INPS: INFORMATICI: STOP ALLA DEPROFESSIONALIZZAZIONE!

29 Aprile 2026

Nel 2022, con la revisione dell’ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’Istituto, l’Amministrazione decise di riformare il modo in cui operava l’informatica INPS. Nacque allora l’Area Procedure.

L’obiettivo era dichiarato: bisognava garantire un assetto end-to-end della funzione Informatica e Innovazione, finalizzato a dare coerenza, rapidità decisionale e maggiore controllo sui risultati.

A fronte di questo impianto, pur condivisibile sul piano teorico, la gestione pratica delle professionalità destinate a tali attività ha generato nel tempo distorsioni intollerabili, creando una disparità di trattamento non più sostenibile.

Il nodo centrale della questione risiede nella divergenza strutturale che si è venuta a creare tra chi opera in DCTII (Direzione Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione) e quanti sono stati “confinati” nelle strutture amministrative. Tale asimmetria si declina su più fronti:

 

  1. Lavoro Agile: Mentre in DCTII si beneficia di un regime coerente con l’alta componibilità digitale del profilo, nelle Direzioni amministrative si assiste a una contrazione dello smart working non giustificata da esigenze di servizio, in aperta violazione del principio di omogeneità di trattamento tra lavoratori dello stesso profilo.
  2. Accesso agli incarichi: Il ruolo di Capo Progetto Informatico rappresenta il naturale sbocco di valorizzazione professionale ed economica. Precludere tale accesso a chi opera nelle aree amministrative significa, di fatto, cristallizzare una discriminazione economica stimabile in circa 6.000 € annui lordi.
  3. Obsolescenza tecnica forzata: È paradossale che funzionari informatici non abbiano accesso ai sistemi, agli ambienti di sviluppo e alle basi dati dell’Istituto. Senza strumenti, il rischio concreto è la “deprofessionalizzazione” irreversibile, un danno che l’Istituto non può permettersi di infliggere al proprio capitale umano.

 

Lo ribadiamo ancora una volta: non si può parlare pubblicamente di valorizzazione del merito se poi, nei fatti, si creano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B in modo sistemico. Servono interventi correttivi immediati, quali:

 

  • Un interpello straordinario per il rientro in DCTII. È necessaria l’attivazione di una procedura di mobilità interna verso la Direzione tecnica che superi il vincolo del nulla osta da parte delle Direzioni di appartenenza. Il diritto alla crescita professionale non può essere ostaggio di resistenze burocratiche.
  • Il conferimento di incarichi tecnici nelle Aree Procedure. Qualora l’Amministrazione intenda mantenere presidi tecnici nelle Direzioni Amministrative, deve contestualmente prevedere l’istituzione di incarichi di Capo Progetto anche in tali aree. La presenza di questa figura rappresenterebbe l’elemento necessario per dare reale ed effettiva compiutezza all’approccio organizzativo originario, saldando definitivamente la componente tecnica a quella amministrativa, oltre a garantire pari opportunità di carriera e di retribuzione accessoria.

 

O ci si muove in questa direzione, o tanto vale mettere in discussione l’assetto costituito ormai quattro anni addietro.

Perché la questione centrale è una: gli informatici dell’INPS sono una risorsa strategica per la transizione digitale dell’Istituto o semplici tappabuchi organizzativi?

Chi ha creduto in un percorso tecnico e oggi si ritrova ai margini dei processi core dell’INPS merita una risposta. Il tempo delle forzature organizzative è scaduto.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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