INPS – Concorsi, memoria corta e gerarchia delle fonti

06 Febbraio 2026

Abbiamo letto con grande interesse lo slancio ideale di una battaglia condotta “in solitaria”. Il terreno scivoloso è quello del concorso per 49 dirigenti, con l’equiparazione tra master e dottorati/diplomi di scuole di specializzazione per l’accesso alla procedura con tre anni di anzianità.

Peccato che, in questa corsa all’indignazione, si sia smarrita un po’ di memoria storica.

La richiesta di equiparazione dei titoli non nasce oggi e basterebbe una rapida ricerca online per evitare la sindrome dei primi della classe e scoprire che è condivisa (qui il link).

Ma è il merito che ci interessa, perché l’azione sindacale vive di continuità, non di autocelebrazioni.

E allora il tema vero non è dire: “siamo i soli che ci hanno provato”, ma interrogare l’Amministrazione sul perché di questa scelta.

Non vogliamo sventolare FAQ altrui come se fossero atti normativi, né pretendere che documenti interpretativi informali prevalgano su bandi e deliberazioni assunte dagli organi di vertice di un ente pubblico. La gerarchia delle fonti – per quanto talvolta evocata come un reperto archeologico – continua a esistere e a produrre effetti giuridici.

Il punto centrale, oggi come ieri, è un altro: chiedere conto all’Amministrazione del perché di questa determinata scelta. Una scelta che penalizza una parte importante della platea di potenziali candidati. Insistere su quali valutazioni l’abbiano sorretta e verificare se vi siano

state o meno interlocuzioni preventive. Solo così si può capire se siamo davanti a un orientamento restrittivo consapevole, a un vincolo interpretativo o a una scelta pilatesca.

Rivendicare l’esistenza di precedenti in altre amministrazioni è legittimo; pretendere che una FAQ diventi fonte sovraordinata un po’ meno. Soprattutto se il rischio è quello di alimentare aspettative che, in assenza di un solido ancoraggio normativo e istituzionale, finiscono per ritorcersi contro chi lavora.

Ai lavoratori servono regole chiare, legittime e, soprattutto, percorsi di carriera e riconoscimenti di professionalità. Non illusioni o contenziosi inutili.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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