Unitaria ai vertici VVF.  Denuncia sulla precaria situazione del parco automezzi del Comando di Palermo.


A Montecitorio dalle ore 9, al centro contratto, assunzioni e politiche specifiche

Roma, 16 ottobre – “Al centro il Vigile del Fuoco, professionista del soccorso”. Questo lo slogan con il quale la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco scende domani (martedì 17 ottobre) in piazza a Roma a Montecitorio alle ore 9 affinché venga data la giusta valorizzazione alle professionalità che operano nel Corpo nazionale.

“Tanti gli aspetti sui quali è necessario intervenire – commenta la Fp Cgil Vigili del Fuoco -. Chiediamo prima di tutto una valorizzazione economica e professionale dei Vigili del Fuoco, a partire dallo stanziamento di ulteriori risorse per un rinnovo del contratto che sia equo e adeguato alle professionalità che operano nel settore”. A seguire, prosegue la Fp Vvf, “è necessario stabilire un piano di assunzioni per incrementare il personale di un Corpo provato dalle tante situazioni di emergenza e soccorso che si verificano abitualmente nel nostro Paese. Le assunzioni annunciate dal governo per il 2017  bastano a malapena a coprire il turn over: serve uno sforzo ulteriore per colmare le gravi carenze di organico ed è, inoltre, necessaria la proroga della graduatoria del concorso 814 per il 2018”.

Non ultimo, il sindacato richiede al governo “l’adesione al sistema Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’avvio della previdenza complementare integrativa e un sistema di relazioni sindacali più democratico e partecipato, anche attraverso le elezioni delle rappresentanze sindacali”. Tanti, dunque, gli aspetti sui quali lavorare. “È necessario che, a un passo dal rinnovo del contratto, la politica dia la massima priorità alle rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, professionisti del soccorso”, che ribadisce così le  ragioni alla base dell’appuntamento di domani in piazza Montecitorio a Roma.

INPS – DSU Nuova Incombenza ! APE tutto da rifare?

L’Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente) è divenuto strumento indispensabile per i cittadini e le famiglie che vogliano avere accesso a una serie di prestazioni e agevolazioni normativamente previste. Per poterlo ottenere, è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Sino ad oggi, il 97% delle DSU è stato compilato dai Caf, in forza di una convenzione. Già nei primi mesi di quest’anno, l’istituto non aveva rinnovato per tempo la Convenzione scaduta il 31 dicembre 2016; tuttavia, non si era creata alcuna emergenza per l’Inps e i suoi lavoratori semplicemente perché i Caf avevano autonomamente deciso di proseguire a svolgere il servizio in modo gratuito. Ora, ci risiamo: i soldi stanziati per la convenzione sono prossimi ad esaurirsi e l’Amministrazione, con il messaggio 3825 del 5 ottobre u.s., sembra quasi dare per certa la chiusura della convenzione e chiedere ai propri dipendenti di tenersi pronta alla valanga di DSU in arrivo (per capirci: da gennaio a ottobre sono state redatte oltre 5 milioni di DSU). A questo punto, ci chiediamo se la governance dell’Istituto sia realmente consapevole dei carichi di lavoro insostenibili dei dipendenti Inps.
Noi non riteniamo corretto che si possa scaricare un peso simile sui lavoratori e sulle lavoratrici dell’Istituto per svariate ragioni:

– Mancanza di una formazione adeguata;
– Ricadute sulla produttività, considerato che si tratta di un prodotto sinora non calcolato;
– Ricadute sugli obiettivi istituzionali dell’Istituto: dopo l’affidamento per legge di una serie di bonus, ora è l’istituto stesso a decidere spontaneamente di assumersi il carico delle DSU, come se si voglia trasformare la pelle e la natura dell’Inps; Profili di responsabilità: cosa accadrà al dipendente che sbaglia nella redazione di una DSU?

