutte le figure interessate. Inoltre le stesse chiedono che: venga cassato nella tabella A ogni riferimento ai profili previsti dal vigente CCNI e non modificati dall’accordo del 26 aprile 2017; venga corretta nella tabella A la mera denominazione della figura del Direttore; venga precisato che la figura dell’ufficiale giudiziario è ad esaurimento nel senso che non potrà ricevere ulteriori unità di personale né dall’interno né dall’esterno; venga riformulato e meglio specificato in premessa il richiamo ai nuovi accessi nelle figure del direttore e del cancelliere esperto.Tanto premesso CONFSAL CGIL CISL UIL e INTESA restano in attesa di nuova bozza di DM riformulata secondo le osservazioni test è formulate.

Roma, 31 ottobre 2017

Confsal- Unsa     FPCGIL         CISL FP         UILPA         Intesa FP
Battaglia            D’Orazio          Marra         Amoroso          Ratti

Resoconto della riunione Vice Ministro MIT Sen. Nencini-OO.SS.del 31 ottobre 2017

Si è tenuto questa mattina l’incontro richiesto dalle scriventi Organizzazioni sindacali al Vice Ministro M.I.T., Senatore Riccardo Nencini.

In esito all’incontro, dobbiamo registrare una moderata soddisfazione.

Nella prima parte dell’incontro, tutte le sigle sindacali presenti hanno rappresentato il grave “stato di malessere” del nostro Ente, sottolineando che, a fronte di un preoccupante trend decrescente delle risorse umane in servizio, si registra un aumento del numero e della complessità delle competenze; il tutto con un crescente andamento degli utili derivanti dalle attività fatturate (che hanno prodotto milioni di euro, tutti riversati nelle casse dello Stato).

Sullo sfondo di questo paradosso – che descrive un Ente tanto virtuoso quanto impossibilitato adoperare le necessarie scelte per assicurare l’ottimale svolgimento della sua mission – c’è tutto il sistema di tagli lineari messi a punto dagli ultimi Governi. Sistema creato con il dichiarato scopo di contenere la spesa pubblica ma che, invece, era finalizzato allo smantellamento della Pubblica Amministrazione che ha di fatto tolto linfa vitale anche a quegli Enti chiamati a svolgere compiti essenziali, come nel caso dell’ENAC, a garanzia della sicurezza del sistema di trasporto aereo nazionale.

Premettendo l’importanza di mantenere nell’alveo della Pubblica Amministrazione i compiti istituzionali dell’ENAC, le scriventi OO.SS. hanno portato al Vice Ministro Nencini due ordini di richieste: la prima che esige l’attivazione di immediate soluzioni con nuove e consistenti assunzioni. Tali assunzioni, indispensabili per affrontare i prossimi anni di vita dell’Ente, risultano essenziali anche per dare respiro a tutti i dipendenti attualmente in servizio (dipendenti – nessuno escluso – che in questi ultimi tempi si sono responsabilmente presi in carico il superlavoro dovuto alla carenza di organico, aggravata dai pensionamenti). Infatti, seppure l’Ente ha formalizzato una richiesta di assunzioni al MIT, all’interno della bozza di legge di stabilità 2018 circolata in queste ore, non se ne trova traccia.

La seconda richiesta sollecita la disponibilità del Vice Ministro ad avviare una nuova fase di confronto sul progetto di riforma e rilancio dell’ENAC, da fondare su principi di partecipazione,trasparenza, oltre che di autorevolezza dei soggetti istituzionali chiamati a parteciparvi e che escluda il ricorso alla forma dell’EPE.

