ADEPP – UNITARIO : DUE PESI, DUE MISURE

06 Agosto 2026

Contrariamente a quanto avvenuto per la sottoscrizione della pre-intesa del CCNL dei dipendenti, per il quale Adepp aveva fermamente richiesto l’adesione di tutte le sigle sindacali, ieri la stessa Adepp ha inopinatamente ritenuto di poter firmare la pre-intesa del CCNL dei dirigenti senza CGIL e UIL.
E dopo soli due incontri, senza che le scriventi OO.SS. abbiano avuto modo di leggere alcuna bozza di articolato – nonostante fosse stata espressamente richiesta.
Entrambe le sigle, infatti, avevano comunicato la propria impossibilità a partecipare al secondo incontro previsto, per impegni già presi o inizio ferie, considerato peraltro che il 29 luglio u.s., primo giorno di contrattazione per il rinnovo del CCNL dei dirigenti, si era convenuto di proseguire a settembre p.v., per dar modo alla delegazione trattante di parte datoriale di sottoporre all’assemblea dei Presidenti le
rivendicazioni sindacali, da loro definite troppo onerose.
La scena sembrava ripetersi: intervenire sul tabellare oltre l’IPCA NEI sarebbe stato per le Casse, Enti e Fondazioni un costo insostenibile. L’effetto di trascinamento, poi, avrebbe messo i vari datori di lavoro in crisi… Tutto questo, mentre la Corte dei conti avrebbe posto questioni, a dire di parte datoriale, solo sul costo del personale. Strano, perché a noi risultano ben più ampie le richieste della Corte, e non certo focalizzate esclusivamente sul costo del personale…
Ma poi, tutti i risparmi di gestione, agevolati anche da un buono pasto (che ad oggi avrebbe un valore medio ben oltre i 18 euro!) fermo a 7 euro dal 2012, che fine hanno fatto?
Sia chiaro che ciò che noi stigmatizziamo è soprattutto il doppiopesismo nell’approccio e nei diversi criteri utilizzati nei cicli negoziali appena conclusi: mentre al tavolo della contrattazione del personale non si è riusciti a reperire i fondi per il finanziamento della quattordicesima mensilità con 2 punti percentuali rinvenienti dal costo contrattuale – come FP CGIL e UIL FP chiedevano – anziché solo dello 0,69%, al tavolo della dirigenza non sembrano esserci stati gli stessi problemi di sostenibilità. Mentre per il personale dipendente si è voluto ribadire che gli incrementi salariali sono stati definiti sulla base dell’indice IPCA-NEI (nonostante la nostra richiesta di togliere tale inciso), per la dirigenza il medesimo inciso non è stato previsto.
La domanda, quindi, sorge spontanea: perché fare sempre due pesi e due misure? Si è valutato l’impatto divisivo su tutto il personale di un simile approccio?
Per noi i lavoratori sono tutti uguali e la tutela dei loro interessi e prerogative è la nostra unica bussola, e non intendiamo di certo fomentare tra di essi guerre o contrapposizioni, essendo ben coscienti che si tratta di ordini di grandezza assai differenti fra loro. Ma è tuttavia innegabile che l’aumento del costo dei beni di consumo incida in maniera assai più significativa sui redditi medio-bassi che su quelli medio alti.
Di seguito, tanto per capire di cosa parliamo, la tabella comparativa tra rinnovo CCNL dipendenti e CCNL dirigenti:

FP CGIL                          UIL FP
Matteo Ariano             Antonio Borruto
Cristina Arpaia

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