Si tratta, forse, di un modo per convincere il Governo della necessità di ulteriori assunzioni in Inps? Se così fosse, a nostro avviso si tratterebbe di una scommessa molto rischiosa: il dpcm 88/2017, infatti, che contiene il regolamento di attuazione delle norme in materia, prevede espressamente all’art.12 che «le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Il rischio, quindi, è che se il Governo non dovesse “cedere”, sarebbero comunque i lavoratori dell’istituto a dover pagare un prezzo molto alto.

Ma non basta, purtroppo: con riferimento all’APE Social e alla prevista scadenza del 15 ottobre, l’Inca Cgil ha elaborato un dossier – che vi alleghiamo – da cui emergerebbe che il tasso di domande respinte dall’Inps sia molto alto, al punto che il Ministero del Lavoro – che non ha Dipartimenti nella sua struttura, ma avremo tempo e modo per farlo capire ad altri – avrebbe espressamente inviato dei chiarimenti per far applicare la misura «nella maniera più estesa e in sostanziale coerenza con le volontà espressa dal Parlamento». Quindi ora che si fa?

Per tutte queste ragioni, riteniamo urgente un incontro coi vertici dell’istituto.

Roma,16 ottobre 2017


Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Roma, 16 ottobre 2017

Alla Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Agenzia del Demanio

Oggetto: Piani assunzionali e istanze di mobilità volontaria pendenti.

Nel corso di un workshop ospitato presso l’annuale assemblea ANCI di Vicenza l’Agenzia ha annunciato un incremento dei compiti e delle funzioni ad essa affidati e un consistente piano da 100 assunzioni per l’inserimento di figure professionali di profilo prevalentemente tecnico. Come FP CGIL consideriamo fondamentale che l’Ente possa essere messo nelle condizioni di poter operare sul territorio svolgendo nel massimo dell’efficienza le proprie attività istituzionali: dalla gestione delle risorse umane e dalle pratiche messe in atto per creare, valorizzare e mantenere un forte senso di stabilità e coinvolgimento dipende, in larga misura, il successo di un’organizzazione. Sul punto preme evidenziare che l’intendimento di aumentare la dotazione organica dell’Ente -che trova riscontro anche nell’ambito dei normali incontri negoziali- dovrà essere l’occasione per favorire la mobilità territoriale volontaria dei dipendenti in attesa di trasferimento, in linea anche con quanto stabilito negli accordi del 17 dicembre 2015. Sarà indispensabile inoltre, data la rilevanza del tema e considerato il mutato contesto lavorativo, avviare una seria riflessione circa: la necessità di massima trasparenza amministrativa, pubblicità e imparzialità dei principi che devono fondare le politiche assunzionali dell’Agenzia le quali devono costituire leve preventive rispetto alla discrezionalità del reclutamento evitando prerogative in virtù di eventuali e particolari condizionamenti esterni; le misure di valorizzazione e aggiornamento delle professionalità esistenti in Agenzia; la riqualificazione delle figure professionali esistenti in relazione ai nuovi compiti istituzionali anche attraverso la previsione di specifici piani di formazione per massimizzare lo sviluppo delle conoscenze e le capacità specialistiche. Chiediamo la convocazione di un apposito incontro per l’informativa sindacale in merito alle domande pendenti di mobilità volontaria (comprensive di Struttura di partenza e di destinazione chiesta), suddivise per profili professionali da esaminare congiuntamente ai “quadri esigenziali” (o strumenti analoghi) delle diverse Strutture dell’Agenzia e l’avvio di un dettagliato confronto sulle tematiche elencate.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL
Agenzia del Demanio
Daniele Gamberini

Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Santi Consolo
e, p.c.
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio
Al Direttore generale del Personale e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
R o m a
Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil Polizia Penitenziaria

Roma, 16 ottobre 2017

Oggetto: mancato adeguamento dei parametri stipendiali del personale di Polizia Penitenziaria.

