MIBACT: note unitarie su incontro direzione politica e rilievi CCIM con comunicato d’accompagno

25 Settembre 2020

SE IL BUON DIO STA NEI DETTAGLI,
IL DIAVOLO STA NEL CCIM!

Il titolo – volutamente provocatorio – di questo comunicato si riferisce ai rilievi che gli organi di
controllo hanno fatto al nostro CCIM, ormai obsoleto, la cui nuova formulazione è il frutto di mesi
di incontri e di un lungo lavoro di lima rispetto alle legittime diversità di vedute su aspetti
contrattuali ed economici. Dopo un’informativa sommaria con cui ci si comunicava l’insorgere di
questi rilievi ieri siamo entrati in possesso della documentazione relativa e il risultato che ne è
scaturito coincide con la convinzione che si sia voluto sferrare un attacco alle prerogative sindacali
di secondo livello e alla qualità delle relazioni fra le parti (tradizionalmente di qualità, a dispetto di
quanto si possa pensare). Non è un caso che i precedenti CCIM siano stati presi a modello da altre
Amministrazioni e non è un caso che, complice anche l’altissima professionalità della DG Bilancio,
su molti aspetti il MiBACT sia l’unico ente che paga in conto competenza (quindi nell’anno in
corso). Ma, evidentemente, se un ministero funziona meglio di altri, l’input è di mandare in malora
anche le amministrazioni che funzionano; e a prezzo di carichi lavorativi enormi.
Il Dipartimento Funzione Pubblica vorrebbe fosse stralciata la definizione concordata dei criteri
generali delle metodologie di valutazione del personale e dei relativi indicatori standard di
riferimento, che a suo avviso spetterebbe esclusivamente all’Amm.ne. Lo stesso ritiene, inoltre, che
non sia legittimo nemmeno il livello di contrattazione collettiva regionale vigente nel MiBACT, in
quanto non previsto (ma ovviamente nemmeno escluso) dal CCNL FF. CC. 2016/2018, il quale
prevede solo quelli nazionale e locale (a livello RSU), ignorando del tutto la struttura decentrata del
nostro dicastero e la prassi consolidata e proficua in materia. All’art. 4 individua la presenza di
materie oggetto di informativa – come i criteri di progressione fra le aree – che non sarebbero
previste dal CCNL. Sempre oggetto di informativa dovrebbero essere: gli stessi contingenti di
progressione fra le aree, i criteri di valutazione della performance e di conferimento delle posizioni
organizzative, nonché dei criteri di determinazione della relativa retribuzione.
Nemmeno la fattibilità dei progetti e programmi presentati dalle OO.SS. dell’Organismo paritetico
per l’innovazione – importante creazione del CCIM all’art. 4 lett. C – e, più in genere, le funzioni
istruttorie di questo nelle materie di confronto sono state ritenute ammissibili, in quanto non
previste dal CCLN. Lo stesso si dice per altre materie di contrattazione integrativa (organizzazione
del lavoro, articolazione delle tipologie di orario di lavoro, turnazioni, criteri per la mobilità, per la
formazione per l’introduzione di sistemi di innovazione tecnologica, per le prestazioni per conto
terzi, per le prestazioni di telelavoro), previste dal Contratto di comparto ma non espressamente
assegnate ad essa.
Perfino la prassi MiBACT dell’istituzione dei ‘tavoli tecnici’ per istruire questioni da definire con
gli accordi viene criticata: perché comporterebbe dei ‘costi’ per l’Amm.ne
In conclusione, i sistematici rilievi del Dipartimento – che di fatto contestano tutti i punti
qualificanti e quindi tutto l’impianto del CCIM – partono dal presupposto generale ‘politico’ che il
CCNL sia ‘tassativo’ (nel senso che alla contrattazione integrativa possono essere affidate solo le
materie espressamente indicate dal CCNL) ed ‘esclusivo’, nel senso che alla contrattazione
integrativa di ministero non può essere affidata alcuna materia né parte di materia nuova o diversa
da quelle affidate al livello di comparto; perfino quando tale materia manca fra queste ultime in
quanto specifica del MIBACT. Il nostro Integrativo, praticamente, è un testo diabolico, trattato alla
stregua di una silloge di malefici e stregonerie.
Non siamo preoccupati dalle soluzioni alternative, perché la lunga attesa e un po’ di esperienza ci
hanno consentito di trovare accorgimenti soddisfacenti. Siamo, invece, molto preoccupati dalla
volontà di volere azzerare il nuovo CCIM disconoscendo non soltanto i diritti delle lavoratrici e dei
lavoratori ma mettendo in dubbio le prerogative – rafforzate dal CCNL – sindacali di secondo
livello. E su questo lo scontro sarà garantito e duraturo. Siamo convinti che l’Amministrazione, nel suo stesso interesse, sarà sufficientemente convincente nello spiegare che questi attacchi politici al sindacato non giovano a nessuno.
Nell’avvisare che la nostra reazione sarà senza dubbio immediata laddove non vedessimo una celere marcia indietro da parte di Funzione Pubblica, lo stato di agitazione che non abbiamo proclamato in queste settimane per via dello sblocco (coincidenze?!) di alcuni pagamenti sospesi sarà il nostro faro e il percorso che intraprenderemo nel prossimo futuro. Abbiamo strumenti a sufficienza per impedire sia la buona riuscita della valorizzazione programmata che la fruibilità dei siti. All’utenza spiegheremo le motivazioni che ci avranno costretto ad assumere atteggiamenti drastici e siamo sicuri di ricevere quella solidarietà che non è mai mancata alle nostre rivendicazioni contrattuali.

FP CGIL                                      CISL FP                                     UIL PA
C. Meloni                       V. Di Stefano – G. Nolè                  F. Trastulli

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