PCM: Comunicazione a Segretario Generale e lavoratori della Presidenza del Consiglio 3 aprile 2020

03 Aprile 2020

Al Segretario Generale

della Presidenza del Consiglio dei Ministri

– Pres. Roberto Chieppa

– Palazzo Chigi usg@mailbox.governo.it

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Presidenza del Consiglio

Siamo ormai a un mese dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Essa ha messo in evidenza naturalmente l’impreparazione generale ad affrontare un evento straordinario e inaspettato di queste dimensioni e caratteristiche. Nel paese, nelle sue istituzioni, nell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche. Questa organizzazione sindacale ha tenuto fin dall’inizio un atteggiamento di responsabilità comprendendo la necessità di tenere assieme l’esigenza di continuare ad assicurare, ancor più nell’emergenza, ruolo, funzione e servizi dello stato verso i cittadini e le comunità, sociali, economiche, produttive, unitamente al fondamentale obiettivo di preservare la salute e l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, in prima linea nell’emergenza. In particolare, presso le strutture della Presidenza del Consiglio per garantire le attività dei massimi vertici istituzionali del paese, per le funzioni di coordinamento e a supporto dei diversi livelli istituzionali, per i servizi e le attività di coordinamento delle iniziative di contenimento e contrasto all’epidemia e di protezione civile. Per questo, fin dall’incontro del 27 febbraio scorso, abbiamo apprezzato e condiviso le decisioni assunte dal Segretario Generale per accelerare l’adozione di quegli strumenti organizzativi, fino ad allora pressoché disattesi dai diversi Dipartimenti, per favorire il distanziamento sociale, quale unico antidoto certo al rischio di contagio come indicato dalla comunità scientifica, attraverso la generale attivazione del lavoro agile in ogni articolazione della Presidenza. Se però abbiamo potuto apprezzare tempi e modalità dell’intervento di indirizzo del Segretario Generale non possiamo dire altrettanto del tempismo e dell’attenzione rivolta ai propri collaboratori per buona parte delle articolazioni della Presidenza. L’autonomia organizzativa che caratterizza gli assetti dipartimentali in questo caso non ha rappresentato una specificità da mettere in valore ma un profondo e grave limite che ha generato (e in taluni casi ancora genera) senso di pesante incertezza, quando non instabilità, preoccupazione e incomprensibile ritardo da parte della totalità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Prova ne sono i diversi interventi da parte del Segretario Generale e del Capo Dipartimento del personale tesi a sollecitare l’adeguamento organizzativo di tutti i Dipartimenti all’indicazione di favorire la collocazione di quanto più personale possibile in smart working e di usare, nei confronti del personale assegnato a quelle attività indifferibili ed essenziali per le quali si richiede la presenza fisica in una sede della Presidenza, tutte quelle misure rese disponibili dalle norme di legge emanate in emergenza e da quelle contrattuali. Con l’obiettivo di ridurre al massimo l’esposizione al rischio. Per questo, il 23 marzo scorso abbiamo dovuto segnalare i ritardi con cui venivano e sono forniti adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e richiedere di adottare misure ancora più incisive, come la rilevazione della temperatura corporea in ingresso negli uffici, dopo aver appreso (solo) dalla stampa i primi casi di contagio tra le donne e gli uomini della Presidenza e, in particolare, presso il Dipartimento di Protezione Civile. Manco a dirlo tra i Dipartimenti più riottosi all’utilizzo di misure precauzionali per il personale, a partire dal ricorso al lavoro agile. Ora siamo in presenza della Circolare n. 2/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione che dovrebbe dare elementi di maggiore chiarezza relativamente all’utilizzo del lavoro agile come ordinaria modalità lavorativa, all’utilizzo dei diversi istituti contrattuali per le lavoratrici e i lavoratori in smart working e per quanti devono continuare a lavorare in presenza, relativamente a permessi e congedi aggiuntivi utilizzabili. Così come appare ormai evidente che lo stato di crisi da epidemia Covid-19 entra in una fase nuova, non più meramente emergenziale, con cui bisogna sapere e poter fare i conti. Per affrontare la quale non è più sostenibile mettere in sospensione le normali relazioni tra amministrazione e rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Al contrario vanno urgentemente strutturate nuove e più tempestive e incisive modalità relazionali, utilizzando gli strumenti tecnologici adeguati, nel comune intento di far funzionare in maniera più “normale” e meno precaria la complessa macchina amministrativa e restituire, per quanto possibile, alle lavoratrici e ai lavoratori un clima di maggiore serenità e tranquillità nell’affrontare i propri compiti. Per questo sollecitiamo una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, degli Rls, del Cug, con le modalità che si riterranno più opportune, al fine di fare il punto, sullo stato di attuazione delle diverse disposizioni impartite nella fase dell’emergenza, in maniera analitica per i singoli Dipartimenti, comprenderne problematicità e prospettive, i livelli di criticità riscontrate tra il personale. Infine, ci rendiamo conto che sulla Presidenza del Consiglio ricadono oggi responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid-19, tuttavia diciamo fin da ora che per noi è prioritario chiudere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, per il personale del Comparto e per l’Area della Dirigenza, e che nei modi e nei tempi compatibili in questa fase vanno riprese al più presto le trattative per la loro definizione. In tal senso, avanziamo sin d’ora la necessità di riconsiderare modalità e tempi della sperimentazione di un sistema di valutazione e misurazione della performance che, per evidenti motivi, non può essere effettuata con la dovuta attenzione ed efficacia. Nel confermare la disponibilità di questa organizzazione a un confronto serio e proficuo, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e nel rispetto delle reciproche prerogative, si coglie
l’occasione per porgere distinti saluti e ringraziare il personale tutto della Presidenza del Consiglio che ancora una volta assicura al paese il proprio importante apporto professionale.

Il Segretario nazionale

Florindo Oliverio

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