Alla Capo Dipartimento
Dott.ssa Lina Di Domenico
Alla Direttrice Generale
Dott.ssa Mariaisabella Gandini
Oggetto: Richiesta di riesame delle istanze di scambio di sede
Gentili dott.sse
sono pervenute alla scrivente numerose lamentele e segnalazioni in merito al rigetto delle istanze di richiesta di scambio di sede presentate dalle lavoratrici e dai lavoratori.
A nostro avviso, lo strumento dello scambio di sede, laddove sussistano le necessarie condizioni e siano acquisiti i pareri favorevoli dei Dirigenti degli uffici interessati, rappresenta una soluzione organizzativa che non comporta variazioni delle piante organiche degli uffici coinvolti e che, pertanto, può essere valutata con particolare attenzione dall’Amministrazione.
Tale istituto consentirebbe, da un lato, di fornire una risposta concreta alle legittime esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori e, dall’altro, di favorire una migliore organizzazione degli uffici. Una maggiore stabilità personale e familiare, infatti, può incidere positivamente sulla qualità della vita lavorativa e contribuire a ridurre le assenze dovute a difficoltà logistiche e familiari.
Non può, inoltre, essere sottovalutata la situazione relativa ai collegamenti e alla mobilità sul territorio nazionale. Lo scarso sviluppo e, in numerose realtà, l’insufficienza dei collegamenti pubblici costringono quotidianamente molti dipendenti a ricorrere all’automobile privata per raggiungere il luogo di lavoro, con conseguenti maggiori costi economici per il lavoratore, oltre che un maggiore impatto ambientale. Tali oneri risultano oggi ancora più gravosi, considerato l’aumento generalizzato del costo della vita e la progressiva riduzione del potere d’acquisto degli stipendi.
La nostra Costituzione, all’articolo 1, pone il lavoro a fondamento della Repubblica. È proprio alla luce di tale principio che riteniamo necessario promuovere, ove possibile e nel rispetto delle esigenze organizzative dell’Amministrazione, condizioni di lavoro che consentano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa senza essere necessariamente costrette a sostenere trasferimenti quotidiani particolarmente onerosi e, in alcuni casi, incompatibili con le esigenze familiari.
In tale prospettiva, riteniamo che l’Amministrazione debba mettere in campo ogni strumento utile a favorire la permanenza e la valorizzazione delle professionalità già in servizio, soprattutto in una fase caratterizzata dalla crescente difficoltà nel trattenere il personale.
Gli istituti dello scambio di sede, dello smart working, del co-working e del part-time, laddove compatibili con le esigenze degli uffici e con la natura delle attività svolte, possono rappresentare importanti strumenti di conciliazione tra vita privata e attività lavorativa, contribuendo al contempo a rendere l’Amministrazione maggiormente attrattiva e a contrastare il fenomeno della mobilità in uscita.
A richiedere tali strumenti sono donne e uomini, madri e padri di famiglia, che quotidianamente devono conciliare i tempi di lavoro con quelli della vita familiare e che, nonché la necessità di tutelare il proprio reddito.
È necessario, infatti, considerare anche la crescente difficoltà economica delle famiglie. Gli stipendi, a fronte dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, degli affitti, delle utenze e dei servizi essenziali, risultano sempre più insufficienti a sostenere il complessivo costo della vita. In tale contesto, evitare trasferimenti e pendolarismi non strettamente necessari può rappresentare un concreto sostegno economico per le lavoratrici e i lavoratori.
Per quanto sopra esposto, chiediamo a codesta Dirigenza di voler riesaminare, in senso favorevole, le decisioni assunte in merito alle istanze di scambio di sede, valutando nuovamente le singole richieste alla luce delle esigenze rappresentate dai dipendenti e delle concrete possibilità organizzative degli uffici coinvolti.
Si evidenzia, inoltre, che, per quanto di competenza, il vincolo di sede segue il dipendente presso la nuova sede di assegnazione e che, laddove previsto dalla disciplina applicabile, anche il periodo di prova può essere svolto presso una sede diversa, senza che ciò determini, di per sé, un pregiudizio per l’Amministrazione o per l’organizzazione degli uffici.
Riteniamo che una valutazione positiva delle istanze, laddove compatibile con le esigenze di servizio, possa costituire non soltanto una risposta alle legittime esigenze individuali e familiari dei dipendenti, ma anche una scelta di buona amministrazione, finalizzata a migliorare il benessere organizzativo, favorire la continuità lavorativa e contribuire alla permanenza delle professionalità all’interno dell’Amministrazione.
Alla luce di tali considerazioni, confidiamo in un attento e positivo riesame delle istanze e nel loro accoglimento, ove sussistano le condizioni previste dalla normativa e dalle disposizioni vigenti.
In attesa di un cortese riscontro, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.
Fp Cgil
La coordinatrice nazionale giustizia
Felicia Russo