C’è voluto un po’, ma anche su questo tema il tempo ci ha dato ragione.
Aveva visto giusto la Fp Cgil nel decidere di protestare, insieme al Silp Cgil, il 15 marzo 2017 a Montecitorio contro il riordino delle carriere del personale delle Forze di Polizia.Abbiamo chiesto a gran voce al Governo di modificare il testo di quel riordino perché non valorizzava le professionalità acquisite dal personale – come dimostrano i concorsi interni che stanno uscendo in questi giorni -, non eliminava i disallineamenti che esistono fra i vari Corpi di Polizia – ne sanno qualcosa purtroppo i nostri sovrintendenti ed ispettori – e soprattutto non garantiva reali progressioni in carriera al personale di Polizia Penitenziaria.Su quest’ultimo tema i fatti di questi ultimi giorni confermano la validità della nostra tesi.Controllando la busta paga i poliziotti si sono resi conto di aver ricevuto, in cambio della mancata progressione in carriera e al netto di tasse esagerate, “quattro spiccioli”.Proprio per questo continuiamo a ricevere apprezzamento per l’iniziativa del 15 marzo scorso e per la lotta intrapresa per tentare di modificare quel provvedimento. La cosa non ci consola, certo, ma ci da la forza per continuare a protestare contro questo riordino e per tentare di recuperare, con il rinnovo del contratto di lavoro, a parte degli errori fatti in passato non certo per causa nostra – a tal proposito andate a verificare quanti sindacati sono scesi in piazza contro il provvedimento in questione -.

Per questo ancora oggi gridiamo con forza:

#RiordinoSiMaNonCosì
#ContrattoSubito
#FpCgilDallaParteGiusta

Il Coordinatore nazionale Fp
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Roma, 27 Ottobre 2017

Al Ministero della Difesa
Capo di Stato Maggiore Esercito
e,p.c.Alla Direzione Generale di Commissariato
e di Servizi Generali
(capitolato tecnico edizione anno 2016)
Al Gabinetto del Ministro

Oggetto: Catering veicolato COMFOP SUD.

Egregio,
di seguito alla lettera inviata dalle scriventi rappresentanze sindacali nazionali lo scorso 14 Settembre al Sottosegretario di Stato alla Difesa sul tema in oggetto – che ad ogni buon fine si allega in copia -, di recente il Gabinetto del Ministro ha fatto pervenire una nota informativa del 18 Ottobre u.s. con la quale comunica che “anche nell’ottica del depotenziamento delle possibili criticità – è stato interessato al riguardo lo Stato Maggiore Esercito”. Attesa la delicatezza e l’importanza del caso a suo tempo esposto, che continua a permanere irrisolto in tutte le sue criticità, considerato che il personale civile della difesa interessato continua a mantenere fermo lo stato di agitazione sindacale proclamato e a rifiutare di recarsi a mensa per le ragioni più volte invano denunciate e contenute nei documenti trasmessi, da ultimo anche più dettagliatamente esposte nella richiamata lettera predisposta da queste OO.SS., si chiede di conoscere le eventuali determinazioni assunte da codesto SM sulla questione, anche con riguardo alle considerazioni e alle richieste avanzate dalle scriventi nella seconda parte della predetta epistola.Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.

FP CGIL           UIL PA       FLP DIFESA    CONFSAL UNSA
F.to  Quinti     F.to Colombi     F.to Pittelli          F.to Braconi

Roma, 27 ottobre 2017

Al Segretario Generale della
Giustizia Amministrativa

OGGETTO: Progressioni economiche

Le scriventi OO.SS. chiedono che venga dato corso, urgentemente, all’accordo sulle progressioni professionali emendandolo ai sensi dei rilievi fatti dagli Organi di controllo.
Non vi sono ostacoli infatti al completamento della procedura entro l’anno come asserito dall’Amministrazione; si rammenta che in altre Amministrazioni, molto più grandi della Giustizia Amministrativa, si sta procedendo in questo periodo e pertanto, con la volontà e collaborazione delle parti, vi è la concreta possibilità di arrivare ad una graduatoria definitiva entro fine anno.

