MEF – Rimandati a settembre?

03 Luglio 2026

Pensavamo che almeno potessimo aprire la stagione estiva con qualche elemento di chiarezza in più su quanto c’è da fare ancora per il personale (molto) e quanto è stato fatto fin qui (poco). Invece ci troviamo di fronte l’ennesimo bando pubblicato a metà dall’amministrazione, con un applicativo che neanche segue quanto previsto da una policy inadeguata a tutelare le esigenze dei dipendenti: come si fa a fare richiesta per oltre 5 giorni di coworking? Si manda un piccione viaggiatore in via XX settembre?

Abbiamo scritto pochi giorni fa al capodipartimento per chiedere che siano date indicazioni chiare su quali misure di salute e sicurezza debbano essere messe in campo in tutte le sedi. Non si pensi che qualche giorno di pioggia sia sufficiente a far passare di mente le gravi criticità che ci sono in diverse sedi: questa non può più essere trattata con strumenti emergenziali perché non si tratta di “emergenza caldo”, ma di una situazione assolutamente prevedibile nel tempo visti gli ultimi anni e che richiede misure strutturali e programmate con anticipo. Gli imprevisti possono chiaramente capitare, ma l’amministrazione come chiede il puntuale rispetto delle regole ai dipendenti deve essere altrettanto pronta ad adottare tutti gli strumenti di flessibilità organizzativa, compreso il ricorso straordinario al lavoro a distanza in deroga e non solo, quando è necessario.

E ancora, che fine ha fatto la liquidazione dei compensi per l’ex CUT 2023-2024? Non diciamo l’intero importo, per carità bontà delle parti che hanno fatto l’interpretazione autentica di un accordo firmato 6 mesi prima in ritardo di 2 anni, ma almeno dell’80% delle somme che comunque dovevano essere riconosciute al personale? È poco serio per il Ministero dell’economia e delle finanze dire che si stia ancora aspettando un decreto di riassegnazione delle risorse sui corrispondenti capitoli di bilancio. E a farne le spese sempre gli stessi: il personale.

Come sui criteri per il rimborso delle spese scolastiche, di trasporto, etc., memori di essere state delle cassandre inascoltate, abbiamo chiesto per tempo di rivedere le fasce ISEE e le percentuali in modo da evitare di lasciare fuori così tante lavoratrici e lavoratori, troppi, a cui non è stata data risposta. Riteniamo che anche su questo si debba e si possa fare meglio. Formuleremo nei prossimi giorni le nostre proposte all’amministrazione, in attesa di capire se ci potrà essere una risposta su alcuni dei molti interrogativi aperti.

O tutti rimandati a settembre? 

Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF

Andrea Russo

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