Al Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Matteo Perego di Cremnago
Vice Capo di Gabinetto Civile
Dott. Francesco Rammairone
Al Direttore Generale del Personale Civile Difesa
Dott.ssa Maria De Paolis
Oggetto: Richiesta di rivalutazione della prima assegnazione del personale in relazione alle esigenze organizzative dell’Amministrazione
Con la presente intendiamo fornire un contributo costruttivo, anche alla luce delle criticità emerse a seguito della conclusione delle recenti procedure concorsuali.
È noto che l’art. 35, comma 5-bis, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, prevede l’obbligo di permanenza dei vincitori di concorso nella sede di prima assegnazione per un periodo non inferiore a cinque anni, stabilendo che tale disposizione non è derogabile dalla contrattazione collettiva.
Tale previsione, tuttavia, non può essere interpretata come un divieto assoluto per l’Amministrazione di disporre una diversa assegnazione del personale quando questa sia motivata da prevalenti esigenze organizzative, funzionali e di buon andamento dell’azione amministrativa.
A tal proposito, il Dipartimento della Funzione Pubblica, con il parere n. 103321 del 24 marzo 2022, ha chiarito che il vincolo quinquennale non può tradursi in un limite “automatico e paralizzante” per l’Amministrazione. Al contrario, è stato espressamente affermato che, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, l’Amministrazione può procedere ad una diversa allocazione del personale qualora ciò risulti maggiormente rispondente alle esigenze organizzative e all’ottimizzazione delle risorse umane, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e uniformità di trattamento.
Alla luce di tali disposizioni normative e dell’orientamento espresso dal Dipartimento della Funzione Pubblica, appare evidente che il vincolo quinquennale è posto a tutela della stabilità organizzativa, ma non limita il potere dell’Amministrazione di adottare, con adeguata motivazione, provvedimenti di riassegnazione del personale quando essi siano funzionali a una migliore distribuzione delle risorse, alla copertura delle sedi maggiormente carenti o al perseguimento dell’interesse pubblico.
Vista anche la discussione attualmente aperta in materia di mobilità volontaria, si chiede di prevedere una deroga al vincolo di permanenza quinquennale, al fine di consentire l’accesso alle procedure di mobilità anche al personale che non abbia ancora maturato tale requisito.
La richiesta è motivata dall’esigenza di favorire una più efficace gestione delle risorse umane, valorizzando le professionalità esistenti e garantendo, al contempo, una migliore conciliazione tra le esigenze organizzative dell’Amministrazione e quelle personali e familiari dei dipendenti.
Una simile scelta consentirebbe di coniugare l’efficienza dell’azione amministrativa con una più razionale distribuzione delle risorse umane, valorizzando il benessere organizzativo del personale senza compromettere l’interesse pubblico.
Il Coordinatore Nazionale FPCGIL Ministero Difesa
Marco Campochiaro