Part-time verticale ciclico, prosegue la campagna della Cgil

09 Luglio 2019

Oggi i lavoratori in part time verticale ciclico vanno in pensione più tardi, per il mancato riconoscimento contributivo dei periodi di sosta lavorativa.

Una condizione che costringe migliaia di lavoratrici e lavoratori a lavorare molti più anni per raggiungere il traguardo della pensione.

La Corte di Giustizia europea ha affermato che la disciplina italiana è discriminatoria rispetto agli altri lavoratori.

Un nutrito numero di sentenze di Cassazione ha inoltre condannato l’INPS a riconoscere la valorizzazione, ai fini dell’anzianità contributiva, di questi periodi di sosta.

L’INPS pur soccombendo in sede giudiziaria non ha modificato il proprio atteggiamento, continuando a negare il riconoscimento di tale diritto.

Abbiamo richiesto un incontro unitario al Ministro del Lavoro e al presidente dell’INPS per risolvere questa delicata e importante problematica che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori, e attivato iniziative su diversi livelli per sostenere la necessità di una soluzione immediata.

È necessario un intervento immediato, non è più tempo di aspettare.

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