Sanità: Fp Cgil, “bene Schillaci su mmg, ma servono risorse e tutele”

30 Aprile 2026

“Assistenza territoriale, medicina generale e Case della Comunità: aperture importanti del Ministro Schillaci che con proposta di dipendenza e scuola di specializzazione per i medici di medicina generale va nella direzione da noi sempre auspicata, ma servono garanzie su risorse, tutele e standard nazionali”.

Così Fp Cgil in riferimento alla proposta di legge delega sulla riforma delle cure primarie proposta in bozza dal Ministro della Salute Orazio Schillaci.

“Il decreto apre finalmente a temi non più rinviabili: dal progetto di istituire una scuola di specializzazione universitaria per la medicina generale, al progressivo superamento della remunerazione fondata prevalentemente sulla quota capitaria, in favore di una componente fissa
oraria, integrata per obiettivi. Su questo punto, tuttavia – osserva Fp Cgil – occorre massima attenzione: gli obiettivi devono essere clinicamente fondati, misurabili e orientati alla qualità della cura, non al semplice contenimento della spesa”.

“Uno spiraglio di apertura importante, che va nella direzione da noi auspicata da anni, è certamente quello del possibile passaggio al ruolo della Dirigenza anche per i medici di medicina generale. Una prospettiva che, se correttamente attuata, potrebbe garantire maggiori tutele professionali: maternità, congedi parentali, malattia, infortunio, ferie retribuite, coperture previdenziali. Siamo favorevoli anche ad un passaggio intermedio – si legge nella nota di Fp Cgil – che nella giusta direzione preveda un doppio binario tra i professionisti che sceglieranno di continuare a lavorare in convenzione e quelli che nelle case di comunità devono essere inquadrati come Dirigenti, ma restiamo contrari agli ibridi previsti dal ruolo unico dell’attuale ACN, che in realtà non fa che appesantire di nuovi oneri i già sovraccaricati medici di medicina generale”.

“La direzione verso modelli multiprofessionali rappresenta un passaggio indispensabile per superare un modello frammentato e costruire una sanità territoriale realmente prossima ai bisogni delle persone”. Secondo Fp Cgil permangono, però, “criticità significative: le Case della Comunità risultano insufficienti a garantire una capillarità effettiva del servizio. Preoccupa l’assenza di coperture finanziarie adeguate. Rimane aperto il nodo delle diseguaglianze regionali. Particolare attenzione merita l’ipotesi di futuri interventi sull’accreditamento di soggetti erogatori
privati nell’assistenza primaria territoriale: una scelta di questo tipo aprirebbe a un ulteriore inaccettabile canale di privatizzazione, indebolendo il ruolo del servizio pubblico”.

Fp Cgil, infine, contesta “la limitazione dell’accesso al nuovo regime contrattuale solo per chi possiede ulteriori specializzazioni. È necessario definire da subito criteri chiari di equiparazione del percorso formativo della medicina generale alle specialità”.

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