Egregio Presidente,dalla pubblicazione del cedolino stipendiale del personale di Polizia Penitenziaria relativo al mese di ottobre si evince che i parametri stipendiali di gran parte del personale non sono stati adeguati, contrariamente a quanto previsto dall’entrata in vigore del riordino delle carriere.
Considerato che sull’increscioso episodio, che reca nocumento ai Poliziotti Penitenziari già penalizzati da un riordino delle carriere al di sotto delle loro aspettative,non vi è stata alcuna comunicazione da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si chiede di verificare le cause del mancato adeguamento dei parametri, accertare eventuali responsabilità, accelerare le procedure in atto e dare notizie certe al personale sui tempi di erogazione delle spettanze dovute.
Si resta in attesa di un celere riscontro.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil 

         Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Oggetto: 19 Ottobre 2017, avvio percorso di mobilitazione personale civile Difesa Presidio a Roma, palazzo Persociv, e in tutte le maggiori sedi della Difesa.

Com’è ampiamente noto, a seguito della correzione imposta sull’accordo FUA 2017 dal Dipartimento della Funzione Pubblica, che ha prodotto la riduzione da 12.000 a 9.940 del numero degli sviluppi economici nelle aree funzionali con decorrenza 1.1.2017 – ovvero un taglio di ben 2.060 progressioni alla fascia retributiva immediatamente superiore -, il Direttore generale di Persociv ha deciso, senza coinvolgere preventivamente le rappresentanze sindacali del personale interessato, di intervenire sull’intesa sottoscritta in data 10.07.2017 e, quindi, sulle risorse economiche delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, modificandone unilateralmente i contenuti. Non ha, in sostanza, né avvertito il dovere di informare per tempo le organizzazioni sindacali del personale civile della difesa di quanto stava accadendo – come dimostra l’accordo FUA 2017 del MEF, prima sottoscritto tra le parti nel mese di Marzo e poi successivamente modificato proprio sulla base di quella indicazione lo scorso mese di Luglio -, né di parteciparle o meglio convocarle ad un incontro, come in effetti avrebbe dovuto fare in quanto parti co-firmatarie dell’Ipotesi di accordo, e come da queste richiesto, preferendo invece chiamarle alla sottoscrizione di un intesa modificata senza, ancora una volta, avere alcun riguardo e rispetto per le prerogative sindacali. Una maniera di concepire il rispetto delle relazioni sindacali, quella evidenziata anche in questa circostanza dal Direttore Generale del personale, non più ulteriormente accettabile, che fa il paio con quanto abbiamo già purtroppo visto, registrato e denunciato nel passato, anche recente, alla Ministra Pinotti. Lo avevamo detto e scritto che ci saremmo riservati di promuovere ogni azione ritenuta utile a rivendicare il rispetto per le lavoratrici e per i lavoratori civili della Difesa, oltre che per le loro rappresentanze sindacali. E’ giunto il momento di avviarle. Vi chiediamo, quindi, di accompagnare il presidio di protesta contro i mancati pagamenti degli sviluppi economici 2016, i tagli degli sviluppi 2017 e i ripetuti comportamenti posti in essere dal Direttore Generale che abbiamo organizzato per la mattina del prossimo 19 Ottobre sotto il palazzo di Persociv a Roma, con analoghe e visibili iniziative in tutte le maggiori sedi del Ministero della Difesa site sul territorio nazionale.
Alleghiamo il volantino di protesta.

FP CGIL           UIL PA                   FLP DIFESA        CONFSAL UNSA
F.to F.Quinti   F.to S.Colombi        F.to G. Pittelli          F.to G. Braconi


O.d.G. n. 280/2017, come modificato con O.d.G. n. 289/2017, “Riassetto turni” e “Pianificazione delle attività della Sala Operativa”.