Le progressioni nel 2017 si rendono necessarie anche per potere poi proseguire il percorso nel 2018 e coinvolgere il numero maggiore possibile di lavoratori della Giustizia Amministrativa.

Per i motivi suindicati si chiede un incontro urgentissimo per definire gli emendamenti da apportare all’accordo.

Si rammenta che qualsiasi ritardo che possa pregiudicare il perfezionamento delle procedure sarà da imputarsi alla Amministrazione.

CGIL FP
Grieco

CISL FP
De Vivo

UIL PA
Ponti

Roma 27 ottobre 2017

AL DIRETTORE GENERALE Dotts.sa Mirella Ferlazzo
AL DIRIGENTE DELLE RELAZIONI SINDACALI Dott. Gaetano Vecchio
AL DIRIGENTE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE

OGGETTO: Informativa – trattenuta 2,5% dipendenti ex ICE

Si fa riferimento all’informativa riportata in oggetto ricevuta con e-mail in data 19/10 u.s. e si prende atto dell’individuazione, da parte dell’Amministrazione e degli Uffici competenti delle altre Amministrazioni coinvolte, degli strumenti contabili appropriati, dell’iter e delle modalità operative per superare le problematiche di un’annosa vicenda che ha visto, fin dalla sua iniziale applicazione, l’assoggettamento chiaramente indebito di una ritenuta del 2,5% sulla retribuzione lorda del personale del soppresso ICE.
Al fine di garantire la più completa chiarezza e trasparenza delle attività che questa Amministrazione andrà ad effettuare, la scrivente O.S. ritiene che essa debba compiere un ulteriore passaggio informativo nell’interesse dei dipendenti interessati e chiede un impegno concreto affinché ciò venga realizzato.
Per quanto riguarda il rimborso al personale interessato, si chiede di fornire a tutti i dipendenti ex ICE un riepilogo esauriente e completo dei calcoli effettuati delle somme, indebitamente trattenute, da restituire comprensive degli interessi legali e della rivalutazione ai sensi dell’art. 429, comma 3, c.p.c., e l’indicazione della tassazione applicata su queste somme.
Relativamente alla corresponsione agli aventi titolo del trattamento di fine rapporto, la scrivente O.S. chiede di fornire al personale ex ICE transitato nei ruoli organici MISE a far data dal 1^ gennaio 2013 un riepilogo, anch’esso chiaro e completo, del computo delle quote di accantonamento annuo TFR e rivalutazione da effettuarsi sul montante annuo degli accantonamenti TFR secondo i termini e alle condizioni previste dalle norme attualmente vigenti.
Per entrambe le questioni si ritiene opportuno che l’Amministrazione fornisca risposte a breve termine, visti i ritardi e gli impedimenti registrati, per la conclusione di questa vicenda.

