Al Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle FinanzeCons.
Roberto Garofoli
E P.C.
Al Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Cons. Luigi Caso
Al Segretario Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dott. Paolo Onelli
Al Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
Dott. Paolo Pennesi
Al Direttore Centrale delle Risorse Umane, Bilancio e Affari Generali
Dott. Giuseppe Diana

OGGETTO: Nomina Presidente Collegio Revisori INL – Richiesta urgente

A seguito delle dimissioni del Presidente del Collegio dei Revisori dell’INL, oltreché del membro supplente, l’organo di controllo non è più nelle condizioni di poter svolgere la sua funzione istituzionale.

Considerata la delicatissima fase che la neo-costituita Agenzia del Ministero sta vivendo, con la presente sollecitiamo un Suo decisivo intervento al fine di sbloccare la nomina del dirigente già individuato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e comunicato alla Vostra struttura, così da garantire all’organo collegiale la ripresa della sua attività ed evitare le attuali ripercussioni negative che si stanno producendo sui lavoratori e su spettanze che vanno ad essi normativamente riconosciute.

Roma, 13 ottobre 2017

FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Antonella La Rosa
UIL PA
Angelo Vignocchi

Abbiamo letto sulla rete intranet dell’Avvocatura dello Stato Decreto del Segretario Generale di nomina della commissione esaminatrice dei titoli per le progressioni economiche.Avevamo già contestato la cosa per l’evidente ragione che la conoscenza diretta dei candidati comporta in sé il rischio di un condizionamento nella valutazione. A conferma di quanto da noi sostenuto l’invito ai componenti dei ruoli amministrativi di doversi astenere in sede di valutazione della loro istanza di progressione.Inoltre, sempre a conferma dei nostri dubbi, l’Amministrazione stessa,elaborando la prima mappatura dei processi con annessa individuazione dei rischi,ha individuato l’area gestione del personale, proprio rispetto alle progressioni economiche e al “processo di valutazione dei titoli se previsti” (Piano triennale di prevenzione della corruzione 2016/2018 Avvocatura dello Stato).Tale scelta non è nemmeno riferibile a eventuali risparmi in quanto nel decreto si legge chiaramente che vi è un apposito capitolo di spesa per retribuire i membri della Commissione.Le nostre richieste, volte a garantire una procedura trasparente ed imparziale, non sono state accolte né in relazione a criteri che rendessero la procedura oggettiva né in relazione alla composizione della Commissione.Continuiamo a ritenere pertanto che la procedura possa dare risultati non oggettivi ed imparziali e ci sorge il dubbio che il perseguimento della trasparenza venga interpretato in modalità variabile a seconda della circostanze. Per quanto ci riguarda un motivo in più per dare assistenza come FP CGIL a quei lavoratori che dovessero sentirsi danneggiati nell’ambito di questa procedura.

12.10.2017 – Pubblichiamo il DPCM relativo alle assunzioni autorizzate al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per l’anno 2017 derivanti dai risparmi di cessazioni dell’anno 2016.

Ancora una volta, guardando i numeri relativi alle assunzioni dei Vigili, siamo costretti a confermare la necessità di scendere in piazza e rivendicare lo stanziamento per maggiori risorse per le assunzioni.

Questo DPCM chiarisce inconfutabilmente che le promesse fatte dal Ministro Minniti prima e da Rosato e Fiano dopo (Monte Citorio 19 Luglio 2017),  non sono state mantenute. Solo grazie ad un ulteriore intervento economico aggiuntivo si potrà intervenire sulla materia, lo chiarisce questo DPCM con l’autorizzazione ad assumerne 301 unità entro fine anno.

I lavoratori del Corpo e gli idonei al concorso 814 del 2008, in occasione dell’iniziativa organizzata per il 17 ottobre a Monte Citorio  dovranno chiedere al Governo che, almeno, le 169 unità mancanti all’appello e rivendicate unitariamente il 27 giugno u.s. rientrino nel programma delle assunzioni del 2017. Le emergenze non possono aspettare e l’Italia è un paese a rischio catastrofi ambientali.

La Fp Cgil lo scorso 19 luglio, pur avendo ascoltato le dichiarazioni di Fiano, Rosato e di tutti i parlamentari intervenuti,  ha ritenuto necessario confermare lo stato di agitazione (dichiarazione dello stato di agitazione del 6 luglio 2017).

Questa operazione è risultata azzeccata, basta chiacchere ora servono provvedimenti per la proroga e per risorse aggiuntive.

