INL, FP CGIL – Incontro sulla vigilanza

20 Aprile 2026

Lo scorso 17 aprile abbiamo avuto incontro con il Direttore Centrale della Vigilanza e Sicurezza del Lavoro.

È stata l’occasione per proporre una serie di temi già evidenziati nel nostro documento sulla vigilanza di qualche settimana fa.

Visto che il Direttore ci ha anticipato che nei prossimi giorni saranno presentati i risultati dell’attività di vigilanza 2025 e le linee guida della vigilanza per il 2026, abbiamo evidenziato che non si può continuare a stabilire obiettivi per l’anno in corso mentre si è già prossimi alla prima metà dell’anno stesso e che occorre fare in modo che questi tempi siano anticipati. Sempre rispetto agli obiettivi, abbiamo chiesto il superamento della mera logica numerica e l’inserimento tra gli obiettivi anche delle varie attività di verifica (come quelle ai patronati, ad es.), trattandosi di attività svolte al pari di tutte le altre.

Abbiamo poi chiesto chiarimenti rispetto al verbale di primo accesso della vigilanza tecnica che tanti problemi sta creando, evidenziando come questo possa rappresentare l’ennesimo elemento di separazione tra Vigilanza Ordinaria e Vigilanza Tecnica che noi contestiamo da anni, oltre a un ingolfamento dell’attività ispettiva. Su questo punto, ci è stato risposto che questo verbale nascerebbe da un confronto con i Responsabili della Vigilanza Tecnica, per evidenziarne le specificità. Tuttavia, considerate le varie criticità evidenziate da più parti, ci è stato anticipato che sarà emanata una nota con cui si chiarirà che l’elenco di violazioni indicate e di atti acquisiti/verificati dovrà essere considerato, dal personale ispettivo tecnico, come meramente ricognitivo e non tassativo e che dovranno essere prese in considerazione solo le cose contestate, così da ridurne di molto il contenuto. Abbiamo comunque ribadito la richiesta che, laddove l’ispezione sia effettuata da ispettori tecnici e ordinari, il verbale di accesso torni comunque unico, ferme restando le specificità della vigilanza tecnica. Ad esempio, si potrebbe immaginare di avere un verbale di accesso unico, con una parte tecnica e una ordinaria e che ciascuno dei due settori compili la parte di propria competenza.

Il Direttore ci ha confermato la volontà di creare nuovamente il Processo di Vigilanza Tecnica a ogni livello, lasciando i raccordi regionali già presenti. Avendo in organico circa un migliaio di ispettori tecnici ci sembra condivisibile, negli uffici in cui vi siano i numeri minimi per farlo. Tuttavia, in una visione organica della vigilanza, occorre evitare da subito che la Vigilanza Ordinaria e quella Tecnica agiscano ognuna per conto proprio, perché sarebbe l’ennesima follia procedurale. È fondamentale ricondurre la Vigilanza sul lavoro a unità, avendo due Processi che dialogano tra loro e programmano la vigilanza con squadre normalmente miste di ispettori, fatti salvi casi eccezionali.

Abbiamo poi posto il tema dei tanti Tecnici della Prevenzione provenienti dalle ASL che hanno preso servizio o stanno prendendo servizio come ispettori tecnici. Noi crediamo questa professionalità vada valorizzata e messa a fattor comune: pertanto, laddove questi lavoratori lo chiedano, si possa esonerarli dal periodo di prova (come previsto anche dal CCNL, peraltro e come già accaduto in alcuni uffici), così come possano avere una formazione più rapida, avendo già competenza ed esperienza. Ancora, considerando che molti di loro hanno anche professionalità specifiche attualmente non presenti in INL, abbiamo chiesto di avvalersene, per incrementare la propria capacità, anzitutto mappandone le competenze, poi acquistando la strumentazione specifica (ad es. per i campionamenti) e attraverso percorsi di formazione che questi colleghi potranno erogare ad altri ispettori tecnici, così da allargare le competenze dell’Ente.

Registriamo con favore la disponibilità dell’Amministrazione a ridurre l’onere formativo a carico di questi colleghi e a valutare l’esonero dalla prova se richiesto, come anche sull’avvalimento delle competenze di questi colleghi, nell’ottica di incrementare la professionalità ispettiva.

Riguardo alla vigilanza in Sicilia, abbiamo nuovamente chiesto un incremento dei numeri del contingente, visto che ora c’è un ufficio preposto in direzione generale, e rilanciato l’idea di dare un senso di stabilità a questi colleghi, ad esempio allungandone il periodo di distacco. Su questo, il Di-rettore ha dato disponibilità, sebbene rispetto alle tempistiche del prossimo interpello registriamo, purtroppo, ancora eccessiva vaghezza. Per questo, torneremo di certo a chiedere aggiornamenti, non appena si sarà costituito il nuovo ufficio preposto.

Nessuna risposta è invece venuta rispetto ad altre questioni che abbiamo posto: sul riconoscimento di indennità anche all’interno del Comune, sull’incremento del valore economico dell’indennità per pasto e su come trovare una soluzione all’incremento del costo del carburante a causa della folle e scellerata guerra in atto. Su quest’ultimo punto, l’Amministrazione potrebbe ad esempio incrementare la percentuale di rimborso riconosciuta, attualizzando il Decreto Direttoriale emanato prima dell’avvio della guerra, ovvero stabilire che l’entità del rimborso sia commisurata al costo del carburante più caro.

In ogni caso, l’INL già si è avvalso di autonomia contabile per decisioni simili e quindi può rifarlo, senza timore di andare incontro a rilievi di alcun genere.

Le lavoratrici e i lavoratori aspettano.

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

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