Concluso il giro di tavolo, il senatore Nencini ha da subito chiarito che né lui né tantomeno il Ministro Delrio, hanno mai pensato a delegare lo svolgimento di funzioni pubbliche a strutture caratterizzate da uno status e da una gestione di tipo privatistico. Riguardo la previsione di assunzioni per l’ENAC nella prossima finanziaria, il Vice Ministro ha informato il tavolo che la richiesta era stata con forza sostenuta presso il MEF da parte del MIT ma al momento non è stata accolta; tuttavia, il senatore Nencini ha comunicato che – anche in queste ore – il Ministero sta conducendo ogni utile iniziativa di “pressing” sul MEF affinché tale scelta sia rivista.

Inoltre, ricordando la propria partecipazione ad un convegno tenutosi lo scorso luglio sul futuro dell’Ente, il Vice Ministro ha fatto presente che il Governo – per il tramite del nostro Ministero vigilante – ha l’onere e il compito di individuare obiettivi e fasi per realizzare il processo di riforma dell’ENAC: partendo dalla carenza di organico che si acuirà nei prossimi anni e dal trend di crescita del mercato del trasporto aereo nazionale (con tassi del 4-5%), bisogna decidere se intervenire con un “restauro conservativo” o una “profonda ristrutturazione” dell’ENAC e del comparto dell’aviazione civile in senso lato.

Il Vice Ministro ha poi chiarito che bisognerà operare con modalità e tempi idonei, ribadendo, in sintonia con le posizioni sindacali, la sua contrarietà a forme di trasformazione che utilizzerebbero lo strumento del decreto ministeriale.

Proseguendo, il Senatore Nencini – essendo il primo sostenitore del fatto che oggi il trasporto aereo rappresenta una esigenza oggettiva oltre che un asset strategico per il Sistema Paese – si è personalmente impegnato a:

– intensificare i necessari interventi politici per il recepimento in finanziaria della richiesta di assunzioni per l’ENAC, fino a sostenerla in aula quale priorità del governo;
– ferma la natura pubblica dell’Ente, ad approfondire l’analisi di eventuali altri esempi di status giuridico al fine di riconoscere maggior autonomia economico/finanziaria all’Ente;
– attivare entro la fine dell’anno un tavolo permanente presso il Ministero per guidare al meglio il processo di riforma dell’ENAC.
– consultare il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione dell’ENAC in quanto a loro spetta il primo giudizio riguardo il rilancio dell’Ente.

In ordine a tale ultimo punto, è stato ricordato al Vice Ministro come il Presidente Riggio ed il Consiglio di Amministrazione, in più occasioni, abbiano espresso la ferma contrarietà ad una trasformazione dell’ENAC in EPE.

Tutte le sigle sindacali presenti, apprezzando la disponibilità e l’impegno dimostrato, hanno chiesto di essere riconvocate una volta che le attività prospettate dal Vice Ministro saranno entrate nel vivo.

In conclusione, le scriventi OO.SS. informano che tutti i temi sopra riportati saranno doverosamente discussi e approfonditi in occasione di un’Assemblea generale dei lavoratori ENAC che sarà convocata nei prossimi giorni.

Roma, 31 ottobre 2017

F.to               F.to                F.to            F.to              F.to             F.to
FP– CGIL       FIT-CISL        UILPA        FLP-FP      CIDA-FC      USB-PI
M. Barberis   S. Ingrassia    C. Conti      P. Proietti   G. Parisini  C. Del Villano


‘Ci Siamo’, appuntamento a Roma al Centro congressi Roma Eventi

Roma, 27 novembre – ‘Ci siamo. Il nostro lavoro per una Sanità di tutti’.Questo il titolo dell’Assemblea nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssnche si terrà venerdì 1° dicembre a Roma, al Centro Congressi Roma Eventi Piazza di Spagna in via Alibert 5/a dalle ore 10 alle ore 14. A conclusione dell’evento ci sarà l’intervento di Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil.

