Polizia Penitenziaria – Situazione nelle carceri sempre più critica: è ora di agire!

17 Aprile 2026

La situazione di emergenza in cui versano pressoché tutti gli istituti di pena, ormai quotidiana, va peggiorando drammaticamente e rischia di precipitare, come dimostrano i fatti accaduti nell’ultima settimana: una rivolta presso il Carcere di Rebibbia, una evasione nel carcere di Avezzano, gli accadimenti presso l’IPM di Bologna, quelli presso l’IPM dell’Aquila dove tre giovani reclusi sono stati ricoverati nell’Ospedale San Salvatore, dopo aver ingerito pezzi di ceramiche e pile e gli eventi dell’IPM di Rovigo.

Un quadro allarmante dove sovraffollamento e carenza di organici creano un pericoloso cortocircuito che mette a dura prova l’intero sistema Penitenziario.

Diciamo basta a questo stato di cose e chiediamo urgenti interventi risolutivi.

Chiediamo l’impegno delle forze politiche e istituzionali ad affrontare seriamente le questioni che affliggono i Penitenziari Italiani.

L’urgenza di un intervento è innegabile e i fatti dimostrano che il mandato costituzionale di cui all’art. 27 è posto fortemente in discussione. Un tale stato di emergenzialità del sistema penitenziario è indegno di un paese civile.

Siamo fortemente preoccupati per le condizioni in cui sono costretti a lavorare e vivere agenti e reclusi; in questi anni abbiamo assistito ad annunci da parte della politica e dei dirigenti che sembravano descrivere un quadro molto diverso da quello che la realtà pone dinanzi a tutti. L’unica strada percorsa da questo governo, sul tema “sicurezza”, è quella dell’inasprimento delle pene: in sostanza, si riempiono ancora di più gli istituti penitenziari di persone che devono scontare pene, invece di incrementare gli organici e migliorare le condizioni di lavoro di chi ci opera.

È ora di aprire un confronto costruttivo, serio, che tenga conto dei gravi fatti che quotidianamente accadono.

Non c’è più tempo da perdere, bisogna affrontare la questione del sovraffollamento e la questione delle carenze degli organici di Polizia Penitenziaria.

Per quanto concerne gli Istituti Penali per Minori, è necessario adottare gli opportuni provvedimenti affinché la permanenza di detenuti che, raggiunta e superata la maggiore età, vi restano in quanto coinvolti in progetti di reinserimento e recupero, abbia concrete e reali possibilità di successo e non rappresenti un ulteriore elemento di affollamento e criticità.

La FP CGIL Polizia Penitenziaria, nel denunciare quanto sta avvenendo negli istituti di pena italiani, chiede con forza un confronto sulle questioni sollevate che, se dovessero restare irrisolte, renderanno ineluttabile l’adozione di tutte le misure di protesta a tutela di tutti gli operatori.

Coordinatore nazionale Polizia Penitenziaria FP CGIL 

Donato Nolè

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