MIBAC: risposta DG Guarany alla nota unitaria – comandati I area

15 Marzo 2013

La rispostina

 

In allegato la rispostina che ha mandato il DG Guarany in riscontro alla nota unitaria relativa alla decisione scellerata di rimandare indietro i comandati di prima area.
Come potete notare una risposta secca e rapida, senza alcun riferimento alle motivazioni giuridiche che noi avevamo unitariamente rappresentato e senza nemmeno valutare le preoccupatissime istanze che dirigenti e lavoratori degli uffici interessati avevano inoltrato.
Il 2013 possiamo dire che è cominciato molto male: ancora siamo fermi sulle trattative nazionali e le uniche risposte che arrivano velocemente sono quelle negative per i lavoratori.
Per quanto riguarda il merito di questa comunicazione possiamo solo sottolineare che è figlia di cecità burocratica e di indifferenza rispetto ai gravi problemi di funzionalità dei servizi.
Ed è conseguente al disastro della nuova pianta organica, che ha portato esuberi non dovuti immolando il personale di prima area per consentire al Ministro Patroni Griffi di propagandare presunti numeri sugli esuberi dei ministeriali. Il Mibac ha semplicemente subito passivamente e non è stato in grado di opporrre alcuna seria obiezione pensando di mercanteggiare sui tagli.
Così come ora sembra subire passivamente dictat dagli organi di controllo, che in questo caso non sono neppure giustificati dalla norma sui comandi, ove l’unico criterio è l’interesse dell’Amministrazione, tra l’altro interrompendo i comandi in essere, i cui decreti erano stati regolarmente registrati,  prima della loro scadenza naturale. Il tutto solo sulla base della tutela delle ragguardevoli terga dell’Amministrazione
In disparte a quanto sopra continuano a pervenirci segnalazioni su strani comportamenti di alcune commissioni esaminatrici i passaggi di area: documenti presentati e non ritrovati nei fascicoli dai lavoratori che hanno chiesto accesso agli atti, titoli analoghi che contengono valutazioni diverse, mancanza di omogeneità nelle procedure di valutazione, scarsa trasparenza, ecc. Con il conseguente prevedibile contenzioso.
Mentre invece si registra calma piatta sulla contrattazione nazionale: abbiamo sollecitato una convocazione per discutere di FUA,  festivi, aperture straordinarie. Nulla ancora: tenuti in scacco dai ragionieri. Complimenti!
 
Ma attenzione: la nostra pazienza si sta esaurendo e si sta consolidando in noi la sensazione che presto dovremo avviare un forte percorso di mobilitazione e di protesta, contro l’affossamento del MIBAC e dei diritti dei suoi lavoratori.
 

FP CGIL NAZIONALE MIBAC 
        Claudio Meloni
 

 


 
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