Il programma della mattinata prevede l’introduzione della segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e a seguire gli interventi di Massimo Cozza e Andrea Filippi della Fp Cgil Medici. Come sempre, centrale sarà il contributo dei delegati e delle delegate che racconteranno e condivideranno le loro esperienze lavorative e daranno testimonianze riguardo la situazione del settore, per creare partecipazione intorno alle condizioni di lavoro del sistema sanitario nazionale e riguardo le aspettative per il rinnovo contrattuale. Alla fine della mattinata le conclusioni di Susanna Camusso.

“Medici e dirigenti sanitari vengono chiamati a raccolta – esordisce Andrea Filippi della Funzione Pubblica Cgil Medici -. È importante lasciare la parola ai delegati: psicologi, biologi, medici, veterinari e dirigenti delle professioni sanitarie, tutti uniti per il finanziamento del Fondo sanitario nazionale, da anni depauperato a causa delle politiche che fanno cassa con la salute dei cittadini”. Blocco contrattuale, riduzione degli organici, progressiva precarizzazione e delegittimazione del ruolo professionale. Queste, secondo Filippi, “le criticità che dovremo affrontare per il rilancio del Sistema sanitario nazionale, afflitto negli ultimi anni da una progressiva e inarrestabile privatizzazione dei servizi”.

“È necessario oggi – conclude Filippi – ripartire dalla partecipazione e dalla condivisione per contrastare la dilagante mercificazione del diritto alla salute. La salute non è una merce e i medici non sono dei mercenari”. Per queste ragioni, venerdì 1° dicembre a Roma, alle ore 10 i delegati e le delegate della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn si ritroveranno a discutere delle problematiche del settore. ‘È tempo di più contrattazione, più diritti, più rappresentanza, più partecipazione’, i medici saranno così protagonisti di questa ultima tappa di ‘Ci siamo’, l’iniziativa firmata Fp Cgil che ha visto diversi appuntamenti in tutta Italia nelle scorse settimane.


Obbligare professionisti a sovrapprezzo su tassa iscrizione
a ordine/collegi è illegittimo

Roma, 31 ottobre – Il collegio nazionale professionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica (Tsrm), con una deliberazione del 21 ottobre, ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione per ‘offrire obbligatoriamente’ la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli. A denunciarlo è la Fp Cgil Nazionale nel ricordare che il nuovo obbligo previsto dalla legge per chi esercita la professione sanitaria, ovvero quello di dotarsi di una polizza di assicurazione per colpa grave, “è strettamente personale ed è in carico al singolo professionista/lavoratore”, puntando così il dito sulla “totale illegittimità della decisione del collegio nazionale Tsrm”.
Una decisione, rincara la Funzione Pubblica Cgil, “assunta in palese violazione dell’articolo 23 della Costituzione e contro le previsioni della stessa legge Gelli che non affida alcun ruolo o potere di riscossione ‘obbligatoria’ ai collegi/ordini, tanto meno quello di abbinare la copertura assicurativa per colpa grave all’obbligo di iscrizione a albi, ordini e collegi”. La Fp Cgil Nazionale sta procedendo in queste ore, fa sapere, “a diffidare il collegio nazionale Tsrm dal proseguire in una azione dai profili di illegittimità più che evidenti. In assenza di ripensamenti del Collegio metteremo in campo tutte le iniziative possibili, anche legali, per impedire un’improvvida e ingiusta tassa obbligata sulle lavoratrici e sui lavoratori”, conclude.
In allegato un volantino informativo.

“Medicina fiscale: tutto da rifare. Riteniamo assolutamente irricevibile la bozza di convenzione in forma di accordo collettivo su base nazionale inviataci dall’INPS solo poche ore prima dell’incontro previsto per il 27 ottobre 2017”.Lo affermano in una nota Fp Cgil, Fp Cgil Medici e il Sindacato Medici Visite di Controllo (Sin.Me.Vi.Co.).

