20 Luglio 2020

Carceri: Fp Cgil, rispetto per chi lavora in carcere
Basta generalizzazioni a scapito di chi lavora bene

“Sembra che la narrazione di quello che accade nelle carceri del nostro Paese sia orientata a dipingere un mondo alla deriva, dove non funziona nulla, senza badare al rischio di sminuire l’operato di migliaia di lavoratori, altamente specializzati, che con scarse risorse ed enormi sacrifici svolgono un lavoro complicato e di fondamentale importanza per la società civile. Una fastidiosa generalizzazione, a scapito di chi lavora bene”. Questo il commento della Funzione Pubblica in risposta alle notizie che negli ultimi tempi circolano sul nostro sistema penitenziario.

“Un conto è evidenziare le criticità di un sistema messo in crisi da politiche di tagli lineari su risorse umane e materiali – prosegue il sindacato -, altro è gettare discredito su chiunque ne faccia parte nel tentativo di dimostrare che le soluzioni sono sempre all’esterno di quel sistema. Ultime in ordine di tempo le dichiarazioni che parlano di una gestione politica del sistema carcerario lasciata in mano a ‘zelanti funzionari ministeriali’ e al nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria che non avrebbe più la stessa capacità operativa”.

“Affermazioni che dipingono un quadro poco realistico di una realtà dove, al fianco di magistrati di indubbie qualità morali e professionali, lavorano dirigenti, poliziotti penitenziari e personale delle funzioni centrali con le peculiari specificità professionali e tecniche, grazie alla formazione prima teorica e poi fatta sul campo in carcere e nel sistema dell’esecuzione penale esterna, continuano a fornire contributi di altissimo livello. Come quelli conseguiti nella giustizia minorile o quelli che il nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria continua a fornire con brillanti risultati nel contrasto alla criminalità organizzata, al terrorismo internazionale e ai fenomeni di radicalizzazione e proselitismo in carcere. Tra l’altro, se andiamo ad analizzare le precedenti gestioni dell’amministrazione Penitenziaria, i risultati migliori si sono ottenuti quando a Magistrati lungimiranti sono stati affiancati brillanti dirigenti che avevano maturato una certa esperienza lavorando in carcere, altro che zelanti funzionari. Bisogna raccontare anche queste cose, altrimenti agli occhi dell’opinione pubblica arriva solo una certa narrazione orientata al catastrofismo che rischia di gettare tutti nel tritacarne ”, conclude la Fp Cgil.

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