INAIL: Diritti non concessioni

25 Maggio 2020

Diritti, non concessioni…!!!

A circa 3 mesi dall’inizio della crisi epidemiologica, la cd. fase 1, che ha portato tutti i
dipendenti dell’Istituto a dover proseguire la propria attività lavorativa in modalità agile per
emergenze al fine di contenere il contagio da Covid-19, l’Amministrazione continua a
latitare rispetto alla necessità, più volte avanzata dalle scriventi, di addivenire ad un
accordo che disciplini per tutta la durata dello stato di emergenza, ovvero per tutta la
durata dell’attuale modalità lavorativa, alcuni istituti giuridici ed economici.
Il perdurare di tale, ingiustificabile assenza, ha fatto sì che il personale si vedesse privare
la propria retribuzione di alcune importanti voci, con l’aggiunta delle molteplici spese legate
all’avvio ed al mantenimento della predetta modalità (cd. smart working).
In tutto il periodo fin qui attraversato, abbiamo sempre agito con gradualità e
proporzionalità rispetto alle esigenze che, di volta in volta, ci si ponevano di fronte:
partendo dall’urgenza di garantire la salvaguardia della salute e della sicurezza dei
lavoratori nella primissima parte dell’emergenza, fino alla sottoscrizione di un protocollo,
già in precedenza illustrato, che ha garantito la graduale ripresa lavorativa in piena
sicurezza attraverso lo strumento della partecipazione ad ogni livello e permettere così
all’Amministrazione di elaborare dei documenti tecnici per agevolare ulteriormente il
delicato compito del confronto territoriale e nazionale.
Non abbiamo mai fatto mancare il nostro apporto in termini di proposte, così come si è
levata forte la nostra denuncia laddove si sono verificate gravi inadempienze. Il tutto
sempre e comunque a garanzia del corretto andamento della gestione emergenziale
straordinaria.
Purtroppo, ad oggi, non abbiamo registrato la medesima disponibilità da parte
dell’Amministrazione a voler riconoscere, con i fatti, ciò che a voce e per iscritto ha voluto
veicolare ai colleghi: stima e riconoscenza per la professionalità con la quale hanno
garantito il mantenimento dei servizi istituzionali e di tutti i nuovi e delicati adempimenti
che il legislatore ha voluto riconoscere all’Istituto.
Ed in conseguenza di ciò, riteniamo non sia più possibile attendere oltre.
A tal proposito, invitiamo tutti i lavoratori a voler rispettare scrupolosamente il
normale orario ordinario di lavoro “staccando” una volta completate le canoniche
7 ore e 12 minuti.
Questa sarà solamente la prima di una serie di iniziative che chiederemo di adottare,
prevedendo, in assenza delle dovute risposte, ulteriori azioni di mobilitazione che, di volta
in volta, intenderemo porre in essere per fare in modo che il diritto dei lavoratori non passi
per una mera concessione da parte dell’Amministrazione.

A. Mercanti      M. Molinari         F. Savarese

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