La bozza di Convenzione, proseguono, “non tiene conto delle norme di legge in vigore a tutela dei medici iscritti nelle liste ad esaurimento, non prevedendo alcuna forma di stabilizzazione, rendendo l’incarico ancora più precario rispetto all’attuale. Nonostante gli impegni accolti dal Governo durante l’iter parlamentare di approvazione della legge Delega, è prevista addirittura una riduzione dei compensi, ancora fermi al 2008. Non sono previste tutele e, al contrario, sono state introdotte norme di carattere vessatorio, penalizzanti e umilianti per una categoria che da decenni svolge un’attività estremamente delicata”.

“Se l’ostacolo per arrivare al riconoscimento di un ACN vero (nella forma e nella sostanza) conforme a quelli esistenti nel SSN sono le norme contenute nel Decreto Legislativo e nell’Atto di indirizzo emanato dal Governo, le organizzazioni sindacali ne chiedono una modifica che possa permettere la stesura di una Convenzione che dia stabilità e tutele alla categoria. Intanto, considerato che il titolo dell’atto di indirizzo (non conforme alla ratio della norma primaria e al contenuto dello stesso atto di indirizzo) sta generando problemi per una serena prosecuzione dei lavori, chiediamo la rettifica urgente di quel titolo”, concludono.

Obbligare professionisti a sovrapprezzo su tassa iscrizione
a ordine/collegi è illegittimo

Roma, 31 ottobre – Il collegio nazionale professionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica (Tsrm), con una deliberazione del 21 ottobre, ha deciso di imporre a tutti i propri iscritti un sovrapprezzo alla tassa annuale di iscrizione per ‘offrire obbligatoriamente’ la polizza assicurativa prevista dalla legge Gelli. A denunciarlo è la Fp Cgil Nazionale nel ricordare che il nuovo obbligo previsto dalla legge per chi esercita la professione sanitaria, ovvero quello di dotarsi di una polizza di assicurazione per colpa grave, “è strettamente personale ed è in carico al singolo professionista/lavoratore”, puntando così il dito sulla “totale illegittimità della decisione del collegio nazionale Tsrm”.
Una decisione, rincara la Funzione Pubblica Cgil, “assunta in palese violazione dell’articolo 23 della Costituzione e contro le previsioni della stessa legge Gelli che non affida alcun ruolo o potere di riscossione ‘obbligatoria’ ai collegi/ordini, tanto meno quello di abbinare la copertura assicurativa per colpa grave all’obbligo di iscrizione a albi, ordini e collegi”. La Fp Cgil Nazionale sta procedendo in queste ore, fa sapere, “a diffidare il collegio nazionale Tsrm dal proseguire in una azione dai profili di illegittimità più che evidenti. In assenza di ripensamenti del Collegio metteremo in campo tutte le iniziative possibili, anche legali, per impedire un’improvvida e ingiusta tassa obbligata sulle lavoratrici e sui lavoratori”, conclude.
In allegato un volantino informativo.

 

     

    Roma, 31 ottobre –“Medicina fiscale: tutto da rifare. Riteniamo assolutamente irricevibile la bozza di convenzione in forma di accordo collettivo su base nazionale inviataci dall’INPS solo poche ore prima dell’incontro previsto per il 27 ottobre 2017”.Lo affermano in una nota Fp Cgil, Fp Cgil Medici e il Sindacato Medici Visite di Controllo (Sin.Me.Vi.Co.).

    La bozza di Convenzione, proseguono, “non tiene conto delle norme di legge in vigore a tutela dei medici iscritti nelle liste ad esaurimento, non prevedendo alcuna forma di stabilizzazione, rendendo l’incarico ancora più precario rispetto all’attuale. Nonostante gli impegni accolti dal Governo durante l’iter parlamentare di approvazione della legge Delega, è prevista addirittura una riduzione dei compensi, ancora fermi al 2008. Non sono previste tutele e, al contrario, sono state introdotte norme di carattere vessatorio, penalizzanti e umilianti per una categoria che da decenni svolge un’attività estremamente delicata”.