In riferimento agli OO.d.G. in oggetto indicati, si producono le seguenti osservazioni, alcune della quali già sottoposte all’attenzione della S.V. in occasione  nell’incontro appositamente convocato, che non hanno visto accoglimento nell’O.d.G. n. 289/2017…

continua a leggere – apri la nota allegata


Ape Sociale: primo volantino di valutazione sulle domande rigettate

Circolare ONA – Ricognizione finalizzata a conferire borse di studio intitolate a “Vanda Ansaloni” per orfani del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco


Agenzia Dogane/Monopoli – Cgil Informa


C.G.I.L. INFORMA

In data 12/10/2017 l’Amministrazione ha comunicato che entro la prima settimana del mese di Novembre 2017, con una emissione speciale, saranno liquidate le competenze arretrate – per il periodo dal Gennaio 2016 al corrente mese di Ottobre – relative alle procedure di sviluppo economico all’interno delle aree per l’anno 2015. Tale liquidazione riguarderà la prevalente parte del personale (oltre 2.330 unità) e, comunque,  sul cedolino del prossimo mese di Novembre, saranno adeguate anche le partite stipendiali.

LA FOLLIA DEGLI ARCHIVI APERTI IL SABATO

A seguito di una nota unitaria, con la quale contestavamo l’indirizzo assunto dalla DG Archivi, che ha inteso, sulla base di una interpretazione normativa riferita alla applicazione dell’art.106,comma 1, del Regio Decreto n.1163 del 1911, obbligare tutti gli Archivi di Stato della penisola ad avere un orario di servizio articolato su sei giorni in modo da consentire l’apertura per tutti i giorni non festivi della Sala Studio per almeno 5 ore, abbiamo ricevuto una corposa nota che fa un excursus giuridico contestando la nostra interpretazione.
Noi, pur continuando a pensare che la normativa seguente consenta una ragionevole deroga a quell’obbligo, vogliamo pubblicamente rivolgere al DG Archivi ed alla silente restante Amministrazione alcuni quesiti:
è un preciso obbligo dell’Amministrazione dotare gli Uffici di risorse umane e strumentali idonee per poter svolgere in maniera adeguata il proprio servizio pubblico? O per caso questo è un obbligo derogabile e comunque Uffici ridotti ai minimi termini devono essere obbligati a garantire un orario di servizio indipendentemente dalle reali condizioni organizzative?
E se proprio dobbiamo citare delle norme come non dimenticare le previsioni di cui al D. Lgs.165/01, nel suo articolato riferito ai principi generali (artt. da 1 a 9) laddove, ad esempio, c’è scritto che le Amministrazioni pubbliche curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane, hanno la responsabilità di definire i corretti fabbisogni degli Uffici, devono fare programmazione?
La DG Archivi non può certo ignorare la condizione degli Archivi di Stato: come si fa ad imporre un orario di servizio ampliato a Uffici con meno di 5 persone in organico, senza personale di vigilanza e con il personale tecnico amministrativo ridotto ai minimi termini?
Insomma siamo in presenza della solita tiritera burocratica, dove l’apparenza e l’autotutela astratta la fanno da padrona e spiace rilevare che questo proviene da una Direzione Generale che ben altri segnali dovrebbe inviare alla pubblica opinione ed alla parte politica sulla situazione di degrado e declino organizzativo dei servizi ad essa affidati.
Invece si continua a scaricare sui lavoratori l’inefficienza dell’Amministrazione, la sua incapacità di progettazione di politiche di rilancio per un settore residualizzato e marginalizzato dalle riforme, e a produrre effetti peggiorativi ulteriori sulla qualità dei servizi, considerato che l’apertura su 5 giorni consente certamente maggiore fruizione rispetto a quella su 6 giorni.
Ma noi non ci stiamo: abbiamo chiesto di discutere del tema sul tavolo nazionale, per tutta risposta ci troviamo di fronte ad un atto unilaterale, al fatto compiuto. Valuteremo unitariamente le risposte adeguate a questo atto autoritario.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale Mibact

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