CNEL: Volantino contro il DL 112

18 Luglio 2011

Volantino DL 112

 
Di seguito la nota-volantino inviata ai Consiglieri annunciando la mobilitazione per l’autunno contro il DL 112.

 
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CNEL

Gentilie ConsigliereConsiglieri,

FP CGIL CNEL manifesta la sua contrarietà alle recenti innovazioni introdotte in tema di lavoro pubblico.
Le decisioni assunte dal governo con il decreto legge 112 hanno infatti l’obiettivo di incidere negativamente sul servizio pubblico, e quindi anche sull’attività svolta dalle lavoratrici e dai lavoratori del CNEL, ponendo limiti e peggioramenti alla disciplina relativa, tra l’altro, al part-time, al pensionamento, alla stabilizzazione dei lavoratori precari.
A tutto ciò si aggiunge, inoltre, una sensibile riduzione dei nostri redditi, a partire dal 2009, che deriva dal taglio al salario accessorio e dal mancato stanziamento di risorse per gli adeguamenti contrattuali.
E’ dunque chiaro il disegno del governo mirante ad indebolire il contratto nazionale, la contrattazione integrativa e, in definitiva, l’agibilità e la rappresentanza sindacale dei lavoratori.
Si tratta di misure che, nel loro complesso, hanno l’effetto di compromettere l’efficienza della pubblica amministrazione, impedendole sia il rinnovo fisiologico che il rafforzamento, condizioni essenziali per assicurare sempre elevati standard di qualità ed efficienza.
Le norme introdotte in particolare riducono del 10% gli organici degli enti pubblici e consentono una nuova assunzione ogni dieci dipendenti andati in pensione. In questo modo non solo si interrompe il ricambio del turn-over, ma anche il processo di stabilizzazione del precariato pubblico avviato con le finanziarie 2007 e 2008. Con il taglio dei posti riservati alle stabilizzazioni e delle relative risorse finanziarie si consegnano i precari, dopo anni di sacrifici e sfruttamento, ad una prospettiva di lavoro fatta d’incertezza ed instabilità.Questa scelta non e’ casuale, visto che nel decreto si autorizza le amministrazioni ad utilizzare, a proprio piacimento, e senza regole, tutte le forme di lavoro flessibile che valgono per i privati, annullando così i limiti posti dalla legge finanziaria 2008 riguardo il loro impiego.
La pesante riduzione della possibilità di stabilizzare il personale precario riguarda anche il CNEL, mettendo a rischio la situazione di 5 colleghi che, al pari di tutto il resto del personale, svolgono il proprio servizio per il Consiglio, e si trovano regolati da un contratto a tempo determinato che, allo stato attuale, appare più difficile trasformare e rendere stabile.

L’insieme di tali misure, dunque, peggiora il nostro lavoro, e lo rende più incerto, meno garantito e meno retribuito.
L’effetto, inevitabilmente, rischia di ripercuotersi anche sulle attività del Consiglio, e dei suoi organi.
L’effetto di tali misure, infatti, è quello di portare all’indebolimento e alla frammentazione del servizio pubblico; con trattamenti economici e normativi per i dipendenti, nonché tutele e diritti, sempre più precari e arbitrariamente differenziati tra loro.
Per gli utenti, che nel nostro caso sono principalmente i consiglieri del CNEL, invece, si fa sempre più concreto il rischio di dover sopportare gli effetti di una gestione pubblica ridimensionata, con il rischio di attività affidate ai privati, e l’effetto conseguente in termini di aumento dei costi delle prestazioni.
Lo stesso lavoro del personale del CNEL, sia esso di servizio, di gestione amministrativa o di diretta collaborazione con gli Organi del Consiglio, se ulteriormente indebolito, rischierebbe di rendere più fragili i caratteri rappresentanza di interessi generali e di autonomia istituzionale tipici del CNEL.
I lavoratori del CNEL, quindi – al pari degli altri dipendenti pubblici – si oppongono fermamente alle misure finora adottate dal Governo in quanto lesive della loro dignità professionale e dei compiti che sono chiamati a svolgere e si propongono di organizzare, come negli altri luoghi di lavoro, iniziative unitarie di lotta per il loro cambiamento.
Roma, 17 luglio 2008

 
 
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