    “Se l’ostacolo per arrivare al riconoscimento di un ACN vero (nella forma e nella sostanza) conforme a quelli esistenti nel SSN sono le norme contenute nel Decreto Legislativo e nell’Atto di indirizzo emanato dal Governo, le organizzazioni sindacali ne chiedono una modifica che possa permettere la stesura di una Convenzione che dia stabilità e tutele alla categoria. Intanto, considerato che il titolo dell’atto di indirizzo (non conforme alla ratio della norma primaria e al contenuto dello stesso atto di indirizzo) sta generando problemi per una serena prosecuzione dei lavori, chiediamo la rettifica urgente di quel titolo”, concludono.

     

    Nella giornata di ieri, 30 ottobre, è proseguito il confronto con Anffas, finalizzato al rinnovo del CCNL. Abbiamo continuato il lavoro già avviato, di lettura del testo rispetto alle modifiche proposte da Anffas, ed alle nostre richieste, fino all’art. 35 compreso. Abbiamo evidenziato la necessità di definire e normare in maniera corretta la disciplina delle mobilità, missioni e delle trasferte, e di intervenire sull’articolo che riguarda i provvedimenti disciplinari. Siamo intervenuti sulla regolamentazione del periodo di prova, concordando di quantificarlo in giorni di calendario piuttosto che di effettiva prestazione. Il 6 novembre è calendarizzato un ulteriore incontro.
    Vi terremo informati

    Denise Amerini
    Resp. Naz.le SSAEP

    Roma, 31 ottobre 2017

    IL MINISTERO CAVIA

    Nella riunione ultima di contrattazione nazionale abbiamo avuto l’ultima sorpresina da parte degli organi di controllo che, nel certificare l’accordo sulle progressioni economiche 2017, hanno pensato bene di decurtare di 62 posizioni dal numero complessivo delle progressioni economiche. La motivazione? Del tutto inventata: una interpretazione capziosa dell’art.23 del D. Lgs. 150/09, con l’inserimento dell’obbligo di percentualizzare le progressioni al 50% della platea che potenzialmente ne beneficerebbe. Naturalmente non sottoscrivere definitivamente avrebbe comportato il blocco del processo e pertanto abbiamo predisposto e concordato unitariamente la nota a verbale che vi alleghiamo. Questa percentualizzazione è solo l’ultima trovata dei cosiddetti organi di controllo, e ormai abbiamo una sfilza di precedenti applicati alla contrattazione integrativa del MIUR ed in particolare sulle progressioni economiche, dall’obbligo di inserire la valutazione individuale nei criteri all’inserimento nei costi dell’indennità di vacanza contrattuale alla pretesa di far concludere il processo entro il 31 dicembre dopo avere fatto trascorrere ben 2 mesi e mezzo per certificare l’accordo con le restrizioni di cui sopra. Insomma un Ministero cavia su cui ormai si esercita una vessazione continuata, che si riflette anche in altre scelte governative. Il MIUR, infatti, non ha avuto un centesimo in tasca dal fondo straordinario da destinare alle assunzioni di cui alla scorsa legge di stabilità, e nell’attuale disegno di legge per la stabilità 2017 non è previsto nulla per le assunzioni di personale amministrativo, né si vede luce sulla possibile integrazione di risorse per remunerare le prestazioni rese in modo sempre più gravoso e inaccettabile, dai lavoratori.
    Circa un mese fa abbiamo inviato una lettera unitaria alla Ministra chiedendole un incontro urgente per discutere esattamente di queste cose, abbiamo sollecitato e nessun segnale è arrivato dai piani alti del Ministero.
    Abbiamo di conseguenza la sgradevole sensazione che la Ministra si sia adeguata allo stile di chi l’ha preceduta, ovvero si parla solo della Scuola, senza alcuna attenzione verso lo stato drammatico in cui versano i servizi amministrativi che fanno funzionare la Scuola Pubblica, tranne poi per rivendicare, grazie al superlavoro in deroga a qualunque norma contrattuale dei lavoratori, i meriti per il rispetto delle scadenze. E parlare di questo argomento sul tavolo di contrattazione nazionale diventa un esercizio inutile: ti viene data subito ragione, loro non fanno altro che segnalare il problema alla Direzione politica ed esprimono tutta la loro condivisione per le nostre valutazioni. Insomma un gioco a perdere,dove a perdere sono solo i lavoratori.