La Cgil C’è


INPS – Privatizzazione dell’Inps? No Grazie!

Molti lavoratori ci chiedono a che punto siano le trattative del nuovo CCNLpresso l’ARAN, perché sperano finalmente di vedere crescere le proprie retribuzioni dopo tanti anni di blocco contrattuale.
E’ bene che i lavoratori e le lavoratrici dell’Istituto sappiano che in Parlamento è in fase avanzata di discussione un disegno di legge che mira a far uscire le Agenzie Fiscali dal comparto in cui esse ora si trovano, per effetto del Contratto Collettivo Nazionale Quadro sottoscritto all’ARAN dalle OO.SS. e dell’art. 40, comma 2, del TU Pubblico Impiego, a norma del quale «sono definiti fino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale».
Sappiamo che moltissime OO.SS. sono favorevoli all’uscita dell’INPS fuori dal comparto delle Funzioni Centrali, per inseguire le Agenzie su quella strada.
Come FP CGIL siamo, invece, nettamente contrari a quel ddl, in quanto disegna una sostanziale privatizzazione delle Agenzie, riservando espressamente (art. 2, comma 5, lettera i) una serie di argomenti a regolamenti interni ed eliminando qualsiasi relazione sindacale su materie quali: assunzioni, formazione e valutazione del personale, regole di accesso alla dirigenza, posizioni organizzative … Si prevede, poi, un aumento delle posizioni dirigenziali ai sensi dell’art. 19, comma 6 del Testo Unico – quelle senza concorso, per intenderci – dal 10% al 20%.
Insomma, capiamo benissimo i motivi per cui l’INPS stia cercando di inseguire le Agenzie fiscali su quella strada, mentre fatichiamo davvero a capire come possano altre organizzazioni sindacali essere d’accordo a vedere il proprio ruolo fortemente ridotto!
Dulcis in fundo, qualora l’approvazione di quel ddl dovesse malauguratamente andare in porto, l’attuale trattativa aperta all’ARAN dovrebbe necessariamente bloccarsi, in quanto si dovrebbero ridisegnare gli attuali 4 comparti. Considerando, peraltro, l’approssimarsi delle elezioni politiche, questo significherebbe un probabile rinvio sine die del rinnovo dei contratti collettivi, con tanti saluti agli aumenti contrattuali.
Anche in questo caso, capiamo benissimo i motivi per cui alla parte datoriale possa fare comodo un simile ddl, ma non capiamo i motivi per cui altre OO.SS.siano così appassionate da un simile scenario.
Per vostra utilità, vi alleghiamo la memoria presentata al Senato dalla CGIL lo scorso 28 settembre, perché possiate farvi un’idea. Buona lettura.

Roma, 12 ottobre 2017 

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Roma 12 Ottobre 2017

Al Direttore del Personale dell’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli
dott. ssa M. Cantilena

OGGETTO: Criticità presso il Laboratorio Chimico di Milano

Egregio Direttore,

a seguito degli incresciosi fatti accaduti presso il Laboratorio Chimico di Milano, siamo a segnalarLe una situazione di criticità che se non affrontata nel breve/medio termine crea non pochi disagi alle colleghe ed ai colleghi che prestano servizio in quell’ufficio.

Ferme restando le responsabilità addebitabili le cui valutazioni stanno in capo all’Amministrazione, come FP CGIL ci interessa ora comprendere le ricadute organizzative che sono in corso e gli interventi che l’amministrazione intende mettere in campo per risolvere la questione riguardante la mancanza di personale e l’aumento dei carichi di lavoro che insistono su questo ufficio.

Al riguardo non ci convincono soluzioni a lungo termine di redistribuzione del lavoro su altri Laboratori perché tale situazione comporterebbe una riassegnazione di carichi di lavoro su altri territori di cui non risulta data, tra l’altro, nessuna informativa sindacale a livello locale.

Premesso quanto sopra pertanto si chiede di fornire chiarimenti circa l’attuale situazione in cui riversa il Laboratorio Chimico di Milano con particolare riferimento agli interventi che l’amministrazione intende intraprendere per superare l’attuale situazione di criticità.

Certi della Sua sensibilità al riguardo, in attesa di cortese riscontro, cordialmente si saluta.