Il coordinatore Fp Cgil Mise
Luciano Boldorini

Si è svolto ieri il secondo incontro per il rinnovo del contratto nazionale sanità privata Aris-Aiop. Le controparti in apertura dell’incontro hanno dichiarato l’intenzione di giungere entro fine anno alla sottoscrizione del rinnovo ponendo ripetutamente, al tempo stesso, il tema della necessità che le regioni provvedano al finanziamento dello stesso attraverso un adeguamento delle tariffe, chiedendo anche alle OOSS di rendersi parte attiva nella richiesta d’intervento in questa direzione alle istituzioni. Come CGILCISLUIL  abbiamo dichiarato la nostra (scontata) condivisione rispetto all’obiettivo di giungere ad un rinnovo in tempi rapidi, proponendo a questo scopo la costituzione di alcuni tavoli tematici finalizzati alla velocizzazione del lavoro in termini di analisi delle proposte di modifica dell’impianto attuale, a partire dalla richieste contenute nella piattaforma sindacale presentata.  Abbiamo altresì registrato, positivamente, una dichiarazione delle controparti in merito alla vigenza del CCNL che, collocandosi nel triennio 2016/2018, dovrebbe riallinearsi con quella della sanità pubblica. In merito all’intervento sulla conferenza delle regioni abbiamo dichiarato la nostra non condivisione rispetto alla richiesta avanzata, dichiarandoci al contrario disponibili a valutare un ipotesi di avviso comune al Governo sul tema complessivo del finanziamento del servizio sanitario e della sua tenuta. Dopo alcune schermaglie dialettiche, l’incontro si è concluso con la decisione congiunta di istituire tre commissioni di lavoro che lavoreranno in contemporanea – a partire da due date fissate per il 14 ed il 27 novembre su tre blocchi di questioni: relazioni sindacali e valorizzazione delle professioni, istituti del rapporto di lavoro, welfare e previdenza complementare; è stata, infine, accolta la nostra proposta di lavorare sull’ipotesi di avviso comune sopra descritta. Vi terremo informati sugli sviluppi del confronto e sui lavori dei tavoli tematici.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Dopo il colpo di mano della legge Madia che, con la complicità del Governo, ha prodotto l’ennesimo taglio dei fondi accessori del contratto nazionale dei medici, dei veterinari e dei dirigenti sanitari, la Regione Veneto ci riprova. Con un emendamento alla legge di bilancio si vorrebbe dare il via libera ai fondi 2017 in cambio del pagamento alle Regioni di una Robin tax, con la quale si vorrebbero usare i soldi dei medici per i trattamenti contrattuali di altre professioni. Senza pudore.
Mentre continua da parte di Regioni e Ministero della Salute il tentativo di ridurre gli organici, con buona pace dei precari, attraverso un calcolo del fabbisogno di personale che pretende di applicare agli ospedali metodi da produzione industriale, confondendo le sale parto con le fabbriche di bulloni, gli interventi chirurgici con la riparazione degli elettrodomestici, il fabbisogno di salute dei cittadini con la manutenzione delle automobili, si vuole minare ogni possibilità di attuare quell’art. 22 del Patto della Salute che le Regioni pure hanno sottoscritto, non considerando sufficienti, per fare cassa, i 650 milioni sottratti negli ultimi 5 anni al contratto della dirigenza sanitaria.
Di questo passo il piatto contrattuale viene servito con risorse incerte e scarse aggiunte a livello nazionale e risorse certe ed ingenti sottratte a livello aziendale. Altro che aumenti stipendiali. Dai tagli lineari al taglio selettivo per i Medici ed i dirigenti sanitari, trasformati a loro insaputa in benefattori delle tasche altrui. Un out of pocket all’italiana.
Se l’unica politica messa in campo è lo scippo delle nostre risorse contrattuali, si amplia la frattura tra istituzioni e professionisti, aggravando l’impoverimento di risorse umane nella sanità pubblica e accelerandone il tracollo, a favore della espansione della sanità privata, pur in assenza di chiari mandati elettorali. Ma non saranno certo furbizie ed opportunismi a garantire la salute dei cittadini.
Le Organizzazioni sindacali chiederanno a tutti i Presidenti delle Regioni, ed ai loro Assessori alla sanità, di dire con chiarezza se condividono questa iniziativa. Al Governo ed ai Parlamentari spetta di respingere la proposta indecente, mettendoci la faccia, come i Medici tutti i giorni davanti al disagio dei cittadini.
Sarà un utile elemento di giudizio per le prossime elezioni politiche da parte di categorie professionali che, comunque, non rimarranno inerti ad assistere al saccheggio, emendamento su emendamento, dei loro contratti di lavoro.

26.10.2017 – La FP CGIL VVF, in occasione della riunione tenutasi oggi presso la sala del Dipartimento, ha ritenuto irricevibile la proposta presentata dall’Amministrazione.

L’ipotesi di riordino dei compiti, delle funzioni e dell’ordinamento del Corpo Nazionale VV.F., a nostro avviso, dopo più di 10 anni di Dlgs. 217 e con la consapevolezza provata dai fatti dei danni che ha prodotto,  non poteva limitarsi ad una mera presentazione sintetica ed inadeguata di un documento che è completamente privo di una qualsiasi proposta strategica e non da alcuna certezza ai bisogni ed alle aspettative del personale.

Verificato ed approfondito il testo dell’amministrazione ed i suoi eventuali effetti, già nei prossimi giorni condivideremo con le lavoratrici ed i lavoratori ogni necessaria modifica e/o integrazione, al fine di portarla nelle opportune sedi politiche ed istituzionali. In allegato il testo prodotto dall’Amministrazione.