    Quindi, signora Ministra, per noi sta ritornando il tempo della mobilitazione, se non arriva una convocazione in tempi più che solleciti e risposte adeguate alle nostre richieste.

    FUA 2016

    Nella stessa riunione abbiamo avuto il primo confronto sul FUA 2016. La proposta presentata dall’Amministrazione è sostanzialmente la fotocopia della proposta 2015. Noi abbiamo chiesto delle modifiche su cui sono convogliate la maggioranza delle altre sigle sindacali. Intanto abbiamo chiesto il riequilibrio almeno al 50% della ripartizione delle quote da suddividere tra produttività collettiva e produttività individuale, e poi abbiamo chiesto di inserire le procedure di garanzia per il valutato, ovvero la possibilità di ricorso per via gerarchica, con l’assistenza di un rappresentante sindacale, in caso di valutazione del dirigente giudicata non congrua.
    Due proposte di cui la prima è di mediazione: per noi la ripartizione ideale sarebbe del tutto differente ed in ogni caso il sistema valutativo non può non tener contro anche dell’evoluzione normativa che ha avuto la materia, in seguito alla emanazione del D. Lgs. 74/2017. L’altro aspetto è la riduzione chirurgica dell’importo da assegnare agli Uffici, quota ridotta per effetto degli importi impegnati sulle progressioni economiche. Non vale nemmeno la fretta che hanno tentato di metterci, come se siglare domani potesse garantire l’immediata disponibilità delle risorse. Non è così, prima dell’estate prossima non ci sarà in ogni caso concreta disponibilità e quindi c’è tutto il tempo per avviare un confronto che inizi a rivedere radicalmente l’impostazione di un accordo che ha fatto certamente il suo tempo. Abbiamo sottolineato che i lavoratori in questo Ministero lavorano su obiettivi riconoscibili e quantificabili, non vengono retribuiti, se non in minima parte, per lo straordinario richiesto e poi si pretende di mantenere un assetto che, sulla base delle attuali risorse, diventa oggettivamente vessatorio.
    L’Amministrazione si è riservata di rispondere nella prossima riunione, prevista per il 7 novembre, anche se la prima risposta non ci è sembrata confortante. A noi questa sembra una proposta ragionevole e ci sembrerebbe irragionevole non valutarla positivamente. Vedremo: ma deve essere chiaro che il riequilibrio nella ripartizione delle quota destinate alla produttività è un problema ineludibile, così come le procedure a garanzia dei valutati.In assenza di segnali siamo orientati a non sottoscrivere l’accordo.

    FP CGIL Nazionale
    Claudio Meloni

    Nella giornata di ieri, 30 ottobre, è proseguito il confronto con Anffas, finalizzato al rinnovo del CCNL. Abbiamo continuato il lavoro già avviato, di lettura del testo rispetto alle modifiche proposte da Anffas, ed alle nostre richieste, fino all’art. 35 compreso. Abbiamo evidenziato la necessità di definire e normare in maniera corretta la disciplina delle mobilità, missioni e delle trasferte, e di intervenire sull’articolo che riguarda i provvedimenti disciplinari. Siamo intervenuti sulla regolamentazione del periodo di prova, concordando di quantificarlo in giorni di calendario piuttosto che di effettiva prestazione. Il 6 novembre è calendarizzato un ulteriore incontro.
    Vi terremo informati

    Denise Amerini
    Resp. Naz.le SSAEP

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