Mibact: comunicato su piano di valorizzazione 2020

05 Agosto 2020

Roma 4 agosto 2020

SOTTOSCRITTO IL PIANO DI VALORIZZAZIONE 2020

Nella riunione odierna abbiamo chiuso l’accordo sul Piano di valorizzazione 2020, un piano che
coinvolge tutti gli istituti del Mibact e tenta, nei limiti del possibile, di armonizzare le iniziative riferite
ai due filoni del processo: quello riferito alla dimensione ordinaria che riguarda l’utilizzo dei 5
milioni di euro extra Fondo e quello che deriva dall’applicazione della legge 132/2019 per quel che
riguarda la possibilità, per gli Istituti autonomi, di predisporre progetti di valorizzazione
autofinanziati.
Un incrocio complesso, reso particolarmente delicato dalla assoluta mancanza di dati per quel che
riguarda la programmazione dei Musei autonomi, ammesso e non concesso che sia stata fatta.
L’equilibrio si è trovato rimodulando le risorse assegnate nel piano ordinario e incrementando i
progetti che riguardano gli altri settori (Archivi, Biblioteche e Soprintendenze), per una cifra pari a
400mila euro circa. Per quel che riguarda i progetti degli Istituti autonomi vanno precisate alcune
questioni: anzitutto la possibilità di attivare questi progetti vale per tutti gli Istituti dotati di
autonomia e non solo per i Musei autonomi. La seconda riguarda il fatto che, per gli Istituti che non
dispongono di budget da bigliettazione è possibile attingere ad una riserva di fondi del 20% che
rimane accantonata presso la DG Musei nell’ottica di un riequilibrio nella distribuzione di risorse,
che in conseguenza dei mancati introiti, sono state incrementate con100 milioni di euro stanziati
dal governo. La terza si riferisce appunto alla necessità di avviare sin da subito una attività di
programmazione a valere sul 2020. Per tale motivo, nell’Accordo Nazionale, la cui stipula con
cadenza annuale è atto indispensabile, si è stabilito di verificare entro il mese di ottobre prossimo
quale programmazione sia stata avviata e quali risorse impegnate nei limiti della loro dimensione
teorica, che, ricordiamo può arrivare a coprire fino al massimo del 15% del reddito annuale del
lavoratore. E, a regime, con una programmazione ordinaria che si dovrà fare entro il mese di
gennaio di ogni anno. È di conseguenza assolutamente necessario che, a livello territoriale, si attivi
sin da subito il confronto con i dirigenti su questa materia, altrimenti, conoscendo i nostri, il rischio
fortemente concreto è quello che questi progetti rimangano lettera morta.
Scuola e patrimonio culturale
Abbiamo fortemente chiesto e poi ottenuto di inserire nell’accordo una clausola che impegna
l’Amministrazione al coinvolgimento delle istituzioni scolastiche nel piano di valorizzazione. Lo
riteniamo un elemento estremamente qualificante che potrebbe cogliere una occasione unica di
diffusione della conoscenza del nostro straordinario patrimonio culturale tra gli studenti. Ci
auguriamo pertanto che tale opportunità venga colta e valorizzata nelle contrattazioni locali: in
particolare vanno sollecitati i dirigenti a prendere contatto con gli Uffici Scolastici Regionali per
avviare progetti che coinvolgano le scuole sul territorio.
I testi degli accordi li trasmetteremo non appena ci verranno inviati.
Quale sicurezza per le riaperture?
Nei giorni scorsi abbiamo inviato una nota unitaria all’amministrazione con la quale si è chiesto di
attivare subito il confronto per il recepimento nel Ministero del Protocollo di Intesa del 24 luglio
scorso sottoscritto dalla quasi totalità delle sigle sindacali con il Ministro Dadone ed avevamo
chiesto che l’argomento venisse inserito nell’ordine del giorno della riunione odierna. Nulla di tutto
questo è avvenuto e allora abbiamo posto la questione in termini pregiudiziali. Anche perché le
notizie che ci giungono dal territorio non sono affatto rassicuranti: ordini di servizio che pretendono
il rientro totale dei lavoratori da un giorno all’altro, senza che ci siano stati i passaggi propedeutici
che riguardano la tutela dei lavoratori e dei cittadini, sono quotidiani. Abbiamo quindi rappresentato
alla amministrazione l’esigenza di arrivare subito, anche con un semplice verbale di intesa, al
recepimento del Protocollo 24 luglio 2020. In caso contrario noi valuteremo le opportune iniziative
conseguenti a partire dallo stato di agitazione. Quindi auspichiamo un pronto riscontro. Nelle more
però ricordiamo che il Protocollo rimane applicabile e con esso tutta la normativa in materia di
tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Pertanto vanno tutelate tutte le situazioni di fragilità riconosciute e le particolari situazioni afferenti
le condizioni di tutela sociale e dei pendolari di medie lunghe distanze. Che possono continuare a
fruire dello smart working che tuttora permane come soluzione a queste situazioni. Pertanto vi
chiediamo di intervenire tempestivamente laddove si dovessero determinare queste situazioni di
grave rischio per i lavoratori.
Il pasticcio di Gradara
L’ultima, purtroppo triste, notizia riguarda la sorte della Rocca di Gradara. La cui gestione è stata
ceduta al Comune di Gradara con una manovra politicante che non esitiamo a definire vergognosa
e autolesionistica. Comune che ha festeggiato con una nota che trionfalmente celebra il ritorno del
monumento nelle mani dei cittadini, come se prima fosse occupato da truppe straniere. I motivi
sono in verità molto meno ideologici e molto più attenti agli interessi di alcune categorie
economiche. Una tipica operazione da sottobosco della politica che mette gravemente a rischio la
tutela di un monumento nazionale tramite un progetto di deregolamentazione degli orari e dei flussi
di visitatori. Insomma un pasticcio, come giustamente l’ha definito il Segretario Generale del
MIBACT, fatto sulla pelle dei lavoratori e anche dei cittadini di Gradara e delle Marche. Su questa
vicenda torneremo con una analisi più approfondita non appena saremo in grado di valutare l’atto
sottoscritto da MIBACT e Comune, chiesto oggi alla DG Musei, che si è impegnata a fornircelo. Al
momento esprimiamo la nostra più ferma indignazione e tutta la nostra fattiva solidarietà ai
lavoratori.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

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