Informativa 0061228 de 26.10.2017 – Primi dirigenti e funzionari direttivi laureati del ruolo tecnico, a esaurimento aib, sanitario e ginnico sportivo.

INPS – Tu chiamale se vuoi… Relazioni sindacali…

A seguito di specifica richiesta, siamo stati convocati a un incontro per il 25 di ottobre avente ad oggetto “l’acquisizione diretta delle DSU presso le sedi Inps”. Venuti a conoscenza che stesse convocazioni, in date diverse, erano state inviate ad altre sigle sindacali, abbiamo risposto chiedendo “la fissazione di una nuova data, valida per tutte le OO.SS. così da poter garantire la partecipazione di tutte le sigle lo stesso giorno”, tenuto conto della rilevanza dell’argomento. Abbiamo, invece, con sorpresa, appreso di un incontro avvenuto il 24 ottobre, solo con CISL e UIL, e ieri, addirittura, abbiamo letto il comunicato stampa ufficiale dell’Istituto – che alleghiamo – che dichiara raggiunto l’accordo con la consulta dei Caf fino al 31 dicembre 2017 (… e dal 1 gennaio 2018 che succede?). Riceviamo, solo nella giornata di ieri, un nuovo invito a partecipare ad un incontro sul medesimo tema, il prossimo 30 ottobre, ma sempre e soltanto con alcune sigle e quando la soluzione sembra almeno in parte acquisita. La vicenda potrebbe avere tratti persino umoristici se non grotteschi, se non fosse che le questioni poste e da trattare investono interessi e bisogni di milioni di cittadini e la salvaguardia della già precaria funzionalità delle sedi, dovuta a carichi di lavoro estenuanti e a una carenza di personale ben oltre la soglia della sostenibilità, nonché ad una macchina organizzativa tutta da riformare. Ciò premesso, a quanto pare, è questo il modo in cui ora si concepiscono nell’Istituto le relazioni sindacali e la strada sembrerebbe proprio quella del “divide et impera”: un tentativo neppure così subdolo da parte dell’Amministrazione di scegliersi i propri interlocutori. Diciamo questo mentre il quadro generale è drammatico ed alcune vicende si sono consumate in questi mesi con esiti non propriamente positivi come, ad esempio, l’atto unilaterale con cui l’Amministrazione ha sbattuto in faccia la porta sui criteri per l’assegnazione delle Posizioni Organizzative. Ma anche la definizione dei criteri per le nuove assunzioni, in particolare riguardo al titolo di studio ed al periodo di tirocinio, nonché l’istituzione del nuovo profilo professionale, rispetto ai quali abbiamo espresso tutta la nostra più netta contrarietà. Mentre siamo in attesa su tante altre: sulla nomina dell’OIV siamo fermi al “prendere o lasciare” nei confronti del CIV, che impedisce l’approvazione del Piano della Performance e il pagamento del saldo 2016 dei compensi incentivanti; sulla storia infinita del modello organizzativo e di servizio, come anche sui i necessari interventi per i Professionisti … L’elenco sarebbe molto lungo in un quadro a dir poco preoccupante, rispetto al quale non possiamo che registrare e denunciare la dicotomia tra le dichiarazioni dell’Amministrazione ed i fatti conseguenti. Non sono poi così lontani i giorni in cui il Direttore Generale pronunciava i propri intendimenti, quelli del Presidente non li ricordiamo neppure, a poche ore dall’insediamento. Sembrano molto lontani se guardiamo al lavoro fatto, se guardiamo anche solo al metodo. In verità non ci interessano più di tanto le dinamiche o i rapporti di forza che ci sono tra i vertici dell’Istituto, o almeno, non ci interessano fino a quando questi non diventino un problema per l’INPS e per i propri lavoratori. Quel che ci interessa e quindi ci preoccupa è il futuro di questo Istituto, e non verranno meno i nostri “No”, se necessario anche con la pubblica denuncia e la mobilitazione del personale. Non sono questi “mezzucci” che possono intimidire l’azione sindacale, anzi, ce ne fosse il bisogno, confermano che quella del contrasto a provvedimenti ed iniziative che non siano nell’interesse dell’Istituto e del personale rappresentano proprio la strada giusta su cui continuare.
Proprio per queste ragioni, riteniamo non abbia senso presentarsi il prossimo 30 ottobre all’incontro, se dovremo sentire cose già note. Non saremo noi a ridurre il ruolo delle relazioni sindacali; preferiamo essere in assemblea con i lavoratori, cui avremo modo di spiegare quanto sta accadendo.
Roma, 26 ottobre 2017