Il Coordinatore Nazionale
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli FP CGIL
Florindo Iervolino

Roma, 12 ottobre 2017

Al fine di smentire le operazioni di sciacallaggio mediatico messe in atto in questi giorni da chi, non avendo una linea politica, è costretto a parlare delle scelte operate dalla FP CGIL, teniamo a ribadire la posizione presa dalla nostra organizzazione sin dal primo giorno in cui l’amministrazione ha convocato una riunione per discutere degli esuberi di personale di Polizia Penitenziaria nelle sedi extra moenia. Come potrete facilmente verificare dai verbali delle riunioni pubblicate sul nostro sito, dalla prima riunione del 12 dicembre 2016, all’ultima del 2 maggio 2017, la FP CGIL ha concordato con la proposta presentata dalla parte pubblica, che prevedeva il rientro negli istituti penitenziari del personale in esubero nelle sedi extra moenia, secondo una serie di criteri, tra cui il principale era senza dubbio quello che prevedeva il rientro in istituto del personale distaccato dopo il 31 dicembre 2011. Con la coerenza e la serietà che ci hanno sempre contraddistinto continueremo a portare avanti le posizioni assunte in passato anche nelle prossime riunioni, lasciando ad altri le chiacchiere da bar.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil 
         Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Santi Consolo
e, p.c.
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio
Al Direttore generale del Personale e delle Risorse
Dott. Pietro Buffa
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
R o m a
Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Roma, 12 ottobre 2017

Oggetto: buono epifania per i figli minori.

Egregio Presidente,con riferimento alla nota GDAP 322618 con cui si informa che il Consiglio di Amministrazione dell’ente di assistenza per il personale di Polizia Penitenziaria ha deliberato, nell’ambito degli interventi tesi a diminuire le spese, l’eliminazione del buono epifania per i figli minori dei dipendenti, considerato il forte dissenso che questa scelta ha suscitato nel personale di Polizia Penitenziaria, la Fp Cgil chiede un suo autorevole intervento finalizzato a trovare soluzioni alternative che, nel rispetto degli equilibri di bilancio, consentano di ripristinare il suddetto buono a cui il personale tiene in modo particolare.

Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil 
         Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

AID: PUNTO DI SITUAZIONE SULLE UU.PP.
E AVVIO DEL CONFRONTO SUL FONDO UNICO 2017

Per dare seguito a intesa
necessaria presentazione emendamenti in legge Bilancio

Roma, 12 ottobre – “La ministra Pinotti si faccia carico di rispettare gli impegni assuntisulla valorizzazione dei dipendenti civili del Ministero della Difesa”. A rivendicarlo sono FpCgil, Uil Pa e Flp nel ricordare l’intesa raggiunta tra sindacati e dicastero della Difesa loscorso aprile per la valorizzazione dei dipendenti civili di quella amministrazione,”interamente finanziata con le risorse economiche interne al predetto dicastero ottenuteattraverso la predisposizione di due specifici emendamenti alla legge di bilancio 2018″.Atti formali, questi, specificano i sindacati, “indispensabili per dare attuazione a quantoconcordato in coerenza con gli impegni assunti dal Ministero al tavolo di confronto con lerappresentanze sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa. Eppure almomento, a dispetto delle rassicurazioni ottenute, non abbiamo ancora ricevuto alcunanotizia tangibile circa la concreta presentazione da parte del Ministero della difesa diquegli emendamenti che peraltro, stando a quanto viene riferito, avrebbero già conseguitoil necessario nulla osta da parte del Mef, mentre sta per cominciare la discussione inParlamento”.Per questa ragione i sindacati si rivolgono alla ministra Pinotti, “chiedendole di farsi caricodel rispetto degli impegni assunti con i propri dipendenti, di adoperarsi per sostenere conforza la produzione di quelle due norme nella prossima legge di bilancio, anche profittandodel prossimo appuntamento straordinario già fissato dal Presidente del Consiglio deiMinistri per discutere proprio dei contenuti di quella legge, e di far tenere ai propri piùstretti collaboratori la necessaria comunicazione diretta alle rappresentanze sindacali delpersonale civile, fino ad oggi tenute insolitamente all’oscuro dello stato dell’arte,sull’evolversi della situazione. Un atto di responsabilità e sensibilità istituzionale che,siamo certi, sarebbe ben accolto dalle lavoratrici e dai lavoratori della Difesa”, concludono

11.10.2017 – Continua la mobilitazione della Fp Cgil VVF. Martedì 17 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 14.00 iniziativa a Monte Citorio per rivendicare Salario, assunzioni, previdenza complementare integrativa, assicurazione INAL e ritorno alle RSU


