INPS – Non per gli attestati, ma per la crescita: la formazione che ci meritiamo

13 Gennaio 2026

Si è svolto oggi l’incontro tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali in sede OPI, per analizzare la bozza del Piano di Formazione 2026-2028 trasmessa alle rappresentanze dei lavoratori.

Il documento, articolato ed esaustivo, conferma il ruolo centrale che INPS intende riconoscere alla valorizzazione dei dipendenti, primo patrimonio da custodire per la creazione di valore pubblico.

Come FP CGIL da sempre sosteniamo la necessità di concepire la formazione come una leva di crescita, non come una sequela di adempimenti da eseguire con approccio meccanico.

Con questo spirito, abbiamo evidenziato alcuni spunti che riteniamo possano essere migliorativi, per dare forza e consistenza all’impegno messo dall’Istituto su questo versante.

Abbiamo quindi rilevato:

  1. La necessità di investire maggiormente su corsi specialistici e di prodotto. È sempre più essenziale, per l’erogazione del servizio e della consulenza, recuperare il livello di conoscenze tecniche depauperatosi nel tempo, vuoi per il turn-over, vuoi per l’attivismo del Legislatore (che ha introdotto, specie negli ultimi anni, un numero via via maggiore di prestazioni e servizi). In particolare, meritano più attenzione i temi della previdenza, delle prestazioni, dei contributi e quello della lotta alle frodi (estendendo la formazione per l’Audit anche ai professionisti coinvolti negli accessi). I corsi INPS, a nostro avviso, debbono concentrarsi sulle attività svolte dall’Istituto, ampliandone l’offerta.

2)  L’opportunità di valorizzare la formazione stessa. All’adozione, in via sperimentale, della direttiva Zangrillo sulle 40 ore i territori hanno risposto a macchia di leopardo. Da qui la necessità di strutturare un percorso per coadiuvare i dirigenti nella loro funzione. Una funzione che non si limita ad attestare le carenze di professionalità esistenti (la cd. ricognizione dei fabbisogni), ma rappresenta il viatico per instradare, con un proficuo monitoraggio, le lavoratrici e i lavoratori verso percorsi di maggiore professionalità, garantendo un equo accesso, su tutto il territorio, a ogni strumento a disposizione (Success factors, Syllabus e corsi SNA). In questo senso ci aspettiamo un impegno costante da parte della DC competente per rendere i percorsi pienamente fruibili.

3) La centralità di un aggiornamento continuo per i titolari di posizione organizzativa, con corsi specifici per l’area flussi e per l’area prestazioni. Qui la modalità test iniziale, corso, test finale potrebbe essere utile in una prospettiva di crescita complessiva dell’organizzazione. Non va dimenticata, peraltro, l’importanza della consapevolezza gestionale, elemento che fa dei titolari di PO dei primus inter pares. L’abilità di questi non sta soltanto nel raggiungere il risultato, ma nel saper coordinare virtuosamente il gruppo di lavoro. Su questo è necessario un focus.

4)L’adeguamento delle conoscenze tecnologiche e informatiche. Per comprendere come siano cambiate le procedure e le lavorazioni, ma soprattutto la trasformazione verso il digitale e l’Intelligenza Artificiale. Sarebbe un errore pensare che tale segmento è a esclusivo appannaggio di chi cura l’informatica, essendo la formazione un processo olistico di crescita collettiva che poggia giocoforza sulla consapevolezza condivisa e diffusa.

Abbiamo quindi auspicato che la formazione torni a essere sempre più un’attività pluri-polare, basata su diversi touch-point: non solo corsi da remoto, ma confronto in presenza e formazione on the job, con un adeguamento dell’apprezzamento economico riconosciuto ai formatori.

La formazione INPS, ma più in generale la strategia dell’Istituto, deve coinvolgere poi in maniera strutturata anche il Contact Center, che gestisce una fetta dei processi di lavoro rilevante per l’interazione con i cittadini e quindi per il lavoro delle colleghe e dei colleghi del territorio.

Abbiamo richiesto una nuova convocazione, già nel mese di aprile, dell’OPI stesso, per fare il punto sulle strategie adottate, sui primi risultati ottenuti e sulla tenuta delle sedi rispetto al vincolo delle 40 ore.

FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Alessandro Casile

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