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Si è svolto ieri il secondo incontro per il rinnovo del contratto nazionale sanità privata Aris-Aiop. Le controparti in apertura dell’incontro hanno dichiarato l’intenzione di giungere entro fine anno alla sottoscrizione del rinnovo ponendo ripetutamente, al tempo stesso, il tema della necessità che le regioni provvedano al finanziamento dello stesso attraverso un adeguamento delle tariffe, chiedendo anche alle OOSS di rendersi parte attiva nella richiesta d’intervento in questa direzione alle istituzioni. Come CGILCISLUIL  abbiamo dichiarato la nostra (scontata) condivisione rispetto all’obiettivo di giungere ad un rinnovo in tempi rapidi, proponendo a questo scopo la costituzione di alcuni tavoli tematici finalizzati alla velocizzazione del lavoro in termini di analisi delle proposte di modifica dell’impianto attuale, a partire dalla richieste contenute nella piattaforma sindacale presentata.  Abbiamo altresì registrato, positivamente, una dichiarazione delle controparti in merito alla vigenza del CCNL che, collocandosi nel triennio 2016/2018, dovrebbe riallinearsi con quella della sanità pubblica. In merito all’intervento sulla conferenza delle regioni abbiamo dichiarato la nostra non condivisione rispetto alla richiesta avanzata, dichiarandoci al contrario disponibili a valutare un ipotesi di avviso comune al Governo sul tema complessivo del finanziamento del servizio sanitario e della sua tenuta. Dopo alcune schermaglie dialettiche, l’incontro si è concluso con la decisione congiunta di istituire tre commissioni di lavoro che lavoreranno in contemporanea – a partire da due date fissate per il 14 ed il 27 novembre su tre blocchi di questioni: relazioni sindacali e valorizzazione delle professioni, istituti del rapporto di lavoro, welfare e previdenza complementare; è stata, infine, accolta la nostra proposta di lavorare sull’ipotesi di avviso comune sopra descritta. Vi terremo informati sugli sviluppi del confronto e sui lavori dei tavoli tematici.

Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Michele Vannini

Perché manifestiamo dinanzi al Ministero dell’Economia e delle Finanze, pur rivendicando questioni legate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’INL e all’ANPAL?

Perché Il MEF non solo ha rifiutato di certificare le somme del FUA 2016, ma ha anche previsto un taglio di circa 7 milioni di euro che coinvolge anche il FUA 2015, già certificato dallo stesso MEF. A noi non interessa individuare le responsabilità, ma solo che quei soldi dei dipendenti non vengano sottratti al personale amministrativo, informatico e ispettivo delle tre Amministrazioni.

Perché il Ministro Poletti si era impegnato a interloquire con il MEF per ottenere degli stanziamenti in favore del Ministero, dell’ANPAL e in particolare dell’INL, all’interno della legge di stabilità; ad oggi non si conosce che fine hanno fatto quegli stanziamenti e se addirittura siano stati azzerati anch’essi.

Perché le nomine del collegio dei revisori dell’INL sono ancora ferme al MEF e questo determina, di fatto, il blocco delle somme spettanti al personale ispettivo, aggiungendo così, un ulteriore elemento di malcontento.

PER QUESTO RIVENDICHIAMO CON FORZA CHE I SERVIZI ISTITUZIONALI SVOLTI DAL MINISTERO E DALLE SUE AGENZIE NON VENGANO COMPROMESSI DAL TAGLIO DI RISORSE.

PER QUESTO SIAMO CONVINTI DI PROSEGUIRE CON TUTTE LE INIZIATIVE DI LOTTA CHE SI RENDERANNO NECESSARIE.

Roma, 26 ottobre 2017

FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL-UNSA USB-PI INTESA
Ariano La Rosa Vignocchi Di Biasi Sabani Morgia
Palumbo Giovannetti

 

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