NUOVO PROFILO E PROGRESSIONI VERTICALI: LE RAGIONI DEL NOSTRO NO

Si è chiuso il 10 ottobre il tavolo sul nuovo profilo professionale e sulle progressioni verticali, di cui vi alleghiamo i relativi documenti.
Riguardo al nuovo profilo di “analista di processo – consulente professionale” non avevamo espresso un’aprioristica contrarietà, ma avevamo posto anzitutto una questione di metodo e una di sostanza: se l’art.8 del CCNL degli EPNE prevede espressamente che «gli enti, in relazione alle proprie necessità organizzative, istituiscono i profili professionali, previa contrattazione integrativa di livello nazionale», è naturale poter chiedere che la contrattazione coinvolga tutti gli aspetti connessi all’istituzione di questa figura (ad es., titoli di accesso, competenze e inserimento di questo nuovo profilo nel nuovo modello di servizio, etc.). Invece, l’Amministrazione, trincerandosi dietro alle esigenze di celerità del concorso da bandire, ha ridotto la discussione a una mera accettazione o meno della nuova figura, finendo con lo svilire il contenuto stesso della contrattazione. Da parte nostra, consapevoli della necessità di personale per l’Istituto, ci eravamo detti disponibili già da tempo ad aprire un tavolo di trattative su questo profilo e sulle assunzioni: se si fosse aperta mesi fa una seria discussione in proposito, non ci saremmo trovati a dover strozzare la contrattazione su argomenti così delicati. Oltretutto, nonostante le nostre ripetute richieste, non ci è stato ancora chiarito come questa nuova figura professionale dovrà inserirsi nel nuovo modello di servizio.
Abbiamo poi concentrato la nostra contrarietà su di un aspetto solo apparentemente estraneo: le modalità di assunzione di questi lavoratori. Difatti, il concorso che verrà bandito – che non prevede alcuna riserva per gli interni – avverrà con modalità quantomeno anomale, se non illegittime, a nostro parere. Infatti, coloro i quali avranno superato le due prime prove scritte – dovrebbero essere test di cultura generale e test su materie tecnico-professionali – verranno immessi in servizio con un contratto di tirocinio di sei mesi, all’esito dei quali vi sarà una prova orale, con cui si dovrebbero valutare le capacità acquisite. Solo superata questa prova finale, il lavoratore verrà assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Abbiamo fatto notare che né il CCNL degli EPNE né il Testo Unico Pubblico Impiego vigenti prevedono questa modalità di assunzione e che la stessa non è contemplata neppure nella discussione in corso all’Aran sul nuovo CCNL delle funzioni centrali; pertanto, il rischio di esporsi a possibili ricorsi che paralizzino l’intero concorso è a nostro parere elevato, con esiti paradossali rispetto alle intenzioni di celerità perseguite dall’Amministrazione. Se l’Istituto intende assumere personale adeguatamente formato, non c’è bisogno di inventare alcunché: basta assumere lavoratori con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato ed effettuare nei loro confronti un percorso formativo serio e adeguato durante il periodo di prova – all’interno del quale entrambe le parti possono liberamente recedere. Pertanto, consapevoli che una nostra firma su quell’accordo avrebbe avallato modalità di reclutamento del personale per noi dubbie e arretrate, non lo abbiamo sottoscritto.
Riguardo al secondo verbale, relativo alle progressioni verticali del personale, diamo atto all’Amministrazione che dal generico “atto di impegno” inizialmente presentatoci si è arrivati a un verbale di intesa. Pur concordando su di uno strumento che finalmente inizierebbe a garantire uno sbocco professionale a chi da tanti anni lavora nell’Istituto e ha i titoli previsti, avevamo richiesto di quantificare esattamente la percentuale di personale da far progredire. Difatti, considerato che ai sensi del c.d. “Decreto Madia” tale percentuale è stabilita fino al 20% del personale indicato nei piani dei fabbisogni, l’Amministrazione potrebbe legittimamente sostenere, in sede di applicazione, di voler far progredire anche solo l’1% di quel personale. Anche questa nostra richiesta, non è stata colta e pertanto non siamo stati disponibili a sottoscrivere neanche quest’atto.
Peccato: riteniamo che un’occasione di confronto su due temi importanti – politiche assunzionali e per il personale interno – sia stata inutilmente sciupata, mentre si sarebbe potuta concretizzare in una garanzia per un definito e cospicuo numero di colleghi da anni in attesa, e in un’opportunità per i candidati a concorso.

Roma, 11 ottobre 2017 

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

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