MIBACT: Comunicato esito confronto con Capo di Gabinetto

24 Gennaio 2014

 

ESITO DEL CONFRONTO SUGLI ORGANICI

 

     
Nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto la prima riunione sull’organico con il Capo di Gabinetto.


La valutazione è tutta nel titolo, nel senso che, nel corso dell’incontro abbiamo avuto importanti aperture da parte del Capo di Gabinetto, che, purtroppo, a causa di incomprensioni sulla stesura del verbalino congiunto finale, non hanno avuto uno sbocco positivo in conclusione, ovvero nella modalità con cui si sarebbe dovuto concretizzare l’insieme degli impegni congiunti assunti al tavolo.
Dal nostro punto di vista non aver formalizzato l’esito del confronto è stato un errore, perchè ha rischiato di disperdere quanto di buono era emerso nel corso della riunione. Ma riteniamo altresì che il confronto debba proseguire, esattamente in riferimento alle urgenze che segnaliamo da mesi ed alle grandi aspettative che i lavoratori ripongono rispetto alla possibile soluzioni delle stesse.
Allo stesso tempo vogliamo dare atto alle organizzazioni sindacali tutte di aver posto in maniera corretta e con forza tutte le problematiche di merito che compongono i temi del confronto. Da parte nostra abbiamo ritenuto di porre con altrettanta forza l’accento sulle questioni del metodo di confronto in relazione ai suoi temi. Quindi di procedere con una calendarizzazione incentrata sulle materie specifiche che abbiamo elencato, ovvero relazioni sindacali, l’individuazione del fabbisogno professionale effettivo del ministero con riferimento alle problematiche che riguardano le questioni professionali esistenti nell’organico interno, conseguenti ai processi di riqualificazione, ed a quello esternalizzato sia con contratti di collaborazione che inserito nell’ALES, la valutazione dei costi attuali del lavoro in rapporto al taglio degli organici fatto con la spending review, la formazione e la valutazione delle risorse a disposizione per svolgerla in modo efficace e permanente.
Nel merito dei punti esaminati:
il Capo di Gabinetto ha aperto ad un confronto a tutto campo, senza pregiudiziali sui seguenti temi:
 
–       relazioni sindacali – è emersa netta la valutazione dell’efficacia del sistema di relazioni sindacali che ha caratterizzato l’applicazione del contratto integrativo, la necessità di riportare tutti i livelli di contrattazione (nazionale e territoriali)  ad un sistema omogeneo di indirizzo e di applicazione, la necessità di rivedere le limitazioni dell’esercizio delle prerogative sindacali conseguenti alla famosa vicenda che ha visto l’obbligo di fruizione dei permessi sindacali per la partecipazione alle riunioni di contrattazione, la tutela dei diritti individuali in ordine alle normative sociali ed al diritto di mobilità volontaria dei lavoratori, la valutazione delle modalità di esercizio dei controlli burocratici sugli accordi integrativi, sia nazionali che territoriali. Nell’ambito di questo argomento il Capo di Gabinetto ci ha informato che è in corso di ridefinizione la famosa querelle sulla individuazione del limite di capienza contabile del FUA, anticipandone con una certa cautela il possibile esito positivo che riporterebbe tale limite ai 74 milioni di euro e ci consentirebbe, a partire dal FUA 2014, di recuperare somme importanti ai salari di produttività dei lavoratori. Naturalmente anche noi manteniamo la giusta prudenza, prima di dare una valutazione conclusiva di questo delicato passaggio;
 
–      politiche sugli organici – i temi che saranno oggetto di approfondimento sono specificamente riferiti alle problematiche interne, ovvero gli idonei interni alle riqualificazioni, per i quali occorre trovare uno strumento che consenta lo scorrimento delle graduatorie, la valutazione dell’incidenza del mansionismo sulla determinazione degli effettivi fabbisogni professionali, la condizione retributiva del personale riqualificato ed assoggettato al blocco delle retribuzioni, la gestione degli esuberi in prima area, conseguenti al famigerato taglio del costo del lavoro, la stabilizzazione dei distaccati interni e del personale comandato, il riconoscimento dei passaggi orizzontali. Gli altri temi da affrontare riguardano invece la gestione del personale esternalizzato, ovvero la conoscenza complessiva dell’incidenza di questo fenomeno sui nostri cicli lavorativi, la valutazione del rapporto costo-benefici nel ricorso alle esternalizzazioni, le condizioni economiche e normative che ne caratterizzano l’utilizzo, le strategie riferite alla gestione delle società in house e del personale inserito al loro interno. L’obiettivo è pertanto ambizioso, poiché da un lato mira alla risoluzione di annose questioni interne su cui giustamente si concentra l’attenzione dei lavoratori e dall’altro a individuare correttamente il fabbisogno professionale dei nostri cicli lavorativi ai fini della programmazione delle politiche occupazionali. Sul punto aggiungiamo noi che è possibile una operazione del genere, ma che una delle condizioni necessarie è che venga sospeso il taglio al costo del lavoro, che non produce effetti significativi sul piano dei risparmi se non quello di comprimere in modo ingiustificabile la programmazione nel breve e nel medio periodo delle politiche occupazionali, con un aggravio di spesa proprio sul costo del lavoro su cui teoricamente si vorrebbe risparmiare, come possiamo tranquillamente dimostrare a partire proprio dalla quantificazione della spesa per lavoratori inseriti in ALES, assai superiore aa quella per il personale interno, anche se con livelli retributivi palesemente inferiori;
–       formazione – Sul punto occorre individuare forme di finanziamento ulteriori dei processi di formativi, visto le somme ridicole stanziate attualmente, e valutare un utilizzo strategico della leva formativa ai fini dei processi di innovazione organizzativa, coerentemente alle previsioni molto chiaramente declarate all’interno del nostro Contratto Integrativo;
–        la riorganizzazione del Ministero – sul punto registriamo positivamente l’impegno del Capo di Gabinetto a convocarci per illustrarci il testo del DPCM. Un impegno tardivo e che viene dopo che il DPCM ha fatto i suoi giri. Un errore grave .nel relazionarsi alle parti sociali che si spera il confronto aiuti a impedire per il futuro. Noi abbiamo sottolineato piú volte  che il confronto sulla riorganizzazione degli Uffici deve essere inquadrato in una strategia di riorganizzazione dei cicli lavorativi e di conseguenza, essere strettamente connesso alle linee di governo sugli organici ed agli investimenti che si intendono fare sul piano dell’innovazione tecnologica.
Infine vogliamo sottolineare come l’aver declinato in modo corretto i temi ed i problemi sia solo un primo passo, che prendiamo sul serio l’impegno assunto formalmente dal Capo di Gabinetto per conto del Ministro a finalizzare questi confronti alla stipula di un protocollo di intesa su queste materie e pertanto ci aspettiamo una calendarizzazione immediata, entro dieci giorni, del prossimo incontro che dovrà iniziare ad esaminare i temi specifici sopra evidenziati.
Vi terremo puntualmente informati.
 

Un professore a Pompei
 
Oggi ci è pervenuta l’informazione con la quale l’Amministrazione ci ha comunicato che il prof. Massimo Osanna è stato nominato come nuovo Soprintendente a Pompei. Osanna è professore di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi della Basilicata e Direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici di Matera. Una nomina di un esterno, come si paventava, al quale va tutto il nostro augurio di buon lavoro, nella speranza che si operi seriamente per il rilancio della Soprintendenza.
  Roma, 24 gennaio 2014 

Claudio Meloni
FPCGIL Nazionale MIBAC    

 

 
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